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giovedì 5 maggio 2016

Instagram rivoluziona il feed, cosa comporta per le aziende

Il social del momento annuncia una rivoluzione in stile Facebook: post non più in ordine cronologico, ma personalizzati da un algoritmo per i singoli utenti. Cosa implica per chi fa social media marketing turistico

“In media, le persone si perdono il 70% dei post sul loro feed Instagram; ciò che cerchiamo di fare è che il 30% che vede, sia il 30% migliore possibile”. Parole e musica di Kevin Systroom, cofondatore e chief executive di Instagram, in un’intervista al New YorkTimes  dello scorso 15 marzo.
Cosa significa? Che l’ordine nel quale i post appaiono sul social delle immagini diventerà simile a quello in vigore ormai da tempo su Facebook: non più cronologico, ma ordinato da un algoritmo che tiene conto degli interessi e del numero di interazioni di ogni singolo utente con coloro che segue (come spiegano gli stessi sviluppatori sul blogufficiale di Instagram .
La rivoluzione annunciata ha provocato una sollevazione popolare tra gli utenti, che tra colpi di hashtag #keepinstagramchronological e petizioni su Change.org stanno implorando i vertici di non abbandonare l’ordine cronologico. In realtà, questi ultimi hanno annunciato che il cambiamento non sarà repentino, bensì introdotto gradualmente e, almeno all’inizio, per un numero limitato di utenti.
La notizia ha gettato nello sconforto anche celebrità e influencer, preoccupati di perdere visibilità. Molti si sono precipitati ad invitare gli utenti ad attivare le notifiche per i loro profili, per far sì che se ne riceva una ogni volta che pubblicano qualcosa. Il problema è che se un utente segue cinquanta profili, e questi in media pubblicano tre post al giorno, significa ritrovarsi intasati da 150 notifiche quotidiane: non il massimo.
Cosa fare, quindi, se si fa social media marketing turistico per la propria attività e non si vuole perdere visibilità su Instagram? Un po’ come avviene su Facebook, conviene fidarsi dell’algoritmo. Che già da tempo, sul social di Zuckerberg, quando si accede dopo un po’ di tempo mostra per primi i post che corrispondono ai nostri interessi, e quelli degli amici con cui interagiamo con maggiore frequenza. Per avere buone chance di apparire in cima ai feed di coloro che ci seguono, dunque, non c’è strada migliore che interessare, incuriosire, stimolare chi ci legge, magari con delle call to action per incentivare le interazioni.

Insomma: l’algoritmo rende il newsfeed un posto meritocratico, quindi chi è più bravo emerge.

lunedì 18 aprile 2016

Instagram, le app per personalizzare le proprie foto



Se i filtri seppia o lo fi ormai sono banali e usati da tutti, queste app forniscono una soluzione per differenziarsi

Sempre più frequentato, sempre più amato, sempre più utilizzato per il social media marketing turistico della propria attività. Instagram è il social network del momento, ma proprio per questo il rischio è di passare inosservati nel mare di foto e hashtag. Una soluzione può essere differenziarsi, fare in modo che i propri scatti siano diversi dagli altri e non usino i soliti, banali filtri. E qui vengono in nostro aiuto app pensate apposta per questo scopo. Vediamone alcune.
Enlight è stata definita da Apple addirittura la migliore app di foto editor all-in-one. Costa 3,99 euro, è disponibile solo per dispositivi iOs ma consente di trasformare i propri scatti in vere e proprie opere d’arte.

Instagram è il social delle immagini, ma spesso le parole possono esprimere quel qualcosa in più che la sola foto. E non intendiamo la banale didascalia, ma proprio parole e frasi aggiunte dentro l’immagine. L’effetto, spesso, è sorprendente. Ecco allora SnapPen, di nuovo riservata a dispositivi iOs e al costo di 0,99 euro.
Sono ovunque. Sono la moda del momento. Sono virali. Parliamo delle gif, le immagini animate da guardare e riguardare in loop. Ecco allora Giphy Cam, sempre per iOs, che trasforma gli scatti in gif accattivanti e pronte a diffondersi a macchia d’olio.
Black, disponibile di nuovo per iOs, è invece dedicata a chi ama il bianco e nero e non si accontenta del solito filtro Moon. Intuitiva e semplice da utilizzare, è gratuita nella sua versione base ma offre feature aggiuntive al costo di 0,99 euro.

venerdì 4 dicembre 2015

Instagram, arriva Stibr l’app per professionisti

Permette di gestire fino a 5 account, di monitorare gli analitycs e presto consentirà la programmazione dei post

Dell’importanza di Instagram, che a settembre ha tagliato il traguardo dei 400 milioni di utenti, abbiamo già parlato. Che la presenza sul social delle immagini stile vecchie polaroid sia un fattore importante all’interno del piano di social media marketing, l’abbiamo già ribadito. Ora però c’è un valido motivo in più per ripeterlo, e si chiama Stibr.
Stibr è uno strumento ideato e pensato per chi utilzza Instagram per lavoro: permette innanzitutto di gestire fino a 5 account contemporaneamente, un po’ come Tweetdeck fa per Twitter; dispone poi di funzioni di ricerca avanzate: per hashtag, per utente, per localizzazione; e mette a disposizione dell’utente un set di analitycs davvero completo, articolato su tre pacchetti: Poweruser, Business e Brand, che hanno costi crescenti e dotazioni, ovviamente, in proporzione.
Insomma, tanta carne al fuoco. Ma non finisce qui, perché quelli di Stibr hanno in cantiere altre novità che metteranno prossimamente a disposizione degli utenti. Una su tutte, la possibilità di programmare i post per far sì che vengano pubblicati negli orari più adatti a creare engagement se chi gestisce l’account è impegnato in altro proprio a quell’ora, esattamente com’è possibile fare con le Pagine di Facebook.

Insomma, un set di strumenti davvero completo per utilizzare Instagram in modo professionale. Non ci si può più tirare indietro: occorre dotare la propria struttura di un account sul social delle immagini stile vecchie polaroid.

lunedì 21 settembre 2015

Instagram, ecco le nuove campagne pubblicitarie

Sono disponibili per tutti gli utenti, si lanciano da Facebook e sono costituite da foto o video corredati da una call to action

Circa 300 milioni di utenti attivi al mese, per 70 milioni di immagini pubblicate ogni giorno. Sono i numeri impressionanti (non da oggi) di Instagram. Con cifre del genere a disposizione di aziende e piccole attività, il passo non poteva che essere inevitabile: su Instagram sono arrivate le pubblicità.
Le nuove campagne pubblicitarie promettono di essere semplici da organizzare e lanciare e, novità, gli utenti lo possono fare usando Facebook  (che di Instagram è proprietario). Le inserzioni su Instagram possono quindi sfruttare il grande know how del social di Zuckerberg in materia di profilazione dei destinatari e sollecitazione della domanda latente.
In concreto, le pubblicità sono costituite da foto o video corredati dalla scritta “sponsorizzato”, un po’ come avviene sugli altri social. Dalla fine di agosto, tra l’altro, su Instagram è possibile pubblicare anche foto rettangolari, anziché solo quadrate com’era stato fino a quel momento. E’ possibile inoltre organizzare l’inserzione come un gruppo di immagini, fino a quattro, oppure con video della durata massima di 30 secondi. Last but not least, c’è ovviamente la possibilità di inserire un testo corredato ad una call to action che rimanda, ad esempio, ad una landing page sul proprio sito aziendale.
Luca Colombo, country manager di Facebook Italia, così ha presentato le campagne pubblicitarie su Instagram: “Siamo entusiasti di questo ulteriore passo avanti fatto dalla piattaforma, che permetterà alla nostra comunità di connettersi meglio e in modo più diretto con i brand che ama. Le nuove funzionalità che introduciamo oggi permetteranno ad aziende grandi e piccole di raggiungere i loro obiettivi di business, offrendo contenuti di forte ispirazione e di altissima qualità visiva”.

L’introduzione definitiva delle campagne è stata preceduta da una lunga fase di test condotta in partnership con aziende selezionate, durante la quale è emerso che i settori che hanno tratto maggiori benefici dall’iniziativa sono ecommerce, intrattenimento, commercio al dettaglio e turismo. Insomma, se si gestisce il profilo Instagram di una struttura o attività in ambito turistico ed enogastronomico, sembra proprio che sia il caso di dare un’occhiata alle nuove campagne pubblicitarie di Instagram.

lunedì 14 settembre 2015

Instagram, best practices per foto doc

I migliori consigli per scattare foto coinvolgenti e virali sul social delle immagini, suggeriti da professionisti del settore

La foto perfetta non esiste. Ma la ricerca di quella che buca lo schermo e spinge gli utenti di Instagram a premere il “cuoricino” o a condividerla è incessante, e coinvolge chiunque faccia comunicazione social per la propria azienda.
Ecco allora che il magazine on line Quarz ha chiesto ad alcuni esperti quali sono le pratiche migliori da seguire per ottenere foto “che spaccano” sul social delle immagini in stile Polaroid.
Innanzitutto, è meglio non usare l’app di Instagram per scattare le foto. Le app native della fotocamera su ogni dispositivo sono, in genere, migliori: permettono ad esempio di zommare (anche se sempre di zoom digitale si tratta). Meglio quindi ricorrere a queste per scattare le foto. Esistono poi app, come Camera+ per iPhone, che consentono di correggere i difetti delle foto e migliorarle ulteriormente.
Ci sono poi le sane, vecchie regole di composizione che vengono insegnate come l’abc della fotografia ad ogni corso, e che è bene non scordare neanche su Instagram. Parliamo innanzitutto della regola dei terzi, fondamentale soprattutto nel ritrarre paesaggi: consiste nell’applicare idealmente allo schermo due linee verticali e due orizzontali, in modo da suddividerlo in nove quadrati, e fare quindi scatti in cui gli elementi salienti del panorama siano posizionati in corrispondenza delle linee o, meglio, delle loro intersezioni (ad un terzo dello schermo, appunto). La regola dei terzi, fondamentale quando fotografiamo un paesaggio, trova però delle eccezioni in altri ambiti, per esempio quando l’aspetto simmetrico dell’immagine è rilevante, come in un primo piano di un volto: in questi casi conviene ignorarla e posizionare gli elementi principali, come gli occhi, al centro dello schermo.
Ecco poi un consiglio banale, ma che viene spesso ignorato: scattate molte foto. I fotografi professionisti fanno centinaia di scatti per ottenerne una manciata di buoni: se così si comportano loro, che sono appunto professionisti, a maggior ragione lo stesso dovrebbe fare chi professionista non è.
Il lavoro di post produzione, poi, è importante anche per le foto da pubblicare su Instagram. A riguardo, esistono app che, pur senza raggiungere il livello di Photoshop, permettono comunque di migliorare notevolmente gli scatti originali: si va da Snapseed per eliminare le ombre fastidiose, a VSCO Cam per correggere i colori, a TouchRetouch per eliminare un oggetto dalla foto.
Anche i celeberrimi filtri di Instagram rischiano ormai di apparire banali e superati. Meglio sperimentarne di nuovi, come quelli di Rookie o Fadie. Ricordando che per i filtri la regola aurea è mai apparire eccessivi. Se un filtro leggero può fare bene alla foto, uno troppo pesante rischia di rovinarla.

Ma la la vera regola aurea, per ogni azienda, è scoprire cosa piace al propri utenti\clienti, e pubblicare immagini di conseguenza. A tale riguardo, se esistono parametri generali (ad esempio, le foto in cui predomina il blu ottengono in media più cuoricini di quelle in cui prevale il rosso), ogni azienda ha un proprio pubblico, con dei gusti specifici. E per scoprirli, non resta che sperimentare, indagare e, perché no, chiedere.

lunedì 20 luglio 2015

Instagram diventa full HD

Le immagini quadrate passano dal formato 640x640 a 1080x1080 pixel per lato: è il preludio ai tasti “stampa” e “vendi” foto sulla app?

La rivoluzione è già avvenuta, anche se ancora non ce ne accorgiamo. Le fotografie di Instagram ci appaiono infatti ancora nel vecchio formato di 640x640 pixel, ma in realtà sui server del social delle immagini vengono già conservate con quello nuovo, ovvero un quadrato da 1080 pixel per lato. Se ne sono accorti quelli di The Verge, e se si è un po’ smanettoni, il trucchetto per vedere le foto più grandi è piuttosto semplice: basta visualizzare il codice sorgente della pagina dalla versione web del social, fare una ricerca di testo digitando “.jpg”, evidenziare la url con “.jpg” e copiarla sul browser: a quel punto ecco che l’immagine appare nel nuovo formato full HD. Ma cosa significa tutto questo? A cosa prelude?
Un’ipotesi probabile, avanzata da molti, è che Instagram si stia preparando al lancio in grande stile delle funzioni “stampa” e “vendi” foto. Attivabili facoltativamente, sarebbero le feature che renderebbero Instagram un vero e proprio strumento di lavoro per chi frequenta il social delle immagini in stile Polaroid per fare social media marketing per la propria attività: avere un account Instagram, a quel punto, diventerebbe irrinunciabile.
Ovviamente, esiste anche l’ipotesi più semplice che l’implementazione della qualità delle immagini sia volta soltanto a migliorare l’esperienza d’uso degli utenti. Ma considerato che la maggior parte degli iscritti utilizza Instagram da smartphone, con schermi da pochi pollici, se fosse davvero così, ne varrebbe la pena? Non ha più senso pensare ad immagini da stampare? Per ora, non ci sono risposte: come sempre, non resta che rimanere sul pezzo e stare a vedere.

martedì 23 giugno 2015

Instagram Marketing, i consigli di una Instagramer

Autrice di un manuale per l’uso professionale del social delle immagini, Ilaria Barbotti dà alcuni consigli su come utilizzarlo per promuovere la propria attività

E’ il social più di tendenza, più utilizzato dai giovani e soprattutto che mette al centro le vere protagoniste della comunicazione 2.0: il successo di Instagram è sotto gli occhi di tutti, ed è normale che anche chi ha un’attività o gestisce una piccola struttura ricettiva cerchi di fare social media marketing sul social delle immagini in stile Polaroid.
Già, ma siamo sicuri di farlo al meglio? Ci viene a dare una mano Ilaria Barbotti, fondatrice della prima e unica community di Instagramers d’Italia (collegata a quella internazionale) nonché autrice del volume “Instagram marketing. Immagine, brand, community, relazioni per turismo, eventi” (Hoepli, 2015).
Secondo Ilaria, quando si comunica per immagini, si racconta innanzitutto sé stessi. Su Instagram occorre quindi individuare i tratti distintivi, unici della propria attività, e catturarli con uno scatto. Soffermarsi sugli attimi, sui dietro le quinte, sui volti di chi lavora in azienda.
Instagram è poi l’ideale per lanciare un evento. Tramite l’ideazione di un hashtag ad hoc, il coinvolgimento della community e la creazione di hype pre-evento, magari tramite un gioco a premi, si possono ottenere risultati insperati, a budget zero o quasi.
Uno degli strumenti che meglio funzionano per far parlare di sé su Instagram è ovviamente il challenge fotografico. Individuare un tema legato ad un tag specifico e catturata l’attenzione della community (e magari di qualche influencer), il gioco è fatto.
Per Ilaria, insomma, turismo e Instagram viaggiano di pari passo. E per quanto riguarda quella parolina magica che da tempo ormai è sulla bocca di tutti, ovvero storytelling? Per Ilaria Instagram può essere uno strumento potente e molto diretto anche in questo senso, ma solo se usato davvero bene.

lunedì 27 aprile 2015

Instagram, tutti i motivi per cui è importante

Il boom di iscritti non si arresta, ma a contare non sono solo i numeri: altre caratteristiche rendono il social delle foto stile Polaroid ormai imprescindibile

Abbiamo già parlato del boom di Instagram, ed in più occasioni. Ora è uscita l’ultima ricerca di eMarketer, relativa ai dati del 2014, e la tendenza pare proprio confermata: l’avanzata del social delle foto in stile vecchie Polaroid non accenna a fermarsi. Lo studio si riferisce al mercato statunitense ed evidenzia come nel 2014 gli utenti di Instagram siano aumentati del 60% rispetto all’anno precedente, superando i 60 milioni di utenti attivi su base mensile. Le stime di crescita indicano per il 2018 la data in cui gli iscritti saranno oltre 100 milioni.

Ma non sono solo i semplici numeri ad essere interessanti. Innanzitutto, i viaggiatori – e consumatori – di domani sono i ragazzi. Ed ecco che proprio Instagram pare essere il social preferito da chi ha meno di 24 anni, che oltretutto spesso abbandona Facebook a favore del social delle immagini. Riuscire a catturare l’attenzione dei ragazzi oggi, significa incominciare a fidelizzare i clienti di domani.
Un'altra peculiarità rende Instagram particolarmente prezioso: è il social network con il più elevato tasso medio di interazioni per ogni contenuto pubblicato. E sono innanzitutto le interazioni, ovviamente, a rafforzare il rapporto tra brand e cliente.
Una nuova tendenza si sta però facendo strada. Anzi, forse sarebbe meglio parlare di cambio di rotta. Mentre infatti fino a poco fa ciò che rendeva accattivanti gli scatti di Instagram era la loro freschezza, la genuinità anche un po’ semplice (tanto poi ci pensano i filtri ad aggiustare tutto), ora pare che ad avere più successo siano le immagini di alta qualità. Un po’ come avviene su Pinterest, insomma, una foto dev’essere davvero bella ed emozionante. Ma se lo è, il successo su Instagram è assicurato. Insomma: il social delle immagini in stile Polaroid non può proprio mancare nel piano di social media marketing di una struttura.


lunedì 13 aprile 2015

Instagram, con Color e Fade più libertà di personalizzare

Oltre alle due funzioni di editing, il social delle immagini lancia anche la ricerca per hashtag da desktop e un layout per creare collage

E’ uno dei social con i più alti tassi di crescita. Eppure Instagram non accenna a riposare sugli allori, e sforna novità a ritmo continuo. Ora è il turno di Color e Fade, due nuove opzioni di editing a disposizione degli utenti.
Con Color è ora possibile lavorare le immagini in base alle tonalità predominanti (blu, giallo, rosso, ecc.). Con Fade, invece, i toni vengono ammorbiditi in modo da creare un gioco di dissolvenze che in qualche modo rende vintage l’immagine.
Le due nuove funzioni permettono livelli di personalizzazione delle foto mai raggiunti in precedenza da Instagram, ed eviteranno forse d’ora in avanti che gli utenti si rivolgano ad altre applicazioni (ad esempio a VSCO) per l’editing delle immagini.
Ma le novità in casa Instagram non si fermano qui. La versione desktop del social delle immagini è sempre stata fortemente penalizzata, e limitata nell’utilizzo, rispetto alle app per i dispositivi mobile. Ora gli sviluppatori hanno posto almeno parzialmente rimedio a questa lacuna introducendo la possibilità di effettuare ricerche per hashtag (che su Instagram sono popolari come e più che su Twitter) anche da pc.
Infine, Instagram non poteva rinunciare ad una propria app per comporre layout, che si chiama appunto Layout. Graficamente accattivanti, i layout sono i quei collage in cui più immagini concorrono a formarne una sola. Disponibile al momento solo per iOs, la nuova app permette di ingrandire o rimpicciolire, spostare o ruotare a piacimento ogni singola immagine del collage; il tutto all’interno di una cornice a scelta. Un’altra opzione è photo boot, che introduce un conto alla rovescia prima degli scatti di nuove foto: in questo modo, le immagini finiscono automaticamente a comporre un layout nuovo di zecca.
Insomma, tanta carne al fuoco per Instagram. Che punta a diventare sempre più divertente da usare, ma anche più professionale. E quindi sempre più indispensabile per chi gestisce il social media marketing di un’attività o di una struttura ricettiva.

martedì 17 marzo 2015

Instagram, arrivano i Carousel Ads

Pensati per gli utenti interessati ad uno specifico brand, consentono di inserire link diretti oltre a immagini

La community di Instagram è in continuo fermento. E l’ultima novità sono i Carousel Ads. Per ora in fase di test, sono immagini contraddistinte dalla scritta “sponsored” che, se fatte scorrere, lasciano il posto ad altre fotografie. L’aspetto rivoluzionario tuttavia, almeno per Instagram, è che per la prima volta è possibile inserire un link diretto al sito web della propria struttura.
Vien da sé che il sistema pare congegnato apposta per far atterrare l’utente su una landing page creata ad hoc, magari contenente una promozione specifica per Instagram (un contest?).
Così parla dei Carousel Ads il team di sviluppatori di Instagram sul blog ufficiale: “I responsabili marketing hanno espresso il desiderio di raccontare storie in sequenza in modo bello e coinvolgente che possa portare più risultati significativi alla loro azienda. Abbiamo anche ricevuto dei feedback da parte della comunità che è interessata a saperne di più dei brand o dei prodotti quando ispirata da una foto o da un video sponsorizzato”.
Di seguito, il video di lancio:


Finora, gli annunci sponsorizzati non hanno preso piede su Instagram. Ciò pare essere dovuto in buona parte alla volontà del management stesso, che intende mantenere un’esperienza d’uso della propria app pulita ed estranea a logiche commerciali. Se i Social in genere non sono il luogo adatto per vendere, insomma, Instagram pare esserlo ancora meno, e gli sviluppatori hanno preservato questo desiderio degli utenti.
Con Carousel Ads, tuttavia, l’intento parrebbe quello di mettere in contatto gli utenti con i brand che loro stessi cercano. Non una pubblicità tout court, insomma, ma un servizio rivolto a quegli utenti che lo gradiscono.
Se il programma dovesse funzionare ed essere esteso a tutti, sarebbe manna dal cielo per le strutture ricettive. Come sempre, non resta che tenersi aggiornati.

lunedì 16 febbraio 2015

Twitter trova l’accordo con Google: tweet tra i risultati delle SERP

Il social dei cinguettii e il colosso di Mountain View insieme per far apparire i tweet tra i risultati del motore di ricerca

Nei piani alti di Twitter si mugugnava da tempo. Prima il sorpasso da parte di Instagram per quanto riguarda il numero di utenti. Sorpasso che ha tra l’altro riportato alla luce un problema cronico del social dei cinguettii: al di là dello zoccolo duro di twittatori storici ed incalliti, c’è un grande numero di account inattivi, che in alcuni casi non hanno mai twittato. E il numero totale degli iscritti fatica a crescere. Poi, come se non bastasse, è arrivata la tegola delle dichiarazioni di Dick Costolo (qui ), che di Twitter è chief executive, a rigirare il coltello nella piaga del fenomeno troll e haters: “troppi attacchi on line, ormai siamo lo sfogatoio di violenti e frustrati”, dichiara Costolo. Che poi prosegue: “siamo incapaci di fermare i troll, me ne vergongo”. Un fenomeno che, tra l’altro, avrebbe il poco desiderabile effetto collaterale di allontanare una fetta considerevole di utenti.
Di fronte ad un quadro del genere, è legittimo chiedersi se valga la pena investire tempo per inserire Twitter nel piano di social marketing della propria struttura. E la risposta continua ad essere sì. Per superare le varie magagne, e soprattutto per far crescere il numero di utenti, Costolo e soci hanno infatti puntato al bersaglio grosso: Google. L’accordo stipulato col colosso di Mountain View prevede infatti che i tweet compariranno nelle SERP, ovvero nei risultati del motore di ricerca. Nei piani di Twitter, è questo il modo migliore per attirare nuovi utenti. Dal punto di vista di chi fa social media marketing, tutto ciò si traduce in un nuovo motivo per cinguettare: la visibilità. Via dunque ai tweet, usando le parole giuste per finire nelle SERP di Google.

lunedì 29 settembre 2014

Le novità estive dai Social Network: ecco cos’è successo negli ultimi mesi

Gli sviluppatori di Facebook, Twitter & Co non vanno mai in vacanza:ecco un riassunto delle novità introdotte nelle diverse piattaforme mentre noi eravamo sotto l’ombrellone

L’estate è finita, e con lei se n’è andato il periodo dei viaggi e delle vacanze sotto l’ombrellone. Se si fa un giro sulle principali piattaforme social, però, ci si accorge che non tutti, negli scorsi pesi, sono andati in ferie; anzi, c’è chi ha lavorato alacremente per farci trovare un pacchetto di succose novità al nostro rientro: si tratta degli sviluppatori dei vari social network. Il Web 2.0 si evolve in continuazione, si sa: non ci si può distrarre un attimo. Ecco qui di seguito un abstract delle principali novità introdotte negli ultimi mesi. Cominciando dal re dei social netork: Facebook.

- Facebook. Se della guerra dichiarata al click-baiting abbiamo già parlato, la novità del momento si chiama Radius-Based ads. In sostanza, si tratta di un nuovo tipo di Ads (inserzione a pagamento) basata sulla geolocalizzazione: l’annuncio corrispondente sarà quindi visibile agli utenti che transitano nei paraggi dell’attività che l’ha lanciato. Insomma, una nuova frontiera del marketing di prossimità, particolarmente interessante per chi gestisce una struttura ricettiva.
Oltre a questo, quelli di Menlo Park hanno da poco introdotto un algoritmo che conferisce maggiore rilevanza ai post che trattano un argomento che in un determinato momento rientra nei Trending Topics (si parla di una media del 6% di engagement in più).
- Twitter. Il social dei cinguettii non sta a guardare e replica al colosso di Zuckerberg. Innanzitutto con le sue Ads, che finalmente sono davvero disponibili a tutti gli utenti in 20 Paesi del mondo. E’ possibile pianificare diversi tipi di Ads: per acquisire nuovi follower, per portare click al proprio sito (e possibilmente conversioni), per favorire le interazioni nei tweet o il download di app, per fare una campagna di lead generation volta a raccogliere nuovi contatti, oppure per farne una personalizzata.
L’Uccellino Blu avrebbe poi lanciato, per ora in fase di testing e solo in Inghilterra, una nuova feature. Si chiama “Everyday moments” e permetterebbe di cliccare su uno tra 80 topics predefiniti ottenendo un grafico interattivo attraverso il quale scoprire in quale area geografica se ne parla di più, e soprattutto in quale giorno della settimana e a quale ora. Abbinato alle nuove Ads, diventerebbe uno strumento interessante, considerata la velocità alla quale scorre la TL di Twitter.
Un po’ come già fatto da Facebook , infine, anche Twitter starebbe pensando di introdurre il tasto “Compra”.

Di Foursquare, che si è sdoppiato ed è diventato tutto nuovo, e dei video in Hyperlapse di Instagram, infine abbiamo già parlato: basta fare un giro sui profili di alcuni famosi brand presenti sul social nelle foto quadrate, per rendersi conto di come le aziende non abbiano perso tempo a sfruttare la nuova feature.

Non resta che cercare di fare lo stesso anche con l’account della propria struttura ricettiva.

lunedì 14 aprile 2014

Smartphone e vacanze: come si comportano i turisti europei

Uno studio dell’agenzia eDreams rivela usi e costumi sull’utilizzo dei dispositivi mobile durante i viaggi all’estero. Con molte conferme e poche sorprese

Sempre più connessi. Non è più una novità: il dilagare degli smartphone ha legato le nostre abitudini alla disponibilità di una connessione internet 24 ore su 24, ovunque e comunque. Anche all’estero: il 76% degli intervistati dall’agenzia eDreams ha infatti dichiarato che la presenza di una wi-fi rappresenta una discriminante nella scelta del luogo dove soggiornare.
Ben 9 utenti su 10, infatti, hanno dichiarato di continuare ad utilizzare il proprio dispositivo anche mentre si trovano in vacanza all’estero. Gli scopi? Restare in contatto con famiglia e amici, scattare e condividere fotografie, e cercare informazioni. Poche sorprese, dunque, nella lista delle app più utilizzate: domina Google Maps con un 64%, seguita da Facebook con un 57%. Oltre alle app di messaggistica, come l’ormai onnipresente Whatsapp, e a quelle musicali come Spotify, troviamo poi un buon risultato per Instagram, che ormai vanta una buona diffusione, con un 17%, mentre Twitter e Foursquare si fermano al 6%.
Un ultimo dato rilevante: il 49% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato almeno un volta il proprio smartphone per effettuare un acquisto durante la vacanza (nella maggior parte dei casi, biglietti per un mezzo di trasporto).
Nessuna sorpresa, quindi, ma dati comunque interessanti perché forniscono preziose informazioni, a chi gestisce una struttura turistica, su quali canali utilizzare nelle proprie strategie di social media marketing per intercettare i viaggiatori stranieri. Con un occhio di riguardo per il marketing di prossimità, che potrebbe rivelarsi sempre più strategico nei prossimi anni.

lunedì 17 febbraio 2014

Immagini accattivanti: ecco come

Alcuni strumenti permettono di rendere le proprie fotografie ancora più “cool” ed adatte per i social network

Tutti conoscono Instagram, il social delle immagini in stile vecchie Polaroid che, tramite una serie di filtri e cornici dall’effetto vintage, come il classico seppia, permette di rendere una fotografia particolarmente suggestiva e quindi perfetta per ottenere attenzione, “mi piace” e condivisioni sui social network.
Bene: non tutti, però, sanno che Instagram non è l’unico strumento che possiamo utilizzare per migliorare la resa delle nostre immagini. Per farlo da pc, ad esempio esiste Paint.net, una sorta di evoluzione del Microsoft Paint che lo rende molto più potente ed efficace, avvicinandolo a strumenti decisamente più sofisticati, come Photoshop, pur restando più facile ed intuitivo da usare.
Qualcosa di simile si può fare utilizzando Canva. Ci si può loggare utilizzando il proprio account Facebook, ed è perfetto per elaborare immagini da pubblicare sui social o sul proprio blog. Al momento l’applicazione è ancora in versione beta, me è possibile inviare una richiesta per essere messi in lista d’attesa.
LiveLuvCreate è un portale che permette di creare immagini scegliendo tra una vasta gamma di opzioni, layout, effetti, cornici. Si può modificare l’immagine di base caricandola dal proprio device, oppure scegliendola tra quelle proposte dal sito.
PikMonkey, infine, è un potente editor per immagini. Ne esistono due versioni: una gratuita, che comunque fornisce già una buona quantità di possibilità grafiche; ed una a pagamento, ovviamente molto più ricca. Particolarmente indicato per le immagini da condividere sui social network.
Insomma: gli strumenti per elaborare i proprio contenuti visuali, come si può notare, non mancano, così come la possibilità di “giocarci” per ore, prendendoci confidenza per capire qual è quello che fa al caso nostro.

lunedì 27 gennaio 2014

Social Network: il nuovo che avanza

Uno sguardo su alcune realtà emergenti, per capire dove potrebbe andare il social media marketing del futuro

Ormai non sono più una novità, anzi, fanno parte della vita quotidiana di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Linkedin, ultimamente anche Google+, sono i giganti che dominano l’universo dei social network. Ne consegue logicamente che, di solito, è lì che si concentrano gli sforzi di chi fa social media marketing, anche per una piccola struttura del settore turistico, ricettivo o agroalimentare.
Ma siamo davvero sicuri che sia tutto qui? In realtà, c’è dell’altro. Se Facebook e gli altri social riportati qui sopra sono indiscutibilmente i giganti che dominano la scena, a cercare bene si scoprono infatti alcuni “nanetti”, che per ora vivono all’ombra del giganti, ma che paiono avere in alcuni casi le caratteristiche per crescere e che, quindi, meritano la nostra attenzione. Vediamo i più interessanti.
La comunicazione social, abbiamo ribadito più volte, mette al proprio centro il potere delle immagini. Da lì, il successo di piattaforme come Instagram. Mobli ne costituisce un’interessante alternativa. Secondo Mashable, a novembre 2013 poteva vantare ben 12 milioni di utenti nel mondo. Mobli è animato dallo stesso concetto di fondo di Instagram: la condivizione di immagini. Rispetto al suo più famoso concorrente, però, offre una serie di funzionalità aggiuntive, come la possibilità di cercare per luogo – es. La Statua della Libertà, o le cascate del Niagara –, che lo rendono, per certi aspetti, unico.
Medium è un’altra realtà da tenere d’occhio. Si tratta di una piattaforma di blogging, che mette a disposizione uno spazio, personalizzabile tramite immagini, dove raccontare e condividere la propria storia (storytelling, dice nulla http://bit.ly/1e9TY7u ?). Il progetto appare interessante perché, a differenza di un semplice blog, il fatto di pubblicare su una piattaforma comune e social permette una visibilità ben maggiore. Non manca una piccola community di autori italiani. Unica, piccola pecca: si può effettuare il login solo tramite il proprio account Twitter.
Le app per chi svolge attività fisica, come Runkeeper, sono ormai una solida realtà. Dispongono di una serie di funzionalità: registrano tramite gps il percorso effettuato, il tempo impegnato, in molti casi fanno una stima delle calorie bruciate. Tengono poi memoria nel corso del tempo dei risultati raggiunti, al fine di monitorare i propri miglioramenti. Una specie di personal trainer virtuale, insomma. Infine, consentono di condividere queste informazioni con altri utenti mediante le piattaforme social. Ciò cui forse nessuno ha ancora pensato, però, è che potrebbe essere interessante integrare tutte queste funzionalità in una app finalizzata alla scoperta di un territorio specifico, dei suoi percorsi secondari e delle sue perle nascoste. Un’idea per chi fa marketing territoriale.

lunedì 28 ottobre 2013

Instagram: consigli per l’uso

Insieme a Pinterest, è il social più “cool” del momento. Ecco come utilizzarlo al meglio per fare social media marketing per la propria struttura

E’ Instagram mania. Il social delle immagini quadrate in stile polaroid, rese vintage dalla serie di filtri speciali, ha vissuto nell’ultimo anno un vero e proprio boom. Com’è noto, si tratta di una applicazione disponibile per la maggior parte dei dispositivi mobili (iOs, Android e, come annunciato all’ultimo Nokia World, anche per Windows Phone 8, dal prossimo novembre), che permette di elaborare le fotografie scattate con una serie di filtri ed effetti, in modo da renderle estremamente accattivanti, spesso con uno stile vintage: un classico, per esempio, è l’utilizzo della patina “seppia”.
Tutto molto divertente: ma può essere utile per promuovere una struttura? La risposta è sì, a patto che vengano rispettate alcune condizioni.
La prima: se decidete di usare Instagram per fare social media marketing, usatelo davvero. Ossia: siate presenti. E’ un suggerimento che vale per tutti i social: gli utenti che decidono di seguirvi, si aspettano che pubblichiate materiale (in questo caso, immagini), e che interagiate. Il dialogo con gli utenti, che in questo caso sono anche i potenziali o reali clienti, è parte integrante, anzi fondamentale, dell’attività di promozione. Se un utente commenta una foto, è d’obbligo rispondere, preferibilmente in breve tempo. Sempre con il piglio informale ed ironico caratteristico degli ambienti social.
Per lo stesso motivo: catturate i dietro le quinte. Cogliete l’attimo. Gli utenti amano scoprire il lato umano delle aziende. Fate vedere le persone, i vostri collaboratori mentre lavorano. L’importante è comunicare una sensazione di genuinità, di schiettezza. Vade retro copertine patinate in stile brochure.
Instagram può essere poi un buon modo, diverso dal solito e divertente, per lanciare promozioni. Non ci avete mai pensato? Abbinare le immagini a una promozione particolare, magari riservata ai propri follower, potrebbe essere una buona idea di marketing.
Anche su Instagram, come in ogni ambiente, è poi utile monitorare cosa fanno i competitor. Sicuramente c’è qualcuno più esperto e bravo di noi. Curiosiamo sul suo profilo per vedere cosa combina: potremmo ricavarne idee interessanti.
Last but not least: usate i filtri. Semplice da usare ed immediato, Instagram consente di ottenere effetti davvero sorprendenti ed originali. Per immagini che colpiscono.

martedì 21 maggio 2013

Promuoversi su Instagram

Ormai da tempo è una delle app cult, di quelle che non possono mancare sui desktop degli smartphone. Ecco come utilizzare il social delle foto stile Polaroid per promuovere la propria attività

Oltre 100 milioni di utenti attivi al mese, 40 milioni di nuove foto al giorno, mille commenti al secondo. Sono i numeri di Instagram, il social network che permette di applicare una serie di filtri alle foto scattate dal proprio smartphone, per renderle in qualche modo vintage e simili alle vecchie immagini catturate con le Polaroid (infatti il formato è rigorosamente quadrato), e consente quindi di pubblicare e condividerle con i propri contatti (o con gli amici di Facebook, che di Instagram è proprietario dall’anno scorso).
Numeri senza dubbio importanti, ma che soprattutto fanno emergere come Instagram sia uno dei prodotti più felici del matrimonio tra mondo social e mobile: se gli smartphone e la possibilità di essere sempre connessi sono stati un grande incentivo per lo sviluppo dei social network, la possibilità di usarli per scattare foto e condividerle è una delle caratteristiche più apprezzate ed utilizzate dagli utenti. Il plauso al team di sviluppatori di Instagram è quindi d’obbligo. Ma come sfruttare al meglio le risorse e le potenzialità di questo social, per promuovere la propria attività? Se si gestisce una struttura che ha a che fare con il mondo della ristorazione, possiamo dire che i giochi sono in qualche modo facilitati: la gente ama vedere fotografie di piatti. Scattare belle immagini di piatti fumanti che escono dalla cucina, e pubblicarle su Instagram applicando gli appositi filtri che servono a renderle più accattivanti, è un ottimo modo per attirare l’attenzione della community e guadagnare visibilità. Ancora meglio, però, è comunicare ai propri clienti in sala che la struttura è presente su Instagram con un proprio account e che quindi, se fa loro piacere, possono seguirci per “gustare con gli occhi”, dal proprio smartphone, i nostri piatti, anche quando sono lontani. E’ la cosiddetta promozione off line, e va fatta sia mediante appositi cartelli (classica la scritta seguici su Instagram, con il logo del Social Network e magari un QR Code che rimanda direttamente al nostro account), sia a voce!
Oltre ai piatti, la gente ama vedere i volti, le persone che animano una struttura. Fate quindi foto del personale di cucina, dello chef mentre è intento a spadellare, di un volto sorridente alla reception: aiuterà chi vi segue a percepire la struttura come più umana e meno commerciale: nel mondo dei social e della comunicazione 2.0, un bel passo avanti.
Ovviamente, anche invitare, con garbo e simpatia, i clienti a scattare fotografie dei nostri piatti e della nostra struttura e a pubblicarle sul loro profilo Instagram , o a condividere le nostre immagini, è un buon modo per guadagnare visibilità.
Infine, anche Instagram, come Twitter, utilizza gli hastag (#). Può essere utile crearne uno ad hoc, magari del tipo #nomeristorante, per catalogare e raggruppare tutte le fotografie che riguardano la struttura.
Insomma: se vi piace fotografare, vi piacciono i social, vi piace comunicare e promuovervi in modo informale e molto 2.0, Instagram è il luogo ideale dove dare libero sfogo alla propria fantasia.

venerdì 25 gennaio 2013

Il potere delle immagini


Una strategia vincente di social marketing consiste nel condividere contenuti che
suscitino emozioni. Difficile pensare a qualcosa di più evocativo di un’immagine azzeccata: ecco alcuni consigli.

Un’immagine comunica più di mille parole. E’ un luogo comune forse un po’ abusato, ma come tutti i luoghi comuni, nasce da una semplice verità. E’ risaputo che una strategia efficace di social marketing si fonda su una comunicazione informale, divertente, lontana dal mondo patinato delle brochure, e soprattutto in grado di evocare emozioni: in questo, le immagini sono spesso imbattibili.
I colossi dei social network lo hanno compreso da tempo: l’anno scorso Facebook ha acquisito per una cifra importante Instagram, il social delle fotografie che permette di condividere immagini con un format ed una serie di filtri che le rendono simili a quelle scattate con le vecchie Polaroid. Pinterest (di cui abbiamo parlato qui) deve il proprio successo al fatto che gli utenti possono condividere le proprie passioni semplicemente tramite immagini. Diversi studi sullo stesso Facebook indicano che i post con immagini divengono statisticamente più popolari (like, commenti e condivisioni) rispetto a quelli composti dal solo testo.
Oggi, inoltre, il fatto di avere in tasca uno smartphone permette a chiunque, in qualsiasi momento, di scattare una foto e soprattutto di condividerla con i propri amici, ovunque ci si trovi.
Bene, ma come dev'essere una comunicazione visuale per risultare efficace? Innanzitutto, come detto, il taglio non deve essere quello patinato delle brochure o del sito istituzionale. Non serve rivolgersi ad un fotografo professionista, con tanto di obiettivi, lenti e luci, per avere un set di foto accattivanti. Anzi, può essere perfino controproducente, in quanto rischia di fornire un’immagine ingessata ed artefatta ai nostri fan. Che invece apprezzeranno molto di più una foto scattata con uno smartphone, in cucina, che ritrae la brigata indaffarata a spadellare e a preparare piatti. Ecco una delle prime regole per scattare immagini efficaci: ritrarre persone, volti, anche (anzi, soprattutto) ripresi “al volo”, in maniera dinamica, in modo da suggerire il senso del lavoro e della passione che stanno dietro alla nostra struttura. Gli scatti dietro le quinte sono sempre apprezzati, anche quello che ci ritrae imbrattati di colori in veste di imbianchini in cima ad una scala traballante mentre coloriamo di fresco una camera per gli ospiti. Cosa c’è di più simpatico, divertente e, in fondo, emozionale?
Se gli scatti della “truppa” sono i benvenuti, lo stesso vale per le immagini dei clienti. Una tavolata di persone felici e sorridenti durante un brindisi è un’ottima fotografia. Chiediamo loro il permesso di condividerla sui social network: nella maggior parte dei casi saranno loro stessi ad andarla poi a cercare, a commentarla, condividerla e ad innescare così il passaparola automatico tra i loro amici.
Ancora: se un cliente ha appena scattato una bella fotografia e l’ha pubblicata su Facebook, perché non chiedergli il permesso di condividerla? Se le immagini realizzate da noi sono efficaci, quelle dei nostri clienti lo sono ancora di più, in quanto assolutamente spontanee e disinteressate.
L’ironia, poi, è un’altra leva che conviene sempre utilizzare. State preparando un barbeque a bordo piscina ed il micio si aggira famelico sotto la griglia, attratto dal profumo delle braciole? Prima di fargli notare che quella non è la sua cena, non perdete l’occasione di immortalarlo in un’immagine, da pubblicare con un commento ironico: “nemmeno i nostri mici resistono al profumo del barbeque serale a bordo piscina”. Funzionerà.
Se infine la vostra struttura propone attività sportive, di qualsiasi tipo, cercate di effettuare scatti che diano l’impressione del movimento: un appassionato di mountain bike lanciato lungo il sentiero seguito da una colonna di polvere, una ragazza che cavalca nel vostro maneggio con il cavallo al trotto, un ragazzino che si tuffa in piscina immortalato in volo, con gli schizzi d’acqua, sono immagini infinitamente più comunicative di una bici appoggiata allo steccato, di un cavallo che bruca o di una piscina con le persone che prendono il sole: il movimento comunica vitalità, passione, entusiasmo: in una parola, comunica emozione.
Insomma, come sempre, ciò che conta è essere creativi, informali, ironici. E dare potere alle immagini.