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lunedì 13 ottobre 2014

Alla scoperta di Atlas, la pubblicità globale di Facebook

Le cose fondamentali da sapere sul nuovo strumento per le campagne pubblicitarie del social in blu

Questa volta hanno fatto le cose in grande. Come avevamo annunciato , Zuckerberg e i suoi hanno lanciato Atlas, il nuovo strumento per pianificare le campagne pubblicitarie al di fuori di Facebook. Si tratta evidentemente di un’evoluzione importante per il social di Menlo Park, nonché di un guanto di sfida nei confronti di Google per il predominio nel mercato della pubblicità on line.
Ma quali sono le cose fondamentali da sapere su Atlas? Innanzitutto la notizia principale: per la prima volta, con Atlas Facebook farà pubblicità all’esterno della propria piattaforma. Siti, blog, testate giornalistiche: ogni pagina potrà essere luogo di colonizzazione per gli annunci pubblicitari del social in blu, in diretta concorrenza con le Google Ads. L’obiettivo di Facebook sarà il solito: aumentare il numero di visualizzazioni per ogni annuncio, presso un target di utenti profilato in modo sempre più preciso.
A Menlo Park annunciano poi un’altra novità rivoluzionaria: per tracciare le attività on line degli utenti al fine di misurare le performance delle campagne pubblicitarie, Atlas non ricorrerà ai cookies. Ritenuti poco affidabili, e soprattutto non funzionanti sui dispositivi mobile, i “biscottini” vengono abbandonati a favore di nuove tecniche che con tutta probabilità tengono conto della navigazione degli utenti mentre questi tengono aperta la scheda o l’applicazione di Facebook sul loro dispositivo. In questo modo il tracciamento avverrebbe (il condizionale è d’obbligo) in modo molto più preciso, e consentirebbe di misurare in maniera accurata le performance di ogni campagna. Chi non è incentivato a spendere soldi, se sa di poter controllare nel dettaglio il ritorno del proprio investimento?
Ma non finisce qui. Zuckerberg e i suoi fanno un altro annuncio importante: “abbiamo ricostruito Atlas da zero per affrontare le sfide di marketing di oggi, come raggiungere le persone reali, qualunque dispositivo utilizzino, e colmare il divario tra le visualizzazioni online e gli acquisti offline”.
Connettere le campagne on line alle vendite off line sarebbe l’ultimo, fondamentale passaggio per rendere le conversioni davvero tracciabili, o almeno un grande numero di esse. Come hanno intenzione di riuscirci, quelli di Facebook? Per il momento, non è dato saperlo.
Non resta che tenersi aggiornati, con una consapevolezza: conoscere Atlas e saperlo utilizzare potrebbe rivelarsi presto molto importante per chi gestisce una struttura ricettiva e intende fare campagne pubblicitarie on line che funzionino davvero.

lunedì 29 settembre 2014

Facebook Atlas: è guerra totale con Google

Il Social in blu lancia il proprio strumento per le global Ads e lancia la sfida a Big G per il predominio nella pubblicità on line









La pubblicità on-line, a livello globale, è ormai un affare da svariati miliardi di dollari. E la torta continuerà a crescere a ritmi vertiginosi. Basta dare un’occhiata al grafico qui sotto per rendersene conto.

 E’ evidente al primo sguardo come, ad oggi, il grosso della torta vada a Google, mentre agli altri non restano che le briciole. Bene, a quanto pare dalle parti di Menlo Park Zuckerberg e i suoi hanno tutte le intenzioni di muovere una guerra globale a Big G per conquistare fette sempre maggiori di questa torta multimiliardaria.
La storia in realtà incomincia nel febbraio del 2013, quando Facebook compra Altas, l’ad server di Microsoft. Il tool, in quel momento, incredibilmente funziona solo con un browser, Explorer. Gli sviluppatori di Menlo Park si mettono al lavoro ed oggi, a 18 mesi di distanza, presentano il loro nuovo strumento.
Atlas, oggi, è un tool che permette di far comparire Facebook Ads mirate non solo sul social in blu, ma ovunque nel web. Con la solita, chirurgica precisione nel targhettizzare l’utenza che ha fatto le fortune delle inserzioni pubblicitarie su Facebook. Lo strumento è disponibile su tutti i browser e anche su mobile, dove i cookie, generalmente utilizzati per tracciare il comportamento degli utenti da pc, non funzionano.
Finora, le pubblicità mirate sparse per il web sono state appannaggio di Google Adwords (e Adsense), e sono state lo strumento che ha consentito a Big G di accaparrarsi la fetta più grande della torta. Ora, con Atlas, Facebook lancia la sua sfida globale.
Chi avrà la meglio? E soprattutto, cosa converrà fare – e dove converrà investire – per chi gestisce una piccola struttura ricettiva? Come sempre, non resta che tenersi aggiornati e seguire gli sviluppi della vicenda, che non mancheremo di raccontare.

lunedì 16 giugno 2014

Facebook: in arrivo le pubblicità personalizzate in base alle ricerche Google

La nuova funzionalità si basa sui cookie e permette di effettuare inserzioni pubblicitarie mirate anche sul comportamento on line degli utenti al di fuori del social network
Se la pubblicità è l’anima del commercio, la profilazione è l’anima della pubblicità on line. Proprio la possibilità di personalizzare gli annunci pubblicitari in base agli interessi e ai gusti di ogni utente, è infatti la chiave del successo delle ads di Facebook.
Per questo motivo, Zuckerberg e i suoi hanno deciso di andare oltre. Perché limitarsi a profilare il comportamento degli utenti su Facebook, quando si ha a disposizione il web intero? Grazie alla tecnologia dei cookie, Facebook ads sarà a breve in grado di profilare gli annunci pubblicitari in base al comportamento on line a 360° degli utenti, ovvero attingendo dati dalla loro cronologia. Hai appena cercato “resort in Grecia” su Google? Su Facebook potrebbe comparirti un’offerta sui voli last minute per Mikonos. Il sistema, inoltre, non funziona solo con Google, bensì con tutti i motori di ricerca: la stessa inserzione potrebbe quindi apparire su Facebook se si è appena digitata la ricerca “set di valige” su Yahoo.
Come riporta Mashable, la tecnologia è al momento in beta, ma il lancio definitivo sarebbe imminente.
Il sistema invia informazioni anonime, quindi la privacy degli utenti è salva (anche se a dirla tutta questo grande trasferimento di dati dagli utenti alle aziende resta un po’ inquietante). Ma quello che qui ci interessa capire è cosa cambia per chi intende effettuare una campagna pubblicitaria per la propria struttura: sarà ovviamente necessario attenderne il lancio definitivo per avere le idee chiare, ma di sicuro l’obiettivo primario è una profilazione sempre più accurata e precisa, volta a rendere le Facebook ads ancora più efficaci.