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lunedì 1 luglio 2013

Contenuti Social: quando postare?

E’ un dibattito vecchio quanto il web 2.0, ma oggi si arricchisce di nuovi spunti: quando conviene pubblicare contenuti sui diversi social network?

Ne abbiamo già parlato qui a proposito di Facebook: in quali momenti della giornata conviene pubblicare contenuti sulla propria pagina, per raggiungere il numero maggiore di fan e massimizzare le interazioni? Il punto è che oggi Facebook, pur restando il re dei social, non basta più. Sono sempre di più le aziende che aprono un account su Twitter, Google+, Pinterest e Instagram. E non è detto che le stesse regole che valgono per Facebook valgano anche per gli altri social.
Ecco quindi che viene in nostro aiuto un’interessante infografica realizzata da Mycleveragency (http://www.mycleveragency.com/2013/06/how-to-create-the-perfect-social-media-posts/ ). Cosa ci troviamo? Innanzitutto, diversi consigli interessanti, specifici per ogni social, sui contenuti da includere in un post, e sulle tecniche da adottare al fine di renderlo più interessante. Su Facebook, attenzione alle immagini e ai link al proprio sito aziendale. Su Twitter, dove ci si gioca tutto in 140 caratteri, importanza data alla forma di un tweet (sintassi, abbreviazioni, punteggiatura, uso di maiuscole e minuscole), alle menzioni e ai retweet. Su Pinterest, curiosità che non ti aspetteresti: evitare le immagini con volti umani, che ottengono meno repin, e privilegiare quelle con molti colori e luce, che ne ottengono di più. Specialmente le immagini dove predomina il rosso. Su Google+, utilizzare hashtag # ed immagini di grande formato.
Infine, troviamo un’interessante tabella che illustra in quali orari del giorno conviene postare su ogni social network. La regola generale è: non conviene postare quando è aperta la propria attività, ma quando i clienti, o potenziali tali, sono sui social. Fatto salvo questo principio generico, non mancano le differenze. Su Facebook, per esempio, il momento migliore della giornata in cui pubblicare contenuti sembra essere il primo pomeriggio, dall’una alle 4. Il peggiore, dalle 8 di sera alle 8 di mattina. Simile Twitter: dall’una alle tre del pomeriggio il meglio, dalle 8 della sera alle 9 della mattina il peggio. Differisce invece Pinterest, dove evidentemente la gente ama passare le serate: qui è infatti raccomandato pubblicare immagini anche tra le otto di sera e l’una di notte, mentre non conviene farlo quando la gente esce dall’ufficio, tra le 5 e le 7 della sera. Orario (6-8 PM) invece buono su Google+ al pari della metà mattina (9-11 AM).
Insomma, le differenze e gli spunti di riflessione non mancano. E nemmeno le idee per sperimentare qualcosa di nuovo.

venerdì 8 febbraio 2013

La Newsletter: sorpassata o ancora attuale?


La vecchia e mail pare oggi uno strumento obsoleto, rispetto al mondo social, per mantenere un contatto con il cliente. E’ davvero così?
Come dev’essere una newsletter efficace?

La comunicazione nell’era del web 2.0, si sa, corre sui Social Network. Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram (in attesa di segnali da Google+) sono i luoghi dove condividere contenuti, interagire, coinvolgere e fidelizzare i propri clienti e trasformarli in fan\follower.
E la vecchia newsletter? Viene spesso abbandonata, per una serie di motivi: innanzitutto, le comunicazioni indesiderate e immediatamente percepite e catalogate come spam sono in continuo aumento, e nessuno vuole correre il rischio far finire le comunicazioni della propria struttura nella cartella “posta indesiderata” dei propri clienti. La vecchia e mail viene percepita, inoltre, oltre che obsoleta, anche poco efficace: il ritorno in termini di prenotazioni è spesso esiguo o nullo, e spesso si lascia perdere.
In verità, però, anche la newsletter può essere uno strumento interessante al fine di aumentare l’interazione con i propri clienti e quindi, in ultima analisi, favorirne la fidelizzazione. Ed alcuni, semplici accorgimenti possono fare la differenza. Vediamo quali sono.
Innanzitutto, l’aspetto tecnico. Se confezionate la newsletter in modo artigianale, avrete ottime probabilità che le vostre comunicazioni finiscano nella cartella spam dei destinatari, o che al limite vengano cestinate senza essere aperte. Affidatevi quindi ad un’agenzia, o ad un software professionale, che vi permetta di monitorare il CTR (click-trough rate, percentuale di apertura: misura, in percentuale, quanti utenti hanno aperto la vostra newsletter sul totale dei destinatari. Ovviamente, più efficace è la comunicazione, più alto è il CTR, più avete probabilità di avere ritorni in termini di prenotazioni).
Non sottovalutate poi l’aspetto grafico: un’impaginazione piacevole ed accattivante, meglio se con una grafica allineata con quella del vostro sito, stimola la lettura molto più di un semplice testo. Stesso discorso per le immagini.
Una volta messi a punto gli aspetto tecnico-grafici, controllate con molta attenzione il rispetto della privacy. Gli utenti vi tengono sempre più, e per questo motivo è essenziale non inviare comunicazioni a chi non vi abbia espressamente dato in precedenza il consenso scritto. A piè di pagina, inoltre, non dimenticate di inserire l’opportunità di cancellarsi dalla mailing list con un semplice click.
Bene, a questo punto la “scatola” della vostra newsletter è pronta. Mancano i contenuti (starà a voi, ma più avanti vedremo qualche suggerimento) e soprattutto gli iscritti. Se l’elenco dei nominativi include poche decine di indirizzi, sarà difficile che la vostra newsletter vi porti risultati apprezzabili. Che fare? Un po’ come con i social network, occorre incentivare i nostri clienti, o potenziali tali, a seguirci. Innanzitutto, off line: preparate un box da apporre accanto alla reception, o alla cassa del vostro locale, con un modulo per l’iscrizione alla newsletter. Soprattutto con i clienti che vi sembrano particolarmente soddisfatti, ricordate anche a voce loro che esiste anche questo strumento per restare in contatto. Fate leva sul principio di scarsità, ovvero sull’idea di creare un club esclusivo dei “migliori clienti” a cui riserverete sconti e condizioni particolari, comunicandole proprio tramite la newsletter. L’iscrizione, ovviamente, va incentivata anche on line: inserite sul sito un modulo per l’iscrizione e, ciclicamente, pubblicate su Facebook e Twitter il link relativo. In ogni caso, non dimenticate di rassicurare i clienti circa il rispetto della privacy, i contenuti, e la cadenza dell’invio.
Dettaglio fondamentale: non appena un nuovo utente si è iscritto, inviategli una notifica di conferma.
Bene, a questo punto siete pronti per l’invio della prima newsletter. Ma cosa scrivere? Un po’ come sui social network, il consiglio è di cercare di interessare il più possibile i lettori. Quindi non solo offerte e promozioni, ma anche notizie, curiosità, ricette, retroscena. Potete utilizzare i post che avete condiviso sui social network: non tutti i vostri clienti sono iscritti a Facebook. Può essere utile, inoltre, creare più liste di utenti, a cui inviare comunicazioni personalizzate. Se la vostra struttura si distingue per il fatto di avere un maneggio, e per l’organizzazione di corsi di cucina, non è detto che tutti i clienti siano interessati ad entrambe le attività: personalizzate l’invio dei contenuti per target.
Infine, rispettate la cadenza di invio che avevate promesso, e non dimenticate di controllare il CTR e la misurazione dei ritorni. Sperimentate l’invio a diversi orari del giorno, spesso i risultati cambiano.
A questo punto, non resta che provare: non è detto che la vecchia e mail non riservi sorprese.