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lunedì 14 dicembre 2015

Twitter, numeri e consigli per piccole aziende

Uno studio condotto da Search Engine People spiega perché alle piccole strutture conviene essere presenti sul social dei cinguetti

Partiamo dai “freddi” numeri: 33% è la percentuale di utenti Twitter che seguono almeno un brand (in soldoni, oltre 46 milioni di persone); ben 663% è l’aumento percentuale di utenti in cerca di consigli di tipo commerciale negli ultimi due anni; il 67% di coloro che seguono almeno un brand, infine, ne comprerà più probabilmente i prodotti e i servizi.
Bastano queste poche cifre per capire che, oggi, essere su Twitter conviene decisamente, anche a chi gestisce una piccola attività o struttura nel settore turistico o enogastronomico. E’ quanto emerge dallo studio condotto daSearch Engine People, azienda canadese specializzata in SEO e analisi dei comportamenti social.
Ma proseguiamo: il 79% di coloro che seguono un brand su Twitter è propenso a raccomandarlo, ed il 69% è disposto a seguire un brand in base alla raccomandazione di un amico. Chiaro, no? Bene, ma cosa desidera chi segue un brand su Twitter? A dire il vero, un sacco di cose: dal customer service, alle news aziendali, a contenuti esclusivi, fino ovviamente a regali e sconti o promozioni (la maggior parte, a dire il vero).
Quali sono, allora, i consigli per ottenere il massimo dal social dei cinguettii? Innanzitutto, gli hashtag: sono nati qui, sono stati inventati qui, è dimostrato che un tweet che contiene un hashtag appropriato ha molte più chance di ottenere visibilità ed engagement. Meglio ancora se si riesce nell’impresa di coniarne uno efficace, divertente e unico contenente il nome della propria attività. Occhio poi agli orari in cui si twitta, e a farlo nel week end (durante il quale Twitter è più popolato).
Vien da sé che, in caso di commento o risposta da parte di un utente, è fondamentale replicare il prima possibile. Idem in caso di critiche o commenti negativi: in questo caso, è possibile anche ricorrere allo strumento dei messaggi diretti. E’ poi buona cosa sperimentare le varie app accessorie di Twitter, per avere una cassetta degli attrezzi completa e adatta a soddisfare tutte le esigenze di comunicazione: da Medium per gli articoli più lunghi tipo blog, a Vine per i brevi video di sei secondi in stile GIF (che vanno tanto di moda), fino a Periscope per i filmati live con tanto di commenti in tempo reale.

Un ultimo consiglio: non dimenticare di ricambiare il follow verso chi ci segue: è il primo modo per fidelizzarlo.

martedì 7 aprile 2015

Twitter lancia Curator, la nuova app in stile Storify

Il tool permette di raccogliere tweet e Vine per uno specifico argomento e metterli in ordine per raccontare una storia

Molti conoscono Storify. E’ uno strumento che permette di mettere in ordine il materiale presente su piattaforme come Facebook, Twitter, Instagram, Flickr e Youtube riguardo ad uno specifico argomento, e presentarlo come una storia multimediale. Semplice da usare ed elegante alla vista, Storify è tutto nel proprio motto: “Make the web tell a story”.
Ebbene, a quanto pare Twitter gli ha dichiarato guerra. Lo ha fatto presentando Curator , un tool per molti aspetti simile. Innanzitutto, Curator permette di effettuare ricerche molto più precise e dettagliate. Oltre a quella per hashtag, infatti, è possibile selezionare i tweet per geolocalizzazione, numero di parole o tipo di smartphone utilizzato. Oltre ai tweet, è possibile cercare anche Vine, ovvero i diffusissimi video da sei secondi caricati tramite l’omonima app. A questo punto, un po’ come Storify anche Curator permette di mettere in ordine i contenuti trovati, scegliendo tra diversi criteri, e pubblicare il tutto.
Infine, la app consente l’accesso ad analytics più dettagliate, che permettono di analizzare in tempo reale tendenze e conversazioni e, nelle intenzioni degli sviluppatori, capire quali argomenti diventeranno virali prima che la massa se ne accorga (e poterne quindi parlare per primi).
Curator dovrebbe anche permettere una maggiore diffusione dei tweet tra coloro che non usano Twitter. Sempre più spesso, infatti, i contenuti del social dei cinguettii vengono mostrati su altre piattaforme, on line e off line: la nuova app dovrebbe essere un buon modo per incrementare questa tendenza.
Insomma, pare che i motivi per provare il nuovo tool non manchino. Non resta che mettersi all’opera, creare la storia che riguarda la propria attività o la propria struttura, e pubblicare il tutto su Curator.