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lunedì 12 maggio 2014

AdWorld Experience: a che punto è Google Adwords

Si è tenuto a Bologna lo scorso 30 aprile l’appuntamento annuale per fare il punto della situazione delle inserzioni pubblicitarie di Big G

Inserzioni pubblicitarie, vale la pena provarci? E’ l’eterna domanda che accompagna chi fa promozione on line per la propria struttura. Proviamo a fornire qualche elemento grazie a AdWorld Experience, l’appuntamento annuale organizzato da Google, tenutosi a Bologna lo scorso 30 aprile.
Alcuni dati: in Europa, la spesa per l’advertising on line si aggira attorno ai 36 milioni di Dollari annui. Dal 2012 al 2013 la Germania ha incrementato notevolmente la spesa per le inserzioni pubblicitarie, al contrario dell’Italia, dove si spende circa un terzo di quanto facciano i tedeschi. Le keyword, dal canto loro, stanno diventando sempre più economiche.
A proposito di keyword, una curiosità: illustrando il caso del mercato russo, è stata sottolineata l’impostanza di affidarsi ad un buon conoscitore della lingua del paese al quale sono destinate le inserzioni (meglio se madrelingua): come ben si sa, il lavoro sulle keyword è lungo e complesso, e la differenza tra una campagna fallimentare ed una di successo dipende spesso da piccole sfumature linguistiche. Per questo, è fondamentale conoscere alla perfezione la lingua nella quale si farà la propria campagna.
Un conoscitore della nazione di riferimento, inoltre, è anche informato su usi, costumi, passioni e preferenze della sua gente. Che non è detto siano gli stessi dei turisti di altre nazionalità.
Insomma, Google Adwords resta uno strumento fondamentale, sia per l’analisi della domanda, che per le inserzioni pubblicitarie. L’affacciarsi sui mercati itnernazionali di nuove realtà potenzialmente interessanti, come quella russa, araba o cinese, impone di saperlo utilizzare in tutte le lingue del mondo.
Ulteriori informazioni, anche in vista della prossima edizione, si possono trovare su http://www.adworldexperience.it/. 

lunedì 18 marzo 2013

Analisi della domanda: come usare Adwords


Lo strumento per pianificare le campagne pubblicitarie su Google può essere un ottimo alleato di analisi, attraverso il Keyword Tool

Analisi della domanda, questa sconosciuta. E’ indicata come il primo, fondamentale passo da compiere all’interno di un piano di marketing strategico, ma spesso viene ignorata. Anche da chi muove i primi passi nel mondo del Social Media Marketing. Dove, prima ancora di mettersi a parlare, sarebbe cruciale stare ad ascoltare, per un po’ di tempo, cosa dicono e come parlano i clienti, o potenziali tali: conoscere le parole chiave utilizzate da chi è interessato (o potrebbe esserlo) ai nostri prodotti e servizi, dovrebbe essere il primo passo per capire come parlare e cosa dire per cercare di intercettare la domanda.
E pensare che, come spesso accade, il web mette a disposizione di tutti strumenti gratuiti e molto raffinati. Nel caso dell’analisi della domanda, viene in nostro aiuto lo Strumento per le Parole Chiave (Keyword Tool) all’interno di Google Adwords. Già, perché se Adwords è la scatola degli attrezzi per pianificare, creare e gestire le campagne pubblicitarie su Google, diversi strumenti all’interno della scatola possono essere utilizzati (appunto, gratis) anche per fare della “semplice” analisi della domanda. Tra questi, appunto, lo Strumento per le Parole Chiave.
Dall’home page di Google Adwords (è necessario avere un account gmail per accedervi), lo si trova cliccando sulla barra verde in alto, alla voce Strumenti e Analisi. Dal menu a tendina cliccare quindi su Strumento per le Parole Chiave. A questo punto, nel box “parola o frase” è possibile inserire la o le parole per le quali si desidera conoscere le statistiche di ricerca su Google, per esempio Agriturismo Trapani. Nella griglia dei risultati conseguente la ricerca, la prima striscia riguarda proprio le statistiche sulle parole chiave che abbiamo ricercato: ricerche mensili globali si riferisce alle ricerche da tutto il mondo, locali dalla sola Italia. Viene quindi mostrato un CPC approssimativo, stimato per le parole chiave in questione. La serie di parole chiave che segue è un’indicazione delle ricerche che, secondo Google, gli stessi utenti potrebbero digitate in alternativa a quella da noi analizzata. Da notare che l’ultima opzione a destra per ogni riga (Altri risultati simili) rimanda ad ulteriori chiavi di ricerca alternative, ognuna con la sua statistica.
Se si clicca su una chiave di ricerca, infine, si apre un ulteriore menu a tendina da cui è possibile effettuare una ricerca con Google per quelle parole chiave, ed accedere (Google Insight for Search) ad un ulteriore pagina di statistiche. Qui sono mostrati un grafico con l’andamento annuale, mese per mese, delle statistiche di ricerca per quelle parole chiave, e la provenienza geografica delle ricerche stesse.
Da notare come, cliccando su Altri risultati simili, le ricerche alternative suggerite da Google siano spesso più dettagliate (ovvero contengano più parole: per esempio Agriturismo Trapani Piscina Cous Cous). Si tratta delle cosiddette code lunghe, ovvero frasi contenenti un numero maggiore di parole chiave, dovute al fatto che gli utenti tendono ad effettuare ricerche sempre più dettagliate e raffinate.
Dalla voce Opzioni avanzate e filtri, visibile nella parte superiore della schermata, è inoltre possibile accedere ad una serie di ulteriori opportunità per affinare la ricerca: per aree geografiche, per lingua utilizzata, per tipo di dispositivo (per esempio, PC o dispositivi mobili). Dal menu a sinistra, infine, è possibile personalizzare il tipo di ricerca includendo o escludendo alcuni termini, oppure selezionando un tipo di corrispondenza tra query e risultati (esatta, estesa o a frase: passare il puntatore del mouse sul punto interrogativo per una descrizione dettagliata).
In conclusione, è evidente come questo breve articolo non voglia né possa costituire una trattazione esaustiva ed esauriente dell’argomento, che richiederebbe, per la propria complessità, approfondimenti ben superiori. E’ però un invito a testare le funzionalità dello Strumento per le parole chiave e a “giocarci”: i nostri docenti Eguides constatano come i gestori di strutture siano spesso all’oscuro dell’esistenza di uno strumento molto utile e gratuito come il KeyWord Tool, e della sua utilità durante la cruciale fase di analisi della domanda. Ricordando che stare ad ascoltare è sempre il primo, fondamentale passo per sapere cosa dire.