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lunedì 29 aprile 2013

Pinterest ed e-Commerce, un matrimonio che funziona


Vendere prodotti o servizi sul celebre social network dei desideri è possibile. Ecco alcuni spunti.
Pinterest, il social network dei desideri dove la gente pubblica e condivide immagini di ciò che gli piace, come prodotti, luoghi, mete di viaggio, è il social che più invoglia l’utente all’acquisto di beni e servizi (ne abbiamo già parlato qui e qui). Qui presentiamo alcuni spunti per fare social marketing efficace sul social dei pin.
Innanzitutto, occorre ricordare come Pinterest sia il social network che vanta la più alta percentuale di utenti donna, ben il 79%. Ed è inutile sottolineare come spesso siano proprio le donne le più intraprendenti nel cercare, scegliere e decidere la destinazione della prossima vacanza. Partendo da questa considerazione preliminare, la domanda da porsi è: quali strategie devo seguire per vendere soggiorni e vacanze via Pinterest?
Per prima cosa, occorre allestire, un po’ come per le campagne Facebook, una landing page a cui gli utenti che cliccano sulla nostra offerta vengono indirizzati. Qui, potranno inviarci una mail di richiesta informazioni, o prenotare direttamente la loro vacanza. Tipicamente, la landing page sarà una sezione del sito aziendale.
Una volta allestita la landing page occorre creare l’offerta da pubblicare su Pinterest. A riguardo è bene ricordare che anche qui, come in ogni campagnia di web marketing, occorre preoccuparsi del SEO (in questo caso, del Pinterest SEO): la nostra offerta dovrà essere il più possibile visibile tra le tante che affollano Pinterest, e per riuscirci dovrà contenere le corrette parole chiave, magari accompagnate dall’hastag (cancelletto), il simbolo che, posto davanti ad una parola, la fa diventare un argomento di discussione facilmente rintracciabile tramite il motore di ricerca interno del social network. Per nostra fortuna, per quanto in ascesa, Pinterest non è ancora affollato come Google o Facebook: con un’accurata scelta delle parole chiave, non è difficile ottenere elevata visibilità. Ovviamente, la scelta dei termini da utilizzare parte sempre da un’attenta profilazione del target di riferimento.
Fondamentale, poi coinvolgere emotivamente l’utente. E’ ciò che cercano le persone quando vanno su Pinterest: immagini coinvolgenti. Ecco che risulta allora fondamentale corredare la propria inserzione con un’immagine evocativa ed efficace (qui alcune riflessioni sulla forza evocativa delle immagini nel social media marketing).
Assolutamente da non dimenticare il prezzo: da recenti ricerche risulta che le immagini corredate di “cartellino” ottengano il 36% in più di like rispetto a quelle senza. Le immagini col prezzo, inoltre, vengono aggiunte in automatico alla sezione “Gifts”, che è esattamente ciò che noi vogliamo accada anche per la nostra offerta.
A questo punto la vostra inserzione è pronta. Non resta che pubblicarla, constatare il gradimento degli utenti, monitorare gli accessi alla landing page con Analytics e verificare se arrivano prenotazioni o meno.
Per finire, un ultimo consiglio: anche Pinterest, come tutti i social network, non è un luogo dove le persone vanno per essere bombardate di pubblicità. Chi lo fa viene immediatamente percepito come spam e bannato. Morale: bisogna assolutamente evitare di riempire le proprie board (bacheche) di offerte economiche. Una ogni tanto va bene, ma a predominare devono essere belle immagini della nostra struttura, prive di finalità commerciali.

lunedì 22 aprile 2013

Facebook Ads: come renderle efficaci


Regole e consigli per ottenere il meglio da una campagna pubblicitaria su Facebook

Ne abbiamo già parlato qui : le Facebook Ads (campagne pubblicitarie) sono uno degli strumenti più efficaci per fare marketing su Facebook (sia per vendere prodotti e servizi, che per fare Brand Reputation), presso chi è già nostro fan, o presso chi non lo è ancora. Cerchiamo ora di approfondire il discorso (che è molto complesso).
Innanzitutto: come creare una campagna efficace? Il primo, fondamentale passo è la profilazione del target: a chi voglio rendere visibile il mio messaggio? Può apparire un passaggio scontato, ma Facebook ha creato a tale scopo uno strumento molto potente e raffinato, e non sempre è facile centrare il bersaglio. L’unico consiglio è provare e riprovare, solamente l’esperienza porta a migliorarsi. Soprattutto, non bisogna avere paura di restringere il campo aggiungendo parole chiave: una buona profilazione ne richiede spesso decine e crea quindi un target molto specifico (per zona, età, interessi).
Una volta ottimizzata la profilazione, occorre creare un annuncio efficace. A questo scopo, diventa cruciale la scelta del titolo. Innanzitutto, questo deve essere generato tenendo bene a mente il target di riferimento. In secondo luogo, alcuni accorgimenti possono renderlo più accattivante ed in grado di attirare l’attenzione. Per esempio, un titolo posto sotto forma di domanda, pare riscuotere maggior successo rispetto a uno simile formulato come un’affermazione. Idem se nella frase evidenziamo un problema (magari sotto forma di domanda) con relativa soluzione da noi proposta (espressa come esclamazione). Ancora, può essere utile utilizzare una call to action, per esempio “scopri”, “guarda”, o “clicca qui”, oppure ricorrere ad alcune parole chiave che stimolano in modo particolare il lettore, come “Ecco” o “Questo” o, neanche a dirlo, “Gratis”! Una leva molto potente è sempre realizzata dal principio di scarsità (es. “solo per i primi cinquanta utenti”, o “solo per i nostri fan”).
Infine, può venire in nostro aiuto anche il meccanismo che sta alla base del successo stesso di Facebook: la riprova sociale. Se un’inserzione pubblicitaria riporta il numero di like o di condivisioni ottenute, da un lato tranquillizza l’utente incerto sul fatto di cliccarla o meno, dall’altro lo spinge a scoprirla, se i numeri relativi alle interazioni sono lelevati, o se qualche suo amico ha a sua volta cliccato sull’inserzione.
Infine: la scelta dell’immagine. Innanzitutto, occorre ricordare queste possono avere al massimo dimensioni di 100x72 pixel (se eccedono questi parametri, Facebook le ridimensiona), e che quindi il formato è quello 16:9. Va da sé che l’immagine è l’elemento probabilmente più importante per la creazione di un’inserzione efficace: viste le dimensioni ridotte, sarà importante sceglierle chiare, semplici, con un numero ridotto di particolari, pertinenti all’oggetti dell’inserzione, meglio se contenenti volti umani (attirano l’attenzione). Le immagini possono poi contenere testo (massimo il 20% dello spazio, altrimenti Facebook non le accetta).
L’Importante è che titolo ed immagini siano chiari, e permettano all’utente di comprendere immediatamente cosa gli stiamo offrendo.
Per concludere: l’ultimo passaggio per la creazione di una campagna Facebook efficace è costituito dalla landing page, di cui abbiamo parlato qui.

venerdì 8 febbraio 2013

La Newsletter: sorpassata o ancora attuale?


La vecchia e mail pare oggi uno strumento obsoleto, rispetto al mondo social, per mantenere un contatto con il cliente. E’ davvero così?
Come dev’essere una newsletter efficace?

La comunicazione nell’era del web 2.0, si sa, corre sui Social Network. Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram (in attesa di segnali da Google+) sono i luoghi dove condividere contenuti, interagire, coinvolgere e fidelizzare i propri clienti e trasformarli in fan\follower.
E la vecchia newsletter? Viene spesso abbandonata, per una serie di motivi: innanzitutto, le comunicazioni indesiderate e immediatamente percepite e catalogate come spam sono in continuo aumento, e nessuno vuole correre il rischio far finire le comunicazioni della propria struttura nella cartella “posta indesiderata” dei propri clienti. La vecchia e mail viene percepita, inoltre, oltre che obsoleta, anche poco efficace: il ritorno in termini di prenotazioni è spesso esiguo o nullo, e spesso si lascia perdere.
In verità, però, anche la newsletter può essere uno strumento interessante al fine di aumentare l’interazione con i propri clienti e quindi, in ultima analisi, favorirne la fidelizzazione. Ed alcuni, semplici accorgimenti possono fare la differenza. Vediamo quali sono.
Innanzitutto, l’aspetto tecnico. Se confezionate la newsletter in modo artigianale, avrete ottime probabilità che le vostre comunicazioni finiscano nella cartella spam dei destinatari, o che al limite vengano cestinate senza essere aperte. Affidatevi quindi ad un’agenzia, o ad un software professionale, che vi permetta di monitorare il CTR (click-trough rate, percentuale di apertura: misura, in percentuale, quanti utenti hanno aperto la vostra newsletter sul totale dei destinatari. Ovviamente, più efficace è la comunicazione, più alto è il CTR, più avete probabilità di avere ritorni in termini di prenotazioni).
Non sottovalutate poi l’aspetto grafico: un’impaginazione piacevole ed accattivante, meglio se con una grafica allineata con quella del vostro sito, stimola la lettura molto più di un semplice testo. Stesso discorso per le immagini.
Una volta messi a punto gli aspetto tecnico-grafici, controllate con molta attenzione il rispetto della privacy. Gli utenti vi tengono sempre più, e per questo motivo è essenziale non inviare comunicazioni a chi non vi abbia espressamente dato in precedenza il consenso scritto. A piè di pagina, inoltre, non dimenticate di inserire l’opportunità di cancellarsi dalla mailing list con un semplice click.
Bene, a questo punto la “scatola” della vostra newsletter è pronta. Mancano i contenuti (starà a voi, ma più avanti vedremo qualche suggerimento) e soprattutto gli iscritti. Se l’elenco dei nominativi include poche decine di indirizzi, sarà difficile che la vostra newsletter vi porti risultati apprezzabili. Che fare? Un po’ come con i social network, occorre incentivare i nostri clienti, o potenziali tali, a seguirci. Innanzitutto, off line: preparate un box da apporre accanto alla reception, o alla cassa del vostro locale, con un modulo per l’iscrizione alla newsletter. Soprattutto con i clienti che vi sembrano particolarmente soddisfatti, ricordate anche a voce loro che esiste anche questo strumento per restare in contatto. Fate leva sul principio di scarsità, ovvero sull’idea di creare un club esclusivo dei “migliori clienti” a cui riserverete sconti e condizioni particolari, comunicandole proprio tramite la newsletter. L’iscrizione, ovviamente, va incentivata anche on line: inserite sul sito un modulo per l’iscrizione e, ciclicamente, pubblicate su Facebook e Twitter il link relativo. In ogni caso, non dimenticate di rassicurare i clienti circa il rispetto della privacy, i contenuti, e la cadenza dell’invio.
Dettaglio fondamentale: non appena un nuovo utente si è iscritto, inviategli una notifica di conferma.
Bene, a questo punto siete pronti per l’invio della prima newsletter. Ma cosa scrivere? Un po’ come sui social network, il consiglio è di cercare di interessare il più possibile i lettori. Quindi non solo offerte e promozioni, ma anche notizie, curiosità, ricette, retroscena. Potete utilizzare i post che avete condiviso sui social network: non tutti i vostri clienti sono iscritti a Facebook. Può essere utile, inoltre, creare più liste di utenti, a cui inviare comunicazioni personalizzate. Se la vostra struttura si distingue per il fatto di avere un maneggio, e per l’organizzazione di corsi di cucina, non è detto che tutti i clienti siano interessati ad entrambe le attività: personalizzate l’invio dei contenuti per target.
Infine, rispettate la cadenza di invio che avevate promesso, e non dimenticate di controllare il CTR e la misurazione dei ritorni. Sperimentate l’invio a diversi orari del giorno, spesso i risultati cambiano.
A questo punto, non resta che provare: non è detto che la vecchia e mail non riservi sorprese.