Proponiamo un focus su alcuni punti strategici al fine di fare un buon social media marketing sulla piattaforma di Menlo Park
La Pagina Fan della struttura fatica ad attirare “mi piace”? I post portano poche interazioni? Il traffico c’è ma non si traduce in risultati concreti (leggi: prenotazioni)?
Qui di seguito, proponiamo alcune domande che è bene farsi, con le relative risposte, al fine di ottimizzare le azioni di social media marketing su Facebook.
- Innanzitutto: in cosa sono unico?
Questo è il quesito fondamentale da cui partire. Sui social possiamo raccontarci, spiegare chi siamo (abbiamo parlato qui ). Ecco che conviene allora puntare su ciò che ci differenzia dai concorrenti, sulle particolarità che ci rendono unici e insostituibili.
- Come posso essere utile ai miei clienti (o potenziali tali)?
Spesso ci si interroga su come stupire i propri fan. Su come emozionarli con un’immagine o un video, coinvolgerli con i contenuti più disparati. Dimenticando che molto spesso la strada migliore è essere semplicemente utili. Le persone hanno bisogno di informazioni e servizi on line. Offrirli loro è un buona strategia di marketing. Domandandosi anche: quali sono i problemi o i desideri che potrei risolvere o soddisfare?
- Quali sono le abitudini on line dei miei fan?
L’insieme delle persone che hanno cliccato mi piace alla Pagina è spesso molto eterogeneo e variegato, quindi questa è una domanda che potrebbe non avere una risposta semplice. Resta il fatto che cercare di capire quali sono le abitudini on line dei fan, come gli orari in cui si collegano o i tipi di post che apprezzano di più, è il modo migliore per soddisfare le loro aspettative.
- Come misuro i risultati ottenuti?
Lo si è detto e ripetuto, ma come si suol dire repetita iuvant: fare social media marketing senza misurare i risultati è perfettamente inutile. Che si utilizzi Insight o un qualche altro tipo di indicatore, l’importante è trovare un modo per capire se quello che stiamo facendo ci porta nella direzione giusta.
Idee e suggerimenti di Maurizio Vellano per la promozione del tuo agriturismo, b&b, cantina, prodotti tipici, ecc...
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lunedì 26 gennaio 2015
lunedì 31 marzo 2014
Facebook Ads: qualche trucco per migliorarle
Le inserzioni pubblicitarie sul social in blu sono uno strumento fondamentale per aumentare la visibilità della propria fan page: ecco qualche suggerimento per ottimizzarle
I tempi delle vacche grasse su Facebook, si sa, sono finiti: da tempo ormai la visibilità dei post pubblicati dalle pagine supera di poco il 10% dei fan, e per raggiungere una platea più ampia non resta che una soluzione: pagare.
Ecco perché le inserzioni pubblicitarie su Facebook continuano ad essere un importante strumento di social media marketing. Paura di buttare soldi in una campagna fallimentare? Ecco alcuni suggerimenti per ottimizzare la propria strategia ed ottenere buoni risultati dalle proprie inserzioni.
Innanzitutto, occorre avere ben chiaro un particolare: in una campagna pubblicitaria, più che le caratteristiche del prodotto o servizio che si promuove, bisogna comunicare i benefit che si hanno acquistandolo. Il potenziale cliente cui cade l’occhio sull'inserzione, infatti, molto probabilmente in quel momento non sta cercando ciò che noi vorremmo vendergli, anche se potrebbe esservi potenzialmente interessato (risveglio della domanda latente, specialmente se abbiamo fatto una buona profilazione): e ad interessarlo, in quella fase, sono proprio i vantaggi che gli derivano da ciò che abbiamo da offrirgli.
Le inserzioni, poi, offrono poco spazio: è fondamentale scegliere con cura le parole da usare per spingere le persone a cliccarci su. E seguire una strategia chiara: si può essere precisi nel descrivere i termini dell’offerta, scegliendo di essere utili; oppure si può puntare sulla suggestione e selezionare parole volte ad emozionare.
Dell’importanza di un’attenta profilazione abbiamo detto più volte. Aggiungiamo che conviene concentrare le campagne su aree geografiche specifiche, ad esempio evitando di farne su più stati contemporaneamente; e che è invece opportuno non porre troppi filtri per quando riguarda gli altri dati demografici: non sempre gli utenti compilano tutti i form, e ogni volta che si mette un filtro si perdono tutti quegli utenti che non hanno compilato quel campo.
E’ poi di fondamentale importanza la scelta dell’immagine. Che, si sa, è piccola, quindi dovrà essere d’impatto e colpire l’utente, ma soprattutto dovrà far capire chi siamo e cosa offriamo: un’immagine giusta molto spesso fa la differenza.
Insomma: mettere in piedi una campagna efficace non è semplice. Ma qualche semplice accorgimento può fare la differenza.
I tempi delle vacche grasse su Facebook, si sa, sono finiti: da tempo ormai la visibilità dei post pubblicati dalle pagine supera di poco il 10% dei fan, e per raggiungere una platea più ampia non resta che una soluzione: pagare.
Ecco perché le inserzioni pubblicitarie su Facebook continuano ad essere un importante strumento di social media marketing. Paura di buttare soldi in una campagna fallimentare? Ecco alcuni suggerimenti per ottimizzare la propria strategia ed ottenere buoni risultati dalle proprie inserzioni.
Innanzitutto, occorre avere ben chiaro un particolare: in una campagna pubblicitaria, più che le caratteristiche del prodotto o servizio che si promuove, bisogna comunicare i benefit che si hanno acquistandolo. Il potenziale cliente cui cade l’occhio sull'inserzione, infatti, molto probabilmente in quel momento non sta cercando ciò che noi vorremmo vendergli, anche se potrebbe esservi potenzialmente interessato (risveglio della domanda latente, specialmente se abbiamo fatto una buona profilazione): e ad interessarlo, in quella fase, sono proprio i vantaggi che gli derivano da ciò che abbiamo da offrirgli.
Le inserzioni, poi, offrono poco spazio: è fondamentale scegliere con cura le parole da usare per spingere le persone a cliccarci su. E seguire una strategia chiara: si può essere precisi nel descrivere i termini dell’offerta, scegliendo di essere utili; oppure si può puntare sulla suggestione e selezionare parole volte ad emozionare.
Dell’importanza di un’attenta profilazione abbiamo detto più volte. Aggiungiamo che conviene concentrare le campagne su aree geografiche specifiche, ad esempio evitando di farne su più stati contemporaneamente; e che è invece opportuno non porre troppi filtri per quando riguarda gli altri dati demografici: non sempre gli utenti compilano tutti i form, e ogni volta che si mette un filtro si perdono tutti quegli utenti che non hanno compilato quel campo.
E’ poi di fondamentale importanza la scelta dell’immagine. Che, si sa, è piccola, quindi dovrà essere d’impatto e colpire l’utente, ma soprattutto dovrà far capire chi siamo e cosa offriamo: un’immagine giusta molto spesso fa la differenza.
Insomma: mettere in piedi una campagna efficace non è semplice. Ma qualche semplice accorgimento può fare la differenza.
venerdì 1 febbraio 2013
Cofanetti regalo: occasione di crescita o scocciatura?
Molti gestori di strutture lamentano esperienze negative: alcuni consigli per migliorare la situazione
I cosiddetti Cofanetti Regalo non sono più una novità, ma restano sicuramente uno dei principali temi di discussione del momento. Smartbox, Emozione3 ed altri consentono di aumentare il numero di visitatori della propria struttura, soprattutto in periodi di bassa affluenza. Il problema sono, come ben sa chi ci lavora, i costi di commissione.
Può essere utile, allora, cercare di vedere i cofanetti come un’opportunità per far conoscere la propria struttura, promuovendola presso chi difficilmente ci avrebbe visitato in altri modi e, perché no, cercando di fidelizzarlo e di farlo diventare un nostro cliente. Se anche non sarà possibile riuscirci con tutti (alcuni clienti utilizzano i cofanetti regalo soprattutto per gli sconti che offrono, e non sono disposti a tornare in una struttura pagando il prezzo pieno, ma andranno in cerca di nuovi sconti altrove), vale comunque la pena provarci. Vediamo alcuni consigli.
Il cliente che si trova a sfogliare il catalogo, cartaceo oppure on line, di un cofanetto, prima di decidere in quale struttura prenotare, vuole essere certo di effettuare la scelta giusta. Molto spesso, quindi (o quasi sempre), darà un’occhiata anche al sito della struttura che gli interessa. Se questo è obsoleto, poco curato, non aggiornato o peggio con news vecchie (esempio classico: il menu di Capodanno ancora on line a San Valentino), difficilmente il cliente prenoterà. Se un sito accattivante e fresco è sempre importante, lo è ancora di più nel caso in cui il cliente, in fase di scelta, confronta il nostro sito con quelli di altre strutture. Un discorso simile vale, ovviamente, per i siti di recensioni come Tripadvisor: una struttura con una cattiva reputazione difficilmente attrae nuovi clienti, che spesso si basano proprio sulle recensioni on line per effettuare la propria scelta.
Oltre a questo, il consiglio più importante è: evitare in tutti i modi di far sentire il cliente che arriva in struttura tramite un cofanetto regalo, un cliente di serie B. Può sembrare banale, ma spesso questo atteggiamento è alla base di tutti i problemi. Il cliente avverte immediatamente se lo considerate meno importante di un altro, e di sicuro non tornerà in futuro (anzi, potrebbe anche farvi una recensione negativa). Molto spesso, i gestori adducono i costi di commissione come giustificazione dei diversi trattamenti riservati alle varie tipologie di cliente. Tuttavia, non andrebbe mai dimenticato che le condizioni sono state specificate all’inizio del rapporto di collaborazione, e che il gestore ha deciso di accettare certe condizioni contrattuali. Il cliente, inutile sottolinearlo, può farsi forte di queste (giuste) considerazioni. Chi arriva in struttura tramite un cofanetto regalo va dunque trattato alla stregua del miglior cliente. Piuttosto, è molto importante specificare al momento del check in, in modo il più possibile dettagliato, cosa è compreso nel buono regalo di cui è in possesso il cliente, e cosa ne è invece escluso, con i costi degli eventuali extra: come sempre, fare chiarezza all’inizio del rapporto non può che portare giovamento.
Se tutto sarà andato nel migliore dei modi, e se il cliente è soddisfatto del soggiorno, al momento del check out si potranno allora utilizzare le leve del social marketing: dalla richiesta di una recensione, al “mi piace” sulla fan page di Facebook, all’inserimento del suo nominativo nella newsletter. Ecco che il cliente (soddisfatto) è agganciato, e non è detto che non torni. La prossima volta, a prezzo pieno.
giovedì 22 novembre 2012
Mobile e accessi al sito della nostra struttura
Ancora molte strutture non si sono dotate di nessun strumento per rendere accessibile il proprio sito da dispositivi mobile
Secondo i dati Audiweb aggiornati a Settembre 2012, il numero di italiani connessi ad internet è di 41 milioni. Il dato interessante, è che il 34,6% degli uomini, e il 28,1% delle donne, accedono al web anche tramite il proprio smartphone.
Secondo gli studi effettuati, chi possiede uno smartphone, generalmente, tende a sfruttarne le potenzialità e le innumerevoli funzionalità ogni qual volta se ne presenta l’occasione: previsioni meteo, film in sala, mappe e navigazione e, quel che più ci interessa, si usa lo smartphone quando si è in viaggio, per esplorare i luoghi dove mangiare o dove dormire che si trovano nelle vicinanze. Spesso, tuttavia, qui iniziano i problemi.
Chi abbia provato almeno una volta ad aprire un sito tradizionale da smartphone, sa bene come l’operazione possa essere disagevole: un sito tradizionale è infatti pensato per essere visitato da un pc. Chi vi accede da smartphone, per contro, è costretto a lunghe “scrollate” tramite il touch screen per trovare le informazioni che desidera. Anche l’approccio è molto diverso: chi visita, per esempio, il sito di un agriturismo da casa o dall’ufficio, lo fa con calma, scorrendo la gallery delle immagini per il piacere di navigare. Chi invece vi accede da mobile, è molto spesso un potenziale cliente, che magari si trova nelle vicinanze ed ha fretta, e che in quel momento è alla ricerca di informazioni molto basilari, come un numero di telefono per chiamarci. Se non lo trova alla svelta, abbandona il nostro sito per cercare un’altra sistemazione.
Ecco quindi che diventa fondamentale affiancare al sito web tradizionale uno o più strumenti che rendano la presenza on line della nostra struttura facilmente accessibile anche dai dispositivi mobile. Le soluzioni sono molteplici: sito mobile, app o web app. Ognuna di queste opzioni presenta differenze rispetto alle altre, vantaggi e difetti. Nelle prossime newsletter entreremo nel dettaglio di ognuna, analizzandone il funzionamento e le caratteristiche.
Un ultimo aspetto che fa riflettere. Ormai da tempo, Google riconosce se state effettuando l’accesso da un dispositivo mobile, e tramite un apposito algoritmo presenta i risultati della ricerca da voi effettuata, posizionando ai primi posti i siti ottimizzati proprio per smartphone e tablet. Il vantaggio che ne ottengono le strutture collegate appare evidente. Un motivo in più per pensare, anche in tempi di crisi, di effettuare un investimento (le cifre, tutto sommato modeste, partono da poche centinaia di euro) dai ritorni sicuri, sfruttando le grandi potenzialità offerte dal mondo mobile.
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