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lunedì 14 dicembre 2015

Twitter, numeri e consigli per piccole aziende

Uno studio condotto da Search Engine People spiega perché alle piccole strutture conviene essere presenti sul social dei cinguetti

Partiamo dai “freddi” numeri: 33% è la percentuale di utenti Twitter che seguono almeno un brand (in soldoni, oltre 46 milioni di persone); ben 663% è l’aumento percentuale di utenti in cerca di consigli di tipo commerciale negli ultimi due anni; il 67% di coloro che seguono almeno un brand, infine, ne comprerà più probabilmente i prodotti e i servizi.
Bastano queste poche cifre per capire che, oggi, essere su Twitter conviene decisamente, anche a chi gestisce una piccola attività o struttura nel settore turistico o enogastronomico. E’ quanto emerge dallo studio condotto daSearch Engine People, azienda canadese specializzata in SEO e analisi dei comportamenti social.
Ma proseguiamo: il 79% di coloro che seguono un brand su Twitter è propenso a raccomandarlo, ed il 69% è disposto a seguire un brand in base alla raccomandazione di un amico. Chiaro, no? Bene, ma cosa desidera chi segue un brand su Twitter? A dire il vero, un sacco di cose: dal customer service, alle news aziendali, a contenuti esclusivi, fino ovviamente a regali e sconti o promozioni (la maggior parte, a dire il vero).
Quali sono, allora, i consigli per ottenere il massimo dal social dei cinguettii? Innanzitutto, gli hashtag: sono nati qui, sono stati inventati qui, è dimostrato che un tweet che contiene un hashtag appropriato ha molte più chance di ottenere visibilità ed engagement. Meglio ancora se si riesce nell’impresa di coniarne uno efficace, divertente e unico contenente il nome della propria attività. Occhio poi agli orari in cui si twitta, e a farlo nel week end (durante il quale Twitter è più popolato).
Vien da sé che, in caso di commento o risposta da parte di un utente, è fondamentale replicare il prima possibile. Idem in caso di critiche o commenti negativi: in questo caso, è possibile anche ricorrere allo strumento dei messaggi diretti. E’ poi buona cosa sperimentare le varie app accessorie di Twitter, per avere una cassetta degli attrezzi completa e adatta a soddisfare tutte le esigenze di comunicazione: da Medium per gli articoli più lunghi tipo blog, a Vine per i brevi video di sei secondi in stile GIF (che vanno tanto di moda), fino a Periscope per i filmati live con tanto di commenti in tempo reale.

Un ultimo consiglio: non dimenticare di ricambiare il follow verso chi ci segue: è il primo modo per fidelizzarlo.

lunedì 15 giugno 2015

Twitter, parte l’Official Partner Program

Sarà da supporto per chi fa social media marketing sul social dei cinguettii per aiutare ad aumentare visibilità, engagement e clienti

Twitter e Business, ora si fa sul serio. Lo annunciano gli sviluppatori stessi lanciando il nuovissimo Official Partner Program, il nuovo strumento a disposizione di chi fa social media marketing in 140 caratteri per aumentare l’efficacia dei propri tweet.
Sviluppato in sinergia con il Twitter Certified Program ed il Twitter Marketing Platform Partner Program, il nuovo strumento si pone l’obiettivo di aiutare aziende, professionisti ed inserzionisti in diversi modi:
- Aumentando l’efficacia delle campagne. Tramite una serie di strumenti di rilevazione e monitoraggio, sarà possibile effettuare campagne pubblicitarie mirate con un tasso di engagement superiore
- Aumentando la visibilità del brand. Il Programma aiuterà i partner a capire quali argomenti trattare, e come farlo, per attirare l’attenzione degli utenti e potenziali clienti.
- Con Insight. Tramite i Twitter Data, l’Insight sarà più completo che mai e ricco di statistiche utili a misurare le proprie performance.
- Trovando nuovi clienti. Con il ricorso ad applicazioni di terze parti, il programma promette di aiutare nella ricerca di nuovi potenziali clienti.
- Monitorando le campagne da mobile. Sarà possibile misurare i risultati che le campagne ottengono sui dispositivi mobile
Il programma è partito dai big: il primo partner ad aderire è stato IBM. Nulla però vieta di pensare che a breve questo set di strumenti sia a disposizione anche delle piccole aziende e di chi fa social media marketing su Twitter. Insomma, cinguettare potrebbe diventare sempre più efficace.

lunedì 13 aprile 2015

Twitter, con le ultime novità si punta a nuovi iscritti

Una serie di nuove feature sembra andare nella direzione di una maggior immediatezza di utilizzo, per conquistare nuovi utenti

Twitter ha uno zoccolo duro di aficionados, ma al di fuori di questa cerchia fatica ad imporsi. E’ un trend storico, questo, da parte del social dei cinguettii, ma ora una serie di novità parrebbero suggerire l’idea che qualcosa si stia smuovendo, e che sia partita la caccia a nuovi utenti.
Per rendere più immediata e semplice la navigazione, dalle ultime release delle app mobile è infatti scomparsa l’opzione scopri, che permetteva di scorrere i tweet più popolari tra la propria cerchia di following. In compenso è stata ampliata la sezione dei Top Trend, con elenchi degli argomenti più discussi, ognuno corredato ora da una breve descrizioni per aiutare l’utente a capire di cosa si sta parlando. Disponibile al momento solo in inglese, questa opzione arriverà presto anche sugli altri mercati.
Quelli di Twitter hanno poi pensato a tutti quegli utenti che, seguendo molti account, quando aprono la app dopo un po’ di tempo rischiano di perdersi i tweet più rilevanti nella moltitudine di altri tweet. Per questo, oltre all’opzione mentre eri via, disponibile già da qualche mese (che mostra un riassunto dei tweet più popolari scritti mentre si era assenti), ecco ora MacigRecs. Si tratta di un account a cui ci si può iscrivere. Una volta iscritti, MagicRecs invia messaggi diretti segnalando particolari attività attorno ad un argomento, come tweet popolari, o nuovi utenti a cui diversi propri following si sono recentemente iscritti.
L’ultima, importante feature recentemente introdotta da Twitter (e attesa da molti), riguarda i commenti ai retweet. In pratica, è ora possibile aggiungere un proprio commento quando si condivide un tweet, in modo che il retweet non sia un mero copia-incolla. Lo spazio per il commento è di 115 caratteri (in pratica il tweet che viene retweettato funziona come uno short link).
Insomma, quelli del social dei cinguettii stanno lavorando per rendere Twitter un ambiente immediato e fuibile anche per i nuovi iscritti. Il tutto mentre si rincorrono voci di un possibile interesse d’acquisto da parte di Google, per rilanciare un social che non riesce ad andare oltre la soglia dei 300 milioni di utenti attivi al mese. Nel frattempo, non resta che utilizzare le nuove feature per dare visibilità alla propria attività.

martedì 7 aprile 2015

Twitter lancia Curator, la nuova app in stile Storify

Il tool permette di raccogliere tweet e Vine per uno specifico argomento e metterli in ordine per raccontare una storia

Molti conoscono Storify. E’ uno strumento che permette di mettere in ordine il materiale presente su piattaforme come Facebook, Twitter, Instagram, Flickr e Youtube riguardo ad uno specifico argomento, e presentarlo come una storia multimediale. Semplice da usare ed elegante alla vista, Storify è tutto nel proprio motto: “Make the web tell a story”.
Ebbene, a quanto pare Twitter gli ha dichiarato guerra. Lo ha fatto presentando Curator , un tool per molti aspetti simile. Innanzitutto, Curator permette di effettuare ricerche molto più precise e dettagliate. Oltre a quella per hashtag, infatti, è possibile selezionare i tweet per geolocalizzazione, numero di parole o tipo di smartphone utilizzato. Oltre ai tweet, è possibile cercare anche Vine, ovvero i diffusissimi video da sei secondi caricati tramite l’omonima app. A questo punto, un po’ come Storify anche Curator permette di mettere in ordine i contenuti trovati, scegliendo tra diversi criteri, e pubblicare il tutto.
Infine, la app consente l’accesso ad analytics più dettagliate, che permettono di analizzare in tempo reale tendenze e conversazioni e, nelle intenzioni degli sviluppatori, capire quali argomenti diventeranno virali prima che la massa se ne accorga (e poterne quindi parlare per primi).
Curator dovrebbe anche permettere una maggiore diffusione dei tweet tra coloro che non usano Twitter. Sempre più spesso, infatti, i contenuti del social dei cinguettii vengono mostrati su altre piattaforme, on line e off line: la nuova app dovrebbe essere un buon modo per incrementare questa tendenza.
Insomma, pare che i motivi per provare il nuovo tool non manchino. Non resta che mettersi all’opera, creare la storia che riguarda la propria attività o la propria struttura, e pubblicare il tutto su Curator.


lunedì 16 febbraio 2015

Twitter trova l’accordo con Google: tweet tra i risultati delle SERP

Il social dei cinguettii e il colosso di Mountain View insieme per far apparire i tweet tra i risultati del motore di ricerca

Nei piani alti di Twitter si mugugnava da tempo. Prima il sorpasso da parte di Instagram per quanto riguarda il numero di utenti. Sorpasso che ha tra l’altro riportato alla luce un problema cronico del social dei cinguettii: al di là dello zoccolo duro di twittatori storici ed incalliti, c’è un grande numero di account inattivi, che in alcuni casi non hanno mai twittato. E il numero totale degli iscritti fatica a crescere. Poi, come se non bastasse, è arrivata la tegola delle dichiarazioni di Dick Costolo (qui ), che di Twitter è chief executive, a rigirare il coltello nella piaga del fenomeno troll e haters: “troppi attacchi on line, ormai siamo lo sfogatoio di violenti e frustrati”, dichiara Costolo. Che poi prosegue: “siamo incapaci di fermare i troll, me ne vergongo”. Un fenomeno che, tra l’altro, avrebbe il poco desiderabile effetto collaterale di allontanare una fetta considerevole di utenti.
Di fronte ad un quadro del genere, è legittimo chiedersi se valga la pena investire tempo per inserire Twitter nel piano di social marketing della propria struttura. E la risposta continua ad essere sì. Per superare le varie magagne, e soprattutto per far crescere il numero di utenti, Costolo e soci hanno infatti puntato al bersaglio grosso: Google. L’accordo stipulato col colosso di Mountain View prevede infatti che i tweet compariranno nelle SERP, ovvero nei risultati del motore di ricerca. Nei piani di Twitter, è questo il modo migliore per attirare nuovi utenti. Dal punto di vista di chi fa social media marketing, tutto ciò si traduce in un nuovo motivo per cinguettare: la visibilità. Via dunque ai tweet, usando le parole giuste per finire nelle SERP di Google.

lunedì 12 gennaio 2015

Facebook, arrivano i trending topic

La nuova funzione permetterà di visualizzare articoli e contenuti relativi ad uno specifico argomento

Chi usa Twitter li conosce bene: sul social dell’uccellino, i Trending Topic compaiono sulla sinistra della schermata (in versione web) o nell’apposita sezione (nelle app), come un elenco degli argomenti più twittati del momento. Cliccando su uno di essi, si accede a tutti i tweet che contengono quel determinato hashtag o quella precisa parola, in un flusso aggiornato in tempo reale. Si tratta di una funzione molto interessante, soprattutto in corrispondenza di eventi che richiamano l’attenzione, per esempio l’inaugurazione di una fiera. Qui spieghiamo come fare al meglio il live twitting di un evento, che può essere una buona strategia per guadagnare follower.
Bene: tutto questo sta per sbarcare su Facebook. Per la precisione, gli utenti americani della versione Android del social network ne possono già usufruire. Per tutti gli altri, compresi quindi noi italiani, si spera che l’attesa sia breve. Come spiegato da Diana Hsu e Andrew Song, product manager di Facebook, in questo articolo pubblicato sul blog ufficiale,
cliccando su una delle voci presenti all’interno dei Trending Topic di Facebook, sarà possibile visualizzare:
- Articoli pubblicati sull’argomento da giornali online;
- “In the Story”, ovvero post pubblicati da persone coinvolte nella storia;
- Post pubblicati da amici e conoscenti;
- “Near the Scene”, ovvero post pubblicati da persone non coinvolte in prima persona ma comunque parte della storia;
- Live Feed, un flusso in tempo reale di reazioni a un topic da parte di persone in tutto il mondo.
Insomma, un buon modo per riunire in un’unica categoria articoli, post e contenuti che riguardano un determinato argomento. La nuova funzione, tra l’altro, darà finalmente un senso all’uso degli hashtag su Facebook, annunciati a suo tempo come una novità rivoluzionaria ma di fatto mai decollati veramente, al contrario di quanto avvenuto su Twitter. Strumenti molto utili, se usati nel modo giusto, per il social media marketing della nostra struttura.


martedì 9 dicembre 2014

Live twitting, come farlo al meglio

Qualche dritta su come lanciare un evento mediante cinguettii e hashtag

State organizzando un evento, una serata speciale, un incontro nella vostra struttura? Avete pensato di lanciarlo su Twitter? Chi usa il social dei cinguetii sa che i suoi utenti amano essere sempre sul pezzo, aggiornati su ciò che sta succedendo. Se lo utilizzate per il social media marketing della vostra struttura ricettiva, quindi, fare un live twitting in occasione di un evento speciale può essere un buon modo per promuoversi. Ma come farlo al meglio?
Per prima cosa, sarà opportuno creare un hashtag ad hoc. Il che è meno banale di quanto possa sembrare: generare un hashtag che funzioni, ovvero che diventi virale, richiede alcuni accorgimenti. Dovrebbe infatti contenere sia un riferimento all’evento, che uno alla struttura; non dovrebbe essere troppo lungo, piuttosto facile da ricordare, meglio se accattivante ed ironico. Di solito, un hashtag che contiene pezzi di parole legate tra loro rappresenta la soluzione migliore.
Una volta trovato l’hashtag giusto, è il momento di iniziare a twittare per promuovere l’evento. Sarà bene iniziare a farlo qualche giorno prima, ma senza esagerare, per non intasare le time line dei propri follower, e al momento giusto: gli orari della giornata in cui gli utenti accedono maggiormente a Twitter sono attorno alle 9 del mattino, il primo pomeriggio e l’ora prima di cena.
Una volta che l’evento ha inizio, ha luogo il live twitting vero e proprio. Anche in questo caso, occorre stare attenti a non esagerare; retwittare ciò che dicono gli utenti che partecipano può essere un buon modo per fare engagement e mantenere vivo l’interesse. Twitter non è il social delle immagini, ma in occasione di eventi speciali pubblicare foto durante lo svolgimento può essere utile.
Infine, è importante curare la fase post-evento. Ringraziare chi ha partecipato per creare ancora engagement, svelare un dietro le quinte con qualche dettaglio e qualche foto inedita.
In ogni fase, è importante cercare di coinvolgere gli utenti più attivi e gli influencer. Soprattutto, utilizzare il taglio informale, diretto ed ironico tipico della comunicazione social, specie di Twitter.
Se saremo stati bravi (e avremo avuto un pizzico di fortuna), avremo dato al nostro evento una visibilità ed una copertura difficili da raggiungere in altro modo, il tutto a costo zero e con un minimo dispendio di tempo ed energie.


martedì 2 dicembre 2014

Twitter: consigli pratici per l’uso

Divertente da usare e ideale per diffondere contenuti virali, spesso l’uccellino blu non viene percepito come utile ai fini del social media marketing. Ecco alcune dritte per usarlo con profitto

Twitter, più croce che delizia. La percentuale di strutture ricettive che lo utilizzano con profitto è decisamente bassa, e spesso il social dell’uccellino blu viene percepito come ostico, difficile da usare, al limite divertente ma poco utile. Ne abbiamo già scritto in passato, ed ora torniamo sull’argomento: se usata nel modo giusto, anche la piattaforma dei cinguettii può essere utile al piano di social media marketing di una struttura ricettiva.
Innanzitutto, Twitter si è fatto largo grazie alla vocazione, da parte dei suoi utenti, alla battuta sagace, al tweet fulminante e ad effetto. Ma non è detto che si debba far sorridere a tutti i costi. Anzi. Spesso, la chiave del successo è semplicemente essere utili. Fornire un servizio, di qualsiasi tipo, dal meteo alle informazioni su sagre e manifestazioni in zona, può attirare follower ed interazioni.
Proprio la capacità di stimolare engagement con il lettore sta alla base del successo su Twitter. Un buon modo di stimolarlo è fare domande brevi, secche, che richiedano pochissimo tempo per la risposta. I fill in the blank sono l’ideale: stimolano la creatività, spingono alla risposta e si compilano in un attimo.
Si è detto più volte che la comunicazione sui social non deve essere la stessa, patinata ed istituzionale, per intenderci da brochure, del sito. La regola vale anche per i video, che su Twitter sono molto utilizzati grazie all’app Vine, che consente di registrare e pubblicare i diffusissimi filmati da sei secondi. Anche un dietro le quinte realizzato con il telefonino e condiviso all’istante può diventare virale. Se aggiungiamo che il CEO di Twitter Dick Costolo ha recentemente dichiarato che presto arriverà la possibilità di condividere filmati lunghi più di sei secondi, vien da sé che i contenuti video su Twitter sono ben più che un vezzo.
Ma la vera regola aurea, in un social che vive sull’istantaneità delle conversazioni e che vede mutare in continuazione i propri trend topics, è essere sempre sul pezzo. Ne consegue che la tecnica che dà maggiori risultati nel raggiungere nuovo pubblico, e fare nuovi follower, è twittare la cosa giusta al momento giusto. Usare l’hashtag relativo all’inaugurazione di un evento mentre l’inaugurazione è in corso, parlare di una fiera mentre sta aprendo, twittare da una sagra in svolgimento, attirerà l’attenzione degli utenti di Twitter, sempre affamati di novità e notizie fresche.
Il gusto della battuta fulminante, si sa, è uno dei pilastri di Twitter. Il problema è che non siamo tutti Oscar Wilde. Ma ciò non significa che non possiamo citarlo. Ricorrere agli aforismi funziona sempre e assicura un buon tasso di retweet, ma non dimentichiamo le sacre regole della netiquette: citiamo sempre la fonte, o verremo severamente bacchettati.
Infine, due dritte. E’ stato dimostrato che i tweet che iniziano con una lettera maiuscola ottengono maggiori interazioni, perché vengono percepiti come breaking news. Così come si è notato che un link che conduce ad una risorsa esterna funziona meglio quando è inserito al centro del tweet, piuttosto che sul fondo come avviene di solito.
Insomma, le idee per twittare al meglio non mancano. Cosa aspettate?

Dire grazie tramite Facebook e Twitter: ora si può

Ringraziare sembra essere la tendenza del momento nel media marketing, e i due social hanno recentemente introdotto nuovi strumenti per farlo.

Il social media marketing, si sa, vive di tendenze e mode, più o meno passeggere. C’è stato il momento dello storytelling, quello del content marketing, ed ora pare la volta del “grazie”: ringraziare qualcuno per qualcosa è la tecnica individuata nelle stanze dei bottoni dei social network per creare engagement.
Ecco allora che Facebook e Twitter hanno lanciato, quasi in contemporanea, i loro strumenti per dire grazie. Il social di Zuckerberg ha sviluppato un tool che consente appunto di ringraziare qualcuno tramite un video, utilizzando un paio di format ed inserendo, ove presenti,
con quel medesimo utente. L’intento è chiaro: fare leva su un passato emozionale e sui ricordi per creare ulteriore engagement.
Twitter, dal canto suo, sfrutta la ricorrenza del Thanksgiving per lanciare un’infografica in cui elenca i possibili modi di dire grazie con un tweet.


A parte il gusto quanto meno dubbio, almeno agli occhi di noi europei, dell’infografica, Twitter poi elenca una serie di tweet da parte di personaggi famosi, come Alicia Keys o LeBron James (le spunte blu a fianco del nome significano che si tratta di account ufficiali e verificati), che ringraziano qualcosa o qualcuno, a testimonianza del fatto che “dire grazie” è la tendenza del momento sui social media.
Può davvero servire tutto questo per il piano di social marketing della nostra struttura? Difficile dirlo. Però occorre essere sempre aggiornati sulle ultime mode. E ringraziare.

lunedì 24 novembre 2014

Social Network e contenuti: dove pubblicare cosa

Ogni Social ha un pubblico differente ed un tipo di utilizzo diverso: diversificare i tipi di contenuti da pubblicare sulle varie piattaforme può essere una buona strategia

Social che vai, usanze che trovi. Si sa: ogni piattaforma ha utenti differenti dalle altre, che a loro volta la utilizzano in modo diverso. Per questo, può capitare che un post efficace su Facebook non funzioni affatto su Twitter, e viceversa. Insomma: differenziare i tipi di contenuti da pubblicare sui vari Social Network può essere una buona strategia da adottare all’interno del nostro piano di Social Media Marketing.
Per questo, quelli di Social Network Point hanno pubblicato l’infografica che riportiamo in fondo all’articolo, in cui compaiono alcuni suggerimenti su “dove” pubblicare “cosa”. Su Facebook, per esempio, vanno bene le foto “dietro le quinte”, le citazioni, i “fill in the blank”. Condividere articoli di blog o newsletter funziona sia su Facebook che su Twitter, che però è il Social dove è bene essere sempre sul pezzo: via libera dunque a notizie, articoli interessanti, aggiornamenti su eventi in corso e, perché no, i video di sei secondi tramite la celebre applicazione Vine. E per quanto riguarda Pinterest? Immagini, ovvio, ma non solo: anche qui possiamo infatti pubblicare video, le infografiche che vanno tanto di moda o altri tipi di contenuti visuali.
L’elenco completo nella tabella sottostante.


lunedì 29 settembre 2014

Le novità estive dai Social Network: ecco cos’è successo negli ultimi mesi

Gli sviluppatori di Facebook, Twitter & Co non vanno mai in vacanza:ecco un riassunto delle novità introdotte nelle diverse piattaforme mentre noi eravamo sotto l’ombrellone

L’estate è finita, e con lei se n’è andato il periodo dei viaggi e delle vacanze sotto l’ombrellone. Se si fa un giro sulle principali piattaforme social, però, ci si accorge che non tutti, negli scorsi pesi, sono andati in ferie; anzi, c’è chi ha lavorato alacremente per farci trovare un pacchetto di succose novità al nostro rientro: si tratta degli sviluppatori dei vari social network. Il Web 2.0 si evolve in continuazione, si sa: non ci si può distrarre un attimo. Ecco qui di seguito un abstract delle principali novità introdotte negli ultimi mesi. Cominciando dal re dei social netork: Facebook.

- Facebook. Se della guerra dichiarata al click-baiting abbiamo già parlato, la novità del momento si chiama Radius-Based ads. In sostanza, si tratta di un nuovo tipo di Ads (inserzione a pagamento) basata sulla geolocalizzazione: l’annuncio corrispondente sarà quindi visibile agli utenti che transitano nei paraggi dell’attività che l’ha lanciato. Insomma, una nuova frontiera del marketing di prossimità, particolarmente interessante per chi gestisce una struttura ricettiva.
Oltre a questo, quelli di Menlo Park hanno da poco introdotto un algoritmo che conferisce maggiore rilevanza ai post che trattano un argomento che in un determinato momento rientra nei Trending Topics (si parla di una media del 6% di engagement in più).
- Twitter. Il social dei cinguettii non sta a guardare e replica al colosso di Zuckerberg. Innanzitutto con le sue Ads, che finalmente sono davvero disponibili a tutti gli utenti in 20 Paesi del mondo. E’ possibile pianificare diversi tipi di Ads: per acquisire nuovi follower, per portare click al proprio sito (e possibilmente conversioni), per favorire le interazioni nei tweet o il download di app, per fare una campagna di lead generation volta a raccogliere nuovi contatti, oppure per farne una personalizzata.
L’Uccellino Blu avrebbe poi lanciato, per ora in fase di testing e solo in Inghilterra, una nuova feature. Si chiama “Everyday moments” e permetterebbe di cliccare su uno tra 80 topics predefiniti ottenendo un grafico interattivo attraverso il quale scoprire in quale area geografica se ne parla di più, e soprattutto in quale giorno della settimana e a quale ora. Abbinato alle nuove Ads, diventerebbe uno strumento interessante, considerata la velocità alla quale scorre la TL di Twitter.
Un po’ come già fatto da Facebook , infine, anche Twitter starebbe pensando di introdurre il tasto “Compra”.

Di Foursquare, che si è sdoppiato ed è diventato tutto nuovo, e dei video in Hyperlapse di Instagram, infine abbiamo già parlato: basta fare un giro sui profili di alcuni famosi brand presenti sul social nelle foto quadrate, per rendersi conto di come le aziende non abbiano perso tempo a sfruttare la nuova feature.

Non resta che cercare di fare lo stesso anche con l’account della propria struttura ricettiva.

lunedì 9 giugno 2014

Strutture ricettive e Twitter: bisogna essere veloci

Uno studio dell’agenzia statunitense Conversocial analizza i tempi di risposta degli hotel alle richieste giunte dai clienti via tweet. Con qualche sorpresa

Twitter è, per molti aspetti, il social più dinamico del web. Le interazioni si susseguono a ritmo quasi frenetico, al pari della possibilità di fare nuove conoscenze e conquistare follower. Chi lo usa lo sa, e si aspetta lo stesso ritmo dagli altri utenti.
Se quindi abbiamo deciso di utilizzare il social dei cinguettii per il nostro social media marketing, sarà meglio che ci adeguiamo, altrimenti saranno dolori. Lo rivela una ricerca condotta dall’agenzia statunitense Conversiocial, che analizza il comportamento di 20 catene alberghiere. I risultati non sono dei più brillanti: per rispondere al tweet di un cliente, le strutture impiegano in media 7 ore e 21 minuti, decisamente troppo. Non solo: appena il 16,59 % dei tweet dei clienti ha ricevuto una qualche risposta.
I risultati sono resi ancora più sorprendenti dal fatto che si tratta di grandi strutture: se incontrano queste difficoltà hotel appartenenti alla catena Hilton o Marriott, come se la possono cavare le piccole strutture, magari agriturismi o B&B, in cui spesso la stessa persona deve occuparsi di più mansioni?
I punti cruciali paiono essere due.
Innanzitutto: bisogna sempre tenere bene a mente che Twitter, Facebook e tutti gli altri sono social network, e che i social network sono, per definizione, luoghi dove le persone tengono conversazioni. Interagire, rispondere, ascoltare: tutto ciò risulta una componente essenziale della propria presenza on line. Una struttura ricettiva che al contrario concepisce il proprio social media marketing come pura promozione, utilizzando il social come una bacheca dove affiggere una serie di last minute e sconti, non andrà molto lontano. E questo, ovviamente, vale per le grandi catene internazionali così come per il piccolo agriturismo di provincia.
C’è poi una ragione meramente tecnica, molto spesso, per le mancate risposte su Twitter: chi riceve un tweet semplicemente non se ne accorge. Il sistema di notifiche dell’uccellino blu, sia da pc che da mobile, non è così intuitivo come quello, ad esempio, di Facebook; se non si sta attenti, può capitare che un tweet “sfugga”. Il rimedio, per fortuna, è altrettanto semplice: nelle impostazioni del proprio account, conviene selezionare l’opzione che permette di ricevere una e-mail ogni qual volta avviene un’interazione con un altro utente, che si tratti di menzioni, retweet o semplici aggiunte ai preferiti. In questo modo avremo costantemente sotto controllo le conversazioni che ci vedono coinvolti, le citazioni e le risposte ai nostri tweet.
Insomma, come sempre, la presenza su un social a fini di media marketing non può essere affidata al caso, bensì deve essere programmata e soprattutto fondata su un’attenta preparazione. Restare aggiornati è, come sempre, fondamentale.

martedì 3 giugno 2014

Twitter, un paio di idee per avere successo

Due semplici suggerimenti per ottenere risposte e retweet sul social dei cinguettii

Twitter? C’ho provato, ma dopo un po’ ho lasciato perdere”. Capita spesso di ascoltare affermazioni simili, e del resto si tratta di un atteggiamento comprensibile: il social dei cinguettii può risultare, più di altri, ostico ai profani: menzioni, retweet, “stelline” (cioè aggiunte ai preferiti) e, soprattutto, il limite dei 140 caratteri e il fatto che sia difficile ottenere visibilità (cioè incrementare il numero dei follower), sono fattori che concorrono nel rendere il social dell’uccellino blu un luogo da cui molti preferiscono tenersi lontani.
Ed è un vero peccato, perché in realtà, una volta presaci confidenza, Twitter si rivela un social molto più dinamico di altri, dove le occasioni di interagire, fare nuove conoscenze, leggere cose interessanti e dire la propria si presentano con una facilità ed una continuità sorprendenti (a patto di possedere due requisiti: interessi di qualche tipo, e cose da dire sugli stessi).
Ecco allora qui di seguito due semplici idee per guadagnare follower interessati a ciò che abbiamo da dire.
Innanzitutto: il limite dei 140 caratteri non impedisce di inserire nei tweet dei link che rimandano a risorse esterne, come il sito aziendale, la pagina Facebook o un blog. Ora, nell’era del web 2.0 e del social media marketing, qualsiasi cosa abbiamo da dire, il modo in cui lanciamo un contenuto è importante quanto il contenuto stesso. Quante volte ci è capitato di cliccare su un articolo, o di soffermarci a leggere un contenuto su un giornale, perché il titolo ci ha incuriosito? Bene: quando dobbiamo decidere come lanciare un contenuto, diventiamo tutti titolisti. Il che vale soprattutto per Twitter: riuscire a infilare in 140 caratteri il link che vogliamo condividere, più una frase di lancio che funzioni e magari un paio di hashtag e una foto, può non essere semplice, ma riuscire a farlo in maniera convincente è indispensabile se desideriamo che qualcuno ci clicchi su. Ancora meglio: se vogliamo che qualcuno lo retwitti. La domanda da porsi è: se fossi un lettore e mi trovassi di fronte questo contenuto, lo troverei così interessante e ben confezionato da condividerlo con i miei follower?
Infine: twitter è un social network. E sui social network, per definizione, si discute. Ora, si dà il caso che il social dei cinguettii sia il luogo ideale dove seguire le tendenze del momento, gli eventi in atto, le ultime notizie e le novità su qualsiasi argomento. Un buon modo per guadagnare followers e ottenere visibilità diventa allora quello di essere sempre sul pezzo: mostrarsi aggiornati, essere presenti all’inaugurazione di un evento e twittare qualche foto con l’hashtag giusto, che magari in quel preciso momento è in vetta ai trend topics (le classifiche degli hashtag più utilizzati).
Ancora meglio: anticipare le tendenze. Se la settimana prossima si terrà, per esempio, una fiera enogastronomica nella nostra zona, sarà buona pratica iniziare a twittare con qualche giorno di anticipo specificando che saremo presenti con il nostro stand, e che daremo tutte le informazioni sull’evento. A questo punto, chi è interessato inizierà a seguirci per ricevere i nostri aggiornamenti.
Insomma, superato l’imbarazzo iniziale, anche Twitter può regalare qualche soddisfazione. Insieme a nuova visibilità per la nostra attività e la nostra struttura.

lunedì 14 aprile 2014

Smartphone e vacanze: come si comportano i turisti europei

Uno studio dell’agenzia eDreams rivela usi e costumi sull’utilizzo dei dispositivi mobile durante i viaggi all’estero. Con molte conferme e poche sorprese

Sempre più connessi. Non è più una novità: il dilagare degli smartphone ha legato le nostre abitudini alla disponibilità di una connessione internet 24 ore su 24, ovunque e comunque. Anche all’estero: il 76% degli intervistati dall’agenzia eDreams ha infatti dichiarato che la presenza di una wi-fi rappresenta una discriminante nella scelta del luogo dove soggiornare.
Ben 9 utenti su 10, infatti, hanno dichiarato di continuare ad utilizzare il proprio dispositivo anche mentre si trovano in vacanza all’estero. Gli scopi? Restare in contatto con famiglia e amici, scattare e condividere fotografie, e cercare informazioni. Poche sorprese, dunque, nella lista delle app più utilizzate: domina Google Maps con un 64%, seguita da Facebook con un 57%. Oltre alle app di messaggistica, come l’ormai onnipresente Whatsapp, e a quelle musicali come Spotify, troviamo poi un buon risultato per Instagram, che ormai vanta una buona diffusione, con un 17%, mentre Twitter e Foursquare si fermano al 6%.
Un ultimo dato rilevante: il 49% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato almeno un volta il proprio smartphone per effettuare un acquisto durante la vacanza (nella maggior parte dei casi, biglietti per un mezzo di trasporto).
Nessuna sorpresa, quindi, ma dati comunque interessanti perché forniscono preziose informazioni, a chi gestisce una struttura turistica, su quali canali utilizzare nelle proprie strategie di social media marketing per intercettare i viaggiatori stranieri. Con un occhio di riguardo per il marketing di prossimità, che potrebbe rivelarsi sempre più strategico nei prossimi anni.

lunedì 7 aprile 2014

Twitter: gli errori da evitare con gli hashtag

Il simbolo del cancelletto è un potente strumento di comunicazione: ecco come non utilizzarlo

Giunto al successo grazie a Twitter, l’hashtag è ormai dilagato sulla maggior parte dei social. Un po’ moda, un po’ efficace strumento di comunicazione, il simbolo del cancelletto necessita comunque di qualche semplice accorgimento per non risultare completamente inutile. Vediamone un paio.
State organizzando un evento per promuovere il vostro territorio? Bene, sappiate che probabilmente #marketingdelterritorio non sarà un buon hashtag. I motivi? Più di uno, ma il più banale è scontato è che si tratta di un hashtag… banale e scontato. E’ molto probabile, infatti, che in diversi altri casi si sia ricorso a quest’hashtag per lanciare sui social eventi di promozione di un territorio. Col risultato che se lo utilizzerete anche voi con l’intento di far conoscere, per esempio, le vostre iniziative legate al Trentino e alle sue mele, chi cercherà l’hashtag #marketingdelterritorio scoprirà un’interessante iniziativa legata ai pistacchi di Bronte. Cercare di creare un hashtag originale, che identifichi con precisione ciò che volete fare, è il primo passo da compiere.
C’è un altro motivo per cui #marketingdelterritorio è un pessimo hashtag: è lungo, e difficilmente memorizzabile. Gli hashtag che funzionano sono brevi, e colpiscono alla prima occhiata, cosicché sarà semplice per l’utente ricordarli e utilizzarli
Insomma: una regola precisa per la creazione dell’hashtag perfetto non c’è, però esiste un atteggiamento che può essere utile tenere: mettersi nel panni del lettore. Cercare di intuire quali possono essere le sue reazioni di fronte ad un determinato hashtag, e comportarsi di conseguenza.
Il social media marketing in fondo è comunicazione, ed ogni buona comunicazione si fonda sull’empatia.



lunedì 20 gennaio 2014

Social Media Marketing e ROI: quali parametri tenere d’occhio?

La misurazione dei risultati è un aspetto fondamentale dell’attività di marketing, ma spesso è difficile individuare il modo in cui effettuarla. Vediamo alcune idee.

ROI, ovvero return of investment, ritorno dell’investimento. Riuscire a quantificare quanto i nostri sforzi nell’attività di social media marketing ci ripagano in termini di risultati concreti (prenotazioni, ovvero guadagno) non è sempre semplice.
Alle difficoltà già conosciute, poi, se ne aggiungono di nuove quando si decide di sbarcare su un nuovo social, ad esempio Instagram o Pinterest.
Proviamo quindi ad analizzare quali sono i parametri da tenere d’occhio ai fini del ROI, per ognuno dei principali social network.
Iniziamo ovviamente da Facebook. Oltre ai dati più ovvi, come il numero di fan e il suo andamento, rivestono una particolare importanza una serie di parametri inerenti l’engagement, ovvero il coinvolgimento, come “persone che ne parlano ogni giorno”, che include like, commenti, condivisioni, menzioni, tag alle foto. Insomma: misura quanto la community che ruota attorno alla pagina sia “viva”.
Sono poi importanti una serie di parametri “quantitativi”, come la portata totale e le visualizzazioni totali dei post, che misurano quante persone hanno visto qualcosa di inerente la pagina nel corso del tempo, e ci dà quindi un’idea della potenza di fuoco della medesima.
Su Twitter le cose sono un po’ più semplici. Anche qui, però, conviene distinguere tra parametri puramente quantitativi (numero di follower, numero di retweet e menzioni – mentre l’aggiunta ai preferiti, cioè la stellina, come sa bene chi usa il social dell’uccellino blu, su Twitter conta meno di nulla); da altri parametri che sono invece qualitativi, come la tipologia dei retweet e delle menzioni (chi li ha effettuati, in quale contesto, ecc.). L’andamento ed il successo, o meno, di hashtag creati da noi, infine, sono un buon termometro dell’efficacia del nostro lavoro da entrambi i punti di vista: quantitativo e qualitativo.
Dopo i due giganti Facebook e Twitter, vengono sicuramente i social delle immagini, esplosi nel 2013: Pinterest e Instagram. Anche nel loro caso, oltre ai soliti parametri quantitativi (numero di follower e di interazioni), occorre tenere bene a mente l’importanza degli hashtag e il modo in cui vengono usati.
Insomma, c’è da divertirsi (e da sperimentare). Non resta che mettersi al lavoro.

lunedì 23 settembre 2013

Web marketing su Twitter: qualche consiglio

Ostico per molti, il social degli uccellini può rivelarsi utile. A patto che…

O lo ami o lo odi. Twitter non conosce mezze misure e divide il popolo della rete tra coloro che lo utilizzano in maniera compulsiva, e quelli (la maggior parte) che hanno un rifiuto fisiologico verso hashtag, menzioni e retweet. E che di conseguenza non prendono nemmeno in considerazione l’idea di utilizzarlo come strumento di web marketing per la propria attività.
In realtà anche Twitter, se usato bene, può essere uno strumento utile per un hotel, un ristorante, un agriturismo o un B&B. Innanzitutto, ovviamente, è fondamentale superare lo scoglio iniziale: l’Uccellino Blu tende a risultare ostico per chi è alle prime armi. L’utilizzo degli hashtag complica la lettura per chi non vi è abituato, ed il limite dei 140 caratteri può apparire troppo restrittivo. In realtà, una volta abituatisi, si scopre che tutto funziona in modo naturale. A questo punto, è fondamentale tenere bene a mente una vecchia regola, che vale per tutti i social (Facebook compreso): meglio pochi ma buoni. In altre parole, è poco remunerativo (oltre che dispendioso) dare la caccia ad un grande numero di persone per aumentare rapidamente il numero dei propri follower (qui in ogni caso, una guida rapida per chi volesse sperimentare gli annunci pubblicitari), se poi questa platea non è davvero interessata a ciò che abbiamo da dirle, e alla nostra attività. Molto meglio concentrarsi sul proprio orticello, far sì che i follower siano autentici e convinti sostenitori della nostra attività, e soprattutto curare il rapporto con loro.
Qui viene il bello. Cosa fare per ottimizzare le interazioni con i propri follower? Ricordiamo che un retweet equivale ad un condividi su Facebook: amplifica in modo esponenziale la visibilità di un tweet, e porta di conseguenza nuovi follower. Innanzitutto, occorre pensare al momento più adatto per twittare. Le Twitt List (TL) degli utenti sono infatti dei nastri trasportatori che scorrono velocissimi: un tweet viene trascinato in basso e scompare nell’arco di poco tempo, molto più in fretta di quanto avvenga su Facebook. La scelta del momento in cui twittare si rivela quindi strategica. Spesso, i momenti migliori sono pausa pranzo-primo pomeriggio, e ore serali prima e dopo cena. Ottimo momento, soprattutto per chi ha un’attività ricettiva, il venerdì pomeriggio, ed il week end in generale.
A questo punto, spesso, sorge un’altra domanda? Quanto Twittare? Alcuni utenti si convincono che per aumentare i propri follower occorre un gran numero di tweet giornalieri. Non è vero, anzi: twittare troppo può essere, come spesso accade, controproducente. 4 tweet al giorno possono bastare. L’importante è che ad essi segua la dovuta interazione: del resto se si chiamsa social network, un motivo ci sarà! Nulla è più antipatico di un’interazione cui segue il silenzio. Se un follower ci risponde, è fondamentale replicare a nostra volta. Se proprio siamo di corsa e non ci viene in mente nulla, c’è un comodo strumento che Twitter ci mette a disposizione: l’aggiunta ai preferiti (il simbolo della stella). “Stellinare” un tweet è un po’ l’equivalente del like messo ad un commento ad un post su Facebook: consente di ringraziare quell’utente per aver partecipato ad una nostra discussione.
Ma quali regole seguire per la scrittura dei Tweet? Innanzitutto, sebbene oggi vadano di moda e compaiano un po’ ovunque, è bene non esagerare con gli hashtag: non dimentichiamo che per molti costituiscono un ostacolo ad una lettura scorrevole, e risultano graficamente fastidiosi. Fondamentali sono poi lo stile e la correttezza grammaticale e sintattica: il limite dei 140 caratteri non è una scusa per esagerare con le abbreviazioni, e gli errori di battitura sono sempre fastidiosi.
Infine, meglio evitare di collegare gli account Twitter e Facebook. I due social network sono profondamente diversi, hanno regole differenti ed utenze con differenti abitudini. Raramente ciò che funziona su Twitter fa altrettanto su Facebook. Meglio quindi tenere gli account separati ed al limite usare Twitter, con una breve frase introduttiva e lasciata in sospeso, per incuriosire, come rampa di lancio per i post su Facebook, in modo da attrarre nuovi like e nuovi fan.
Ciò detto: le regole, sui social network, non sono mai ferree, e lo spazio per le eccezioni abbonda. Non resta che provare e sperimentare: più si riesce ad essere creativi, più si ottengono risultati.

lunedì 17 giugno 2013

Facebook, arrivano gli hastag


Già attivi negli USA, stanno per sbarcare anche da noi. Cosa vuol dire per il marketing della nostra struttura?

Gli hastag stanno per invadere Facebook. Popolari e molto utilizzati su Twitter, le parole con il cancelletto davanti sono da qualche giorno attive sul social network di Zuckerberg versione USA (qui il comunicato), e a breve arriveranno anche in Italia.
Come funzionano gli hastag? Si tratta in sostanza di termini preceduti dal simbolo del cancelletto #, per esempio #promozioneturistica. Un hastag così composto diventa un link: cliccandoci sopra, è possibile visualizzare tutte le conversazioni nelle quali quell’hastag è stato utilizzato. E’ chiaro che si tratta di un modo molto veloce e comodo per raggruppare discussioni e contenuti per aree tematiche, sfruttando il motore di ricerca interno di un social network. Lanciati e resi popolari da Twitter, gli hastag sono da tempo utilizzati anche su Tumlbr, Pinterest e Instagram. Mancava all’appello solo Facebook, e con l’annuncio di qui sopra la lacuna è stata colmata.
Come cambierà Facebook con l’arrivo degli hastag? Per gli utenti privati, probabilmente, poco. Innanzitutto, Zuckerberg e soci hanno specificato che anche per gli hastag sarà possibile impostare il livello di privacy predefinito: se si desidera che i propri hastag vengano visualizzati solo dagli amici, i medesimi non compariranno nelle ricerche effetuate da chi non lo è. E per le aziende ed il social media marketing, cosa cambia? Qui il discorso si fa un po’ più complesso, e probabilmente interessante.
Innanzitutto, gli hastag diverranno istantaneamente un nuovo, affilato strumento di profilazione per le campagne pubblicitarie. Appare infatti evidente che definire il target di una ads in base agli hastag utilizzati dagli utenti, è una notevole risorsa in più per le aziende che ricorrono alle inserzioni a pagamento. Inoltre, l’utilizzo di un hastag direttamente nel testo della ads, permetterà alla stessa di comparire tra i risultati ad una ricerca per quello stesso hastag.
Il ricorso agli hastag permetterà poi un’integrazione più stretta tra la Pagina Facebook ed il profilo Twitter, mediante la app che collega i due account. Infine, gli hastag permetteranno nuove ed innovative funzioni del rivoluzionario motore di ricerca Graph Search (di cui abbiamo parlato qui). Già a suo tempo avevamo sottolineato come il nuovo motore può portare grandi vantaggi alle pagine Facebook delle strutture, soprattutto a quelle che fanno marketing di prossimità. Continuare a farlo utilizzando gli hastag, non può che fornire un’arma in più per raggiungere i clienti, o potenziali tali.

Twitter: analytics disponibile per tutti

A breve, sarà disponibile il tool per analizzare i dati del proprio account e non solo: con il Twitter Analytics si potranno visualizzare i flussi di tutti gli utenti.

Come al solito, le novità più succose vengono introdotte prima negli USA. Ma a breve arriverà anche da noi. Stiamo parlando del nuovissimo Twitter Analytycs: disponibile gratis per tutti gli utenti, servirà a raccogliere una serie di statistiche sui flussi del social degli uccellini blu. Ma come funziona?
Si potrà accedere ad Analytics dal riquadro per le ads (abbiamo spiegato qui come creare e gestire campagne pubblicitarie su Twitter). Il sistema permetterà di visualizzare in un’unica schermata tutti i tweet pubblicati di recente. Per ognuno, mostrerà il numero di interazioni ottenute: retweet, menzioni, aggiunte ai preferiti. Un grafico temporale consentirà poi di tenere sotto controllo l’andamento dei propri follower, mostrando numero di follow ed unfollow giorno per giorno.
Ma non è tutto qui. Il sistema infatti non si limiterà a mostrare le statistiche relative al traffico del proprio account, bensì sarà possibile utilizzarlo per andare a sbirciare tra i dati di tutti gli altri account Twitter. Al di là degli aspetti di curiosità un po’ pruriginosa che questo sistema può scatenare, risulta subito evidente come si tratti di uno strumento interessante per, ad esempio, cercare i motivi del successo di un account Twitter popolare; oppure, per tentare di carpire pregi, ed eventualmente scovare difetti, dei propri competitors.
Infine, i dati ottenuti tramite Analytics potranno essere utilizzati per la creazione di campagne pubblicitarie con una profilazione molto più precisa, e quindi più efficaci nel raggiungere il target di riferimento.
Insomma, Twitter si conferma apripista, nel mondo dei social network, verso soluzioni innovative e particolari. Il rivoluzionario Analytics avrà il successo che gli uomini del social dei cinguettii si aspettano? Come sempre, non resta che stare a vedere (e sperimentare, non appena sarà possibile farlo).

lunedì 10 giugno 2013

I contenuti spezzatino: l'importanza della comunicazione veloce

E' in costante aumento la necessità di catturare l'attenzione del lettore entro pochi secondi, pena il rischio di perderlo. Vediamo come fare.
E'una tendenza assodata: la nostra capacità di restare concentrati su un post o un articolo è in continuo calo. Colpa dell'essere sempre connessi, dei social network, del continuo bombardamento di informazioni a cui siamo sottoposti. Fatto sta che, secondo recenti studi, il lettore medio presta la massima attenzione ad un contenuto per non più di otto secondi.
Poi, passa oltre. Nel 2000, tredici anni fa, i secondi erano dodici, 4 in più.
Cosa significa? Diventa evidentemente fondamentale catturare l'attenzione del lettore entro pochi secondi, trasmettere il messaggio che ci sta a cuore in maniera immediata, veloce. Poche parole: un titolo, un post istantaneo, un tweet. Come nei vecchi sms: 140 caratteri. Oppure, un'immagine. L'importante è che il contenuto sia accattivante, magnetico, insolito, esteticamente piacevole. Molti obiettano che questa tendenza ai contenuti spezzatino porti ad un appiattimento dei contenuti, una banalizzazione della comunicazione, che si limiterebbe ad esprimersi per slogan. Non è necessariamente vero, anzi. Riuscire a comunicare gli stessi contenuti in forma più sintetica è una delle grandi sfide della comunicazione moderna, e la capacità di sintesi è probabilmente la dote più apprezzabile nel web 2.0 e nel social media marketing. Non a caso, Twitter deve il proprio successo al limite dei 140 caratteri: paletto che molti giudicano fortemente limitante, ma che chi ama il social dei cinguettii ha compreso essere cruciale: costringe alla sintesi, a sforzarsi per esprimersi meglio con poche parole. E' in questo modo che si è creato un ambiente altamente meritocratico, dove chi è davvero bravi emerge ed ottiene visibilità; gli altri, semplicemente, vengono ignorati.
La sintesi è anche un grande segno di rispetto verso il lettore: sforzarsi affinché chi legge impieghi meno tempo ad assimilare il messaggio che abbiamo da comunicargli sarà sicuramente apprezzato dai destinatari delle nostre comunicazioni. Senza dimenticare che in ogni contenuto breve è sempre possibile inserire un link per un approfondimento.
Così funzionano molti account Twitter di successo: poche parole per stuzzicare l'interesse e la curiosità, ed un link ad un articolo più approfondito. Ma lo stesso trucco può essere utilizzato su Facebook, su un blog o, perché no, con le didascalie alle immagini su Pinterest.
Insomma: comunicazione spezzatino non significa necessariamente comunicazione di bassa qualità. Purché si abbiano capacità di sintesi, voglia di sforzarsi, ed inventiva.
Come sempre nel social media marketing, il successo è rigorosamente meritocratico: chi è bravo emerge.