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lunedì 27 luglio 2015

Pinterest, arriva il tasto “compra”


Il social dei desideri introduce la nuova feature per fare “social commerce” senza uscire dalla piattaforma

Secondo una ricerca di Millward Brown, il 52% degli utenti di Pinterest vorrebbe acquistare alcuni dei prodotti visti sul social; il 32% vi cerca qualcosa che ha visto in un negozio, mentre un 30% (degli iscritti americani) già compie acquisti online grazie ai social. Numeri importanti, che si aggiungono alla constatazione, nota da tempo, che Pinterest è il social più legato all’e commerce. Mancava l’ultimo passaggio: fare shopping direttamente sulla piattaforma. Ebbene, la risposta sta arrivando con il tasto “compra” sotto alle immagini. Sta per nascere il “social commerce”.
Per ora disponibile solo negli USA e per iPhone e iPad (ma presto anche per Android), il tasto “Buy it” permetterà, tra le altre cose, di effettuare ricerche di prodotti filtrando per fasce di prezzo o altre caratteristiche. Il metodo di pagamento pare molto snello ed intuitivo, tramite carta di credito o Apple card. Qui di seguito, il video di lancio:

Insomma, la concorrenza social ad Amazon pare agguerrita, se è vero che anche le altre piattaforme, e Google stessa, si stanno muovendo in questa direzione. Cambieremo il nostro modo di fare shopping grazie ai social network? E chi ha un’attività o una piccola struttura ricettiva, potrà trarne giovamento? Per il momento, sono domande senza risposta: come al solito, non resta che stare a vedere e tenersi aggiornati.

martedì 26 maggio 2015

SEO su Pinterest, ecco come farlo

La Best Practice Guide del social per immagini dà alcuni suggerimenti per farsi trovare dagli altri utenti

Pinterest, si sa, ha il suo folto numero di utenti fedeli, ed è in continua crescita. E’ ormai indispensabile, quindi, essere presenti con la propria struttura o attività. Il problema, però, è sempre lo stesso: come aumentare i propri follower? Ovvero: come ottenere visibilità? Vengono in nostro aiuto con una serie di consigli proprio quelli di Pinterest, con la loro Best Practice Guide. I suggerimenti sono molto dettagliati e pratici.
Per esempio, per quanto riguarda le ricette, che evidentemente sono molto cliccate dagli utenti di Pinterest, il consiglio è di descrivere con precisione i singoli ingredienti ed il modo in cui si procede con la preparazione. Per i viaggi, può essere utile descrivere le attività che si possono compiere in una determinata località. Insomma, è fondamentale fornire didascalie esaustive e comprensive di tutte le parole chiave (ma il team di Pinterest sconsiglia l’abuso degli hashtag). Quando si sceglie un tema specifico, o un hashtag particolare, è bene concentrarcisi e continuare ad utilizzarlo, piuttosto che utilizzarlo per una manciata di Pin e poi abbandonarlo. Questo in quanto gli utenti potrebbero decidere di seguirci, ed appassionarsi alla nostra board, proprio perché attraverso la trattazione di un determinato argomento, il tutto finisce per l’assomigliare ad un racconto per immagini (basta pensare al susseguirsi dei lavori e delle stagioni in un orto, in un frutteto o in un giardino).
Inoltre, la Guida ci informa che le immagini ad alta qualità (almeno 600 pixel di larghezza) sono quelle che ottengono maggiore visibilità. Sono d’aiuto, poi, il tasto Pin it ed il ricorso ai Rich Pin. Fondamentale “pinnare” quotidianamente, e promuovere il proprio account Pinterest anche altrove (per esempio su Facebook).
Insomma: ci sono molti utenti che navigano all’interno di Pinterest utilizzandone il motore di ricerca interno come se fosse Google. Essere ben visibili, va a tutto vantaggio della nostra struttura.

lunedì 24 novembre 2014

Social Network e contenuti: dove pubblicare cosa

Ogni Social ha un pubblico differente ed un tipo di utilizzo diverso: diversificare i tipi di contenuti da pubblicare sulle varie piattaforme può essere una buona strategia

Social che vai, usanze che trovi. Si sa: ogni piattaforma ha utenti differenti dalle altre, che a loro volta la utilizzano in modo diverso. Per questo, può capitare che un post efficace su Facebook non funzioni affatto su Twitter, e viceversa. Insomma: differenziare i tipi di contenuti da pubblicare sui vari Social Network può essere una buona strategia da adottare all’interno del nostro piano di Social Media Marketing.
Per questo, quelli di Social Network Point hanno pubblicato l’infografica che riportiamo in fondo all’articolo, in cui compaiono alcuni suggerimenti su “dove” pubblicare “cosa”. Su Facebook, per esempio, vanno bene le foto “dietro le quinte”, le citazioni, i “fill in the blank”. Condividere articoli di blog o newsletter funziona sia su Facebook che su Twitter, che però è il Social dove è bene essere sempre sul pezzo: via libera dunque a notizie, articoli interessanti, aggiornamenti su eventi in corso e, perché no, i video di sei secondi tramite la celebre applicazione Vine. E per quanto riguarda Pinterest? Immagini, ovvio, ma non solo: anche qui possiamo infatti pubblicare video, le infografiche che vanno tanto di moda o altri tipi di contenuti visuali.
L’elenco completo nella tabella sottostante.


martedì 7 ottobre 2014

Avere successo su Pinterest: i consigli del social degli spilli

Alcune dritte provenienti dagli uomini del “social dei desideri” per ottenere visibilità

Pinterest è facile, divertente da usare, piace a molti (soprattutto alle donne) ed è il primo social network nelle statistiche sul passaggio dalla visualizzazione di un contenuto all’acquisto on line.
Tutto molto bello, ma riusciamo a ottenere visibilità con le immagini che pubblichiamo? Per dare una mano a chi si pone questa domanda e magari gestisce l’account di una struttura ricettiva, lo staff di Pinterest ha inviato un articolo agli iscritti alla sua newsletter “Pinterest for business”, contenente 5 consigli su come pubblicare Pin di successo. Eccoli qui di seguito.
Pensare mobile-friendly: la maggior parte degli utenti di Pinterest vi accede da smartphone o tablet. E’ molto utile, quindi, pubblicare foto verticali, e corredarle di didascalie brevi e concise. Può servire anche accedere alle proprie bacheche da mobile per vedere “l’effetto che fa”.
Evitare i collage. Soprattutto nel caso di strutture ricettive o paesaggi, i collage contenenti troppe immagini rischiano di risultare pasticciati, confusi ed antiestetici. Meglio condividere le foto singolarmente.
Didascalie brevi sì, ma presenti e con link. Ok la sintesi nella descrizione delle immagini, ma un rimando alla struttura deve sempre essere presente, altrimenti tutto il lavoro sarà inutile. Meglio se bilingue. Fondamentale, ovviamente, anche un link al sito.
Non puntare sulle offerte speciali. Può venire istintivo pubblicare contenuti legati a sconti e promozioni, ma si tratta di un possibile boomerang: le offerte speciali limitate nel tempo prima o poi finiscono, e si rischia di ritrovarsi in bacheca pin non più attuali o peggio “scaduti”, con un pessimo effetto per chi li visualizza.
- Ricorrere ai marketing territoriale mediante l’utilizzo dei place pin. Cosa sono i place pin? Ne abbiamo parlato qui.
Idee e spunti per “board” di successo sul social dei desideri. La tua struttura ricettiva è pronta?

lunedì 15 settembre 2014

Pinterest lancia il proprio Analytics


Anche il social dei desideri ora dota i propri profili business di un dashboard per le statistiche
Che Pinterest sia un social network interessante per chi fa media marketing è risaputo. Il social dei desideri guida per distacco la classifica degli acquisti on line da parte dei propri utenti. E da tempo, è possibile creare un account business o convertivi il proprio account personale.
L’ultima novità, riservata proprio ai profili aziendali, è il pannello delle statistiche. Un po’ come l’Insight di Facebook e l’Analytics di Twitter, anche il dashboard di Pinterest permette di avere accesso ad una serie di informazioni molto interessanti. A cominciare dalla popolarità, dal gradimento e dall’engagement ottenuti dai propri pin. Ma i dati più utili, come spesso accade, riguardano il proprio pubblico. Chi sono le persone che visualizzano i nostri pin? Quanti anni anno? Da dove vengono? E soprattutto: quali interessi hanno?
Inutile sottolineare come avere le idee il più possibile chiare circa le risposte a queste domande costituisce il primo passo per trasformare le persone che ci seguono su Pinterest in potenziali clienti della nostra struttura.

lunedì 5 maggio 2014

Pinterest: come usarlo al meglio per fare social media marketing

Il social dei desideri possiede alcune caratteristiche che lo rendono perfetto per promuovere la nostra struttura.

Ormai non è un novità: Pinterest è il social più “rosa” che ci sia (le donne sono circa il 70% degli utenti), ed è anche quello che spinge di più ad effettuare acquisti on-line.
Ma come fare per ottimizzarlo al fine di promuovere la nostra struttura turistica? Ecco qui alcuni consigli:
- Innanzitutto, è fondamentale aggiungere il pulsante “pin it” alle pagine del proprio sito web, e ovunque ve ne sia la possibilità: è l’equivalente del widget di Facebook, ed è uno strumento fondamentale.
- E’ importante poi collegare l’account Pinterest a quello degli altri social, in modo che ogni contenuto pubblicato qua sia visibile anche dove è presente una platea più vasta.
- Come sempre, è di vitale importanza pubblicare contenuti negli orari giusti: per Pinterest, questi sono il primo pomeriggio, dalle 14:00 alle 16:00, e la sera, dalle 21:00 all’1:00 di notte.
- Altrettanto fondamentale è usare le parole chiave nei titoli dei pin, nel nome delle immagini e nella descrizione. In quest’ultima può essere utile utilizzare una call-to-action (per esempio una richiesta di repin): è stato calcolato che pin con call-to-action ottengono un engagement fino all’80% superiore rispetto a quelli che ne sono sprovvisti.
- Come sempre sui social, infine, è bene evitare di sembrare uno spammer: non inserire solo link al proprio sito, o solo promozioni, non pubblicare troppe immagini per volta, non sbagliare categoria.
Queste, ovviamente, sono solo alcune idee per utilizzare al meglio Pinterest per promuovere la propria struttura turistica. Come al solito, non resta che provare e sperimentare per farsene venire altre.

martedì 22 aprile 2014

Social e colore: quale usare?


E’ la componente visiva che più caratterizza un’immagine: ma quali colori utilizzare?

Un’immagine vale più di mille parole. Lo abbiamo detto e ripetuto: il potere delle immagini ha trovato nel social media marketing una nuova consacrazione. Ma c’è un dettaglio che non può sfuggire: la componente che più determina il successo di una comunicazione visuale è il colore: dalle fotografie al marchio, dal sito web alle pagine social, è spesso questione di sfumature (letteralmente). Vediamo quali sono le tonalità da usare.
Facebook è il re incontrastato dei social, con oltre un miliardo e duecento milioni di utenti: non è un caso se Zucherberg ha scelto per la propria creatura un bel blu: si tratta del colore preferito dal 40% della popolazione mondiale, suggerisce calma e serenità. Il blu è quindi la tinta da scegliere come predominante quando si vuole comunicare l’idea di un luogo disteso, dove (ri)trovare una dimensione intima e rilassata. Una funzione svolta in modo quasi altrettanto efficace dal verde, che inoltre è intimamente legato all’idea della natura.
Il rosso, come si può intuire, suggerisce l’esatto opposto: è il colore della passione e del desiderio. Non è un caso che sia il colore predominante su Pinterest, che è appunto il social dei desideri. Simile al rosso l’arancione: è il colore della gioia e dell’allegria.
Il nero viene spesso associato a sensazioni negative, ma non è sempre vero: è anche il colore dell’eleganza e del lusso. E’ quindi lo sfondo ideale quando si vuole mettere in risalto qualcosa di prezioso e unico, magari abbinato all’oro per una combinazione di sicuro effetto (non è un caso se molte etichette di vini rinomati mostrano una scritta oro su sfondo nero).
Insomma, anche per i colori, le regole non mancano. Sono riassunte in questa  infografica di socialmarketingwriting: come sempre, conoscere i meccanismi della comunicazione è il primo passo per un social media marketing che funzioni. Anche se si tratta di scegliere il colore per una foto o per il sito della vostra struttura.

lunedì 9 dicembre 2013

Pinterest lancia i Place Pin

E’ ora possibile geolocalizzare i pin e inserirli in una mappa: altro passo in avanti del marketing territoriale?

Pinterest, il social dei desideri, dove si pubblicano le cose che ci piacciono o che ci piacerebbe fare (o avere). Prodotti, moda, luoghi, viaggi. Con un’importante componente di e-commerce legata ai gifts (in questo periodo dell’anno, in menu sono comparsi degli opportuni “Holiday Gifts”). Ne abbiamo già parlato diffusamente qui . Pinterest si conferma il social più “rosa” del web (quasi il 70% degli utenti sono donne) e, in base ad una recente analisi di Shareaholic (http://on.mash.to/1gjigOP) è il secondo social dopo Facebook per volume di traffico portato ad altri siti, superando quello di Twitter e Linkedin messi insieme.
Insomma, i numeri non mancano. Pinterest, piuttosto, difettava di una feature che consentisse una geolocalizzazione dei contenuti pubblicati. Detto, fatto: ecco i Place Pin.
Di cosa si tratta? In pratica, è da poco possibile creare board (bacheche) correlate di mappa, sulla quale i Pins vengono distribuiti come spilli. In questo modo gli utenti possono creare, ad esempio, board delle loro regioni preferite, ed annotare, suggerire e condividere con gli altri utenti i loro luoghi preferiti nelle medesime: ristoranti, agriturismi, bar, negozi, ecc. In concreto, è sufficiente cliccare su yes all’opzione “add a map” al momento della creazione della board.
Le potenzialità della nuova funzione appaiono evidenti, soprattutto alla luce dei numeri: ogni giorno su Pinterest vengono pubblicati quasi 1,5 milioni di Pins legati ad una località, ed in tutto sono 750 milioni quelli legati a luoghi o destinazioni.
Insomma, l’evoluzione del marketing di prossimità compie un altro passo. Indispensabile restare sul pezzo.

lunedì 10 giugno 2013

I contenuti spezzatino: l'importanza della comunicazione veloce

E' in costante aumento la necessità di catturare l'attenzione del lettore entro pochi secondi, pena il rischio di perderlo. Vediamo come fare.
E'una tendenza assodata: la nostra capacità di restare concentrati su un post o un articolo è in continuo calo. Colpa dell'essere sempre connessi, dei social network, del continuo bombardamento di informazioni a cui siamo sottoposti. Fatto sta che, secondo recenti studi, il lettore medio presta la massima attenzione ad un contenuto per non più di otto secondi.
Poi, passa oltre. Nel 2000, tredici anni fa, i secondi erano dodici, 4 in più.
Cosa significa? Diventa evidentemente fondamentale catturare l'attenzione del lettore entro pochi secondi, trasmettere il messaggio che ci sta a cuore in maniera immediata, veloce. Poche parole: un titolo, un post istantaneo, un tweet. Come nei vecchi sms: 140 caratteri. Oppure, un'immagine. L'importante è che il contenuto sia accattivante, magnetico, insolito, esteticamente piacevole. Molti obiettano che questa tendenza ai contenuti spezzatino porti ad un appiattimento dei contenuti, una banalizzazione della comunicazione, che si limiterebbe ad esprimersi per slogan. Non è necessariamente vero, anzi. Riuscire a comunicare gli stessi contenuti in forma più sintetica è una delle grandi sfide della comunicazione moderna, e la capacità di sintesi è probabilmente la dote più apprezzabile nel web 2.0 e nel social media marketing. Non a caso, Twitter deve il proprio successo al limite dei 140 caratteri: paletto che molti giudicano fortemente limitante, ma che chi ama il social dei cinguettii ha compreso essere cruciale: costringe alla sintesi, a sforzarsi per esprimersi meglio con poche parole. E' in questo modo che si è creato un ambiente altamente meritocratico, dove chi è davvero bravi emerge ed ottiene visibilità; gli altri, semplicemente, vengono ignorati.
La sintesi è anche un grande segno di rispetto verso il lettore: sforzarsi affinché chi legge impieghi meno tempo ad assimilare il messaggio che abbiamo da comunicargli sarà sicuramente apprezzato dai destinatari delle nostre comunicazioni. Senza dimenticare che in ogni contenuto breve è sempre possibile inserire un link per un approfondimento.
Così funzionano molti account Twitter di successo: poche parole per stuzzicare l'interesse e la curiosità, ed un link ad un articolo più approfondito. Ma lo stesso trucco può essere utilizzato su Facebook, su un blog o, perché no, con le didascalie alle immagini su Pinterest.
Insomma: comunicazione spezzatino non significa necessariamente comunicazione di bassa qualità. Purché si abbiano capacità di sintesi, voglia di sforzarsi, ed inventiva.
Come sempre nel social media marketing, il successo è rigorosamente meritocratico: chi è bravo emerge.


lunedì 27 maggio 2013

Raccontare per immagini: il visual storytelling

I contenuti visuali sono sempre più al centro di una strategia comunciativa efficace. Ecco alcuni consigli.

Di Storytelling si fa, da un po’ di tempo a questa parte, un gran parlare. Il concetto, in realtà, è antico quanto il marketing stesso, ma ha ricevuto nuova linfa vitale dal diffondersi dei social e del web 2.0: comunicare contenuti e promuovere la propria attività attraverso racconti, è un modo efficace per attirare l’attenzione dei clienti, o potenziali tali.
Tutto ciò non può però prescindere da un’altra considerazione: il ruolo sempre più centrale della comunicazione visuale. Nell’era dei social network, l’abbiamo già ribadito più volte qui, i contenuti virali sono quelli che suscitano emozioni; ed è difficile pensare a qualcosa di più evocativo di un’immagine azzeccata. In un’epoca di comunicazioni rapide, spezzettate, le immagini colpiscono all’istante, parlano un linguaggio universale.
Se a ciò si aggiunge la diffusione ormai capillare degli smartphone, che consentono di scattare fotografie e pubblicarle sui social un attimo dopo, ecco che il gioco si fa intrigante (e remunerativo per la nostra attività, se ben gestito). Ma quali sono gli strumenti che il web mette a disposizione dei gestori di strutture per fare visual storytelling?
Innanzitutto ci sono i portali storici di condivisione di album fotografici, come Flickr e Picasa (quest’ultimo sempre più integrato con Google+), che continuano ad avere un significativo bacino di utenti: chi è abituato ad usarli, evidentemente, ci si trova bene e continua a farlo. Potrebbe essere un buon motivo per aprirci un account e pubblicarvi album con i racconti visuali di ciò che accade nella nostra struttura.
Ma soprattutto, oggi, esistono veri e propri social network dedicati alla condivisione di contenuti visuali. I primi due, per importanza, sono sicuramente Pinterest (di cui abbiamo parlato qui ) e Instagram (qui ). Riguardo al secondo: la gente, si sa, ama condividere immagini di piatti. Alzi la mano chi non ha mai fotografato e condiviso ciò che stava mangiando in un locale. Le persone sono poi incuriosite dal dietro le quinte: cercano scatti che raccontino ciò che accade in cucina, oppure i segreti di una ricetta. A tal fine, può essere molto utile ricorrere alla tecnica del collage: unire più immagini è un ottimo modo per fare visual storytelling e comunicare contenuti di valore, come il procedimento per la preparazione di un piatto. App come picframe o frametastic aiutano nella creazione di collage.
Riguardo a Pinterest, occorre innanzitutto ricordare come sia il social più “femminile” del web, e si sa che a decidere la meta del prossimo week end sono spesso e volentieri proprio le esponenti del gentil sesso. Il valore aggiunto di questo social network risiede nel fatto di poter creare più boards (bacheche), e di poterle categorizzare in modo molto specifico mediante l’uso di parole chiave ed hastag. Perché non pensare, per esempio, di creare, oltre alla bacheca per i piatti, quella per le camere, per il personale, per i fornitori (sì! Far vedere i volti di chi ci fornisce il pane e la verdura fresca o i formaggi può essere un ottimo modo di comunicare che siamo attenti alla qualità delle materie prime) o per gli eventi (quale miglior modo di raccontare una serata a tema, se non tramite una serie di scatti?).
Insomma, le potenzialità sono infinite. Non resta che sperimentare, innovare, provare.

lunedì 29 aprile 2013

Pinterest ed e-Commerce, un matrimonio che funziona


Vendere prodotti o servizi sul celebre social network dei desideri è possibile. Ecco alcuni spunti.
Pinterest, il social network dei desideri dove la gente pubblica e condivide immagini di ciò che gli piace, come prodotti, luoghi, mete di viaggio, è il social che più invoglia l’utente all’acquisto di beni e servizi (ne abbiamo già parlato qui e qui). Qui presentiamo alcuni spunti per fare social marketing efficace sul social dei pin.
Innanzitutto, occorre ricordare come Pinterest sia il social network che vanta la più alta percentuale di utenti donna, ben il 79%. Ed è inutile sottolineare come spesso siano proprio le donne le più intraprendenti nel cercare, scegliere e decidere la destinazione della prossima vacanza. Partendo da questa considerazione preliminare, la domanda da porsi è: quali strategie devo seguire per vendere soggiorni e vacanze via Pinterest?
Per prima cosa, occorre allestire, un po’ come per le campagne Facebook, una landing page a cui gli utenti che cliccano sulla nostra offerta vengono indirizzati. Qui, potranno inviarci una mail di richiesta informazioni, o prenotare direttamente la loro vacanza. Tipicamente, la landing page sarà una sezione del sito aziendale.
Una volta allestita la landing page occorre creare l’offerta da pubblicare su Pinterest. A riguardo è bene ricordare che anche qui, come in ogni campagnia di web marketing, occorre preoccuparsi del SEO (in questo caso, del Pinterest SEO): la nostra offerta dovrà essere il più possibile visibile tra le tante che affollano Pinterest, e per riuscirci dovrà contenere le corrette parole chiave, magari accompagnate dall’hastag (cancelletto), il simbolo che, posto davanti ad una parola, la fa diventare un argomento di discussione facilmente rintracciabile tramite il motore di ricerca interno del social network. Per nostra fortuna, per quanto in ascesa, Pinterest non è ancora affollato come Google o Facebook: con un’accurata scelta delle parole chiave, non è difficile ottenere elevata visibilità. Ovviamente, la scelta dei termini da utilizzare parte sempre da un’attenta profilazione del target di riferimento.
Fondamentale, poi coinvolgere emotivamente l’utente. E’ ciò che cercano le persone quando vanno su Pinterest: immagini coinvolgenti. Ecco che risulta allora fondamentale corredare la propria inserzione con un’immagine evocativa ed efficace (qui alcune riflessioni sulla forza evocativa delle immagini nel social media marketing).
Assolutamente da non dimenticare il prezzo: da recenti ricerche risulta che le immagini corredate di “cartellino” ottengano il 36% in più di like rispetto a quelle senza. Le immagini col prezzo, inoltre, vengono aggiunte in automatico alla sezione “Gifts”, che è esattamente ciò che noi vogliamo accada anche per la nostra offerta.
A questo punto la vostra inserzione è pronta. Non resta che pubblicarla, constatare il gradimento degli utenti, monitorare gli accessi alla landing page con Analytics e verificare se arrivano prenotazioni o meno.
Per finire, un ultimo consiglio: anche Pinterest, come tutti i social network, non è un luogo dove le persone vanno per essere bombardate di pubblicità. Chi lo fa viene immediatamente percepito come spam e bannato. Morale: bisogna assolutamente evitare di riempire le proprie board (bacheche) di offerte economiche. Una ogni tanto va bene, ma a predominare devono essere belle immagini della nostra struttura, prive di finalità commerciali.

lunedì 22 aprile 2013

Cibo e social: un abbinamento vincente


Diverse ricerche testimoniano il successo degli argomenti legati all’enogastronomia sui social network.
Parlare di cibo appassiona. Non è certo una novità, ed il successo di innumerevoli trasmissioni tv dove si cucina e si parla di cibo è lì a testimoniarlo. Ciò che ci interessa è la tendenza, confermata da un’indagine condotta da Reputazion Manager, secondo la quale l’argomento trova sempre maggior seguito anche nel web 2.0., dove i blog che parlano di fornelli e ricette sono in continua crescita, e guadagnano costantemente in popolarità.
Un paio di numeri: secondo la ricerca, sono 340 mila gli utenti italiani di Facebook che, ogni mese, seguono le pagine dei vari foodblogger. Di questi 340 mila, oltre 30 mila sono attivi quotidianamente con like e commenti ai post. Tra i contenuti che paiono riscuotere maggior successo, le immagini di piatti con descrizione della preparazione. Oltre che su Facebook, questo tipo di contenuti sembra incontrare i favori degli utenti anche su Pinterest, Instagram, Evernote Food, Vinix e Disharing. Gli ultimi 3 sono social network dedicati agli amanti della buona tavola, e vantano una comunità di fedeli in continua crescita.
Non solo: anche le più popolari trasmissioni tv che parlano di enogastronomia raggruppano community di migliaia di utenti che si scambiano opinioni sulle ultime puntate andate in onda. La celebre “Cotto e Mangiato”, per esempio, risulta essere tra i cinque programmi italiani con più fan su Facebook, mentre “Masterchef” è tra i trend topic di Twitter.
Tra le ultime tendenze che paiono prender quota, il cosiddetto “piatto social”: il ristorante propone ai propri fan, o follower, una serie di alternative, o ingredienti, tra cui scegliere, e l’opzione che ottiene maggior successo va a comporre il piatto social della settimana.
Moda? Tendenza passeggera? Qualunque sia la natura del fenomeno, risulta innegabile che l’argomento cibo e vino è tra quelli che più appassionano e fanno discutere gli appassionati. Essere “social” e condividere, far conoscere e commentare i propri piatti su un blog o su un social network pare essere sempre più una strada da percorrere per ristoranti, trattorie, agriturismo, wine bar.
Come sempre, chi è bravo emerge.

lunedì 18 marzo 2013

Il Blog: strumento utile o insostenibile?


Aprire e gestire un blog non è semplice, richiede tempo ed energie, ma può essere un ottimo strumento di marketing per la propria struttura. Vediamo pro e contro.

E se aprissi un blog? E’ una domanda che si pongono in molti, anche tra i gestori o proprietari di strutture turistiche. L’idea appare stimolante, ma l’impegno ed il tempo necessari per gestirlo rappresentano spesso un freno. Se da un lato disporre di uno spazio tutto proprio dove pubblicare contenuti riguardanti la propria attività rappresenta probabilmente il massimo dal punto di vista della comunicazione, dall’altro le energie richieste per la creazione di contenuti sempre nuovi, originali e stimolanti, rendono questo strumento non facilmente sostenibile per chi ha mille altre incombenze quotidiane. A tutto questo va poi aggiunta la necessità di trovare un pubblico disposto a seguirci: non sono pochi i casi di blog di qualità, chiusi dopo poco tempo per l’assenza di lettori. Come e dove trovare questi ultimi?
Cerchiamo di fare chiarezza e procediamo con ordine. Innanzitutto, un blog ben fatto e ricco di contenuti di qualità è una manna dal cielo per la nostra struttura. Per una serie di motivi: affiancato al sito aziendale, salva quest’ultimo dalla staticità e fornisce contenuti sempre nuovi, tanto cari ai motori di ricerca e rilevanti per il SEO; aiuta a coinvolgere i clienti nelle discussioni, stimolandone la fidelizzazione; convoglia traffico da utenti che non conoscono la struttura, e che potrebbero in seguito diventarne nuovi clienti; Infine, piattaforme come WordPress o Blogger hanno da tempo reso più semplici anche ai non addetti ai lavori la creazione e la gestione tecnica.
Chiarito che un blog può essere una risorsa preziosa per la nostra attività, occorre con altrettanta fermezza sottolineare che la sua gestione non è per nulla semplice. Innanzitutto, prima ancora di imbarcarsi nell’avventura, bisogna porsi alcune domande: quanto tempo ho per gestire il blog? E se ho tempo a sufficienza, sono portato per la comunicazione scritta? Questo è un dettaglio non irrilevante: a parità di contenuti, uno stile per lo meno chiaro e scorrevole fa la differenza, e non tutti sono portati per la scrittura. Nel caso, può essere utile individuare una figura professionale all’interno della struttura che, opportunamente formata, proceda con la stesura dei testi, magari dietro suggerimento degli argomenti da trattare.
Altra domanda cruciale: ho argomenti sempre nuovi, originali ed interessanti di cui parlare? Le persone seguono i blog interessanti, e scrivere cose interessanti non è affatto semplice. Sulle prime può essere utile trarre ispirazione da altri blog, ricalcarne in qualche modo il percorso, ma alla lunga diventa fondamentale essere originali: il blog deve riflettere l’unicità della struttura cui fa riferimento. Una buona soluzione può essere quella di raccontare i dietro le quinte, la creazione delle ricette, le storie delle persone che lavorano nella struttura (a proposito, abbiamo parlato di storytelling).
Inoltre: ogni quanto tempo penso di pubblicare un nuovo pezzo? Si tratta di un quesito su cui è fondamentale fare chiarezza il prima possibile. Se da un lato non è infatti indispensabile avere qualcosa di nuovo da dire ogni giorno, è altrettanto vero che è importante pubblicare con cadenze il più possibile regolari. L’ideale è uscire con le novità sempre lo stesso giorno della settimana, in modo che chi ci segue sappia quando aspettarsi qualcosa. Due volte al mese può andar bene, purché si esca con regolarità.
Ancora: ho gli strumenti per l’invio di una newsletter? Si tratta di uno strumento indispensabile da affiancare al blog, per informare i nostri clienti e chi ci legge che siamo usciti con un nuovo pezzo. Ecco allora che diventa fondamentale creare e gestire una newsletter che funzioni. Ne abbiamo parlato qui.
Altra questione rilevante: ho molti clienti stranieri? Se la risposta è sì, la gestione del blog potrebbe complicarsi. Diventa infatti evidente che non posso raggiungere la clientela straniera scrivendo in italiano. Ecco che affiancare ai contenuti scritti in lingua madre la traduzione almeno in inglese diventa indispensabile.
Infine, la domanda più importante di tutte: come e dove trovo i lettori? Come detto, la mancanza di pubblico è tra le prime cause di abbandono dei blog. Invitare i clienti e, in generale, i nostri contatti tramite la newsletter costituisce senz’altro un primo passo fondamentale, ma non può bastare. Il blog va promosso, né più né meno del sito, della pagina fan su Facebook, del canale Twitter o Google+ o Pinterest. E proprio i social network costituiscono uno dei canali più importanti per far conoscere un blog. A patto, come sempre, di non esagerare: se la nostra presenza su Facebook o Twitter si limita alla pubblicazione di link che rimandano al nostro blog, è probabile che chi ci segue ci percepisca dopo poco tempo come generatori di spam, con un prevedibile e catastrofico effetto boomerang.
Insomma, come si può facilmente comprendere, la creazione di un pubblico di lettori fedeli è operazione tutt’altro che semplice, e soprattutto lunga e faticosa. Richiede diversi mesi (o anni) e di fatto non finisce mai. Un po’ come la promozione dei canali social, del resto. Ma se si avrà costanza (e contenuti di qualità) le soddisfazioni e i risultati prima o poi arriveranno. E con essi, arriveranno anche i tanto attesi commenti da parte dei lettori, che movimenteranno finalmente il nostro blog. A quel punto, ovviamente, ai commenti occorrerà rispondere in maniera tempestiva e puntuale. Ulteriore dispendio di tempo ed energie? Come si usa dire: chi ha voluto la bicicletta…

venerdì 8 febbraio 2013

Facebook, Twitter, Google+, Pinterest: quale vale la pena usare?


Il numero dei social network di successo mondiale, e dei loro utenti, è in aumento di anno in anno, ma ognuno richiede tempo ed attenzione.
Come capire dove investire le proprie energie?

Facebook è il re dei social network, su questo non ci piove. Con oltre un miliardo di utenti di tutto il mondo, conferma la propria leadership, ed è ormai impensabile fare social media marketing senza aprire una Pagina Fan. Ma gli altri? Premesso che, avendone la possibilità, è sempre consigliabile sperimentare l’utilizzo del maggior numero di piattaforme possibili, alcuni dati vengono in nostro aiuto per darci una mano a capire dove, come, e se promuovere la nostra struttura.
Recentemente, è apparsa la notizia, a dire il vero un po’ sorprendente, che Google+ sarebbe diventato il secondo social network per numero di iscritti nel mondo. La news stupisce per il fatto che, dalla data del lancio, il social della grande G è rimasto piuttosto immobile, privo della capacità di creare una community veramente attiva. Probabile che il numero di utenti si riferisca quindi a coloro che vi si sono iscritti, senza tener conto degli utenti realmente attivi su base settimanale o almeno mensile. Se avete Google+, vi basta dare un’occhiata alla vostra bacheca, o a quelle degli amici nelle vostre “cerchie”, per rendervene conto. Un altro, recente studio realizzato da Quicksprout sotto forma di infografica ha invece messo a confronto gli altri principali social network in relazione alla tipologia di utente, e alle tendenze e predisposizioni più diffuse su ognuno di essi. Vediamo alcuni dei dati analizzati, sono piuttosto interessanti.
Su Facebook, la fascia d’eta più rappresentata è quella che va dai 35 ai 44 anni, mentre su Twitter e Pinterest la maggior parte degli iscritti è un po’ più giovane, appartenendo alla fascia che va dai 25 ai 34 anni. Facebook si conferma, non molto a sorpresa, il social con il più elevato numero di utenti attivi su base mensile, seguito al secondo posto da Twitter ed al terzo da Pinterest. Altro dato interessante: secondo lo studio, il social in blu è quello che incentiva maggiormente lo shopping on line, seguito da Pinterest, che questa volta scavalca Twitter. Sempre su Pinterest, altri dati che fanno riflettere: è la piattaforma che vanta di gran lunga la più alta percentuale di utenti donna (79%), e dove gli utenti restano mediamente più tempo per ogni visita. Tra gli interessi più diffusi su Pinterest, infine, compaiono Moda, Intrattenimento e Giardinaggio.
Si tratta di dati che possono senza dubbio offrire interessanti spunti di riflessione. Per esempio, appare evidente che se tra i miei clienti conto molte clienti donna, potrà essere utile tentare una strategia di comunicazione su Pinterest. Se ho parecchi giovani, forse mi conviene provare con Twitter. Se invece il mio target di riferimento è più adulto, senza dubbio Facebook resta la mia prima scelta.
Si conferma dunque una delle tendenze della comunicazione social sul web 2.0: è sempre più difficile (e poco remunerativo) sparare nel mucchio. Ogni target di clientela utilizza i propri canali di informazione e condivisione, con un proprio linguaggio (compreso quello, per molti, poco immediato di Twitter), e proprie modalità. Riuscire a personalizzare la comunicazione in base alle caratteristiche della propria struttura, e a quelle dei propri clienti, può quindi alla lunga rivelarsi una strategia vincente.

venerdì 25 gennaio 2013

Il potere delle immagini


Una strategia vincente di social marketing consiste nel condividere contenuti che
suscitino emozioni. Difficile pensare a qualcosa di più evocativo di un’immagine azzeccata: ecco alcuni consigli.

Un’immagine comunica più di mille parole. E’ un luogo comune forse un po’ abusato, ma come tutti i luoghi comuni, nasce da una semplice verità. E’ risaputo che una strategia efficace di social marketing si fonda su una comunicazione informale, divertente, lontana dal mondo patinato delle brochure, e soprattutto in grado di evocare emozioni: in questo, le immagini sono spesso imbattibili.
I colossi dei social network lo hanno compreso da tempo: l’anno scorso Facebook ha acquisito per una cifra importante Instagram, il social delle fotografie che permette di condividere immagini con un format ed una serie di filtri che le rendono simili a quelle scattate con le vecchie Polaroid. Pinterest (di cui abbiamo parlato qui) deve il proprio successo al fatto che gli utenti possono condividere le proprie passioni semplicemente tramite immagini. Diversi studi sullo stesso Facebook indicano che i post con immagini divengono statisticamente più popolari (like, commenti e condivisioni) rispetto a quelli composti dal solo testo.
Oggi, inoltre, il fatto di avere in tasca uno smartphone permette a chiunque, in qualsiasi momento, di scattare una foto e soprattutto di condividerla con i propri amici, ovunque ci si trovi.
Bene, ma come dev'essere una comunicazione visuale per risultare efficace? Innanzitutto, come detto, il taglio non deve essere quello patinato delle brochure o del sito istituzionale. Non serve rivolgersi ad un fotografo professionista, con tanto di obiettivi, lenti e luci, per avere un set di foto accattivanti. Anzi, può essere perfino controproducente, in quanto rischia di fornire un’immagine ingessata ed artefatta ai nostri fan. Che invece apprezzeranno molto di più una foto scattata con uno smartphone, in cucina, che ritrae la brigata indaffarata a spadellare e a preparare piatti. Ecco una delle prime regole per scattare immagini efficaci: ritrarre persone, volti, anche (anzi, soprattutto) ripresi “al volo”, in maniera dinamica, in modo da suggerire il senso del lavoro e della passione che stanno dietro alla nostra struttura. Gli scatti dietro le quinte sono sempre apprezzati, anche quello che ci ritrae imbrattati di colori in veste di imbianchini in cima ad una scala traballante mentre coloriamo di fresco una camera per gli ospiti. Cosa c’è di più simpatico, divertente e, in fondo, emozionale?
Se gli scatti della “truppa” sono i benvenuti, lo stesso vale per le immagini dei clienti. Una tavolata di persone felici e sorridenti durante un brindisi è un’ottima fotografia. Chiediamo loro il permesso di condividerla sui social network: nella maggior parte dei casi saranno loro stessi ad andarla poi a cercare, a commentarla, condividerla e ad innescare così il passaparola automatico tra i loro amici.
Ancora: se un cliente ha appena scattato una bella fotografia e l’ha pubblicata su Facebook, perché non chiedergli il permesso di condividerla? Se le immagini realizzate da noi sono efficaci, quelle dei nostri clienti lo sono ancora di più, in quanto assolutamente spontanee e disinteressate.
L’ironia, poi, è un’altra leva che conviene sempre utilizzare. State preparando un barbeque a bordo piscina ed il micio si aggira famelico sotto la griglia, attratto dal profumo delle braciole? Prima di fargli notare che quella non è la sua cena, non perdete l’occasione di immortalarlo in un’immagine, da pubblicare con un commento ironico: “nemmeno i nostri mici resistono al profumo del barbeque serale a bordo piscina”. Funzionerà.
Se infine la vostra struttura propone attività sportive, di qualsiasi tipo, cercate di effettuare scatti che diano l’impressione del movimento: un appassionato di mountain bike lanciato lungo il sentiero seguito da una colonna di polvere, una ragazza che cavalca nel vostro maneggio con il cavallo al trotto, un ragazzino che si tuffa in piscina immortalato in volo, con gli schizzi d’acqua, sono immagini infinitamente più comunicative di una bici appoggiata allo steccato, di un cavallo che bruca o di una piscina con le persone che prendono il sole: il movimento comunica vitalità, passione, entusiasmo: in una parola, comunica emozione.
Insomma, come sempre, ciò che conta è essere creativi, informali, ironici. E dare potere alle immagini.

venerdì 18 gennaio 2013

Pinterest, il social network dei desideri


Divenuto popolare nel 2012, permette di condividere prodotti, servizi e
viaggi che ci piacciono. Può servire alla nostra struttura?

E’ nato nel 2010, ed il nome deriva dall’unione dei termini inglesi Pin (appendere, o anche puntina, con riferimento ad una bacheca) e Interest, interesse. I suoi ideatori hanno avuto l’intuizione di creare un “Social Network delle immagini” che permettesse ad ogni utente di creare un catalogo on line delle proprie ispirazioni. Oggi Pinterest (www.pinterest.com ) è tra i 100 portali più visitati al mondo, ed i numeri continuano a crescere. Ha avuto un autentico boom lo scorso anno, grazie all’immediatezza di utilizzo, alla possibilità di collegarne l’account con quelli Facebook, Twitter e Flickr, e ad una formula fresca ed accattivante. Ma la vera domanda è: può essere utile alla nostra struttura?
Per cercare di capirlo, vediamo come è fatto. Eseguita l’iscrizione, ci si trova nella home page, che presenta una bacheca di immagini dal mondo. Come detto, i contenuti visuali riguardano un po’ tutto: prodotti come auto e moto, paesaggi di luoghi esotici, elementi d’arredo, accessori, opere d’arte, libri, album musicali… la lista potrebbe proseguire all’infinito. Per facilitare la ricerca delle immagini che ci interessano, nel menu in alto è presente la voce Categories, che contiene un menu a tendina con un’ampia scelta di aree tematiche. Cliccando invece sulla voce Populars, è possibile visualizzare le immagini appunto più popolari. Quali sono le immagini popolari su Pinterest? Sono quelle che hanno ottenuto il maggior numero di visualizzazioni, di “like” (come su Facebook) o di Repin (l’equivalente del “condividi” su Facebook o del “retweet” su Twitter: permette di condividere una specifica immagine sulla propria bacheca). Una voce particolarmente interessante è poi Gifts: passandoci sopra con il cursore compare un menu a tendina che indica fasce di prezzo: da 1 a 20 dollari, da 20 a 50, da 50 a 100, e così via. Scegliendo una fascia, si accede ad una bacheca che mostra tutti i prodotti compresi in quel range di prezzo che sono acquistabili on line: cliccando su un prodotto, si apre il sito nel quale si può completare l’ordine. Il tutto è estremamente chiaro, intuitivo e graficamente gradevole.
Già ad una prima occhiata, dunque, appare chiaro che Pinterest offre potenzialità di marketing interessanti, soprattutto con l’opzione gifts. A questo punto, il dubbio che ci assale è quello comune a tutte le attività di marketing sui social network: se anche pubblicizzo la mia struttura su Pinterest, chi lo vedrà?
Diciamo subito che da questo punto di vista, Pinterest è strutturato come Twitter: ci sono cioè follower e following, ovvero gli utenti che ci seguono, e visualizzano i contenuti da noi condivisi, e gli utenti che seguamo noi (si accede all’elenco tramite la voce following all’estrema sinistra del menu in alto). L’interesse (ed il problema) di chi intende fare marketing è, ovviamente, avere molti follower. Premesso che, come sempre, è tutt’altro che facile avere in poco tempo molti utenti che ci seguono, anche per Pinterest esistono alcuni trucchetti che ci possono dare una mano. Un primo passo può essere il collegamento tra gli account Pinterest e Facebook (o Twitter). Ciò consente di visualizzare quali amici di Facebook (o follower di Twitter) usano Pinterest, e di invitarli a seguirci anche qui. Consigliamo, come sempre, di non invitare tutti a prescindere, ma di farlo solamente con quei contatti che potrebbero davvero essere interessati, e non infastiditi, da ciò che abbiamo da offrire. In ogni caso, questo primo passo può servire per creare un primo zoccolo di follower, ed ottenere magari i primi like e repin. Fatto questo, può essere senz’altro utile condividere i nostri Pin (ovvero le immagini che pubblichiamo su Pinterest, anche su Facebook e Twitter (con moderazione: il rischio di essere percepiti come spam sui Social Network è sempre dietro l’angolo). Su Facebook, può essere opportuno installare la Pinterest app ed aggiungerla alla propria pagina: in questo modo una sezione della Fan Page diventerà una riproduzione della nostra bacheca Pinterest.
Pinterest mette poi a nostra disposizione altri strumenti per aumentare la nostra visibilità. Se da menu in alto a destra si passa il cursore sulla voce About, si apre un menu a tendina che mostra, tra le altre voci, “Pin it Button”. Cliccandoci, si accede ad una sezione che ricorda quella dei badge per le pagine Facebook: una serie di “bottoni” che è possibile incorporare nel proprio sito aziendale, o ovunque lo si voglia, che rimandano al nostro profilo Pinterest. C’è innanzitutto il Follow Button, premendo il quale l’utente diventa nostro follower su Pinterest; segue il “Pin it Button”, che permette a chi lo clicca di fare Repin di uno specifico contenuto visuale.
Oltre a questi strumenti, ancora alcune “dritte”. Innanzitutto, siate accurati nella descrizione delle immagini che pubblicate. Pinterest permette infatti di aggiungere una descrizione (di massimo 500 caratteri, che comunque non sono pochi) ad ogni fotografia. Bene: scegliete con cura i termini da utilizzare, al fine di permettere al motore di ricerca di Pinterest di trovare le vostre immagini con facilità. Usate il simbolo dell’hastag #: un po’ come su Twitter, permette di indicizzare ogni contenuto sotto una specifica categoria. Cercate poi di pubblicare immagini ad alta definizione: in un Social Network delle immagini, occorre cercare di spiccare colpendo l’occhio di chi osserva, e una fotografia in alta definizione ha sempre un effetto superiore rispetto ad una sgranata. Cercate poi ispirazione seguendo altri profili ed osservando le loro azioni. Infine, come sempre: siate creativi. Essere originali, informali e divertenti è sempre il modo migliore per distinguersi.
Siete ancora dubbiosi? Vi consigliamo, se ne avete voglia, di effettuare un’ultima prova. Andate su Pinterest e, dalla finestra in alto a sinistra, eseguite una ricerca piuttosto dettagliata e circoscritta, per esempio “Piedmont wines”. Osservate quindi la quantità delle immagini corrispondenti pubblicate su Pinterest, e soprattutto il numero dei like, dei repins e dei commenti.
Vi è venuta voglia di provare? Beh, create la vostra bacheca (Board), sotto coi Pins e buon divertimento.