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lunedì 14 settembre 2015

Social che vai, parole che trovi: la comunicazione non è uguale ovunque

Ogni social network ha utenti con caratteristiche e sensibilità specifiche, diverse da quelle delle altre piattaforme. Per questo, la brand communicaton dev’essere mirata e specifica su ognuna di esse.

Il concetto non è propriamente nuovo: per essere davvero efficace, il brand social media marketing dev’essere mirato e specifico su ogni piattaforma. Ciò che funziona su Facebook potrebbe non essere altrettanto indicato per Instagram, quello che diventa virale su Twitter potrebbe non farlo affatto su Pinterest.
Tutto già noto e risaputo, dicevamo. Ora però uno studio condotto dall’agenzia inglese Atomik Research va a fondo del problema e ne sviscera le cause. L’indagine, dall’esplicativo titolo “The power of brand storytelling”, parte con l’intento di indagare se la comunicazione aziendale ha la stessa efficacia per tutte le fasce d’età. La tabella qui sotto riassume i risultati:

Il primo dato rilevante è che la variabile economica (voucher, sconti, promozioni) resta la più rilevante, anche se il suo peso cresce con l’avanzare dell’età degli utenti. Ma il risultato più sorprendente riguarda il lato emotivo, e quindi più tipicamente social, della comunicazione: le storie e i messaggi ironici, divertenti, romantici, emozionali fanno molta più presa sui giovani che sugli adulti. In questo caso la forbice è davvero ampia, con percentuali di interesse che da oltre il 40% per i ragazzi scendono al 14% per gli ultra cinquantenni. Recensioni e commenti sui prodotti, infine, paiono interessare tutte le fasce d’età, ma con percentuali che superano di poco il 30%.

Insomma, l’indicazione è chiara: le persone giovani sono più sensibili al lato emozionale della comunicazione, quelle mature sono più propense a badare al sodo. Ecco quindi che la comunicazione social aziendale, per essere davvero efficace, deve tenere conto di questi parametri, ed essere diversa da social a social: su Facebook, dove l’età media degli utenti è più elevata che altrove, conviene puntare su promozioni ed altre leve economiche. Su Instagram, il social più amato dai ragazzi, una comunicazione visiva volta a coinvolgere ed emozionare è probabilmente quella più incisiva.

lunedì 13 gennaio 2014

Freeppie: il “Social Travel Network”

E’ nato da poco con l’obiettivo di “mettere d’accordo clienti e strutture”

Lanciato lo scorso novembre, Freeppie  è un “social travel network” che si pone il certo non modesto obiettivo di “mettere d’accordo viaggiatori e strutture ricettive”.
Come? Sostanzialmente, mediante un ingegnoso meccanismo che fornisce vantaggi sia ai primi, che alle seconde.
Dal punto di vista del cliente, infatti, il portale mette a disposizione un ambiente virtuale piacevole, che favorisce le interazioni sociali e soprattutto mediante il quale è possibile trasformare le recensioni delle strutture visitate, le immagini scattate e condivise e le altre attività social in badge che, sommati, forniscono poi sconti e agevolazioni presso le strutture iscritte.
Anche dal punto di vista di queste ultime, d’altro canto, i vantaggi non mancano. E’ infatti possibile inserire offerte e pacchetti, e venderli a conto praticamente zero: 1 euro di commissione per prenotazione giunta tramite il portale. Anche il sistema di recensioni pare fornire garanzie alle strutture: gli utenti devono obbligatoriamente iscriversi tramite il proprio profilo Facebook, quindi i loro commenti non saranno mai anonimi, e la struttura può rispondere ed interagire con loro.
Gli utenti con oltre 100 badge, inoltre, possono soggiornare gratuitamente, last minute, in camere rimaste invendute dalle strutture che hanno aderito all’iniziativa, ripagando poi le seconde con recensioni in tempo reale.
Insomma: il meccanismo pare per congegniato. Riuscirà Freepie a raggiungere la massa critica necessaria a pesare davvero nel web? Non resta che stare a vedere e, nel frattempo, registrarsi sul portale ed incominciare a sperimentare.