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martedì 1 dicembre 2015

BrandMentions, lo specialista della reputazione on line

Molto più accurato di Google Alert, secondo i suoi creatori non gli sfugge nulla ogni qual volta qualcuno parla della nostra azienda on line

Avete presente Google Alert? E’ lo strumento che il gigante di Mountain View ha messo a disposizione dei suoi utenti, privati o imprese, per tenere sotto controllo ciò che si dice on line sul proprio conto, ovvero per monitorare la propria reputazione on line. Argomento delicato e che agita il sonno di chi gestisce la brand reputation della propria impresa, perché spesso ha a che fare con le famigerate recensioni on line, a cui a volte è fondamentale rispondere tempestivamente. Ma il dubbio, ammettiamolo, non se ne è mai andato: sono sicuro che Alert mi abbia detto tutto? Non gli sarà sfuggito qualcosa?
Con BrandMentions, secondo i suoi creatori, potremo dormire sonni tranquilli. «Google Alert non riporta tutte le citazioni - spiega il CEO diBrandMentions, Razvan Gavrilas -. In effetti, segnala solo una piccola parte di ciò che dice la rete, lasciando quasi cieco chi vuole monitorare una marca su internet rispetto a ciò che è veramente detto. BrandMentions è nata per ovviare a questa mancanza: l’incapacità di monitorare accuratamente una marca o una parola chiave così come è riportata dal web».

BrandMentions per ora funziona ad inviti, nel senso che occorre inviare una richiesta ed attendere l’approvazione. Una volta ottenuta, però, si scopre che il tool è semplice e veloce da settare, al pari di Alert. In pochi secondi si possono impostare le parole chiave da tenere sotto controllo e lanciare la ricerca. Insomma, uno strumento in più per monitorare la brand reputation della propria azienda.

lunedì 23 settembre 2013

Google+ Local: ecco come fare


Un piccolo vademecum per configurare al meglio la pagina della propria struttura

A Mountain View, evidentemente, credono molto in Google+. Tanto che le novità inerenti il social della Big G sono praticamente continue. Una delle più interessanti dell’ultimo anno, per quanto riguarda l’area business e le ricerche local, è stata la migrazione dalle vecchie pagine Google Places, alle nuove Google+ Local. Molti gestori di strutture ricettive, tuttavia, non hanno ancora effettuato il passaggio. Vediamo ora come fare, in pochi passi.
Innanzitutto, è necessario avere un account gmail, ed essere iscritti a Google+ con un normale profilo privato, come quello di Facebook. A questo punto, occorre cercare la scheda della propria struttura (se c’è) su Google Maps. Una volta trovatala, si clicca su “Gestisci questa Attività”. In breve tempo, Google invia una cartolina con un codice di verifica. Reclamata la scheda, è possibile associarla ad una nuova pagina Google+, completa di tutte le informazioni e le immagini della struttura. A questo punto, le medesime saranno visibili anche sulla pagina Local da parte di chi vi accede tramite Maps.
In teoria è tutto molto semplice, in pratica la cose si complicano un po’. Noi stessi, durante le prove, abbiamo constatato che utenti diversi visualizzano grafiche e menu differenti relativi alle proprie pagine. Il problema è che Google sta lentamente compiendo il passaggio al nuovo sistema delle pagine Local, e questo non avviene in contemporanea per tutti. Quindi alcuni utenti potrebbero già visualizzare la nuova grafica, e non avere problemi a seguire le istruzioni. Altri, potrebbero ancora visualizzare il vecchio Places. In questo caso, non resta che pazientare ed attendere il proprio turno.
L’importanza dell’operazione è in ogni caso evidente. Google+, in tutte le sue estensioni, si sta sempre più affermando come strumento per migliorare la visibilità on line e la brand reputation della propria struttura. Inoltre, la continua ascesa del mobile fa delle ricerche di prossimità una strategia di marketing fondamentale per il prossimo futuro. Ecco quindi che le pagine Local diventano uno snodo cruciale. In attesa di altre novità.