Il tool permette di girare un video, attribuirgli un tema e lasciare che altri aggiungano il loro contributo
Il product manager di Facebook, Josh Miller, racconta che gli sviluppatori hanno fatto molte ore di straordinario per creare Riff, e che l’idea è partita dall’Ice Buckett Challenge della scorsa estate. Il concetto alla base della nuova app è semplice: creare video collaborativi. E’ sufficiente pubblicare un video, assegnargli un tema, per esempio #visiteincantina, e lasciare che altri utenti aggiungano il loro contributo.
All’avvio di Riff, la schermata mostra i video già pubblicati e ai quali è possibile contribuire. L’apposito pulsante consente di selezionare un argomento tra quelli già esistenti, oppure crearne uno nuovo. Oltre che sulla app, i video sono visibili su www.321riff.com, mentre su Facebook compare solo il link, senza anteprima, per evitare che qualcuno percepisca il contenuto come spam. Riff non prevede like o commenti: conta solo il numero di visualizzazioni. Già disponibile in italiano, Riff si può scaricare dall’Apple Store e dal Google Play.
Il lato interessante? Evidentemente, ogni volta che un nuovo iscritto a Facebook partecipa al video, il suo contributo, e di consegnenza quelli precedenti, compaiono nelle bacheche di tutti i suoi amici. L’ideale, per rendere virale un contenuto.
Per chi gestisce una struttura ricettiva, la potenziale utilità di Riff appare evidente: invitare i clienti a partecipare ai video creati, in modo da aumentare la visibilità (e la brand reputation) on line della propria attività.
Idee e suggerimenti di Maurizio Vellano per la promozione del tuo agriturismo, b&b, cantina, prodotti tipici, ecc...
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martedì 7 aprile 2015
lunedì 24 novembre 2014
Visual Storytelling: ecco gli strumenti per farlo bene
Un elenco di tools per raccontare al meglio le nostre storie attraverso le immagini
Lo storytelling, si sa, può essere la chiave del successo, nel web 2.0. Ancora di più il visual storytelling, ovvero il raccontare storie tramite immagini, che sui Social Network sono spesso il modo di comunicare più immediato ed efficace.
Per questo, qui di seguito riportiamo alcuni tool per fare visual storytelling al meglio.
Innanzitutto, Exposure: immediato da utilizzare, possiede un notevole impatto visivo che consente di creare storie dotate di grande forza comunicativa. Unico problema: con l’account base, che è gratis, se ne possono sviluppare solo tre. Per continuare, è necessario passare all’abbonamento premium, che costa nove dollari.
Molto interessante anche Shorthand, che fa della multimedialità il proprio punto di forza: permette infatti di integrare immagini, testo e video in un insieme di grande impatto ed eleganza. Il tutto è totalmente responsive e si adatta dunque al meglio alla consultazione da diversi tipi di dispositivo.
Odyssey, invece, permette di collegare le storie ad una mappa interattiva, in modo da geolocalizzare le immagini in un suggestivo viaggio di scoperta.
Thinglink è lo strumento ideale per chi desidera arricchire le proprie immagini di altri contenuti, quali testo, link, video o altre immagini. Anche in questo caso, lo strumento è immediato da utilizzare, nonché divertente per l’utente finale.
Questi tool sono accomunati da una caratteristica: l’unico limite è la fantasia di chi li usa. Un buon modo per fare visual storytelling, e per creare racconti appassionanti sulla nostra struttura e la nostra attività.
Lo storytelling, si sa, può essere la chiave del successo, nel web 2.0. Ancora di più il visual storytelling, ovvero il raccontare storie tramite immagini, che sui Social Network sono spesso il modo di comunicare più immediato ed efficace.
Per questo, qui di seguito riportiamo alcuni tool per fare visual storytelling al meglio.
Innanzitutto, Exposure: immediato da utilizzare, possiede un notevole impatto visivo che consente di creare storie dotate di grande forza comunicativa. Unico problema: con l’account base, che è gratis, se ne possono sviluppare solo tre. Per continuare, è necessario passare all’abbonamento premium, che costa nove dollari.
Molto interessante anche Shorthand, che fa della multimedialità il proprio punto di forza: permette infatti di integrare immagini, testo e video in un insieme di grande impatto ed eleganza. Il tutto è totalmente responsive e si adatta dunque al meglio alla consultazione da diversi tipi di dispositivo.
Odyssey, invece, permette di collegare le storie ad una mappa interattiva, in modo da geolocalizzare le immagini in un suggestivo viaggio di scoperta.
Thinglink è lo strumento ideale per chi desidera arricchire le proprie immagini di altri contenuti, quali testo, link, video o altre immagini. Anche in questo caso, lo strumento è immediato da utilizzare, nonché divertente per l’utente finale.
Questi tool sono accomunati da una caratteristica: l’unico limite è la fantasia di chi li usa. Un buon modo per fare visual storytelling, e per creare racconti appassionanti sulla nostra struttura e la nostra attività.
martedì 21 ottobre 2014
Facebook punta sulla pubblicità di quartiere
Intercettare i clienti, o potenziali tali, quando transitano nei paraggi della struttura: il marketing di prossimità non è certo un’idea nuova, anzi, ha tratto naturale impulso dalla diffusione di dispositivi mobili dotati di gps. Ma ora potrebbe conoscere un’ulteriore evoluzione grazie a Facebook e alla nuova feature per le Ads: i Local Awareness volti, appunto, a mostrare annunci pubblicitari a chi si trova dalle nostre parti.
A dire il vero, il sistema di profilazione per gli annunci pubblicitari del social in blu ha sempre previsto la possibilità di definire il perimetro entro il quale rendere visibili le proprie inserzioni; ma ora sarà possibile profilare davvero il target della campagna per chi transita nelle immediate vicinanze: fino a 1 km dalla struttura.
Come specificano quelli di Facebook, i Local Awarness sono un tool distinto dal resto delle Ads, dotato di peculiarità e obiettivi specifici. Per esempio, al loro interno non è possibile profilare il target dei destinatari per interessi o abitudini, ma solo per sesso ed età: trattandosi di persone che si trovano nei paraggi, si presume infatti che il loro numero sia generalmente troppo piccolo per essere ridotto ulteriormente tramite profilazioni troppo restrittive. Se da un lato dispongono di meno strumenti, dall’altro i Local Awarness risultano però molto semplici da usare e alla portata di chiunque, anche di chi si trova magari in soggezione di fronte alla complessità delle Ads (e del Power Editor).
Tra le call to action proposte dai Local Awarness all’utente, pare che compaia la possibilità di cliccare “mi piace” alla Pagina Fan che si sta promuovendo, oppure di cliccare su “get direction” affinché il dispositivo calcoli in automatico distanza e percorso migliore per raggiungere la struttura: tutto molto semplice, chiaro ed intuitivo, insomma.
La nuova feature è stata introdotta negli USA, e sarà disponibile nel giro di pochi mesi in diversi altri Paesi, dicono Zuckerberg e i suoi.
I Local Awarness sono un nuovo, interessante strumento per chi fa social media (local) marketing: non resta che farsi trovare pronti al loro arrivo per sfruttarli al meglio.
martedì 29 luglio 2014
Facebook lancia Audience Insight, il tool per monitorare il pubblico delle Ads
Il nuovo strumento serve per ottenere informazioni sul pubblico a cui ci si rivolge prima di lanciare una campagna pubblicitaria
Lanciato lo scorso 8 maggio, Facebook Audience Insight è il nuovo tool che quelli di Menlo Park hanno messo a disposizione dei loro inserzionisti per aiutarli a studiare campagne pubblicitarie sempre più mirate e, quindi, efficaci.
La caratteristica che differenzia l’Audience Insight dall’Insight tradizionale è che non monitora solamente il comportamento degli utenti che interagiscono con la Pagina Fan, bensì quello di tutto il potenziale pubblico. Ed è differente pure dall’AD Creation Toll e dal Power Editor, perché permette di effettuare vere e proprie analisi di mercato sul pubblico cui potenzialmente ci si rivolgerà con la propria campagna pubblicitaria, prima di effettuare la campagna stessa. Vien da sé che in questo modo l’inserzionista può chiarirsi le idee in modo ancora più preciso sulle caratteristiche del proprio target di riferimento, e calibrare ad hoc la propria campagna.
Tramite l’Audience Insight è infatti possibile monitorare i dati demografici del proprio potenziale pubblico, come età, sesso, istruzione, lavoro, stile di vita, oltre a dati relativi al comportamento on line: quanto spesso accedono a Facebook, in quali orari, utilizzando quali dispositivi, procedendo ad acquisti on line oppure no.
Per poter accedere alle varie funzionalità del nuovo tool, è per il momento necessario impostare la lingua di Facebook su inglese. Le opzioni di ricerca paiono essere davvero tante, e lo strumento interessante. Ancora una volta, anche e soprattutto per chi intende fare social media marketing per la propria struttura ricettiva.
La newsletter di Promozione Turistica Blog tornerà a settembre, dopo la pausa estiva. Il team E-Guides augura a tutti buone vacanze.
Lanciato lo scorso 8 maggio, Facebook Audience Insight è il nuovo tool che quelli di Menlo Park hanno messo a disposizione dei loro inserzionisti per aiutarli a studiare campagne pubblicitarie sempre più mirate e, quindi, efficaci.
La caratteristica che differenzia l’Audience Insight dall’Insight tradizionale è che non monitora solamente il comportamento degli utenti che interagiscono con la Pagina Fan, bensì quello di tutto il potenziale pubblico. Ed è differente pure dall’AD Creation Toll e dal Power Editor, perché permette di effettuare vere e proprie analisi di mercato sul pubblico cui potenzialmente ci si rivolgerà con la propria campagna pubblicitaria, prima di effettuare la campagna stessa. Vien da sé che in questo modo l’inserzionista può chiarirsi le idee in modo ancora più preciso sulle caratteristiche del proprio target di riferimento, e calibrare ad hoc la propria campagna.
Tramite l’Audience Insight è infatti possibile monitorare i dati demografici del proprio potenziale pubblico, come età, sesso, istruzione, lavoro, stile di vita, oltre a dati relativi al comportamento on line: quanto spesso accedono a Facebook, in quali orari, utilizzando quali dispositivi, procedendo ad acquisti on line oppure no.
Per poter accedere alle varie funzionalità del nuovo tool, è per il momento necessario impostare la lingua di Facebook su inglese. Le opzioni di ricerca paiono essere davvero tante, e lo strumento interessante. Ancora una volta, anche e soprattutto per chi intende fare social media marketing per la propria struttura ricettiva.
La newsletter di Promozione Turistica Blog tornerà a settembre, dopo la pausa estiva. Il team E-Guides augura a tutti buone vacanze.
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