La Best Practice Guide del social per immagini dà alcuni suggerimenti per farsi trovare dagli altri utenti
Pinterest, si sa, ha il suo folto numero di utenti fedeli, ed è in continua crescita. E’ ormai indispensabile, quindi, essere presenti con la propria struttura o attività. Il problema, però, è sempre lo stesso: come aumentare i propri follower? Ovvero: come ottenere visibilità? Vengono in nostro aiuto con una serie di consigli proprio quelli di Pinterest, con la loro Best Practice Guide. I suggerimenti sono molto dettagliati e pratici.
Per esempio, per quanto riguarda le ricette, che evidentemente sono molto cliccate dagli utenti di Pinterest, il consiglio è di descrivere con precisione i singoli ingredienti ed il modo in cui si procede con la preparazione. Per i viaggi, può essere utile descrivere le attività che si possono compiere in una determinata località. Insomma, è fondamentale fornire didascalie esaustive e comprensive di tutte le parole chiave (ma il team di Pinterest sconsiglia l’abuso degli hashtag). Quando si sceglie un tema specifico, o un hashtag particolare, è bene concentrarcisi e continuare ad utilizzarlo, piuttosto che utilizzarlo per una manciata di Pin e poi abbandonarlo. Questo in quanto gli utenti potrebbero decidere di seguirci, ed appassionarsi alla nostra board, proprio perché attraverso la trattazione di un determinato argomento, il tutto finisce per l’assomigliare ad un racconto per immagini (basta pensare al susseguirsi dei lavori e delle stagioni in un orto, in un frutteto o in un giardino).
Inoltre, la Guida ci informa che le immagini ad alta qualità (almeno 600 pixel di larghezza) sono quelle che ottengono maggiore visibilità. Sono d’aiuto, poi, il tasto Pin it ed il ricorso ai Rich Pin. Fondamentale “pinnare” quotidianamente, e promuovere il proprio account Pinterest anche altrove (per esempio su Facebook).
Insomma: ci sono molti utenti che navigano all’interno di Pinterest utilizzandone il motore di ricerca interno come se fosse Google. Essere ben visibili, va a tutto vantaggio della nostra struttura.
Idee e suggerimenti di Maurizio Vellano per la promozione del tuo agriturismo, b&b, cantina, prodotti tipici, ecc...
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martedì 26 maggio 2015
lunedì 30 marzo 2015
Vino, che passione
Uno studio commissionato dalla Sheraton rivela che la bevanda di bacco occupa il primo posto tra gli interessi di molti viaggiatori
Vino e viaggi, un connubio che funziona. E’ quanto emerge dal sondaggio commissionato dalla Sheraton Hotels and Resorts con lo scopo di analizzare l’interesse nei confronti del vino rispetto ad altri servizi da parte dei turisti.
Il campione intervistato comprende viaggiatori dagli USA, dalla Germania, dall’Argentina, dalla Cina e dal Cile: uno spettro piuttosto ampio e variegato, dunque. E tra i risultati non mancano le sorprese. In positivo per il vino, ovviamente. Ben il 57% degli intervistati, infatti, ha infatti dichiarato che il vino è il miglior modo per rilassarsi durante una vacanza: meglio della spa (23% di preferenze) o della palestra (12%). Incredibile poi ciò a cui molti turisti sarebbero disposti a rinunciare per un solo bicchiere di vino di alto livello: il 29% rinuncerebbe allo smartphone per un giorno, mentre il 23% addirittura ai social o al sesso per una settimana.
Il vino pare essere intimamente legato al viaggio. Il 60% ha detto di bere di più mentre è in vacanza, e il 74% si sente più disponibile a provare vini nuovi durante le ferie. Sempre durante il viaggio, il 54% è disposto a spendere di più per una bottiglia; il 67% è addirittura disponibile a spendere la somma più consistente della vacanza proprio per il vino.
Un amore incondizionato, insomma. Come sfruttarlo? Rendendosi conto di un dettaglio emerso proprio durante il sondaggio: la maggior parte dei winelovers ammette di non avere le competenze necessarie a scegliere il vino nei luoghi di vacanza e di preferire affidarsi ad un esperto, con il quale ci sarebbero però frequenti difficoltà di dialogo, anche perché spesso ci si sente “intimiditi” da sommelier.
Vien da sé che una struttura che si sappia cogliere nel modo giusto per venire incontro a queste esigenze, e che soprattutto lo sappia comunicare, può fare bingo. Via dunque a momenti di degustazione e formazione, con una strizzatina d’occhio allo storytelling.
Vino e viaggi, un connubio che funziona. E’ quanto emerge dal sondaggio commissionato dalla Sheraton Hotels and Resorts con lo scopo di analizzare l’interesse nei confronti del vino rispetto ad altri servizi da parte dei turisti.
Il campione intervistato comprende viaggiatori dagli USA, dalla Germania, dall’Argentina, dalla Cina e dal Cile: uno spettro piuttosto ampio e variegato, dunque. E tra i risultati non mancano le sorprese. In positivo per il vino, ovviamente. Ben il 57% degli intervistati, infatti, ha infatti dichiarato che il vino è il miglior modo per rilassarsi durante una vacanza: meglio della spa (23% di preferenze) o della palestra (12%). Incredibile poi ciò a cui molti turisti sarebbero disposti a rinunciare per un solo bicchiere di vino di alto livello: il 29% rinuncerebbe allo smartphone per un giorno, mentre il 23% addirittura ai social o al sesso per una settimana.
Il vino pare essere intimamente legato al viaggio. Il 60% ha detto di bere di più mentre è in vacanza, e il 74% si sente più disponibile a provare vini nuovi durante le ferie. Sempre durante il viaggio, il 54% è disposto a spendere di più per una bottiglia; il 67% è addirittura disponibile a spendere la somma più consistente della vacanza proprio per il vino.
Un amore incondizionato, insomma. Come sfruttarlo? Rendendosi conto di un dettaglio emerso proprio durante il sondaggio: la maggior parte dei winelovers ammette di non avere le competenze necessarie a scegliere il vino nei luoghi di vacanza e di preferire affidarsi ad un esperto, con il quale ci sarebbero però frequenti difficoltà di dialogo, anche perché spesso ci si sente “intimiditi” da sommelier.
Vien da sé che una struttura che si sappia cogliere nel modo giusto per venire incontro a queste esigenze, e che soprattutto lo sappia comunicare, può fare bingo. Via dunque a momenti di degustazione e formazione, con una strizzatina d’occhio allo storytelling.
martedì 23 settembre 2014
Nuovi Insight e video in Hyperlapse per Instagram
Il social delle foto in stile vecchie polaroid si dota di una nuova suite di “business tools” per favorire il visual marketing delle strutture
Il successo di Instagram non accenna a diminuire. E tra gli hashtag più diffusi sul social delle immagini in stile vecchie polaroid compare tutto ciò che ruota attorno al cibo, ed ai viaggi. Due argomenti che toccano da vicino chi gestisce una struttura ricettiva.
Per questo, quelli di Instagram hanno da poco lanciato una nuova suite di “business tool”. Il primo di questi è il nuovo Insight, ossia la web analytics, sempre più importante per monitorare “impression, reach and engagement”, come recita la nota ufficiale.
Ma la novità probabilmente più succosa è un’altra: si tratta dei nuovissimi video in Hyperlapse. E’ un neologismo, questo, creato dagli uomini di Instagram per indicare video in time-lapse ad alta risoluzione. Il time-lapse, come noto, è quella tecnica che permette di montare fotografie dello stesso soggetto scattate in momenti diversi una dopo l’altra, dando così l’impressione di mostrare un evento o un processo che si è svolto in un arco temporale molto lungo nel giro di pochi secondi, come in una sorta di tempo accelerato. Il tutto crea spesso effetti molto suggestivi, e si tratta di un escamotage molto utilizzato da pubblicitari e uomini di marketing.
Con la nuova suite Hyperlapse, Instagram permette ai propri utenti che gestiscono strutture ricettive di creare facilmente video in time-lapse di ottima qualità, e condividerle sul social per creare engagement.
Non resta che testarne le potenzialità, pubblicare, ed osservare le reazioni degli utenti.
Il successo di Instagram non accenna a diminuire. E tra gli hashtag più diffusi sul social delle immagini in stile vecchie polaroid compare tutto ciò che ruota attorno al cibo, ed ai viaggi. Due argomenti che toccano da vicino chi gestisce una struttura ricettiva.
Per questo, quelli di Instagram hanno da poco lanciato una nuova suite di “business tool”. Il primo di questi è il nuovo Insight, ossia la web analytics, sempre più importante per monitorare “impression, reach and engagement”, come recita la nota ufficiale.
Ma la novità probabilmente più succosa è un’altra: si tratta dei nuovissimi video in Hyperlapse. E’ un neologismo, questo, creato dagli uomini di Instagram per indicare video in time-lapse ad alta risoluzione. Il time-lapse, come noto, è quella tecnica che permette di montare fotografie dello stesso soggetto scattate in momenti diversi una dopo l’altra, dando così l’impressione di mostrare un evento o un processo che si è svolto in un arco temporale molto lungo nel giro di pochi secondi, come in una sorta di tempo accelerato. Il tutto crea spesso effetti molto suggestivi, e si tratta di un escamotage molto utilizzato da pubblicitari e uomini di marketing.
Con la nuova suite Hyperlapse, Instagram permette ai propri utenti che gestiscono strutture ricettive di creare facilmente video in time-lapse di ottima qualità, e condividerle sul social per creare engagement.
Non resta che testarne le potenzialità, pubblicare, ed osservare le reazioni degli utenti.
lunedì 14 aprile 2014
Smartphone e vacanze: come si comportano i turisti europei
Uno studio dell’agenzia eDreams rivela usi e costumi sull’utilizzo dei dispositivi mobile durante i viaggi all’estero. Con molte conferme e poche sorprese
Sempre più connessi. Non è più una novità: il dilagare degli smartphone ha legato le nostre abitudini alla disponibilità di una connessione internet 24 ore su 24, ovunque e comunque. Anche all’estero: il 76% degli intervistati dall’agenzia eDreams ha infatti dichiarato che la presenza di una wi-fi rappresenta una discriminante nella scelta del luogo dove soggiornare.
Ben 9 utenti su 10, infatti, hanno dichiarato di continuare ad utilizzare il proprio dispositivo anche mentre si trovano in vacanza all’estero. Gli scopi? Restare in contatto con famiglia e amici, scattare e condividere fotografie, e cercare informazioni. Poche sorprese, dunque, nella lista delle app più utilizzate: domina Google Maps con un 64%, seguita da Facebook con un 57%. Oltre alle app di messaggistica, come l’ormai onnipresente Whatsapp, e a quelle musicali come Spotify, troviamo poi un buon risultato per Instagram, che ormai vanta una buona diffusione, con un 17%, mentre Twitter e Foursquare si fermano al 6%.
Un ultimo dato rilevante: il 49% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato almeno un volta il proprio smartphone per effettuare un acquisto durante la vacanza (nella maggior parte dei casi, biglietti per un mezzo di trasporto).
Nessuna sorpresa, quindi, ma dati comunque interessanti perché forniscono preziose informazioni, a chi gestisce una struttura turistica, su quali canali utilizzare nelle proprie strategie di social media marketing per intercettare i viaggiatori stranieri. Con un occhio di riguardo per il marketing di prossimità, che potrebbe rivelarsi sempre più strategico nei prossimi anni.
Sempre più connessi. Non è più una novità: il dilagare degli smartphone ha legato le nostre abitudini alla disponibilità di una connessione internet 24 ore su 24, ovunque e comunque. Anche all’estero: il 76% degli intervistati dall’agenzia eDreams ha infatti dichiarato che la presenza di una wi-fi rappresenta una discriminante nella scelta del luogo dove soggiornare.
Ben 9 utenti su 10, infatti, hanno dichiarato di continuare ad utilizzare il proprio dispositivo anche mentre si trovano in vacanza all’estero. Gli scopi? Restare in contatto con famiglia e amici, scattare e condividere fotografie, e cercare informazioni. Poche sorprese, dunque, nella lista delle app più utilizzate: domina Google Maps con un 64%, seguita da Facebook con un 57%. Oltre alle app di messaggistica, come l’ormai onnipresente Whatsapp, e a quelle musicali come Spotify, troviamo poi un buon risultato per Instagram, che ormai vanta una buona diffusione, con un 17%, mentre Twitter e Foursquare si fermano al 6%.
Un ultimo dato rilevante: il 49% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato almeno un volta il proprio smartphone per effettuare un acquisto durante la vacanza (nella maggior parte dei casi, biglietti per un mezzo di trasporto).
Nessuna sorpresa, quindi, ma dati comunque interessanti perché forniscono preziose informazioni, a chi gestisce una struttura turistica, su quali canali utilizzare nelle proprie strategie di social media marketing per intercettare i viaggiatori stranieri. Con un occhio di riguardo per il marketing di prossimità, che potrebbe rivelarsi sempre più strategico nei prossimi anni.
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lunedì 13 gennaio 2014
Viaggi, vacanze e Facebook: un matrimonio che funziona
Un recente studio rivela l’enorme successo dei post che parlano di vacanze, luoghi, destinazioni
A dire il vero lo si sapeva già. Ora però c’è l’ufficialità.
I post che parlano di viaggi, vacanze, destinazioni, su Facebook hanno un enorme successo. E l’argomento è uno dei più popolari sul social di Menlo Park.
Lo rivela un recente studio commissionato dagli uomini di Zuckerberg all’agenzia Sparkler su un campione di 3.000 utenti. I risultati della ricerca parlano chiaro:
- Che si tratti di foto, video o altro, il 42% del materiale pubblicato dagli utenti riguarda viaggi, week end fuori porta, ecc
- Il 52% degli intervistati ha affermato che grazie a quei post, si incomincia a sognare un viaggio ben prima di iniziare a programmarlo
- L’83% del campione ha affermato di guardare volentieri le immagini di viaggio pubblicate dei propri amici.
Percentuali importanti, che confermano e rafforzano una convinzione che avevamo già: Facebook ha una grande rilevanza nella fase in cui si inizia a pensare ad un viaggio.
Ma non solo. Dalla ricerca infatti emerge anche che:
il 91% degli intervistati afferma di voler continuare ad utilizzare Facebook anche durante il viaggio, accedendovi da mobile.
Nello stesso modo, il 97% (percentuale bulgara) dice di utilizzare Facebook per ricevere informazioni e aggiornamenti meteo mentre è in vacanza.
Il 32% pubblica immagini o news già durante il viaggio.
Insomma: l’argomento Travel per Facebook riveste un’importanza strategica. Ed è quindi altamente probabile che nel prossimo futuro da Menlo Park lancino armi di marketing apposite per questo settore. La ricerca condotta da Sparkler è infatti stata presentata a 40 clienti “top”, allo scopo di mostrare loro i probabili risultati derivanti da investimenti di marketing su Facebook.
Per i prossimi mesi, quindi, è lecito aspettarsi un affinamento degli algoritmi di targetizzazione, nonché qualche modifica nel meccanismo delle Ads e dei post sponsorizzati.
Appare evidente come tutto questo interessi anche chi gestisce la pagina fan di una piccola struttura ricettiva. Anche con l’arrivo del 2014, quindi, continuare a tenersi aggiornati resterà fondamentale.
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