Visualizzazione post con etichetta rate parity. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rate parity. Mostra tutti i post

giovedì 24 marzo 2016

Le OTA al contrattacco: vietare la rate parity è illegale

Dopo aver presentato ricorso in Francia, ora chiedono al Parlamento italiano di abolire la legge del DDL Concorrenza che la proibisce

Vietare la rate parity è illegale. E’ quanto afferma l’Ettsa, l’associazione europea delle OTA e dei GDS, secondo la quale la legge sarebbe “incompatibile con i Trattati UE e le regole sulla concorrenza dell’Unione europea”, oltre a rendere impossibile operare per i grandi portali on line.
La richiesta ufficiale di abrogare la relativa legge all’interno del DDL Concorrenza è arrivata in seguito all’approvazione del testo alla Camera dell’ottobre 2015, che a sua volta ha seguito la strada maestra tracciata dal Parlamento francese. Non a caso, l’Ettsa ha presentato una richiesta simile anche Oltralpe.
Nel suo comunicato l’Ettsa espone punto per punto le ragioni che l’hanno portata a fare richiesta ufficiale al Parlamento, tra le quali spicca un [la legge] sarebbe “incompatibile con i Trattati UE e le regole sulla concorrenza dell'Unione europea”. Il che sarebbe quantomeno curioso, giacché è lo stesso motivo che ha spinto associazioni dei consumatori, Federalberghi e infine il Parlamento stesso a chiedere l’abolizione della rate parity.

Insomma, non resta che seguire gli sviluppi, anche se questa volta la strada per le OTA sembra essere in salita. Nel frattempo, come abbiamo più volte ribadito, le strutture e le piccole attività possono e devono perseguire la strada maestra della disintermediazione dei rapporti con i clienti, anche e soprattutto mediante un piano di social media marketing turistico strategico.

lunedì 11 gennaio 2016

Book Direct, la campagna degli albergatori europei per le prenotazioni dirette

Sulla falsariga di “Fatti Furbo” di Federalberghi, l’iniziativa serve a sensibilizzare i clienti e a scavalcare le OTA

Ricordate “Fatti Furbo”? Era la campagna di Federalberghi volta a spiegare ai clienti che, se prenotano contattando direttamente la struttura ricettiva, possono ottenere condizioni migliori che attraverso le famigerate OTA. Ora qualcosa di simile è stato lanciato anche dalla Hotrect, l’associazione europea delle strutture ricettive e della ristorazione, con Book Direct. Le attività che intendono aderire all’iniziativa hanno a disposizione l’apposito logo (in foto), tradotto in 17 lingue, da apporre sul materiale promozionale off e on line. Il messaggio è lo stesso della campagna di Federalberghi: prenotare contattando direttamente la struttura (via email, telefono, social) conviene, perché permette di evitare le alte commissioni delle OTA.

Per quanto possa apparire incredibile a chi gestisce una struttura turistica, infatti, la maggior parte dei clienti semplicemente non sa, o non pensa, che il prezzo migliore non è quello che si trova sui grandi portali. La Rate Parity fa ormai acqua da tutte le parti, si tratta solo di sensibilizzare la clientela a riguardo.
L’altro vantaggio della prenotazione diretta, poi, è che permette di specificare eventuali esigenze e concordare con l’albergatore trattamenti personalizzati. Come scrive Book Direct:

“Se prenoti direttamente, hai sempre un contatto diretto e immediato con il fornitore del servizio. Grazie al contatto diretto tutte le tue richieste specifiche possono essere discusse e chiarite in maniera confidenziale ed efficiente. […] Il contatto diretto ti permette inoltre di ricevere informazioni dettagliate su: disponibilità, richieste specifiche, offerte speciali esclusive e servizi aggiuntivi”.

Insomma, un’altra iniziativa volta a contrastare il predominio delle OTA e a disintermediare il rapporto con il cliente. La strada non è semplice, ma qualcosa si muove.

martedì 20 ottobre 2015

Rate Parity, verso l’abolizione anche in Italia

Dopo quanto avvenuto in Francia, anche il Parlamento italiano si appresta a dire stop alla regola che avvantaggia le OTA e danneggia gli albergatori

Rate Parity, siamo (finalmente) al capolinea. Lo scorso 5 ottobre la Camera dei Deputati ha votato a larga maggioranza l’emendamento al ddl concorrenza che la rende una norma capestro a favore delle multinazionali del settore, come sostiene da sempre Federalberghi. Così si è espresso l’on. Giovanni Paglia di SEL: “Lasciamo che sia il mercato, e non piattaforme con base all’estero, a decidere”. “Poniamo fine a una lotta impari”, gli fa eco l’on Gianluca Benamati del PD. Molto positivo, ovviamente, anche il commento di Federarberghi, per voce del direttore generale Alessandro Nucara: “ingrazio la Camera: abolendo l’obbligo di parity rate si avvantaggiano le imprese e i consumatori, ci sarà un mercato più libero ed efficiente”. E per quanto riguarda i rapporti con Booking.com e le altre ota? “Continueremo a lavorare insieme senza problemi. Non è detto che tutte le strutture usciranno dal meccanismo della parità, le piattaforme non si devono sentire insidiate”, spiega Nucara. “In questi giorni ci sono state minacce eccessive da parte loro, hanno parlato di sospendere gli investimenti e addirittura di lasciare l’Italia, non succederà nulla di tutto ciò. D’altronde in Francia, dove è stato approvato un provvedimento simile, Booking continua a operare senza difficoltà”.

Prima di vedere operativo l’emendamento sarà necessaria, ovviamente, l’approvazione del Senato. Ma ci si augura che questa arrivi in tempi stretti e che la Rate Parity diventi presto nient’altro che un ricordo.

martedì 30 giugno 2015

Rate Parity: la fine è vicina?

Il Parlamento francese pare deciso ad andare fino in fondo nella lotta contro le OTA, e Federarberghi potrebbe seguire la stessa strada

Rate Parity: siamo allo scontro finale. E nonostante la forte resistenza delle OTA, questa volta la fine potrebbe essere davvero vicina. Lo scorso 18 giugno, infatti, ‘Assemblea Nazionale d’Oltralpe si è attivata per chiedere la cancellazione della clausola sulla rate parity dai contratti tra OTA e hotel francesi. Se le prime non si adegueranno, rischieranno multe fino a 150.000 euro. Il Ministero dell’Economia ha dichiarato che la nuova legge sarà votata entro il 14 luglio e promulgata entro la fine di agosto. Molto critico, come prevedibile, il commento di Booking.com: “[L’approvazione della legge] promuoverebbe una liberalizzazione delle tariffe che rischia di portare a una aspra guerra dei prezzi, opaca, che colpirebbe i margini degli hotel e infine l’intera offerta.”
E qui da noi? A quanto pare la nostra Federarberghi non è stata a guardare ed ha presentato al TAR del Lazio un ricorso per ottenere la completa abolizione della Rate Parity.
Nel frattempo, Federalberghi invita i consumatori a contattare direttamente le strutture: il modo migliore per evitare la Rate Parity ed ottenere le tariffe più basse fin da subito, dopotutto, resta questo.