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lunedì 22 aprile 2013

Facebook Ads: come renderle efficaci


Regole e consigli per ottenere il meglio da una campagna pubblicitaria su Facebook

Ne abbiamo già parlato qui : le Facebook Ads (campagne pubblicitarie) sono uno degli strumenti più efficaci per fare marketing su Facebook (sia per vendere prodotti e servizi, che per fare Brand Reputation), presso chi è già nostro fan, o presso chi non lo è ancora. Cerchiamo ora di approfondire il discorso (che è molto complesso).
Innanzitutto: come creare una campagna efficace? Il primo, fondamentale passo è la profilazione del target: a chi voglio rendere visibile il mio messaggio? Può apparire un passaggio scontato, ma Facebook ha creato a tale scopo uno strumento molto potente e raffinato, e non sempre è facile centrare il bersaglio. L’unico consiglio è provare e riprovare, solamente l’esperienza porta a migliorarsi. Soprattutto, non bisogna avere paura di restringere il campo aggiungendo parole chiave: una buona profilazione ne richiede spesso decine e crea quindi un target molto specifico (per zona, età, interessi).
Una volta ottimizzata la profilazione, occorre creare un annuncio efficace. A questo scopo, diventa cruciale la scelta del titolo. Innanzitutto, questo deve essere generato tenendo bene a mente il target di riferimento. In secondo luogo, alcuni accorgimenti possono renderlo più accattivante ed in grado di attirare l’attenzione. Per esempio, un titolo posto sotto forma di domanda, pare riscuotere maggior successo rispetto a uno simile formulato come un’affermazione. Idem se nella frase evidenziamo un problema (magari sotto forma di domanda) con relativa soluzione da noi proposta (espressa come esclamazione). Ancora, può essere utile utilizzare una call to action, per esempio “scopri”, “guarda”, o “clicca qui”, oppure ricorrere ad alcune parole chiave che stimolano in modo particolare il lettore, come “Ecco” o “Questo” o, neanche a dirlo, “Gratis”! Una leva molto potente è sempre realizzata dal principio di scarsità (es. “solo per i primi cinquanta utenti”, o “solo per i nostri fan”).
Infine, può venire in nostro aiuto anche il meccanismo che sta alla base del successo stesso di Facebook: la riprova sociale. Se un’inserzione pubblicitaria riporta il numero di like o di condivisioni ottenute, da un lato tranquillizza l’utente incerto sul fatto di cliccarla o meno, dall’altro lo spinge a scoprirla, se i numeri relativi alle interazioni sono lelevati, o se qualche suo amico ha a sua volta cliccato sull’inserzione.
Infine: la scelta dell’immagine. Innanzitutto, occorre ricordare queste possono avere al massimo dimensioni di 100x72 pixel (se eccedono questi parametri, Facebook le ridimensiona), e che quindi il formato è quello 16:9. Va da sé che l’immagine è l’elemento probabilmente più importante per la creazione di un’inserzione efficace: viste le dimensioni ridotte, sarà importante sceglierle chiare, semplici, con un numero ridotto di particolari, pertinenti all’oggetti dell’inserzione, meglio se contenenti volti umani (attirano l’attenzione). Le immagini possono poi contenere testo (massimo il 20% dello spazio, altrimenti Facebook non le accetta).
L’Importante è che titolo ed immagini siano chiari, e permettano all’utente di comprendere immediatamente cosa gli stiamo offrendo.
Per concludere: l’ultimo passaggio per la creazione di una campagna Facebook efficace è costituito dalla landing page, di cui abbiamo parlato qui.

mercoledì 31 ottobre 2012

Investire in promozione: meglio Groupon o Facebook?


Groupon è un noto portale che permette di accedere a migliaia di offerte giornaliere contraddistinte da prezzi fortemente scontati. Garantisce visibilità e porta quasi sempre un’impennata notevole delle richieste.
Hai mai provato ad inserirvi un’offerta in promozione relativa alla tua azienda? Se sì, ti sei mai chiesto cosa succede dietro le quinte, e chi ci guadagna veramente? Ma soprattutto, cosa ottieni a promozione ultimata?
Proviamo a capirci di più con un esempio teorico. Abbiamo utilizzato cifre realistiche per questa offerta tipo: soggiorno di due notti a mezza pensione per due persone. Innanzitutto, Groupon chiede ai suoi inserzionisti uno sconto tra il 50 e il 70 % rispetto al prezzo intero.
Ipotizziamo che questo fosse di 240,00 €, e che l’offerta su Groupon sia di 99,00 €: si tratta di uno sconto del 59%, in linea con la media di Groupon. A questa cifra, però, occorre ancora sottrarre la commissione, che va dal 42 al 50%. Se prendiamo la percentuale più bassa (42%), nel nostro caso la cifra corrispondente è di 41,50 €. A chi ha formulato l’offerta vanno quindi 57,50 € per ogni pacchetto venduto. Quanti pacchetti si venderanno? Come detto, Groupon garantisce solitamente un’elevata richiesta. Ipotizziamo 100 offerte acquistate (anche se di solito sono di più). In questo caso, l’inserzionista guadagna 5.750.00 €, mentre Groupon ne guadagna 4.150,00 €.
Ne vale la pena?
Si tratta chiaramente di una valutazione personale, che tuttavia dovrebbe tener conto di un dettaglio importante: i clienti che usufruiscono degli sconti di Groupon, quasi mai tornano nella struttura visitata, a meno che questa non offra altri sconti imperdibili.
Un altro aspetto negativo, inoltre, che molti inserzionisti riscontrano in seguito alle pubblicazioni di offerte su Groupon, è l’elevatissimo numero di richieste da parte di consumatori interessati. Ciò genera inevitabilmente un esaurimento della disponibilità in breve tempo, con conseguente impossibilità ad accogliere le richieste successive, il che genera frustrazione nel consumatore, frustrazione che si riversa sulla struttura e ne danneggia la reputazione.
Un ultimo aspetto negativo, che molto spesso lamentano i consumatori che hanno acquistato offerte su Groupon, riguarda l’impressione di ricevere un trattamento da “clienti di serie B”. Sistemazione in camere non di primo livello, pasti con meno portate, ecc, se possono sembrare ovvi all’albergatore, che deve fare i conti con i costi, inducono spesso un’impressione molto negativa nel cliente. E’ sufficiente visitare la pagina Facebook ufficiale di Groupon Italia per leggere decine di commenti negativi da parte di clienti delusi ed irritati. Che riversano la loro irritazione anche sulla struttura ricettiva, magari pubblicando una recensione negativa su Tripadvisor. Ipotizziamo ora di pubblicizzare la stessa offerta utilizzando le inserzioni pubblicitarie su Facebook. In questo caso, se ipotizziamo che il risultato siano sempre 100 pacchetti venduti a 99 € l’uno, quale sarà il guadagno? Dal ricavo totale di 9.900,00 €, quanto dovrò sottarre per le spese relative alla promozione? Nel caso di Groupon, come abbiamo visto, questa cifra è di 4.150,00 €.
Nel caso delle inserzioni pubblicitarie su Facebook sarà di più o di meno? Come certamente saprete, allestire una campagna pubblicitaria su Facebook costa molto meno: già un investimento di poche decine di ero consente di ottenere risultati visibili. Con qualche centinaio di euro investiti, i ritorni crescono in proporzione. Ma soprattutto, il risultato che avremo ottenuto sarà di natura completamente diversa: nel caso di Groupon, infatti, avremo ottenuto un guadagno monetario, ma non avremo acquisito nuovi clienti. In compenso, avremo rischiato di danneggiare la nostra reputazione on line, per i motivi sopra accennati. Con Facebook invece, come saprete, i risultati che si ottengono sono molteplici: oltre al ricavo immediato, abbiamo la fidelizzazione dei clienti, che diventano nostri fan e restano in contatto con noi; abbiamo un aumento della visibilità, grazie ai nostri fan che condividono, commentano o cliccano “mi piace” ai nostri contenuti; ed abbiamo infine un miglioramento della nostra reputazione on line, grazie ai commenti positivi lasciati sulla nostra bacheca dai clienti/fan, recensioni che possono fare della nostra pagina Facebook il nostro Tripadvisor personale.
Si tratta quindi di risultati che garantiscono un ritorno nel lungo periodo, ben più importante del risultato economico e delle sole cifre.