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martedì 3 febbraio 2015

Web writing, regole e suggerimenti

Scrivere per il web è profondamente diverso rispetto a farlo per una brochure. Ecco alcune dritte.

Pochi lo sanno, ma in media la lettura di un sito da pc, tablet o smartphone, è più lenta del 25% rispetto alla lettura su un supporto cartaceo, che sia un libro, una brochure o un depliant. Per questo, nell’esperienza digitale l’occhio, che si stanca prima, tende a cercare le informazioni
principali, tralasciando ciò che reputa superfluo.
Vien da sé che per avere una comunicazione efficace sul web occorre tenere bene a mente queste caratteristiche, ed agire di conseguenza. Il rischio, piuttosto alto, è che il lettore, alias potenziale cliente, si stufi di ciò che gli stiamo dicendo, e con un click o un tocco delle dita se ne vada a cercare altri contenuti.
Come deve essere, dunque, il web writing? Innanzitutto, non bisogna tirarla per le lunghe. Occorre essere concisi ed andare al sodo con le informazioni concrete che possono essere utili a chi ci ha cercato (e spesso ci ha cercato proprio per quelle). Gli autoelogi alla propria struttura non servono, tanto meno gli elenchi interminabili di aggettivi roboanti. Piuttosto, conviene puntare tutto su ciò che rende unici, sulle caratteristiche e peculiarità della propria struttura. Sono quelle, dopotutto, che ci differenziano dalla concorrenza e fanno sì che l’utente scelga noi piuttosto che un altro.
Conoscere desideri e aspettative di chi ci cerca è, ovviamente, un altro aspetto cruciale. Ovvero: sapere chi è e cosa vuole il nostro pubblico. Se lo sappiamo, ci sapremo regolare di conseguenza.
Se refusi ed errori sono da evitare come la peste (rileggere sempre non una, ma due volte prima di pubblicare), anche un testo troppo elaborato, con una sintassi complessa ed il ricorso a termini ricercati, rischia di trasformarsi in un boomerang. Meglio frasi brevi e l’utilizzo di un registro colloquiale, facilmente accessibile da tutti.
Non bisogna dimenticare, infine, che anche Google apprezza un testo ben scritto (http://pro-muoviti.blogspot.it/2014/12/google-aiuta-chi-scrive-bene.html), portandolo in alto nelle SERP.
Insomma, che si tratti del sito della struttura, del blog o della pagina Facebook, tenere a mente queste semplici regole può fare la differenza tra perdere un potenziale cliente, o guadagnarlo.

martedì 23 settembre 2014

Hotel.info cerca narratori del territorio


L’iniziativa lanciata dalla celebre OTA permette di far conoscere le piccole realtà locali, note solo a chi è del posto

Le OTA, si sa, sono ormai giganti che allungano i propri tentacoli in ogni parte del pianeta, ed il problema della disintermediazione è sempre caro ai gestori di strutture ricettive. Che però, fino ad ora, hanno potuto far valere un dettaglio fondamentale: le OTA sono multinazionali, sono molto potenti, ma non sono radicate nel territorio. Non sanno nulla di quella vallata o di quel paese sperduti tra le colline della campagna. Per questo, il cliente che cerca un’esperienza autentica, una perla nascosta in un certo territorio, potrebbe decidere di cercare la struttura in maniera diversa, facendo scattare la disintermediazione.
Fino ad ora, appunto.
Perché adesso Hotel.info ha lanciato una nuova iniziativa che rivoluziona questo approccio. Ben consapevoli che il viaggiatore 2.0 è sempre più alla ricerca di esperienze autentiche, nonché del valore dello storytelling legato ad un particolare territorio, gli uomini comunicazione del sito legato alla OTA HRS hanno pensato di trasformare in storytellers gli utenti stessi del portale. Invitandoli con un gioco davvero ben confezionato.
L’invito di Hotel.info parla chiaro: “Ami la tua città? Sei una persona creativa? Ti piace scrivere? hotel.info cerca persone come te e un pubblico di milioni di persone aspetta le tue storie! I segreti della tua città che solo tu conosci valgono un voucher hotel da 500 euro!”.
Insomma: già la prospettiva di rendere visibili i propri racconti ad un ampio pubblico dovrebbe titillare l’ego di chi ama narrare le proprie esperienze on line. Come se non bastasse, Hotel.info aggiunge il carico da novanta dei 500 euro di bonus in regalo da spendere presso una delle strutture del portale. Non male, come incentivo.
Funzionerà? E’ presto, per dirlo. Una cosa, però, è certa: si tratta del primo passo di una OTA per appropriarsi anche dell’ultimo baluardo finora appannaggio delle strutture e di chi è radicato nel territorio: lo storytelling, la possibilità di rivelare i tesori nascosti di un luogo, noti solo a chi ci abita e ci vive.
Appare evidente che chi gestisce una piccola struttura farebbe bene a drizzare le orecchie, e a rispolverare alcune nozioni di content marketing oggi quanto mai attuali. Hai un blog collegato alla tua struttura? Coinvolgi i tuoi clienti nella stesura di recensioni? Hai creato una rete di storyteller e narratori del territorio?
Tutto questo potrebbe un giorno rivelarsi decisivo nell’eterna lotta contro le OTA per la disintermediazione.

lunedì 28 aprile 2014

Tripbarometer: ecco tutti i trend di viaggio per il 2014

Il sondaggio biennale promosso da Tripadvisor svela interessanti sorprese (si può essere ottimisti)

Tripbarometer è un sondaggio condotto da Tripadvisor a livello internazionale per capire quali sono le tendenze di viaggio più in voga nel momento: tra febbraio e marzo di quest’anno sono stati 50.000 i viaggiatori e 10.000 gli albergatori che hanno compilato il questionario.
Non mancano le sorprese, e sono nella maggior parte dei casi positive. Innanzitutto, gli utenti hanno dichiarato di essere disposti a spendere di più rispetto al recente passato: un altro, piccolo segnale che forse, se anche non si può proprio parlare di ripresa, il periodo più nero della crisi è alle spalle. Altra buona notizia: l’Italia è, insieme all’Australia, la metà più desiderata a livello internazionale. Se esiste la domanda, verrebbe da dire, non resta che intercettarla…
Già, ma cosa cerca di preciso il turista medio? Altra sorpresa: tra le risposte più comuni, c’è la ricerca di un’esperienza autentica. Sentirsi viaggiatori più che turisti, o meglio ancora sentirsi “parte del luogo”. Ed in questo, grazie alle mille chicche nascoste fuori dai circuiti turistici mainstream e che offrono esperienze di viaggio alternative, possiamo tranquillamente affermare che l’Italia non teme rivali.
Altra tendenza da monitorare con attenzione: la vacanza viene in genere pianificata con largo anticipo (3-4 mesi) ma prenotata all’ultimo momento (2-4 settimane). Un buon motivo, per gli albergatori, per pensare a strategie di marketing sempre più last minute.
Tra gli altri risultati, si confermano l’importanza del wi-fi per la scelta della struttura, e l’eterno braccio di ferro tra prenotazioni dirette e OTA (per ora si registra un sostanziale pareggio).
Infine, le recensioni on line sembrano essere sempre più decisive. Ma trattandosi di un sondaggio condotto da Tripadvisor, era difficile immaginarsi una conclusione diversa…