Uno studio commissionato dalla Sheraton rivela che la bevanda di bacco occupa il primo posto tra gli interessi di molti viaggiatori
Vino e viaggi, un connubio che funziona. E’ quanto emerge dal sondaggio commissionato dalla Sheraton Hotels and Resorts con lo scopo di analizzare l’interesse nei confronti del vino rispetto ad altri servizi da parte dei turisti.
Il campione intervistato comprende viaggiatori dagli USA, dalla Germania, dall’Argentina, dalla Cina e dal Cile: uno spettro piuttosto ampio e variegato, dunque. E tra i risultati non mancano le sorprese. In positivo per il vino, ovviamente. Ben il 57% degli intervistati, infatti, ha infatti dichiarato che il vino è il miglior modo per rilassarsi durante una vacanza: meglio della spa (23% di preferenze) o della palestra (12%). Incredibile poi ciò a cui molti turisti sarebbero disposti a rinunciare per un solo bicchiere di vino di alto livello: il 29% rinuncerebbe allo smartphone per un giorno, mentre il 23% addirittura ai social o al sesso per una settimana.
Il vino pare essere intimamente legato al viaggio. Il 60% ha detto di bere di più mentre è in vacanza, e il 74% si sente più disponibile a provare vini nuovi durante le ferie. Sempre durante il viaggio, il 54% è disposto a spendere di più per una bottiglia; il 67% è addirittura disponibile a spendere la somma più consistente della vacanza proprio per il vino.
Un amore incondizionato, insomma. Come sfruttarlo? Rendendosi conto di un dettaglio emerso proprio durante il sondaggio: la maggior parte dei winelovers ammette di non avere le competenze necessarie a scegliere il vino nei luoghi di vacanza e di preferire affidarsi ad un esperto, con il quale ci sarebbero però frequenti difficoltà di dialogo, anche perché spesso ci si sente “intimiditi” da sommelier.
Vien da sé che una struttura che si sappia cogliere nel modo giusto per venire incontro a queste esigenze, e che soprattutto lo sappia comunicare, può fare bingo. Via dunque a momenti di degustazione e formazione, con una strizzatina d’occhio allo storytelling.
Idee e suggerimenti di Maurizio Vellano per la promozione del tuo agriturismo, b&b, cantina, prodotti tipici, ecc...
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lunedì 30 marzo 2015
lunedì 13 gennaio 2014
Freeppie: il “Social Travel Network”
E’ nato da poco con l’obiettivo di “mettere d’accordo clienti e strutture”
Lanciato lo scorso novembre, Freeppie è un “social travel network” che si pone il certo non modesto obiettivo di “mettere d’accordo viaggiatori e strutture ricettive”.
Come? Sostanzialmente, mediante un ingegnoso meccanismo che fornisce vantaggi sia ai primi, che alle seconde.
Dal punto di vista del cliente, infatti, il portale mette a disposizione un ambiente virtuale piacevole, che favorisce le interazioni sociali e soprattutto mediante il quale è possibile trasformare le recensioni delle strutture visitate, le immagini scattate e condivise e le altre attività social in badge che, sommati, forniscono poi sconti e agevolazioni presso le strutture iscritte.
Anche dal punto di vista di queste ultime, d’altro canto, i vantaggi non mancano. E’ infatti possibile inserire offerte e pacchetti, e venderli a conto praticamente zero: 1 euro di commissione per prenotazione giunta tramite il portale. Anche il sistema di recensioni pare fornire garanzie alle strutture: gli utenti devono obbligatoriamente iscriversi tramite il proprio profilo Facebook, quindi i loro commenti non saranno mai anonimi, e la struttura può rispondere ed interagire con loro.
Gli utenti con oltre 100 badge, inoltre, possono soggiornare gratuitamente, last minute, in camere rimaste invendute dalle strutture che hanno aderito all’iniziativa, ripagando poi le seconde con recensioni in tempo reale.
Insomma: il meccanismo pare per congegniato. Riuscirà Freepie a raggiungere la massa critica necessaria a pesare davvero nel web? Non resta che stare a vedere e, nel frattempo, registrarsi sul portale ed incominciare a sperimentare.
Lanciato lo scorso novembre, Freeppie è un “social travel network” che si pone il certo non modesto obiettivo di “mettere d’accordo viaggiatori e strutture ricettive”.
Come? Sostanzialmente, mediante un ingegnoso meccanismo che fornisce vantaggi sia ai primi, che alle seconde.
Dal punto di vista del cliente, infatti, il portale mette a disposizione un ambiente virtuale piacevole, che favorisce le interazioni sociali e soprattutto mediante il quale è possibile trasformare le recensioni delle strutture visitate, le immagini scattate e condivise e le altre attività social in badge che, sommati, forniscono poi sconti e agevolazioni presso le strutture iscritte.
Anche dal punto di vista di queste ultime, d’altro canto, i vantaggi non mancano. E’ infatti possibile inserire offerte e pacchetti, e venderli a conto praticamente zero: 1 euro di commissione per prenotazione giunta tramite il portale. Anche il sistema di recensioni pare fornire garanzie alle strutture: gli utenti devono obbligatoriamente iscriversi tramite il proprio profilo Facebook, quindi i loro commenti non saranno mai anonimi, e la struttura può rispondere ed interagire con loro.
Gli utenti con oltre 100 badge, inoltre, possono soggiornare gratuitamente, last minute, in camere rimaste invendute dalle strutture che hanno aderito all’iniziativa, ripagando poi le seconde con recensioni in tempo reale.
Insomma: il meccanismo pare per congegniato. Riuscirà Freepie a raggiungere la massa critica necessaria a pesare davvero nel web? Non resta che stare a vedere e, nel frattempo, registrarsi sul portale ed incominciare a sperimentare.
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lunedì 22 luglio 2013
Google Penguin 2.0 : ecco cosa cambia
Il motore di ricerca lancia l’ultima versione del proprio algoritmo. Cosa succede alle SERP? E come devono regolarsi per il proprio sito i gestori di strutture ricettive?
I contenuti sono la chiave di tutto. E’ ciò che ci dice Matt Cutts, sviluppatore Google, in questo video, in cui annuncia le novità dei prossimi mesi riguardo Penguin 2.0, l’ultima versione dell’algoritmo di ricerca elaborata a Mountain View.
La tendenza è infatti quella di privilegiare, in termini di posizionamento, i siti che presentano contenuti originali, nuovi e ritenuti di qualità dall’algoritmo del motore di ricerca. Cutts preannuncia nuovi e sempre più raffinati strumenti semantici per scovare e premiare i siti con questo tipo di contenuti, anche per aree tematiche. E non a caso, una delle aree che cita è “travel”.
Cosa implica tutto ciò per chi gestisce una struttura ricettiva, con il relativo sito web? Implica che se si vuole ottimizzarne il posizionamento, occorre prestare sempre maggiore attenzione ai testi, ai termini utilizzati, ai tag. Soprattutto, occorre generare contenuti nuovi e non copiati da altre fonti.
Un altro punto su cui Matt Cutts si sofferma riguarda i link. A quanto pare, Google dichiara guerra ai siti che puntano sul numero di link in entrata per il proprio SEO. D’ora in avanti, evidentemente, premierà di più un solo link da un sito esterno ben posizionato, rispetto a molteplici collegamenti provenienti da fonti di dubbia qualità.
Cosa fare in questo caso? Senza dubbio occorre controllare periodicamente, oltre ai link presenti sul proprio sito, anche i link al proprio sito presenti sul web. Siamo certi che ci portino sempre dei vantaggi? Senza dubbio, in questo senso, appare sempre più utile l’apertura di un blog della struttura, in cui generare contenuti sempre nuovi ed originali, da linkare al sito web.
Matt Cutts di Google preannuncia anche ulteriori ed importanti cambiamenti nei prossimi mesi. A quanto pare, a Mountain View vogliono affinare sempre più le armi del proprio motore di ricerca. Che sia un modo per rispondere alla concorrenza del rivoluzionario (ne abbiamo parlato qui ) Graph Search di Facebook?
I contenuti sono la chiave di tutto. E’ ciò che ci dice Matt Cutts, sviluppatore Google, in questo video, in cui annuncia le novità dei prossimi mesi riguardo Penguin 2.0, l’ultima versione dell’algoritmo di ricerca elaborata a Mountain View.
La tendenza è infatti quella di privilegiare, in termini di posizionamento, i siti che presentano contenuti originali, nuovi e ritenuti di qualità dall’algoritmo del motore di ricerca. Cutts preannuncia nuovi e sempre più raffinati strumenti semantici per scovare e premiare i siti con questo tipo di contenuti, anche per aree tematiche. E non a caso, una delle aree che cita è “travel”.
Cosa implica tutto ciò per chi gestisce una struttura ricettiva, con il relativo sito web? Implica che se si vuole ottimizzarne il posizionamento, occorre prestare sempre maggiore attenzione ai testi, ai termini utilizzati, ai tag. Soprattutto, occorre generare contenuti nuovi e non copiati da altre fonti.
Un altro punto su cui Matt Cutts si sofferma riguarda i link. A quanto pare, Google dichiara guerra ai siti che puntano sul numero di link in entrata per il proprio SEO. D’ora in avanti, evidentemente, premierà di più un solo link da un sito esterno ben posizionato, rispetto a molteplici collegamenti provenienti da fonti di dubbia qualità.
Cosa fare in questo caso? Senza dubbio occorre controllare periodicamente, oltre ai link presenti sul proprio sito, anche i link al proprio sito presenti sul web. Siamo certi che ci portino sempre dei vantaggi? Senza dubbio, in questo senso, appare sempre più utile l’apertura di un blog della struttura, in cui generare contenuti sempre nuovi ed originali, da linkare al sito web.
Matt Cutts di Google preannuncia anche ulteriori ed importanti cambiamenti nei prossimi mesi. A quanto pare, a Mountain View vogliono affinare sempre più le armi del proprio motore di ricerca. Che sia un modo per rispondere alla concorrenza del rivoluzionario (ne abbiamo parlato qui ) Graph Search di Facebook?
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