Visualizzazione post con etichetta hashtag. Mostra tutti i post
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lunedì 13 aprile 2015

Instagram, con Color e Fade più libertà di personalizzare

Oltre alle due funzioni di editing, il social delle immagini lancia anche la ricerca per hashtag da desktop e un layout per creare collage

E’ uno dei social con i più alti tassi di crescita. Eppure Instagram non accenna a riposare sugli allori, e sforna novità a ritmo continuo. Ora è il turno di Color e Fade, due nuove opzioni di editing a disposizione degli utenti.
Con Color è ora possibile lavorare le immagini in base alle tonalità predominanti (blu, giallo, rosso, ecc.). Con Fade, invece, i toni vengono ammorbiditi in modo da creare un gioco di dissolvenze che in qualche modo rende vintage l’immagine.
Le due nuove funzioni permettono livelli di personalizzazione delle foto mai raggiunti in precedenza da Instagram, ed eviteranno forse d’ora in avanti che gli utenti si rivolgano ad altre applicazioni (ad esempio a VSCO) per l’editing delle immagini.
Ma le novità in casa Instagram non si fermano qui. La versione desktop del social delle immagini è sempre stata fortemente penalizzata, e limitata nell’utilizzo, rispetto alle app per i dispositivi mobile. Ora gli sviluppatori hanno posto almeno parzialmente rimedio a questa lacuna introducendo la possibilità di effettuare ricerche per hashtag (che su Instagram sono popolari come e più che su Twitter) anche da pc.
Infine, Instagram non poteva rinunciare ad una propria app per comporre layout, che si chiama appunto Layout. Graficamente accattivanti, i layout sono i quei collage in cui più immagini concorrono a formarne una sola. Disponibile al momento solo per iOs, la nuova app permette di ingrandire o rimpicciolire, spostare o ruotare a piacimento ogni singola immagine del collage; il tutto all’interno di una cornice a scelta. Un’altra opzione è photo boot, che introduce un conto alla rovescia prima degli scatti di nuove foto: in questo modo, le immagini finiscono automaticamente a comporre un layout nuovo di zecca.
Insomma, tanta carne al fuoco per Instagram. Che punta a diventare sempre più divertente da usare, ma anche più professionale. E quindi sempre più indispensabile per chi gestisce il social media marketing di un’attività o di una struttura ricettiva.

lunedì 12 gennaio 2015

Facebook, arrivano i trending topic

La nuova funzione permetterà di visualizzare articoli e contenuti relativi ad uno specifico argomento

Chi usa Twitter li conosce bene: sul social dell’uccellino, i Trending Topic compaiono sulla sinistra della schermata (in versione web) o nell’apposita sezione (nelle app), come un elenco degli argomenti più twittati del momento. Cliccando su uno di essi, si accede a tutti i tweet che contengono quel determinato hashtag o quella precisa parola, in un flusso aggiornato in tempo reale. Si tratta di una funzione molto interessante, soprattutto in corrispondenza di eventi che richiamano l’attenzione, per esempio l’inaugurazione di una fiera. Qui spieghiamo come fare al meglio il live twitting di un evento, che può essere una buona strategia per guadagnare follower.
Bene: tutto questo sta per sbarcare su Facebook. Per la precisione, gli utenti americani della versione Android del social network ne possono già usufruire. Per tutti gli altri, compresi quindi noi italiani, si spera che l’attesa sia breve. Come spiegato da Diana Hsu e Andrew Song, product manager di Facebook, in questo articolo pubblicato sul blog ufficiale,
cliccando su una delle voci presenti all’interno dei Trending Topic di Facebook, sarà possibile visualizzare:
- Articoli pubblicati sull’argomento da giornali online;
- “In the Story”, ovvero post pubblicati da persone coinvolte nella storia;
- Post pubblicati da amici e conoscenti;
- “Near the Scene”, ovvero post pubblicati da persone non coinvolte in prima persona ma comunque parte della storia;
- Live Feed, un flusso in tempo reale di reazioni a un topic da parte di persone in tutto il mondo.
Insomma, un buon modo per riunire in un’unica categoria articoli, post e contenuti che riguardano un determinato argomento. La nuova funzione, tra l’altro, darà finalmente un senso all’uso degli hashtag su Facebook, annunciati a suo tempo come una novità rivoluzionaria ma di fatto mai decollati veramente, al contrario di quanto avvenuto su Twitter. Strumenti molto utili, se usati nel modo giusto, per il social media marketing della nostra struttura.


martedì 9 dicembre 2014

Live twitting, come farlo al meglio

Qualche dritta su come lanciare un evento mediante cinguettii e hashtag

State organizzando un evento, una serata speciale, un incontro nella vostra struttura? Avete pensato di lanciarlo su Twitter? Chi usa il social dei cinguetii sa che i suoi utenti amano essere sempre sul pezzo, aggiornati su ciò che sta succedendo. Se lo utilizzate per il social media marketing della vostra struttura ricettiva, quindi, fare un live twitting in occasione di un evento speciale può essere un buon modo per promuoversi. Ma come farlo al meglio?
Per prima cosa, sarà opportuno creare un hashtag ad hoc. Il che è meno banale di quanto possa sembrare: generare un hashtag che funzioni, ovvero che diventi virale, richiede alcuni accorgimenti. Dovrebbe infatti contenere sia un riferimento all’evento, che uno alla struttura; non dovrebbe essere troppo lungo, piuttosto facile da ricordare, meglio se accattivante ed ironico. Di solito, un hashtag che contiene pezzi di parole legate tra loro rappresenta la soluzione migliore.
Una volta trovato l’hashtag giusto, è il momento di iniziare a twittare per promuovere l’evento. Sarà bene iniziare a farlo qualche giorno prima, ma senza esagerare, per non intasare le time line dei propri follower, e al momento giusto: gli orari della giornata in cui gli utenti accedono maggiormente a Twitter sono attorno alle 9 del mattino, il primo pomeriggio e l’ora prima di cena.
Una volta che l’evento ha inizio, ha luogo il live twitting vero e proprio. Anche in questo caso, occorre stare attenti a non esagerare; retwittare ciò che dicono gli utenti che partecipano può essere un buon modo per fare engagement e mantenere vivo l’interesse. Twitter non è il social delle immagini, ma in occasione di eventi speciali pubblicare foto durante lo svolgimento può essere utile.
Infine, è importante curare la fase post-evento. Ringraziare chi ha partecipato per creare ancora engagement, svelare un dietro le quinte con qualche dettaglio e qualche foto inedita.
In ogni fase, è importante cercare di coinvolgere gli utenti più attivi e gli influencer. Soprattutto, utilizzare il taglio informale, diretto ed ironico tipico della comunicazione social, specie di Twitter.
Se saremo stati bravi (e avremo avuto un pizzico di fortuna), avremo dato al nostro evento una visibilità ed una copertura difficili da raggiungere in altro modo, il tutto a costo zero e con un minimo dispendio di tempo ed energie.


martedì 23 settembre 2014

Nuovi Insight e video in Hyperlapse per Instagram

Il social delle foto in stile vecchie polaroid si dota di una nuova suite di “business tools” per favorire il visual marketing delle strutture

Il successo di Instagram non accenna a diminuire. E tra gli hashtag più diffusi sul social delle immagini in stile vecchie polaroid compare tutto ciò che ruota attorno al cibo, ed ai viaggi. Due argomenti che toccano da vicino chi gestisce una struttura ricettiva.
Per questo, quelli di Instagram hanno da poco lanciato una nuova suite di “business tool”. Il primo di questi è il nuovo Insight, ossia la web analytics, sempre più importante per monitorare “impression, reach and engagement”, come recita la nota ufficiale.
Ma la novità probabilmente più succosa è un’altra: si tratta dei nuovissimi video in Hyperlapse. E’ un neologismo, questo, creato dagli uomini di Instagram per indicare video in time-lapse ad alta risoluzione. Il time-lapse, come noto, è quella tecnica che permette di montare fotografie dello stesso soggetto scattate in momenti diversi una dopo l’altra, dando così l’impressione di mostrare un evento o un processo che si è svolto in un arco temporale molto lungo nel giro di pochi secondi, come in una sorta di tempo accelerato. Il tutto crea spesso effetti molto suggestivi, e si tratta di un escamotage molto utilizzato da pubblicitari e uomini di marketing.
Con la nuova suite Hyperlapse, Instagram permette ai propri utenti che gestiscono strutture ricettive di creare facilmente video in time-lapse di ottima qualità, e condividerle sul social per creare engagement.
Non resta che testarne le potenzialità, pubblicare, ed osservare le reazioni degli utenti.

martedì 15 luglio 2014

Vino e web, un connubio che funziona


Una ricerca condotta da Viralbeat su commissione dell’associazione Le Donne del Vino svela i meccanismo della conversazione on line tra gli enoappassionati
I “winelovers” sono organizzati: formano una community che si ritrova su Twitter, Instagram o sui Blog, e parla di vino. Lo dice uno studio realizzato dall’agenzia Viralbeat su commissione dell’associazione Le Donne del Vino. L’aspetto forse più interessante, stando ai risultati della ricerca, è che il vino è ancora percepito almeno in parte come alimento quotidiano, e non solo come prodotto d’eccellenza legato a brand prestigiosi. Scendendo nel dettaglio: su Twitter, lo zoccolo duro degli influencer è formato da blogger e aziende vitivinicole che possono vantare un ampio numero di follower (e di fan su Facebook). Scomponendo l’insieme degli hashtag utilizzati nei tweet sul vino, emergono tre aree semantiche: territorio, prodotti e aziende, gastronomia. A testimonianza, verrebbe da dire, che il vino viene sempre percepito come parte di un contesto più ampio, che comprende tutte le particolarità di un territorio.
Su Instagram le conversazioni attorno al vino hanno un taglio prevedibilmente più conviviale, mentre il vero luogo dove si riuniscono appassionati, addetti ai lavori ed esperti del vino è costituito dai blog specifici. Qui si possono riscontrare alcune tendenze ben delineate. A cominciare dall’attenzione riservata ai vini bio, green ed ecosostenibili. Con un dettaglio non irrilevante: chi va in cerca di vini bio, preferisce acquistarli direttamente dal produttore.
Qui il video con i dettagli della ricerca:
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ccBu8C9L_tE

lunedì 7 luglio 2014

Instagram per strutture ricettive, qualche dritta


Il social delle immagini in stile Polaroid è sempre più popolare: ecco alcuni consigli per ottimizzarne l’utilizzo a fini di social media marketing
200 milioni di utenti attivi al mese, 20 miliardi di immagini condivise (60 milioni al giorno), 1,6 miliardi di like. I numeri di Instagram fanno impressione e confermano che il social delle immagini quadrate in stile vecchie Polaroid è ormai una parte fondamentale in un piano di social media marketing completo. Ma siamo sicuri di utilizzarlo al meglio?
Innanzitutto, la considerazione all’apparenza più banale: quando scattiamo una foto da pubblicare su Instagram, teniamo a mente il fatto che una volta condivisa sarà quadrata? Non è un dettaglio irrilevante: mentre scattiamo ci appare la consueta immagine rettangolare, ma la app la taglierà, rivoluzionandone il formato; è bene tenerlo a mente, nel momento in cui si scatta.
Per il profilo di una struttura ricettiva, poi, è fondamentale la bio. Deve essere breve, chiara ed esaustiva, possibilmente bilingue italiano\inglese, e comprendere le informazioni di contatto e il link al sito aziendale.
Anche su Instagram, come su ogni social , è poi di fondamentale importanza capire qual è il momento della giornata migliore per pubblicare. A questo scopo sono disponibili servizi come iconosquare , che aiutano nell’analisi degli orari in cui ottenere più visibilità e maggior engagement.
Infine, gli hashtag. Chi usa Instagram lo sa bene: è forse il social dove vengono utilizzati con maggior frequenza, più ancora che su Twitter. C’è però un problema: spesso se ne usano tantissimi. E’ ormai frequente imbattersi in immagini corredate da 10 o più hashtag (se ne possono utilizzare fino a 30 per volta). Ovvio che in un contesto così affollato di cancelletti, fare centro usando gli hashtag giusti diventa cruciale, ma anche difficile: fondamentale individuare quelli più diffusi ed utilizzati dal proprio target di riferimento. Lo si può fare tramite la funzione ricerca della app.
Per conculere, perché non fare un pensierino alle local community? Sul sito Instagramers Italia  si trova infatti una mappa dei gruppi locali di “instagramers”. Si tratta di community di appassionati che organizzano periodicamente contest ed eventi legati al territorio: potenziali alleati.

martedì 3 giugno 2014

Twitter, un paio di idee per avere successo

Due semplici suggerimenti per ottenere risposte e retweet sul social dei cinguettii

Twitter? C’ho provato, ma dopo un po’ ho lasciato perdere”. Capita spesso di ascoltare affermazioni simili, e del resto si tratta di un atteggiamento comprensibile: il social dei cinguettii può risultare, più di altri, ostico ai profani: menzioni, retweet, “stelline” (cioè aggiunte ai preferiti) e, soprattutto, il limite dei 140 caratteri e il fatto che sia difficile ottenere visibilità (cioè incrementare il numero dei follower), sono fattori che concorrono nel rendere il social dell’uccellino blu un luogo da cui molti preferiscono tenersi lontani.
Ed è un vero peccato, perché in realtà, una volta presaci confidenza, Twitter si rivela un social molto più dinamico di altri, dove le occasioni di interagire, fare nuove conoscenze, leggere cose interessanti e dire la propria si presentano con una facilità ed una continuità sorprendenti (a patto di possedere due requisiti: interessi di qualche tipo, e cose da dire sugli stessi).
Ecco allora qui di seguito due semplici idee per guadagnare follower interessati a ciò che abbiamo da dire.
Innanzitutto: il limite dei 140 caratteri non impedisce di inserire nei tweet dei link che rimandano a risorse esterne, come il sito aziendale, la pagina Facebook o un blog. Ora, nell’era del web 2.0 e del social media marketing, qualsiasi cosa abbiamo da dire, il modo in cui lanciamo un contenuto è importante quanto il contenuto stesso. Quante volte ci è capitato di cliccare su un articolo, o di soffermarci a leggere un contenuto su un giornale, perché il titolo ci ha incuriosito? Bene: quando dobbiamo decidere come lanciare un contenuto, diventiamo tutti titolisti. Il che vale soprattutto per Twitter: riuscire a infilare in 140 caratteri il link che vogliamo condividere, più una frase di lancio che funzioni e magari un paio di hashtag e una foto, può non essere semplice, ma riuscire a farlo in maniera convincente è indispensabile se desideriamo che qualcuno ci clicchi su. Ancora meglio: se vogliamo che qualcuno lo retwitti. La domanda da porsi è: se fossi un lettore e mi trovassi di fronte questo contenuto, lo troverei così interessante e ben confezionato da condividerlo con i miei follower?
Infine: twitter è un social network. E sui social network, per definizione, si discute. Ora, si dà il caso che il social dei cinguettii sia il luogo ideale dove seguire le tendenze del momento, gli eventi in atto, le ultime notizie e le novità su qualsiasi argomento. Un buon modo per guadagnare followers e ottenere visibilità diventa allora quello di essere sempre sul pezzo: mostrarsi aggiornati, essere presenti all’inaugurazione di un evento e twittare qualche foto con l’hashtag giusto, che magari in quel preciso momento è in vetta ai trend topics (le classifiche degli hashtag più utilizzati).
Ancora meglio: anticipare le tendenze. Se la settimana prossima si terrà, per esempio, una fiera enogastronomica nella nostra zona, sarà buona pratica iniziare a twittare con qualche giorno di anticipo specificando che saremo presenti con il nostro stand, e che daremo tutte le informazioni sull’evento. A questo punto, chi è interessato inizierà a seguirci per ricevere i nostri aggiornamenti.
Insomma, superato l’imbarazzo iniziale, anche Twitter può regalare qualche soddisfazione. Insieme a nuova visibilità per la nostra attività e la nostra struttura.

martedì 22 aprile 2014

Hashtag: quando, come e perché


Sono ormai una moda e spesso vengono usati a sproposito. Ecco alcune semplici regole per renderli efficaci, social per social

Sono un po’ la moda del momento, tanto che sono usciti dai social per sbarcare anche su carta stampata e tv: parliamo degli hashtag, i simboli a forma di cancelletto che anteposti ad una parola o ad un insieme di parole concatenate servono per raggruppare le conversazioni per categorie. Un utilizzo così massiccio crea spesso problemi: hashtag usati male, solo perché fa tendenza e per darsi un tono, finiscono con il non servire a niente e creano un danno anche a chi li utilizza in modo professionale.
Ecco qui di seguito alcuni consigli per un utilizzo consapevole del “cancelletto magico”, social per social.
Innanzitutto, Twitter. Il social dell’uccellino blu è il luogo che ha lanciato gli hashtag verso il successo, quindi non si può che iniziare da qui. Con una semplice constatazione: i tweet che contengono hashtag ottengono il doppio di engagement rispetto a quelli che non ne contengono. Attenzione a non esagerare, però: capita a volte di leggere tweet interamente fatti di hashtag; ecco, è bene sapere che il numero di interazioni incomincia a calare per tweet che ne contengono più di due.
Facebook: sull’onda del successo di Twitter, la notizia dello sbarco degli hashtag su social di Zuckerberg fu annunciata in pompa magna come la loro definitiva consacrazione. In realtà, si è trasformata nel più grande flop del curriculum dei cancelletti: ad oggi, un post senza hashtag ha più successo di uno che ne contiene. A conferma che ogni social possiede le proprie regole ed una community di utenti con le proprie abitudini.
Tutto l’opposto invece per Instagram, il social delle immagini quadrate in stile Polaroid: qui infatti il numero di interazioni ottenuto da un’immagine continua ad aumentare anche quando gli hashtag sono più di 10: indispensabile corredare un’immagine con un buon numero di etichette, su Instagram, se si vuole che abbia visibilità. Qualcosa del genere accade anche su Pinterest, anche se in questo caso il numero di hashtag ideale è di 2-3.
Insomma, social che vai, regola che trovi. L’importante è avere le idee chiare per poter utilizzare gli hashtag non come un semplice orpello alla moda, ma come un vero e proprio strumento di social media marketing.
strumento

lunedì 7 aprile 2014

Twitter: gli errori da evitare con gli hashtag

Il simbolo del cancelletto è un potente strumento di comunicazione: ecco come non utilizzarlo

Giunto al successo grazie a Twitter, l’hashtag è ormai dilagato sulla maggior parte dei social. Un po’ moda, un po’ efficace strumento di comunicazione, il simbolo del cancelletto necessita comunque di qualche semplice accorgimento per non risultare completamente inutile. Vediamone un paio.
State organizzando un evento per promuovere il vostro territorio? Bene, sappiate che probabilmente #marketingdelterritorio non sarà un buon hashtag. I motivi? Più di uno, ma il più banale è scontato è che si tratta di un hashtag… banale e scontato. E’ molto probabile, infatti, che in diversi altri casi si sia ricorso a quest’hashtag per lanciare sui social eventi di promozione di un territorio. Col risultato che se lo utilizzerete anche voi con l’intento di far conoscere, per esempio, le vostre iniziative legate al Trentino e alle sue mele, chi cercherà l’hashtag #marketingdelterritorio scoprirà un’interessante iniziativa legata ai pistacchi di Bronte. Cercare di creare un hashtag originale, che identifichi con precisione ciò che volete fare, è il primo passo da compiere.
C’è un altro motivo per cui #marketingdelterritorio è un pessimo hashtag: è lungo, e difficilmente memorizzabile. Gli hashtag che funzionano sono brevi, e colpiscono alla prima occhiata, cosicché sarà semplice per l’utente ricordarli e utilizzarli
Insomma: una regola precisa per la creazione dell’hashtag perfetto non c’è, però esiste un atteggiamento che può essere utile tenere: mettersi nel panni del lettore. Cercare di intuire quali possono essere le sue reazioni di fronte ad un determinato hashtag, e comportarsi di conseguenza.
Il social media marketing in fondo è comunicazione, ed ogni buona comunicazione si fonda sull’empatia.



lunedì 23 settembre 2013

Web marketing su Twitter: qualche consiglio

Ostico per molti, il social degli uccellini può rivelarsi utile. A patto che…

O lo ami o lo odi. Twitter non conosce mezze misure e divide il popolo della rete tra coloro che lo utilizzano in maniera compulsiva, e quelli (la maggior parte) che hanno un rifiuto fisiologico verso hashtag, menzioni e retweet. E che di conseguenza non prendono nemmeno in considerazione l’idea di utilizzarlo come strumento di web marketing per la propria attività.
In realtà anche Twitter, se usato bene, può essere uno strumento utile per un hotel, un ristorante, un agriturismo o un B&B. Innanzitutto, ovviamente, è fondamentale superare lo scoglio iniziale: l’Uccellino Blu tende a risultare ostico per chi è alle prime armi. L’utilizzo degli hashtag complica la lettura per chi non vi è abituato, ed il limite dei 140 caratteri può apparire troppo restrittivo. In realtà, una volta abituatisi, si scopre che tutto funziona in modo naturale. A questo punto, è fondamentale tenere bene a mente una vecchia regola, che vale per tutti i social (Facebook compreso): meglio pochi ma buoni. In altre parole, è poco remunerativo (oltre che dispendioso) dare la caccia ad un grande numero di persone per aumentare rapidamente il numero dei propri follower (qui in ogni caso, una guida rapida per chi volesse sperimentare gli annunci pubblicitari), se poi questa platea non è davvero interessata a ciò che abbiamo da dirle, e alla nostra attività. Molto meglio concentrarsi sul proprio orticello, far sì che i follower siano autentici e convinti sostenitori della nostra attività, e soprattutto curare il rapporto con loro.
Qui viene il bello. Cosa fare per ottimizzare le interazioni con i propri follower? Ricordiamo che un retweet equivale ad un condividi su Facebook: amplifica in modo esponenziale la visibilità di un tweet, e porta di conseguenza nuovi follower. Innanzitutto, occorre pensare al momento più adatto per twittare. Le Twitt List (TL) degli utenti sono infatti dei nastri trasportatori che scorrono velocissimi: un tweet viene trascinato in basso e scompare nell’arco di poco tempo, molto più in fretta di quanto avvenga su Facebook. La scelta del momento in cui twittare si rivela quindi strategica. Spesso, i momenti migliori sono pausa pranzo-primo pomeriggio, e ore serali prima e dopo cena. Ottimo momento, soprattutto per chi ha un’attività ricettiva, il venerdì pomeriggio, ed il week end in generale.
A questo punto, spesso, sorge un’altra domanda? Quanto Twittare? Alcuni utenti si convincono che per aumentare i propri follower occorre un gran numero di tweet giornalieri. Non è vero, anzi: twittare troppo può essere, come spesso accade, controproducente. 4 tweet al giorno possono bastare. L’importante è che ad essi segua la dovuta interazione: del resto se si chiamsa social network, un motivo ci sarà! Nulla è più antipatico di un’interazione cui segue il silenzio. Se un follower ci risponde, è fondamentale replicare a nostra volta. Se proprio siamo di corsa e non ci viene in mente nulla, c’è un comodo strumento che Twitter ci mette a disposizione: l’aggiunta ai preferiti (il simbolo della stella). “Stellinare” un tweet è un po’ l’equivalente del like messo ad un commento ad un post su Facebook: consente di ringraziare quell’utente per aver partecipato ad una nostra discussione.
Ma quali regole seguire per la scrittura dei Tweet? Innanzitutto, sebbene oggi vadano di moda e compaiano un po’ ovunque, è bene non esagerare con gli hashtag: non dimentichiamo che per molti costituiscono un ostacolo ad una lettura scorrevole, e risultano graficamente fastidiosi. Fondamentali sono poi lo stile e la correttezza grammaticale e sintattica: il limite dei 140 caratteri non è una scusa per esagerare con le abbreviazioni, e gli errori di battitura sono sempre fastidiosi.
Infine, meglio evitare di collegare gli account Twitter e Facebook. I due social network sono profondamente diversi, hanno regole differenti ed utenze con differenti abitudini. Raramente ciò che funziona su Twitter fa altrettanto su Facebook. Meglio quindi tenere gli account separati ed al limite usare Twitter, con una breve frase introduttiva e lasciata in sospeso, per incuriosire, come rampa di lancio per i post su Facebook, in modo da attrarre nuovi like e nuovi fan.
Ciò detto: le regole, sui social network, non sono mai ferree, e lo spazio per le eccezioni abbonda. Non resta che provare e sperimentare: più si riesce ad essere creativi, più si ottengono risultati.

lunedì 15 luglio 2013

Gli Hashtag e i social: come utilizzarli?

Dopo lo sbarco su Facebook si possono utilizzare ormai ovunque, ma con qualche differenza

Hashtag, che passione. Dopo l’approdo su Facebook (ne abbiamo parlato qui  e qui ) il simbolo # sta spopolando come modo per raggruppare le discussioni per aree tematiche e, nell’ambito del social media marketing, come tecnica per ottenere visibilità. Nel precedenti articoli abbiamo già analizzato la questione in relazione a Facebook, ed abbiamo messo in luce vantaggi e possibili svantaggi di un loro utilizzo non corretto. Ora ci concentreremo su un altro aspetto: gli hashtag sono ormai utilizzabili su tutti i principali Social Network: oltre a Twitter ed a Facebook, li si può trovare anche su Google+, Instagram, Pinterest. Tuttavia sappiamo bene come ogni Social abbia una propria anima, con uno specifico modo di essere utilizzato dai propri utenti, che spesso sono anch’essi differenti da quelli degli altri Social. Questo ci porta a pensare che probabilmente anche un utilizzo ottimale degli hashtag non possa che essere differente sui vari Social Network. Vediamo di capire come.
Di Facebook abbiamo già detto. Molto probabilmente, gli hashtag diventeranno uno strumento in più per le campagne pubblicitarie. Qui possiamo aggiungere che, al fine di aiutare gli utenti-inserzionisti nella scelta, probabilmente sarà utile inserire, come già fa Twitter, la classifica dei trendtopics del momento.
Twitter è il Social che ha reso celebri gli Hashtag. Qual è la sua particolarità? La velocità. Il social dei cinguetti è il posto ideale dove essere aggiornati in tempo reale su tutto ciò che accade nel mondo e sulle ultime tendenze. Qui è d’obbligo utilizzare gli hashtag d’attualità: se è in corso un evento enogastronomico e voi ci siete, twittate ciò che state facendo, magari aggiungendo una foto, ed utilizzate l’hashtag contenente il nome dell’evento.
Su Google+ il discorso è profondamente diverso. Come sappiamo (http://bit.ly/12PKllE ) è importante essere presenti con la propria pagina aziendale sul Social di Mountain View non tanto per catturare l’attenzione degli utenti e potenziali clienti (che su Google + non ci vanno), bensì ai fini di posizionamento e di visibilità on line. Ecco quindi che diventa cruciale l’utilizzo di hashtag che aiutano un’ottimizzazione della propria identità, ed il raggiungimento di quegli obiettivi. Molto spesso, quindi, si tratta delle stesse parole chiave che abbiamo utilizzato sul sito web.
Instagram, come sappiamo, è il social delle immagini in stile vecchie polaroid. E come abbiamo analizzato qui  è uno dei posti migliori dove fare visual storytelling, cioè raccontare per immagini cosa facciamo, cosa cuciniamo (su Instagram letteralmente spopolano le foto di piatti), i dietro le quinte, i momenti speciali come la vendemmia. Sarà quindi utile utilizzare hashtag relativi alle immagini che postiamo, evitando quelli troppo generici, che rischiano di perdersi nel mare del web.
Qualcosa di molto simile avviene su Pinterest: anche qui ci si racconta per immagini, quindi è utile utilizzare gli hashtag più pertinenti con ciò che si pubblica.
In conclusione: l’idea comune è di rafforzare, mediante gli hashtag, la propria identità on line ed il posizionamento semantico della propria attività. Quindi l’utilizzo degli hashtag sui vari Social Network dovrebbe seguire un’unica strategia, collegata anche alle parole chiave da utilizzare sul sito aziendale e ovunque ci sia una nostra presenza on line.