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martedì 26 maggio 2015

SEO su Pinterest, ecco come farlo

La Best Practice Guide del social per immagini dà alcuni suggerimenti per farsi trovare dagli altri utenti

Pinterest, si sa, ha il suo folto numero di utenti fedeli, ed è in continua crescita. E’ ormai indispensabile, quindi, essere presenti con la propria struttura o attività. Il problema, però, è sempre lo stesso: come aumentare i propri follower? Ovvero: come ottenere visibilità? Vengono in nostro aiuto con una serie di consigli proprio quelli di Pinterest, con la loro Best Practice Guide. I suggerimenti sono molto dettagliati e pratici.
Per esempio, per quanto riguarda le ricette, che evidentemente sono molto cliccate dagli utenti di Pinterest, il consiglio è di descrivere con precisione i singoli ingredienti ed il modo in cui si procede con la preparazione. Per i viaggi, può essere utile descrivere le attività che si possono compiere in una determinata località. Insomma, è fondamentale fornire didascalie esaustive e comprensive di tutte le parole chiave (ma il team di Pinterest sconsiglia l’abuso degli hashtag). Quando si sceglie un tema specifico, o un hashtag particolare, è bene concentrarcisi e continuare ad utilizzarlo, piuttosto che utilizzarlo per una manciata di Pin e poi abbandonarlo. Questo in quanto gli utenti potrebbero decidere di seguirci, ed appassionarsi alla nostra board, proprio perché attraverso la trattazione di un determinato argomento, il tutto finisce per l’assomigliare ad un racconto per immagini (basta pensare al susseguirsi dei lavori e delle stagioni in un orto, in un frutteto o in un giardino).
Inoltre, la Guida ci informa che le immagini ad alta qualità (almeno 600 pixel di larghezza) sono quelle che ottengono maggiore visibilità. Sono d’aiuto, poi, il tasto Pin it ed il ricorso ai Rich Pin. Fondamentale “pinnare” quotidianamente, e promuovere il proprio account Pinterest anche altrove (per esempio su Facebook).
Insomma: ci sono molti utenti che navigano all’interno di Pinterest utilizzandone il motore di ricerca interno come se fosse Google. Essere ben visibili, va a tutto vantaggio della nostra struttura.

martedì 3 marzo 2015

Cookbooth, il social delle ricette fa impazzire il web

Con oltre 220 mila download ed un database di 12 piatti, la app permette agli utenti di creare un album con i piatti preferiti

E’ nata nel 2013, e oggi è una delle tendenze del momento. Si tratta di Cookbooth, la app per creare il proprio album di ricette in pochi semplici passi. Nato da un’idea di due pubblicitari, Victor Fortunado e Malwine Steinbock, il servizio conta oggi ben 220 mila download e un database di 12 mila piatti.
Lo abbiamo detto tante volte: i social sono il regno delle immagini. E allora anche Cookbooth segue un’impostazione visuale, con gli album di fotografie a fare da sfondo per la narrazione del lavoro in cucina: utilizzando le foto, infatti, l’applicazione permette di raccontare le singole materie prime, la preparazione del piatto ed il risultato finale. Basta seguire le istruzioni, ed è tutto molto intuitivo. Oltreché divertente, visto anche il successo di pubblico e condivisioni. Che non avvengono, e qui sta il bello, solo da parte degli appassionati, ma anche da parte degli chef che, fiutato il business, hanno scelto CookBooth per far conoscere le proprie creazioni.
Il tutto si è tramutato in un successo che ha del clamoroso: nel 2014 Cookbooth è stata la appa più scaricata nella categoria cibo in ben 82 Paesi, ha utenti in 13° nazioni e viene regolarmente utilizzata da 10 mila chef. E’ tra i finalisti del premio Mobile Premier Awards, uno dei più importanti riconoscimenti del genere a livello mondiale, la cui premiazione si tiene il 2 marzo a Barcellona.
Insomma: narrazione visiva coinvolgente e curata, gradimento di appassionati e addetti ai lavori. Il successo di Cookbooth, ribattezzata anche “l’Instagram delle ricette”, non accenna a fermarsi. Non resta che iscriversi con il proprio piatto della casa, o con l’ultima ricetta inventata dallo chef, e vedere cosa capita.

lunedì 18 novembre 2013

Video: come e perché realizzarli


Più impegnativi da realizzare rispetto ad altre forme di comunicazione, offrono comunque notevoli vantaggi

Non avete mai realizzato e pubblicato un video sulla vostra struttura? Da un lato è comprensibile: non è semplice, per ottenere risultati apprezzabili occorre chi ci sa fare, ci vogliono tempo e denaro. Dall’altro, tuttavia, è innegabile che i video forniscono vantaggi notevoli. Innanzitutto, Youtube è il secondo motore di ricerca più utilizzato del web dopo Google; In secondo luogo, i contenuti video sono molto utili ai fini dei SEO; infine, un buon video è in grado di comunicare, coinvolgere ed “arrivare” all’utente come pochi altri contenuti.
Ok, stabilito che realizzare un video è senza dubbio interessante, la domanda successiva è: un video di cosa? Qui ci si può sbizzarrire: la più classica delle soluzioni è ovviamente un video di presentazione della propria struttura. In questo caso, però, si ottiene un effetto non molto diverso da quello garantito da una semplice galleria fotografica. Meglio cercare di essere più originali e di fornire contenuti interessanti. Un video che funziona sempre è per esempio quello in cui lo chef illustra la preparazione di una ricetta. Ci sono famosi portali che hanno fondato il loro successo sulle video ricette. Oppure una video intervista, per esempio al titolare che narra la storia della struttura. Far sentire la propria voce, mettersi in gioco con la propria faccia, può essere un modo molto efficace per raggiungere il cliente.
Ritenete che realizzare un video sia comunque troppo complicato? Esiste in ogni caso una soluzione che può fare al caso vostro: una slideshare. Una fotogallery animata nella quale le immagini si succedono l’un l’altra. E’ possibile realizzarle in maniera accattivante, con effetti di dissolvimento o altre animazioni (ora, per esempio, va di moda il time lapse: una serie di scatti effettuati a distanza di tempo vengono proposti a ritmo veloce, illustrando così in pochi secondi o minuti ciò che è accaduto nell’arco un lungo lasso di tempo. Caso tipico: Vendemmia, dall’uva al vino in due minuti); e soprattutto le si può corredare di una colonna sonora, proprio come un video. Il risultati possono essere d’effetto. Cosa si può ottenere? Pubblicandola su Youtube, si alimenta comunque la visibilità on line della struttura; e si possono ricevere feedback sorprendenti non dimenticando che anche il portale di video ha un’importante parte social nei propri commenti. Un esempio? Questo qui


lunedì 22 aprile 2013

Cibo e social: un abbinamento vincente


Diverse ricerche testimoniano il successo degli argomenti legati all’enogastronomia sui social network.
Parlare di cibo appassiona. Non è certo una novità, ed il successo di innumerevoli trasmissioni tv dove si cucina e si parla di cibo è lì a testimoniarlo. Ciò che ci interessa è la tendenza, confermata da un’indagine condotta da Reputazion Manager, secondo la quale l’argomento trova sempre maggior seguito anche nel web 2.0., dove i blog che parlano di fornelli e ricette sono in continua crescita, e guadagnano costantemente in popolarità.
Un paio di numeri: secondo la ricerca, sono 340 mila gli utenti italiani di Facebook che, ogni mese, seguono le pagine dei vari foodblogger. Di questi 340 mila, oltre 30 mila sono attivi quotidianamente con like e commenti ai post. Tra i contenuti che paiono riscuotere maggior successo, le immagini di piatti con descrizione della preparazione. Oltre che su Facebook, questo tipo di contenuti sembra incontrare i favori degli utenti anche su Pinterest, Instagram, Evernote Food, Vinix e Disharing. Gli ultimi 3 sono social network dedicati agli amanti della buona tavola, e vantano una comunità di fedeli in continua crescita.
Non solo: anche le più popolari trasmissioni tv che parlano di enogastronomia raggruppano community di migliaia di utenti che si scambiano opinioni sulle ultime puntate andate in onda. La celebre “Cotto e Mangiato”, per esempio, risulta essere tra i cinque programmi italiani con più fan su Facebook, mentre “Masterchef” è tra i trend topic di Twitter.
Tra le ultime tendenze che paiono prender quota, il cosiddetto “piatto social”: il ristorante propone ai propri fan, o follower, una serie di alternative, o ingredienti, tra cui scegliere, e l’opzione che ottiene maggior successo va a comporre il piatto social della settimana.
Moda? Tendenza passeggera? Qualunque sia la natura del fenomeno, risulta innegabile che l’argomento cibo e vino è tra quelli che più appassionano e fanno discutere gli appassionati. Essere “social” e condividere, far conoscere e commentare i propri piatti su un blog o su un social network pare essere sempre più una strada da percorrere per ristoranti, trattorie, agriturismo, wine bar.
Come sempre, chi è bravo emerge.