Sono suggerimenti personalizzati sui luoghi nelle vicinanze, e saranno presto disponibili sulle app mobile.
Che il marketing di prossimità stia diventando sempre più importante, lo abbiamo scritto e ribadito. E a confermarlo arriva ora anche Facebook, che lancia i suoi place tips. In pratica la nuova feature, disponibile sulle app mobile, fornirà agli utenti informazioni sui luoghi interessanti nelle loro vicinanze: locali, ristoranti, negozi. E quel che più conta, ogni suggerimento sarà personalizzato, ovverò si baserà sui gusti e le preferenze del singolo utente, che Facebook ovviamente conosce a menadito grazie alla profilazione. Insomma, pare proprio che quelli di Foursquare debbano iniziare a preoccuparsi.
Per funzionare, la feature ha ovviamente bisogno che il GPS del dispositivo sia attivo. E la funzione stessa sarà comunque disattivabile dall’utente. In caso contrario, i suggerimenti compariranno in cima al news feed.
Altro dato interessante, i “tips” potranno mostrare all’utente anche immagini scattate dai suoi amici che sono già stati in quel posto, nonché news, offerte o eventi in arrivo provenienti direttamente dalla Fan Page ufficiale del locale.
A Menlo Park dicono che Place Tips sarà presto attiva su tutte le app. Chi fa social media marketing per la propria struttura farà bene a tenerne conto: si tratta di una funzionalità tutta da sfruttare.
Idee e suggerimenti di Maurizio Vellano per la promozione del tuo agriturismo, b&b, cantina, prodotti tipici, ecc...
Visualizzazione post con etichetta profilazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta profilazione. Mostra tutti i post
martedì 3 febbraio 2015
martedì 21 ottobre 2014
Facebook punta sulla pubblicità di quartiere
Intercettare i clienti, o potenziali tali, quando transitano nei paraggi della struttura: il marketing di prossimità non è certo un’idea nuova, anzi, ha tratto naturale impulso dalla diffusione di dispositivi mobili dotati di gps. Ma ora potrebbe conoscere un’ulteriore evoluzione grazie a Facebook e alla nuova feature per le Ads: i Local Awareness volti, appunto, a mostrare annunci pubblicitari a chi si trova dalle nostre parti.
A dire il vero, il sistema di profilazione per gli annunci pubblicitari del social in blu ha sempre previsto la possibilità di definire il perimetro entro il quale rendere visibili le proprie inserzioni; ma ora sarà possibile profilare davvero il target della campagna per chi transita nelle immediate vicinanze: fino a 1 km dalla struttura.
Come specificano quelli di Facebook, i Local Awarness sono un tool distinto dal resto delle Ads, dotato di peculiarità e obiettivi specifici. Per esempio, al loro interno non è possibile profilare il target dei destinatari per interessi o abitudini, ma solo per sesso ed età: trattandosi di persone che si trovano nei paraggi, si presume infatti che il loro numero sia generalmente troppo piccolo per essere ridotto ulteriormente tramite profilazioni troppo restrittive. Se da un lato dispongono di meno strumenti, dall’altro i Local Awarness risultano però molto semplici da usare e alla portata di chiunque, anche di chi si trova magari in soggezione di fronte alla complessità delle Ads (e del Power Editor).
Tra le call to action proposte dai Local Awarness all’utente, pare che compaia la possibilità di cliccare “mi piace” alla Pagina Fan che si sta promuovendo, oppure di cliccare su “get direction” affinché il dispositivo calcoli in automatico distanza e percorso migliore per raggiungere la struttura: tutto molto semplice, chiaro ed intuitivo, insomma.
La nuova feature è stata introdotta negli USA, e sarà disponibile nel giro di pochi mesi in diversi altri Paesi, dicono Zuckerberg e i suoi.
I Local Awarness sono un nuovo, interessante strumento per chi fa social media (local) marketing: non resta che farsi trovare pronti al loro arrivo per sfruttarli al meglio.
lunedì 16 giugno 2014
Facebook: in arrivo le pubblicità personalizzate in base alle ricerche Google
La nuova funzionalità si basa sui cookie e permette di effettuare inserzioni pubblicitarie mirate anche sul comportamento on line degli utenti al di fuori del social network
Se la pubblicità è l’anima del commercio, la profilazione è l’anima della pubblicità on line. Proprio la possibilità di personalizzare gli annunci pubblicitari in base agli interessi e ai gusti di ogni utente, è infatti la chiave del successo delle ads di Facebook.
Per questo motivo, Zuckerberg e i suoi hanno deciso di andare oltre. Perché limitarsi a profilare il comportamento degli utenti su Facebook, quando si ha a disposizione il web intero? Grazie alla tecnologia dei cookie, Facebook ads sarà a breve in grado di profilare gli annunci pubblicitari in base al comportamento on line a 360° degli utenti, ovvero attingendo dati dalla loro cronologia. Hai appena cercato “resort in Grecia” su Google? Su Facebook potrebbe comparirti un’offerta sui voli last minute per Mikonos. Il sistema, inoltre, non funziona solo con Google, bensì con tutti i motori di ricerca: la stessa inserzione potrebbe quindi apparire su Facebook se si è appena digitata la ricerca “set di valige” su Yahoo.
Come riporta Mashable, la tecnologia è al momento in beta, ma il lancio definitivo sarebbe imminente.
Il sistema invia informazioni anonime, quindi la privacy degli utenti è salva (anche se a dirla tutta questo grande trasferimento di dati dagli utenti alle aziende resta un po’ inquietante). Ma quello che qui ci interessa capire è cosa cambia per chi intende effettuare una campagna pubblicitaria per la propria struttura: sarà ovviamente necessario attenderne il lancio definitivo per avere le idee chiare, ma di sicuro l’obiettivo primario è una profilazione sempre più accurata e precisa, volta a rendere le Facebook ads ancora più efficaci.
Se la pubblicità è l’anima del commercio, la profilazione è l’anima della pubblicità on line. Proprio la possibilità di personalizzare gli annunci pubblicitari in base agli interessi e ai gusti di ogni utente, è infatti la chiave del successo delle ads di Facebook.
Per questo motivo, Zuckerberg e i suoi hanno deciso di andare oltre. Perché limitarsi a profilare il comportamento degli utenti su Facebook, quando si ha a disposizione il web intero? Grazie alla tecnologia dei cookie, Facebook ads sarà a breve in grado di profilare gli annunci pubblicitari in base al comportamento on line a 360° degli utenti, ovvero attingendo dati dalla loro cronologia. Hai appena cercato “resort in Grecia” su Google? Su Facebook potrebbe comparirti un’offerta sui voli last minute per Mikonos. Il sistema, inoltre, non funziona solo con Google, bensì con tutti i motori di ricerca: la stessa inserzione potrebbe quindi apparire su Facebook se si è appena digitata la ricerca “set di valige” su Yahoo.
Come riporta Mashable, la tecnologia è al momento in beta, ma il lancio definitivo sarebbe imminente.
Il sistema invia informazioni anonime, quindi la privacy degli utenti è salva (anche se a dirla tutta questo grande trasferimento di dati dagli utenti alle aziende resta un po’ inquietante). Ma quello che qui ci interessa capire è cosa cambia per chi intende effettuare una campagna pubblicitaria per la propria struttura: sarà ovviamente necessario attenderne il lancio definitivo per avere le idee chiare, ma di sicuro l’obiettivo primario è una profilazione sempre più accurata e precisa, volta a rendere le Facebook ads ancora più efficaci.
Etichette:
campagna pubblicitaria,
comportamento on line,
cookie,
gusti utente,
interessi,
motori di ricerca,
profilazione,
pubblicità on line,
pubblicità personalizzate,
struttura
lunedì 29 aprile 2013
Pinterest ed e-Commerce, un matrimonio che funziona
Vendere prodotti o servizi sul celebre social network dei desideri è possibile. Ecco alcuni spunti.
Pinterest, il social network dei desideri dove la gente pubblica e condivide immagini di ciò che gli piace, come prodotti, luoghi, mete di viaggio, è il social che più invoglia l’utente all’acquisto di beni e servizi (ne abbiamo già parlato qui e qui). Qui presentiamo alcuni spunti per fare social marketing efficace sul social dei pin.
Innanzitutto, occorre ricordare come Pinterest sia il social network che vanta la più alta percentuale di utenti donna, ben il 79%. Ed è inutile sottolineare come spesso siano proprio le donne le più intraprendenti nel cercare, scegliere e decidere la destinazione della prossima vacanza. Partendo da questa considerazione preliminare, la domanda da porsi è: quali strategie devo seguire per vendere soggiorni e vacanze via Pinterest?
Per prima cosa, occorre allestire, un po’ come per le campagne Facebook, una landing page a cui gli utenti che cliccano sulla nostra offerta vengono indirizzati. Qui, potranno inviarci una mail di richiesta informazioni, o prenotare direttamente la loro vacanza. Tipicamente, la landing page sarà una sezione del sito aziendale.
Una volta allestita la landing page occorre creare l’offerta da pubblicare su Pinterest. A riguardo è bene ricordare che anche qui, come in ogni campagnia di web marketing, occorre preoccuparsi del SEO (in questo caso, del Pinterest SEO): la nostra offerta dovrà essere il più possibile visibile tra le tante che affollano Pinterest, e per riuscirci dovrà contenere le corrette parole chiave, magari accompagnate dall’hastag (cancelletto), il simbolo che, posto davanti ad una parola, la fa diventare un argomento di discussione facilmente rintracciabile tramite il motore di ricerca interno del social network. Per nostra fortuna, per quanto in ascesa, Pinterest non è ancora affollato come Google o Facebook: con un’accurata scelta delle parole chiave, non è difficile ottenere elevata visibilità. Ovviamente, la scelta dei termini da utilizzare parte sempre da un’attenta profilazione del target di riferimento.
Fondamentale, poi coinvolgere emotivamente l’utente. E’ ciò che cercano le persone quando vanno su Pinterest: immagini coinvolgenti. Ecco che risulta allora fondamentale corredare la propria inserzione con un’immagine evocativa ed efficace (qui alcune riflessioni sulla forza evocativa delle immagini nel social media marketing).
Assolutamente da non dimenticare il prezzo: da recenti ricerche risulta che le immagini corredate di “cartellino” ottengano il 36% in più di like rispetto a quelle senza. Le immagini col prezzo, inoltre, vengono aggiunte in automatico alla sezione “Gifts”, che è esattamente ciò che noi vogliamo accada anche per la nostra offerta.
A questo punto la vostra inserzione è pronta. Non resta che pubblicarla, constatare il gradimento degli utenti, monitorare gli accessi alla landing page con Analytics e verificare se arrivano prenotazioni o meno.
Per finire, un ultimo consiglio: anche Pinterest, come tutti i social network, non è un luogo dove le persone vanno per essere bombardate di pubblicità. Chi lo fa viene immediatamente percepito come spam e bannato. Morale: bisogna assolutamente evitare di riempire le proprie board (bacheche) di offerte economiche. Una ogni tanto va bene, ma a predominare devono essere belle immagini della nostra struttura, prive di finalità commerciali.
lunedì 22 aprile 2013
Facebook Ads: come renderle efficaci
Regole e consigli per ottenere il meglio da una campagna pubblicitaria su Facebook
Ne abbiamo già parlato qui : le Facebook Ads (campagne pubblicitarie) sono uno degli strumenti più efficaci per fare marketing su Facebook (sia per vendere prodotti e servizi, che per fare Brand Reputation), presso chi è già nostro fan, o presso chi non lo è ancora. Cerchiamo ora di approfondire il discorso (che è molto complesso).
Innanzitutto: come creare una campagna efficace? Il primo, fondamentale passo è la profilazione del target: a chi voglio rendere visibile il mio messaggio? Può apparire un passaggio scontato, ma Facebook ha creato a tale scopo uno strumento molto potente e raffinato, e non sempre è facile centrare il bersaglio. L’unico consiglio è provare e riprovare, solamente l’esperienza porta a migliorarsi. Soprattutto, non bisogna avere paura di restringere il campo aggiungendo parole chiave: una buona profilazione ne richiede spesso decine e crea quindi un target molto specifico (per zona, età, interessi).
Una volta ottimizzata la profilazione, occorre creare un annuncio efficace. A questo scopo, diventa cruciale la scelta del titolo. Innanzitutto, questo deve essere generato tenendo bene a mente il target di riferimento. In secondo luogo, alcuni accorgimenti possono renderlo più accattivante ed in grado di attirare l’attenzione. Per esempio, un titolo posto sotto forma di domanda, pare riscuotere maggior successo rispetto a uno simile formulato come un’affermazione. Idem se nella frase evidenziamo un problema (magari sotto forma di domanda) con relativa soluzione da noi proposta (espressa come esclamazione). Ancora, può essere utile utilizzare una call to action, per esempio “scopri”, “guarda”, o “clicca qui”, oppure ricorrere ad alcune parole chiave che stimolano in modo particolare il lettore, come “Ecco” o “Questo” o, neanche a dirlo, “Gratis”! Una leva molto potente è sempre realizzata dal principio di scarsità (es. “solo per i primi cinquanta utenti”, o “solo per i nostri fan”).
Infine, può venire in nostro aiuto anche il meccanismo che sta alla base del successo stesso di Facebook: la riprova sociale. Se un’inserzione pubblicitaria riporta il numero di like o di condivisioni ottenute, da un lato tranquillizza l’utente incerto sul fatto di cliccarla o meno, dall’altro lo spinge a scoprirla, se i numeri relativi alle interazioni sono lelevati, o se qualche suo amico ha a sua volta cliccato sull’inserzione.
Infine: la scelta dell’immagine. Innanzitutto, occorre ricordare queste possono avere al massimo dimensioni di 100x72 pixel (se eccedono questi parametri, Facebook le ridimensiona), e che quindi il formato è quello 16:9. Va da sé che l’immagine è l’elemento probabilmente più importante per la creazione di un’inserzione efficace: viste le dimensioni ridotte, sarà importante sceglierle chiare, semplici, con un numero ridotto di particolari, pertinenti all’oggetti dell’inserzione, meglio se contenenti volti umani (attirano l’attenzione). Le immagini possono poi contenere testo (massimo il 20% dello spazio, altrimenti Facebook non le accetta).
L’Importante è che titolo ed immagini siano chiari, e permettano all’utente di comprendere immediatamente cosa gli stiamo offrendo.
Per concludere: l’ultimo passaggio per la creazione di una campagna Facebook efficace è costituito dalla landing page, di cui abbiamo parlato qui.
Etichette:
ads,
campagna,
come,
creare,
efficace,
Facebook,
faidate,
immagine,
inserzione,
landing page,
marketing,
profilazione,
pubblicitaria,
riprova sociale,
titolo
Iscriviti a:
Post (Atom)