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martedì 24 marzo 2015

Talkwalker, il tool italiano per monitorare la brand reputation

E’ gratuito, ma ha la qualità degli analoghi prodotti a pagamento

Chiunque si sia occupato di monitorare la brand reputation della propria struttura o attività, lo sa bene: le soluzioni non sono molte. O ci si arrangia e si fa a mano, digitando le parole chiave che ci interessano nei motori di ricerca; o ci si affida al solito Google Alert; oppure si ricorre alle soluzioni a pagamento. Queste spesso sono ottime e riescono ad intercettare anche le conversazioni sui blog e sui forum meno visibili, ma hanno il problema di essere piuttosto costose e più adatte, quindi, a professionisti della comunicazione piuttosto che a chi gestisce una piccola attività
Ebbene, da qualche tempo a questa parte esiste uno strumento nuovo che sembra fare proprio al caso di quest’ultimo. Si chiama Talkwalker, è italiano ed è gratuito. Lo si può provare qui: si ha a disposizione un tool che scansiona i principali media di 180 nazioni, analizza e compara la reputazione e le conversazioni. Sono presenti alcuni limiti, ad esempio mancano gli alert e la gestione multi-utente, ma il sistema permette comunque di effettuare molte ricerche interessanti per parole chiave ed hashtag. Il tutto, con un interfaccia accattivante ed immediata da usare: basta registrarsi.
Insomma, uno strumento interessante per tenere sotto controllo cosa si dice in giro per il web della nostra attività.

lunedì 9 giugno 2014

Strutture ricettive e Twitter: bisogna essere veloci

Uno studio dell’agenzia statunitense Conversocial analizza i tempi di risposta degli hotel alle richieste giunte dai clienti via tweet. Con qualche sorpresa

Twitter è, per molti aspetti, il social più dinamico del web. Le interazioni si susseguono a ritmo quasi frenetico, al pari della possibilità di fare nuove conoscenze e conquistare follower. Chi lo usa lo sa, e si aspetta lo stesso ritmo dagli altri utenti.
Se quindi abbiamo deciso di utilizzare il social dei cinguettii per il nostro social media marketing, sarà meglio che ci adeguiamo, altrimenti saranno dolori. Lo rivela una ricerca condotta dall’agenzia statunitense Conversiocial, che analizza il comportamento di 20 catene alberghiere. I risultati non sono dei più brillanti: per rispondere al tweet di un cliente, le strutture impiegano in media 7 ore e 21 minuti, decisamente troppo. Non solo: appena il 16,59 % dei tweet dei clienti ha ricevuto una qualche risposta.
I risultati sono resi ancora più sorprendenti dal fatto che si tratta di grandi strutture: se incontrano queste difficoltà hotel appartenenti alla catena Hilton o Marriott, come se la possono cavare le piccole strutture, magari agriturismi o B&B, in cui spesso la stessa persona deve occuparsi di più mansioni?
I punti cruciali paiono essere due.
Innanzitutto: bisogna sempre tenere bene a mente che Twitter, Facebook e tutti gli altri sono social network, e che i social network sono, per definizione, luoghi dove le persone tengono conversazioni. Interagire, rispondere, ascoltare: tutto ciò risulta una componente essenziale della propria presenza on line. Una struttura ricettiva che al contrario concepisce il proprio social media marketing come pura promozione, utilizzando il social come una bacheca dove affiggere una serie di last minute e sconti, non andrà molto lontano. E questo, ovviamente, vale per le grandi catene internazionali così come per il piccolo agriturismo di provincia.
C’è poi una ragione meramente tecnica, molto spesso, per le mancate risposte su Twitter: chi riceve un tweet semplicemente non se ne accorge. Il sistema di notifiche dell’uccellino blu, sia da pc che da mobile, non è così intuitivo come quello, ad esempio, di Facebook; se non si sta attenti, può capitare che un tweet “sfugga”. Il rimedio, per fortuna, è altrettanto semplice: nelle impostazioni del proprio account, conviene selezionare l’opzione che permette di ricevere una e-mail ogni qual volta avviene un’interazione con un altro utente, che si tratti di menzioni, retweet o semplici aggiunte ai preferiti. In questo modo avremo costantemente sotto controllo le conversazioni che ci vedono coinvolti, le citazioni e le risposte ai nostri tweet.
Insomma, come sempre, la presenza su un social a fini di media marketing non può essere affidata al caso, bensì deve essere programmata e soprattutto fondata su un’attenta preparazione. Restare aggiornati è, come sempre, fondamentale.