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lunedì 16 febbraio 2015

Cara vecchia Newsletter, best practice per aumentare gli iscritti

Non tutti i clienti usano i social, ma è importante fidelizzare anche quelli che non lo fanno. Ecco alcune dritte per una Newsletter che funzioni

Siamo in piena era social, ma non tutti amano il web 2.0. Esiste ancora una fetta di clienti che di Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest proprio non vogliono sentir parlare. Come fare per fidelizzarli, se non possiamo parlare loro attraverso i social network? La risposta è semplice: ricorrere alla cara vecchia newsletter.
I problemi connessi all’uso di questa pratica sono noti: occorre raccogliere gli indirizzi email, e nel farlo è necessario rispettare le normative vigenti in tema di privacy. Tuttavia, se usata nel modo giusto, anche una newsletter può portare buoni risultati.
Innanzitutto, occorre promuovere l’iscrizione. E occorre farlo sia off line (con coupon alla reception, o chiedendolo a voce) che on line (con link sul sito, sulla Pagina Facebook, sul Blog) che rendano l’iscrizione stessa un processo immediato ed intuitivo. Per incentivare l’iscrizione, è poi opportuno fornire stimoli, per esempio fare leva sul principio di scarsità e promettere promozioni uniche riservati agli iscritti, nonché contenuti speciali e sempre nuovi. E’ anche suggeribile fornire a tutti un’anteprima dei contenuti riservati agli iscritti.
Assolutamente consigliabile, inoltre, inserire nella Newsletter i badge per condividerne il contenuto sui social (anche tra gli iscritti alla Newsletter ci sarà pur qualche cliente social), al fine di aumentare il pubblico e ottenere nuovi iscritti (e clienti).
Per quanto riguarda le uscite, infine, vien da sé che è fondamentale pubblicare con regolarità (sempre lo stesso giorno della settimana, preferibilmente alla stessa ora), e seguire un piano editoriale per quanto riguarda contenuti ed argomenti.
Insomma, facendo le cose per bene è possibile “agganciare” e fidelizzare anche i clienti non social. Non resta che mettersi al lavoro.

lunedì 13 ottobre 2014

La Content Strategy: cos’è e come usarla

Come il fratello storytelling, è un metodo per raccontarsi e conquistare clienti

Come faccio a “raccontarmi?” Chi gestisce una struttura ricettiva e la sua relativa presenza on line, dal sito aziendale, ai social, al blog, si pone spesso questa domanda: come faccio a comunicare davvero ai clienti, o potenziali tali, chi sono e cosa ho da offrire loro? Si tratta di un quesito solo apparentemente banale, perché trasmettere la propria identità a chi non ci conosce è un’impresa tutt’altro che facile.
A questo scopo, si parla spesso di storytelling,, ovvero della tecnica che permette di catturare l’attenzione degli utenti a partire da una storia. Con la content strategy si fa un passo oltre, o meglio si ribalta il punto di partenza: si inizia dal nucleo della comunicazione della propria struttura per costruirci attorno una storia che renda il tutto avvincente e facilmente comunicabile.
Chi intende mettere in pratica una content strategy relativa alla propria struttura, deve partire da alcune domande fondamentali. Qual è il contenuto che voglio comunicare riguardo alla mia struttura? In che stato si trova al momento? Buono o migliorabile? Come diventerebbe, il mio contenuto, una volta ottimizzato e reso davvero efficace? In quale contesto è nato il mio contenuto, ed in quale si trova ad agire oggi?
Come si può facilmente notare, sono domande che portano a riflettere sull’essenza più intima e sull’identità di un’attività, di un luogo, di una struttura. Soprattutto, sono domande rivolte sia al passato, che al presente, che al futuro: l’ideale per costruirci intorno una storia, insomma. Romanzare, inventare al fine di rendere tutto il più avvincente possibile (ed efficace da comunicare ai clienti o potenziali tali).
Come in ogni storia che si rispetti, ci sarà un’ambientazione e poi ci saranno i buoni, i cattivi, e anche gli eroi. I buoni (e gli eroi) saranno inevitabilmente il brand ed i clienti, in modo da innescare quel processo di identificazione che sta alla base di ogni fidelizzazione. A tale scopo, sarà bene fissare degli obiettivi (i finali della storia): se si riuscirà a trovare obiettivi comuni e condivisi da brand e clienti, si avrà fatto centro (e in effetti tutto il marketing si basa sull’assunto che un brand di successo debba soddisfare i bisogni e le aspettative dei suoi clienti).
Va da sé che il ruolo dei “cattivi”, o degli antagonisti, a questo punto va ai competitors. Ora che ci sono tutti gli elementi, l’unica cosa da fare è costruire la trama, la storia da raccontare. Qui non ci sono limiti all’immaginazione, con un solo, importante paletto: mai perdere di vista gli obiettivi finali. Altrimenti tutto perde di efficacia.
Insomma, dallo storytelling alla concent strategy: comunicare la propria storia, la propria identità più intima ed i propri sogni ai propri clienti è il modo migliore per conquistarli. Non resta che provare.