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lunedì 9 febbraio 2015

Quick Promote, il nuovo modo di sponsorizzare i tweet di successo

La nuova feature di Twitter Ads permette di raggiungere un pubblico più ampio “in due click”

Lo avevano annunciato lo scorso novembre ed ora è arrivato: Quick Promote è il nuovo servizio lanciato da Twitter per promuovere un tweet che sta già avendo un buon risultato come contenuto organico. Il tutto, come dicono quelli dell’uccellino blu, “in due semplici click”.
La funzionalità è integrata nell’Analitycs di Twitter, ovvero nello strumento dove monitorare le performance dei propri tweet. Una volta individuati i tweet che stanno ottenendo buone performence come contenuto organico, ovvero non a pagamento, è ora possibile far sì che raggiungano un pubblico più vasto rispetto ai propri follower, trasformandoli in tweet sponsorizzati. Quelli di Twitter assicurano che il pubblico che visualizzerà il tweet sponsorizzato sarà adeguatamente profilato.
La nuova feature appare piuttosto semplice ed immediata. E’ sufficiente impostare il proprio budget di spesa, e la campagna può partire. Qui di seguito, il video di lancio di Quick Promote da parte di Twitter.

lunedì 12 gennaio 2015

Facebook, arrivano i trending topic

La nuova funzione permetterà di visualizzare articoli e contenuti relativi ad uno specifico argomento

Chi usa Twitter li conosce bene: sul social dell’uccellino, i Trending Topic compaiono sulla sinistra della schermata (in versione web) o nell’apposita sezione (nelle app), come un elenco degli argomenti più twittati del momento. Cliccando su uno di essi, si accede a tutti i tweet che contengono quel determinato hashtag o quella precisa parola, in un flusso aggiornato in tempo reale. Si tratta di una funzione molto interessante, soprattutto in corrispondenza di eventi che richiamano l’attenzione, per esempio l’inaugurazione di una fiera. Qui spieghiamo come fare al meglio il live twitting di un evento, che può essere una buona strategia per guadagnare follower.
Bene: tutto questo sta per sbarcare su Facebook. Per la precisione, gli utenti americani della versione Android del social network ne possono già usufruire. Per tutti gli altri, compresi quindi noi italiani, si spera che l’attesa sia breve. Come spiegato da Diana Hsu e Andrew Song, product manager di Facebook, in questo articolo pubblicato sul blog ufficiale,
cliccando su una delle voci presenti all’interno dei Trending Topic di Facebook, sarà possibile visualizzare:
- Articoli pubblicati sull’argomento da giornali online;
- “In the Story”, ovvero post pubblicati da persone coinvolte nella storia;
- Post pubblicati da amici e conoscenti;
- “Near the Scene”, ovvero post pubblicati da persone non coinvolte in prima persona ma comunque parte della storia;
- Live Feed, un flusso in tempo reale di reazioni a un topic da parte di persone in tutto il mondo.
Insomma, un buon modo per riunire in un’unica categoria articoli, post e contenuti che riguardano un determinato argomento. La nuova funzione, tra l’altro, darà finalmente un senso all’uso degli hashtag su Facebook, annunciati a suo tempo come una novità rivoluzionaria ma di fatto mai decollati veramente, al contrario di quanto avvenuto su Twitter. Strumenti molto utili, se usati nel modo giusto, per il social media marketing della nostra struttura.


martedì 9 dicembre 2014

Live twitting, come farlo al meglio

Qualche dritta su come lanciare un evento mediante cinguettii e hashtag

State organizzando un evento, una serata speciale, un incontro nella vostra struttura? Avete pensato di lanciarlo su Twitter? Chi usa il social dei cinguetii sa che i suoi utenti amano essere sempre sul pezzo, aggiornati su ciò che sta succedendo. Se lo utilizzate per il social media marketing della vostra struttura ricettiva, quindi, fare un live twitting in occasione di un evento speciale può essere un buon modo per promuoversi. Ma come farlo al meglio?
Per prima cosa, sarà opportuno creare un hashtag ad hoc. Il che è meno banale di quanto possa sembrare: generare un hashtag che funzioni, ovvero che diventi virale, richiede alcuni accorgimenti. Dovrebbe infatti contenere sia un riferimento all’evento, che uno alla struttura; non dovrebbe essere troppo lungo, piuttosto facile da ricordare, meglio se accattivante ed ironico. Di solito, un hashtag che contiene pezzi di parole legate tra loro rappresenta la soluzione migliore.
Una volta trovato l’hashtag giusto, è il momento di iniziare a twittare per promuovere l’evento. Sarà bene iniziare a farlo qualche giorno prima, ma senza esagerare, per non intasare le time line dei propri follower, e al momento giusto: gli orari della giornata in cui gli utenti accedono maggiormente a Twitter sono attorno alle 9 del mattino, il primo pomeriggio e l’ora prima di cena.
Una volta che l’evento ha inizio, ha luogo il live twitting vero e proprio. Anche in questo caso, occorre stare attenti a non esagerare; retwittare ciò che dicono gli utenti che partecipano può essere un buon modo per fare engagement e mantenere vivo l’interesse. Twitter non è il social delle immagini, ma in occasione di eventi speciali pubblicare foto durante lo svolgimento può essere utile.
Infine, è importante curare la fase post-evento. Ringraziare chi ha partecipato per creare ancora engagement, svelare un dietro le quinte con qualche dettaglio e qualche foto inedita.
In ogni fase, è importante cercare di coinvolgere gli utenti più attivi e gli influencer. Soprattutto, utilizzare il taglio informale, diretto ed ironico tipico della comunicazione social, specie di Twitter.
Se saremo stati bravi (e avremo avuto un pizzico di fortuna), avremo dato al nostro evento una visibilità ed una copertura difficili da raggiungere in altro modo, il tutto a costo zero e con un minimo dispendio di tempo ed energie.


martedì 2 dicembre 2014

Twitter: consigli pratici per l’uso

Divertente da usare e ideale per diffondere contenuti virali, spesso l’uccellino blu non viene percepito come utile ai fini del social media marketing. Ecco alcune dritte per usarlo con profitto

Twitter, più croce che delizia. La percentuale di strutture ricettive che lo utilizzano con profitto è decisamente bassa, e spesso il social dell’uccellino blu viene percepito come ostico, difficile da usare, al limite divertente ma poco utile. Ne abbiamo già scritto in passato, ed ora torniamo sull’argomento: se usata nel modo giusto, anche la piattaforma dei cinguettii può essere utile al piano di social media marketing di una struttura ricettiva.
Innanzitutto, Twitter si è fatto largo grazie alla vocazione, da parte dei suoi utenti, alla battuta sagace, al tweet fulminante e ad effetto. Ma non è detto che si debba far sorridere a tutti i costi. Anzi. Spesso, la chiave del successo è semplicemente essere utili. Fornire un servizio, di qualsiasi tipo, dal meteo alle informazioni su sagre e manifestazioni in zona, può attirare follower ed interazioni.
Proprio la capacità di stimolare engagement con il lettore sta alla base del successo su Twitter. Un buon modo di stimolarlo è fare domande brevi, secche, che richiedano pochissimo tempo per la risposta. I fill in the blank sono l’ideale: stimolano la creatività, spingono alla risposta e si compilano in un attimo.
Si è detto più volte che la comunicazione sui social non deve essere la stessa, patinata ed istituzionale, per intenderci da brochure, del sito. La regola vale anche per i video, che su Twitter sono molto utilizzati grazie all’app Vine, che consente di registrare e pubblicare i diffusissimi filmati da sei secondi. Anche un dietro le quinte realizzato con il telefonino e condiviso all’istante può diventare virale. Se aggiungiamo che il CEO di Twitter Dick Costolo ha recentemente dichiarato che presto arriverà la possibilità di condividere filmati lunghi più di sei secondi, vien da sé che i contenuti video su Twitter sono ben più che un vezzo.
Ma la vera regola aurea, in un social che vive sull’istantaneità delle conversazioni e che vede mutare in continuazione i propri trend topics, è essere sempre sul pezzo. Ne consegue che la tecnica che dà maggiori risultati nel raggiungere nuovo pubblico, e fare nuovi follower, è twittare la cosa giusta al momento giusto. Usare l’hashtag relativo all’inaugurazione di un evento mentre l’inaugurazione è in corso, parlare di una fiera mentre sta aprendo, twittare da una sagra in svolgimento, attirerà l’attenzione degli utenti di Twitter, sempre affamati di novità e notizie fresche.
Il gusto della battuta fulminante, si sa, è uno dei pilastri di Twitter. Il problema è che non siamo tutti Oscar Wilde. Ma ciò non significa che non possiamo citarlo. Ricorrere agli aforismi funziona sempre e assicura un buon tasso di retweet, ma non dimentichiamo le sacre regole della netiquette: citiamo sempre la fonte, o verremo severamente bacchettati.
Infine, due dritte. E’ stato dimostrato che i tweet che iniziano con una lettera maiuscola ottengono maggiori interazioni, perché vengono percepiti come breaking news. Così come si è notato che un link che conduce ad una risorsa esterna funziona meglio quando è inserito al centro del tweet, piuttosto che sul fondo come avviene di solito.
Insomma, le idee per twittare al meglio non mancano. Cosa aspettate?

lunedì 29 settembre 2014

Le novità estive dai Social Network: ecco cos’è successo negli ultimi mesi

Gli sviluppatori di Facebook, Twitter & Co non vanno mai in vacanza:ecco un riassunto delle novità introdotte nelle diverse piattaforme mentre noi eravamo sotto l’ombrellone

L’estate è finita, e con lei se n’è andato il periodo dei viaggi e delle vacanze sotto l’ombrellone. Se si fa un giro sulle principali piattaforme social, però, ci si accorge che non tutti, negli scorsi pesi, sono andati in ferie; anzi, c’è chi ha lavorato alacremente per farci trovare un pacchetto di succose novità al nostro rientro: si tratta degli sviluppatori dei vari social network. Il Web 2.0 si evolve in continuazione, si sa: non ci si può distrarre un attimo. Ecco qui di seguito un abstract delle principali novità introdotte negli ultimi mesi. Cominciando dal re dei social netork: Facebook.

- Facebook. Se della guerra dichiarata al click-baiting abbiamo già parlato, la novità del momento si chiama Radius-Based ads. In sostanza, si tratta di un nuovo tipo di Ads (inserzione a pagamento) basata sulla geolocalizzazione: l’annuncio corrispondente sarà quindi visibile agli utenti che transitano nei paraggi dell’attività che l’ha lanciato. Insomma, una nuova frontiera del marketing di prossimità, particolarmente interessante per chi gestisce una struttura ricettiva.
Oltre a questo, quelli di Menlo Park hanno da poco introdotto un algoritmo che conferisce maggiore rilevanza ai post che trattano un argomento che in un determinato momento rientra nei Trending Topics (si parla di una media del 6% di engagement in più).
- Twitter. Il social dei cinguettii non sta a guardare e replica al colosso di Zuckerberg. Innanzitutto con le sue Ads, che finalmente sono davvero disponibili a tutti gli utenti in 20 Paesi del mondo. E’ possibile pianificare diversi tipi di Ads: per acquisire nuovi follower, per portare click al proprio sito (e possibilmente conversioni), per favorire le interazioni nei tweet o il download di app, per fare una campagna di lead generation volta a raccogliere nuovi contatti, oppure per farne una personalizzata.
L’Uccellino Blu avrebbe poi lanciato, per ora in fase di testing e solo in Inghilterra, una nuova feature. Si chiama “Everyday moments” e permetterebbe di cliccare su uno tra 80 topics predefiniti ottenendo un grafico interattivo attraverso il quale scoprire in quale area geografica se ne parla di più, e soprattutto in quale giorno della settimana e a quale ora. Abbinato alle nuove Ads, diventerebbe uno strumento interessante, considerata la velocità alla quale scorre la TL di Twitter.
Un po’ come già fatto da Facebook , infine, anche Twitter starebbe pensando di introdurre il tasto “Compra”.

Di Foursquare, che si è sdoppiato ed è diventato tutto nuovo, e dei video in Hyperlapse di Instagram, infine abbiamo già parlato: basta fare un giro sui profili di alcuni famosi brand presenti sul social nelle foto quadrate, per rendersi conto di come le aziende non abbiano perso tempo a sfruttare la nuova feature.

Non resta che cercare di fare lo stesso anche con l’account della propria struttura ricettiva.

martedì 15 luglio 2014

Vino e web, un connubio che funziona


Una ricerca condotta da Viralbeat su commissione dell’associazione Le Donne del Vino svela i meccanismo della conversazione on line tra gli enoappassionati
I “winelovers” sono organizzati: formano una community che si ritrova su Twitter, Instagram o sui Blog, e parla di vino. Lo dice uno studio realizzato dall’agenzia Viralbeat su commissione dell’associazione Le Donne del Vino. L’aspetto forse più interessante, stando ai risultati della ricerca, è che il vino è ancora percepito almeno in parte come alimento quotidiano, e non solo come prodotto d’eccellenza legato a brand prestigiosi. Scendendo nel dettaglio: su Twitter, lo zoccolo duro degli influencer è formato da blogger e aziende vitivinicole che possono vantare un ampio numero di follower (e di fan su Facebook). Scomponendo l’insieme degli hashtag utilizzati nei tweet sul vino, emergono tre aree semantiche: territorio, prodotti e aziende, gastronomia. A testimonianza, verrebbe da dire, che il vino viene sempre percepito come parte di un contesto più ampio, che comprende tutte le particolarità di un territorio.
Su Instagram le conversazioni attorno al vino hanno un taglio prevedibilmente più conviviale, mentre il vero luogo dove si riuniscono appassionati, addetti ai lavori ed esperti del vino è costituito dai blog specifici. Qui si possono riscontrare alcune tendenze ben delineate. A cominciare dall’attenzione riservata ai vini bio, green ed ecosostenibili. Con un dettaglio non irrilevante: chi va in cerca di vini bio, preferisce acquistarli direttamente dal produttore.
Qui il video con i dettagli della ricerca:
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ccBu8C9L_tE

lunedì 9 giugno 2014

Strutture ricettive e Twitter: bisogna essere veloci

Uno studio dell’agenzia statunitense Conversocial analizza i tempi di risposta degli hotel alle richieste giunte dai clienti via tweet. Con qualche sorpresa

Twitter è, per molti aspetti, il social più dinamico del web. Le interazioni si susseguono a ritmo quasi frenetico, al pari della possibilità di fare nuove conoscenze e conquistare follower. Chi lo usa lo sa, e si aspetta lo stesso ritmo dagli altri utenti.
Se quindi abbiamo deciso di utilizzare il social dei cinguettii per il nostro social media marketing, sarà meglio che ci adeguiamo, altrimenti saranno dolori. Lo rivela una ricerca condotta dall’agenzia statunitense Conversiocial, che analizza il comportamento di 20 catene alberghiere. I risultati non sono dei più brillanti: per rispondere al tweet di un cliente, le strutture impiegano in media 7 ore e 21 minuti, decisamente troppo. Non solo: appena il 16,59 % dei tweet dei clienti ha ricevuto una qualche risposta.
I risultati sono resi ancora più sorprendenti dal fatto che si tratta di grandi strutture: se incontrano queste difficoltà hotel appartenenti alla catena Hilton o Marriott, come se la possono cavare le piccole strutture, magari agriturismi o B&B, in cui spesso la stessa persona deve occuparsi di più mansioni?
I punti cruciali paiono essere due.
Innanzitutto: bisogna sempre tenere bene a mente che Twitter, Facebook e tutti gli altri sono social network, e che i social network sono, per definizione, luoghi dove le persone tengono conversazioni. Interagire, rispondere, ascoltare: tutto ciò risulta una componente essenziale della propria presenza on line. Una struttura ricettiva che al contrario concepisce il proprio social media marketing come pura promozione, utilizzando il social come una bacheca dove affiggere una serie di last minute e sconti, non andrà molto lontano. E questo, ovviamente, vale per le grandi catene internazionali così come per il piccolo agriturismo di provincia.
C’è poi una ragione meramente tecnica, molto spesso, per le mancate risposte su Twitter: chi riceve un tweet semplicemente non se ne accorge. Il sistema di notifiche dell’uccellino blu, sia da pc che da mobile, non è così intuitivo come quello, ad esempio, di Facebook; se non si sta attenti, può capitare che un tweet “sfugga”. Il rimedio, per fortuna, è altrettanto semplice: nelle impostazioni del proprio account, conviene selezionare l’opzione che permette di ricevere una e-mail ogni qual volta avviene un’interazione con un altro utente, che si tratti di menzioni, retweet o semplici aggiunte ai preferiti. In questo modo avremo costantemente sotto controllo le conversazioni che ci vedono coinvolti, le citazioni e le risposte ai nostri tweet.
Insomma, come sempre, la presenza su un social a fini di media marketing non può essere affidata al caso, bensì deve essere programmata e soprattutto fondata su un’attenta preparazione. Restare aggiornati è, come sempre, fondamentale.

lunedì 23 settembre 2013

Web marketing su Twitter: qualche consiglio

Ostico per molti, il social degli uccellini può rivelarsi utile. A patto che…

O lo ami o lo odi. Twitter non conosce mezze misure e divide il popolo della rete tra coloro che lo utilizzano in maniera compulsiva, e quelli (la maggior parte) che hanno un rifiuto fisiologico verso hashtag, menzioni e retweet. E che di conseguenza non prendono nemmeno in considerazione l’idea di utilizzarlo come strumento di web marketing per la propria attività.
In realtà anche Twitter, se usato bene, può essere uno strumento utile per un hotel, un ristorante, un agriturismo o un B&B. Innanzitutto, ovviamente, è fondamentale superare lo scoglio iniziale: l’Uccellino Blu tende a risultare ostico per chi è alle prime armi. L’utilizzo degli hashtag complica la lettura per chi non vi è abituato, ed il limite dei 140 caratteri può apparire troppo restrittivo. In realtà, una volta abituatisi, si scopre che tutto funziona in modo naturale. A questo punto, è fondamentale tenere bene a mente una vecchia regola, che vale per tutti i social (Facebook compreso): meglio pochi ma buoni. In altre parole, è poco remunerativo (oltre che dispendioso) dare la caccia ad un grande numero di persone per aumentare rapidamente il numero dei propri follower (qui in ogni caso, una guida rapida per chi volesse sperimentare gli annunci pubblicitari), se poi questa platea non è davvero interessata a ciò che abbiamo da dirle, e alla nostra attività. Molto meglio concentrarsi sul proprio orticello, far sì che i follower siano autentici e convinti sostenitori della nostra attività, e soprattutto curare il rapporto con loro.
Qui viene il bello. Cosa fare per ottimizzare le interazioni con i propri follower? Ricordiamo che un retweet equivale ad un condividi su Facebook: amplifica in modo esponenziale la visibilità di un tweet, e porta di conseguenza nuovi follower. Innanzitutto, occorre pensare al momento più adatto per twittare. Le Twitt List (TL) degli utenti sono infatti dei nastri trasportatori che scorrono velocissimi: un tweet viene trascinato in basso e scompare nell’arco di poco tempo, molto più in fretta di quanto avvenga su Facebook. La scelta del momento in cui twittare si rivela quindi strategica. Spesso, i momenti migliori sono pausa pranzo-primo pomeriggio, e ore serali prima e dopo cena. Ottimo momento, soprattutto per chi ha un’attività ricettiva, il venerdì pomeriggio, ed il week end in generale.
A questo punto, spesso, sorge un’altra domanda? Quanto Twittare? Alcuni utenti si convincono che per aumentare i propri follower occorre un gran numero di tweet giornalieri. Non è vero, anzi: twittare troppo può essere, come spesso accade, controproducente. 4 tweet al giorno possono bastare. L’importante è che ad essi segua la dovuta interazione: del resto se si chiamsa social network, un motivo ci sarà! Nulla è più antipatico di un’interazione cui segue il silenzio. Se un follower ci risponde, è fondamentale replicare a nostra volta. Se proprio siamo di corsa e non ci viene in mente nulla, c’è un comodo strumento che Twitter ci mette a disposizione: l’aggiunta ai preferiti (il simbolo della stella). “Stellinare” un tweet è un po’ l’equivalente del like messo ad un commento ad un post su Facebook: consente di ringraziare quell’utente per aver partecipato ad una nostra discussione.
Ma quali regole seguire per la scrittura dei Tweet? Innanzitutto, sebbene oggi vadano di moda e compaiano un po’ ovunque, è bene non esagerare con gli hashtag: non dimentichiamo che per molti costituiscono un ostacolo ad una lettura scorrevole, e risultano graficamente fastidiosi. Fondamentali sono poi lo stile e la correttezza grammaticale e sintattica: il limite dei 140 caratteri non è una scusa per esagerare con le abbreviazioni, e gli errori di battitura sono sempre fastidiosi.
Infine, meglio evitare di collegare gli account Twitter e Facebook. I due social network sono profondamente diversi, hanno regole differenti ed utenze con differenti abitudini. Raramente ciò che funziona su Twitter fa altrettanto su Facebook. Meglio quindi tenere gli account separati ed al limite usare Twitter, con una breve frase introduttiva e lasciata in sospeso, per incuriosire, come rampa di lancio per i post su Facebook, in modo da attrarre nuovi like e nuovi fan.
Ciò detto: le regole, sui social network, non sono mai ferree, e lo spazio per le eccezioni abbonda. Non resta che provare e sperimentare: più si riesce ad essere creativi, più si ottengono risultati.

lunedì 6 maggio 2013

Google Adwords e Google+, sempre più integrati

Diversi indizi suggeriscono che il sistema di inserzioni pubblicitarie di Google va verso un’integrazione sempre più spinta con il motore di ricerca

La notizia è stata lanciata direttamente sul blog ufficiale di Adwords  con questo esempio:


Di cosa si tratta? A prima vista, sembrerebbe una normale inserzione pubblicitaria. Ad un’occhiata più attenta, però, si può notare qualcosa di nuovo. Nell’ultima riga, infatti, compare un rimando alla pagina Google+ della celebre bevanda energizzante, ed al numero dei follower che la medesima pagina vanta. Non vi ricorda molto da vicino i concetti su cui si basano le Facebook Ads, come la riprova sociale? Constatare che un grande numero di utenti segue quella pagina, spinge chi visualizza l’inserzione a ritenere che valga la pena farlo a propria volta. Da lì a cliccare sulla parte bassa dell’inserzione, atterrare sulla pagina ufficiale Google+ ed iniziare a seguirla, il passo è breve. Ed il tutto è perfettamente in linea con i dettami della comunicazione social, qui estremanente integrati con il sistema delle Ads.
Google le chiama Annotazioni Social. Chiunque può iniziare da subito ad utilizzarle? Diciamo che, per il momento, a Mountain View hanno posto, comprensibilmente, alcuni paletti, dei requisiti che occorre rispettare per potere accedere al sistema. Innanzitutto, com’è logico, occorre avere una campagna Adwords attiva ed una pagina Google+ aperta. La seconda, inoltre, deve possedere un URL verificato e corrispondente all’URL dell’annuncio. La pagina deve poi soddisfare altri requisiti per poter accedere al sistema delle Annotazioni Social: post recenti (in modo da dimostrare di essere regolarmente attiva al di là della campagna pubblicitaria), considerati di elevata qualità in base ad una serie di standard stabiliti dal sistema, e deve infine contare almeno 100 follower.
Se tutti i requisiti sono soddisfatti, per ottenere le Annotazioni Social è sufficiente gestire la voce “estensione degli annunci” nel sistema Adwords. A questo punto sorge spontanea una domanda: i costi? E qui Google riserva una piacevole sorpresa: l’utente che clicca sull’annotazione social, nella parte inferiore dell’annuncio, ed atterra quindi sulla pagina Google+ corrispondente, non ci fa spendere un centesimo. Continueremo a pagare, esattamente come prima, soltanto per i click sull’inserzione vera e propria.
Insomma, il tutto appare estremamente interessante, soprattutto in chiave futura. E’ infatti evidente, e lo abbiamo ricordato più volte, come Google+ non goda al momento di grande popolarità da parte degli utenti. Ma una serie di novità  e soprattutto quest’ultima, notevole innovazione delle annotazioni social suggeriscono che presto le cose cambieranno. E come sempre, chi primo arriva…

lunedì 8 aprile 2013

Come avere più retweet, ora la guida pratica

Un interessante progetto illustra cosa, come e quando twittare per avere successo
Chi frequenta Twitter lo sa bene: il retweet è l’anima del social network degli uccellini. Se un tweet viene ritwittato (condiviso) da molti altri utenti, regala grande visibilità e consente di guadagnare nuovi follower. Naturale quindi, per chi fa social media marketing su Twitter, cercare di essere ritwittato il più possibile.
Bene, ma come fare? Naturalmente non esiste una guida esaustiva, né sarebbe possibile stilarla (abbiamo già parlato di Twitter qui). Il Social dei cinguettii è un’ambiente estremamente selettivo e meritocratico: chi ha qualcosa di interessante da dire, ed è bravo a dirla, prima o poi emerge. Ciò premesso, esistono tuttavia dei piccoli accorgimenti che possono aiutare ad ottenere maggiore visibilità. retweetlab.com/ è un interessante progetto che cerca di capire cosa fare per massimizzare il numero di reweet. E i risultati dello studio sono, a volte, sorprendenti. Innanzitutto, quelli di Retweetlab si sono chiesti: quando conviene twittare? In questo caso, la risposta non si discosta molto dalle aspettative: il grafico mostra chiaramente un picco di retweet tra il venerdì e il sabato. Non dimentichiamo che il venerdì è il giorno dell’FF. Vuol dire Follow Friday e si tratta di un must tra gli utenti di Twitter: consiste nel consigliare ai propri follower utenti da seguire utilizzando, appunto, la sigla FF. Risultati abbastanza prevedibili anche per quanto riguarda l’ora della giornata in cui si ottengono, in media, più retweet: il picco, in questo caso, si registra tra le 7 e le 9 di sera. I risultati incominciano a farsi più interessanti quando si prende in considerazione la lunghezza dei tweet: si sa che Twitter impone il limite invalicabile dei 140 caratteri. Ma quale lunghezza assicura il maggior numero di retweet? I risultati mostrano una chiara preferenza per i tweet che si avvicinano al limite, con una punta attorno ai 130 caratteri: sintesì sì, ma comunicando contenuti, verrebbe da commentare.
Lo studio di retweetlab prosegue con altre grafiche interessanti. Spicca per interesse quella riguardante le parole che ottengono più retweet (la ricerca è stata ovviamente svolta in lingua inglese). Ai primi due posti, e con un netto distacco sugli altri risultati, si sono infatti classificati i termini Instagram e Pinterest: i due celebri social network delle immagini. Verrebbe quindi da pensare che anche su Twitter, una piattaforma che ha storicamente sempre privilegiato i contenuti testuali, le immagini stanno guadagnando importanza.
Interessante, poi, notare come i tweet con hastag (#) ottengono statisticamente più reweet di quelli senza, al pari dei tweet contenenti link. Soprendente, infine (o forse no?), le scarse performance ottenute dai tweet contenenti Calls-to-Action (tipico: please RT, cioè per favore, ritwittate), e da quelli con domande.
Insomma, se siete twittatori assidui, il lavoro di retweetlab può fornire spunti ed interessanti suggerimenti su come, quando e cosa scrivere per massimizzare i vostri sforzi. Non resta che applicarli e stare a vedere.

venerdì 18 gennaio 2013

Pinterest, il social network dei desideri


Divenuto popolare nel 2012, permette di condividere prodotti, servizi e
viaggi che ci piacciono. Può servire alla nostra struttura?

E’ nato nel 2010, ed il nome deriva dall’unione dei termini inglesi Pin (appendere, o anche puntina, con riferimento ad una bacheca) e Interest, interesse. I suoi ideatori hanno avuto l’intuizione di creare un “Social Network delle immagini” che permettesse ad ogni utente di creare un catalogo on line delle proprie ispirazioni. Oggi Pinterest (www.pinterest.com ) è tra i 100 portali più visitati al mondo, ed i numeri continuano a crescere. Ha avuto un autentico boom lo scorso anno, grazie all’immediatezza di utilizzo, alla possibilità di collegarne l’account con quelli Facebook, Twitter e Flickr, e ad una formula fresca ed accattivante. Ma la vera domanda è: può essere utile alla nostra struttura?
Per cercare di capirlo, vediamo come è fatto. Eseguita l’iscrizione, ci si trova nella home page, che presenta una bacheca di immagini dal mondo. Come detto, i contenuti visuali riguardano un po’ tutto: prodotti come auto e moto, paesaggi di luoghi esotici, elementi d’arredo, accessori, opere d’arte, libri, album musicali… la lista potrebbe proseguire all’infinito. Per facilitare la ricerca delle immagini che ci interessano, nel menu in alto è presente la voce Categories, che contiene un menu a tendina con un’ampia scelta di aree tematiche. Cliccando invece sulla voce Populars, è possibile visualizzare le immagini appunto più popolari. Quali sono le immagini popolari su Pinterest? Sono quelle che hanno ottenuto il maggior numero di visualizzazioni, di “like” (come su Facebook) o di Repin (l’equivalente del “condividi” su Facebook o del “retweet” su Twitter: permette di condividere una specifica immagine sulla propria bacheca). Una voce particolarmente interessante è poi Gifts: passandoci sopra con il cursore compare un menu a tendina che indica fasce di prezzo: da 1 a 20 dollari, da 20 a 50, da 50 a 100, e così via. Scegliendo una fascia, si accede ad una bacheca che mostra tutti i prodotti compresi in quel range di prezzo che sono acquistabili on line: cliccando su un prodotto, si apre il sito nel quale si può completare l’ordine. Il tutto è estremamente chiaro, intuitivo e graficamente gradevole.
Già ad una prima occhiata, dunque, appare chiaro che Pinterest offre potenzialità di marketing interessanti, soprattutto con l’opzione gifts. A questo punto, il dubbio che ci assale è quello comune a tutte le attività di marketing sui social network: se anche pubblicizzo la mia struttura su Pinterest, chi lo vedrà?
Diciamo subito che da questo punto di vista, Pinterest è strutturato come Twitter: ci sono cioè follower e following, ovvero gli utenti che ci seguono, e visualizzano i contenuti da noi condivisi, e gli utenti che seguamo noi (si accede all’elenco tramite la voce following all’estrema sinistra del menu in alto). L’interesse (ed il problema) di chi intende fare marketing è, ovviamente, avere molti follower. Premesso che, come sempre, è tutt’altro che facile avere in poco tempo molti utenti che ci seguono, anche per Pinterest esistono alcuni trucchetti che ci possono dare una mano. Un primo passo può essere il collegamento tra gli account Pinterest e Facebook (o Twitter). Ciò consente di visualizzare quali amici di Facebook (o follower di Twitter) usano Pinterest, e di invitarli a seguirci anche qui. Consigliamo, come sempre, di non invitare tutti a prescindere, ma di farlo solamente con quei contatti che potrebbero davvero essere interessati, e non infastiditi, da ciò che abbiamo da offrire. In ogni caso, questo primo passo può servire per creare un primo zoccolo di follower, ed ottenere magari i primi like e repin. Fatto questo, può essere senz’altro utile condividere i nostri Pin (ovvero le immagini che pubblichiamo su Pinterest, anche su Facebook e Twitter (con moderazione: il rischio di essere percepiti come spam sui Social Network è sempre dietro l’angolo). Su Facebook, può essere opportuno installare la Pinterest app ed aggiungerla alla propria pagina: in questo modo una sezione della Fan Page diventerà una riproduzione della nostra bacheca Pinterest.
Pinterest mette poi a nostra disposizione altri strumenti per aumentare la nostra visibilità. Se da menu in alto a destra si passa il cursore sulla voce About, si apre un menu a tendina che mostra, tra le altre voci, “Pin it Button”. Cliccandoci, si accede ad una sezione che ricorda quella dei badge per le pagine Facebook: una serie di “bottoni” che è possibile incorporare nel proprio sito aziendale, o ovunque lo si voglia, che rimandano al nostro profilo Pinterest. C’è innanzitutto il Follow Button, premendo il quale l’utente diventa nostro follower su Pinterest; segue il “Pin it Button”, che permette a chi lo clicca di fare Repin di uno specifico contenuto visuale.
Oltre a questi strumenti, ancora alcune “dritte”. Innanzitutto, siate accurati nella descrizione delle immagini che pubblicate. Pinterest permette infatti di aggiungere una descrizione (di massimo 500 caratteri, che comunque non sono pochi) ad ogni fotografia. Bene: scegliete con cura i termini da utilizzare, al fine di permettere al motore di ricerca di Pinterest di trovare le vostre immagini con facilità. Usate il simbolo dell’hastag #: un po’ come su Twitter, permette di indicizzare ogni contenuto sotto una specifica categoria. Cercate poi di pubblicare immagini ad alta definizione: in un Social Network delle immagini, occorre cercare di spiccare colpendo l’occhio di chi osserva, e una fotografia in alta definizione ha sempre un effetto superiore rispetto ad una sgranata. Cercate poi ispirazione seguendo altri profili ed osservando le loro azioni. Infine, come sempre: siate creativi. Essere originali, informali e divertenti è sempre il modo migliore per distinguersi.
Siete ancora dubbiosi? Vi consigliamo, se ne avete voglia, di effettuare un’ultima prova. Andate su Pinterest e, dalla finestra in alto a sinistra, eseguite una ricerca piuttosto dettagliata e circoscritta, per esempio “Piedmont wines”. Osservate quindi la quantità delle immagini corrispondenti pubblicate su Pinterest, e soprattutto il numero dei like, dei repins e dei commenti.
Vi è venuta voglia di provare? Beh, create la vostra bacheca (Board), sotto coi Pins e buon divertimento.

venerdì 14 dicembre 2012

Twitter: solo una moda?


E’ il secondo social network per importanza e diffusione, ed è sempre più utilizzato.
Scopri se può fare al caso tuo.

E’ la tendenza del momento. In TV, sui giornali, sul web, tutti ne parlano: il fenomeno Twitter sta dilagando. Dai vip che lo usano per scambiarsi battute, ai “geek” che vogliono distinguersi dalla massa che usa l’ormai banale Facebook.
Ma la domanda è: può fare al caso nostro? Chi possiede una piccola struttura, un Agriturismo, un B&B, un ristorante, che magari è anche azienda agricola, ha mille incombenze quotidiane, e già pensare a cosa pubblicare sulla pagina Facebook può essere un problema. Vale la pena investire ulteriori energie e tempo anche sul social degli uccellini blu che cinguettano? Non è solo una moda?
La domanda è legittima. E di sicuro, impegnarsi in un nuovo social network (con le sue regole e le sue consuetudini, spesso non scritte, che richiedono un inevitabile periodo di apprendistato) è un investimento di cui non si possono prevedere i ritorni. Ciò che si può escludere, tuttavia, è che Twitter sia solo una moda passeggera. Una serie di limiti (dai 140 caratteri per messaggio, alla predominanza dei contenuti testuali su quelli visuali) hanno infatti creato un ambiente estremamente meritocratico, con scarso rumore di fondo: se siete bravi e capite come funziona il gioco, su Twitter dopo un po’ la visibilità arriva. E la realtà è che le potenzialità del mezzo sono probabilmente in gran parte ancora inesplorate. Un esempio su un utilizzo davvero poco ortodosso, ma a modo suo geniale, di Twitter? Provate a leggere qua: quello che all’apparenza sembra un monotono elenco di sigle prive di senso, è in realtà un utilissimo servizio per la comunità:
http://www.davidelicordari.com/un-uso-molto-poco-convenzionale-di-twitter/

Chi l’avrebbe mai detto, vero? E questo è solo un esempio.
Ok, ma se si deve incominciare da zero, in concreto, come funziona Twitter? Vediamolo nel dettaglio.
Chiaramente, il primo passo da compiere è iscriversi, un po’ come capita su Facebook. Ponete attenzione e cura alla veste grafica: potete selezionare una foto del profilo, un’altra immagine che comparirà in alto (una specie di omologa dell’immagine di copertina di Facebook), ed una terza che farà da sfondo a tutta la pagina. Se preferite, potete sostituire le immagini con temi grafici e sfondi suggeriti da Twitter. L’importante è personalizzare e, soprattutto, non restare senza immagine del profilo. Grande importanza riveste anche la Biografia: lì potete spiegare a chi capita sul vostro profilo chi siete, cosa fate, quali sono i vostri interessi e le vostre passioni. In più, potete inserire un link che rimandi a un altro indirizzo: il vostro sito, o la pagina Facebook. Fondamentale non scrivere un arido cv: l’informazione dev’essere snella, informale, intrigante e stimolare la curiosità del lettore. Siate ironici, siate spiazzanti.
Bene, ora avete il vostro profilo Twitter. Ma adesso? Come in tutti gli ambienti nuovi, può essere opportuno un periodo di acclimatazione. Per esempio può essere utile, all’inizio, stare ad ascoltare ciò che hanno da dire utenti più esperti. Come? Potete cercare un singolo utente, o un tweet che contenga una precisa parola, nella finestra di ricarca in alto nella pagina. Oppure, cliccando sul tasto Scopri, è possibile effettuare una ricerca per hastag. L’hastag è il nome del simbolo # che, utilizzato prima di una parola, la rende una categoria, un argomento sotto cui raggruppare un insieme di tweet che condividono la trattazione di quella specifica sfera tematica. Per fare un esempio pratico:

Finita la raccolta del Moscato, domani passiamo alla Barbera. Speriamo che il tempo tenga! #vendemmia

In questo caso, chiunque esegua la ricerca per l’hastag #vendemmia, troverà, tra gli altri risultati, anche il mio tweet. Imparare ad usare gli hastag in maniera efficace è fondamentale per acquisire visibilità.
Ok, ma chi seguire? Premesso che si può seguire chi si vuole, sarebbe opportuno trovare qualcuno che condivida la propria specifica area di interesse. E più è circoscritto, inusuale quest’ambito, più avremo chance di acquisirvi visibilità. Per esempio, ci può essere una comunità di appassionati raccoglitori di funghi in una determinata Regione che si scambia informazioni durante la stagione della ricerca. Oppure, un gruppo di persone che praticano birdwatching in cerca di informazioni su dove poter osservare quelle particolari specie di uccelli migratori. Oppure ancora: persone che effettuano ricerche per un particolare hastag (per esempio #vendemmia) durante, appunto, il periodo della raccolta delle uve. Cerchiamo quindi di inserirci nella o nelle comunità che ci interessano, o che rispecchiano la natura e l’orientamento della nostra struttura e della nostra attività. Dopo un po’ di tempo, verrà naturale non limitarsi a leggere gli altri, bensì incominciare a scrivere. Si può iniziare interagendo con i nostri following: ogni tweet presenta in basso una serie di opzioni: risposta (si replica direttamente all’autore del tweet, il cui indirizzo (che inizia sempre con una @) comparirà automaticamente all’inizio del tweet; in questo caso solo chi segue sia l’autore che chi risponde vede lo scambio di tweet nella Time Line; tutti gli altri dovranno espandere il tweet originario per leggere le risposte. Se si sposta l’indirizzo del destinatario del tweet in un altro punto, viceversa, il tweet torna visibile a tutti); retweet (inoltra il tweet anche ai propri follower: un retweet su Twitter equivale ad un “condividi” su Facebook. Mentre su Twitter l’equivalente del “mi piace” di Facebook non esiste); aggiungi ai preferiti (utile per crearsi liste di tweet che riteniamo interessanti, o che vogliamo ripescare velocemente in futuro); altro (aggiunto di recente, permette di inviare il tweet via e mail). L’ultimo modo per scrivere qualcosa su Twitter, ovviamente, è inventarsi un nuovo Tweet.
Il problema, a questo punto, è: scrivere a chi? Su Twitter infatti ci sono i following (gli utenti che noi abbiamo deciso di seguire, e di cui riceviamo i tweet sulla nostra Time Line) ed i follower (gli utenti che hanno deciso di seguire noi, per restare aggiornati su ciò che abbiamo da comunicare). Avere molti follower è ovviamente il nostro scopo su Twitter, ma è anche il principale problema: si inizia con un desolante 0, e la cifra tende, di solito, ad aumentare con estrema fatica e grande lentezza. Cosa si può fare per “mettere il turbo” e guadagnare molti follower?
Premessa: come detto, Twitter è estremamente meritocratico. Se siete bravi (ma bravi davvero), emergerete. Altrimenti, sarà difficile riuscirci. Contano quindi i contenuti (interessanti) ed il modo in cui vi esprimete: informale, spigliato, ironico, divertente, tale da suscitare simpatia e curiorità. Altro paletto non da poco: ogni tweet non può superare i 140 caratteri, come i vecchi sms. Roba da spremersi le meningi per farci stare tutto ciò che avete da dire. E a volte, è proprio impossibile. Che fare, allora? Molto spesso, si ricorre a link che rimandano a pagine esterne: un sito, un blog, anche la pagina Facebook, dove c’è più spazio per comunicare i propri contenuti. Altro problema: anche i link, spesso, sono lunghi. Inserire un link in un tweet può equivalere a riempirlo interamente. Per fortuna c’è una soluzione. Esistono diversi servizi di “accorciamento link”: facili da usare, consentono di immettervi il nostro link, ed ottenerne una versione notevolmente accorciata, ideale per essere “twittata”. Questo, per esempio, è uno di questo servizi:
https://bitly.com/

Un’alternativa è costituita dai servizi che permettono di completare tweet che proprio “non ci stavano” in 140 caratteri, come questo:
http://www.twitlonger.com/index.php/main_new/

In entrambi i casi, la tecnica per “invitare” i lettori a cliccare sul link e continuare a leggere è la stessa: il tweet deve contenere una frase introduttiva intrigante lasciata a metà, magari con i puntini di sospensione, seguita dal link.
Oltre ai link, Twitter permette di allegare anche immagini. Queste compariranno come brevi indirizzi URL: cliccandoci su (oppure cliccando su “visualizza immagine” se utilizzate un pc), si apre la foto. E’ senz’altro utile utilizzare anche le immagini, senza però esagerare: occorre infatti ricordare che Twitter è utilizzato via mobile (smartphone e tablet) molto più di Facebook, e che si contraddistingue proprio per la sua estrema leggerezza e immediatezza di utilizzo tramite questi dispositivi: i tweet sulla Time Line si caricano velocemente anche con una connessione che fa i capricci. Caso nel quale le foto (o i video), inutile dirlo, fanno invece fatica a caricarsi. Ecco perché dicevamo che su Twitter la comunicazione testuale ha ancora il sopravvento.
In ogni caso, dopo poco tempo verrà spontaneo comporre tweet molto eleganti, composti da hastag, short link e immagini. Il problema, molto probabilmente, è che i vostri follower saranno ancora desolatamente pochi. A questo punto, molti lasciano perdere. Ed è un peccato, perché comunque avevano investito tempo ed energia su Twitter. Cosa si può fare per ricevere qualche “aiutino”? Premesso che non esistono formule magiche e soprattutto universali, i “trucchi del mestiere” cui si può ricorrere per “mettere il turbo” ed ottenere visibilità presso un’ampia platea, ed incrementare così i propri follower, sono:
- Utilizzare un particolare hastag in un preciso momento, magari se l’hastag è connesso ad un evento. Per esempio, twittare con l’hastag #vinitaly in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione della celebre fiera di Verona, fornisce visibilità. Ci sono infatti moltissimi utenti che utilizzano il tasto #Scopri di Twitter come una vera e propria agenzia di stampa, da cui attingere secondo dopo secondo contenuti in tempo reale su un determinato argomento o evento. Se il vostro tweet è interessante e contiene l’hastag giusto al momento giusto, sarà notato e vi consentirà di guadagnare follower.
- Twittate con utenti che hanno molti follower. Ottenere un retweet da parte loro dà grande visibilità, e garantisce di guadagnare follower. Per esempio, se scrivo un tweet interessante, curioso o simpatico ad un giornalista famoso con decine di migliaia di follower, ed il giornalista lo ritwitta, state certi che arriveranno a cascata decine di altri retweet, aggiunte ai preferiti e nuovi follower.

Una volta superato un certo numero critico di follower (che è variabile ma si attesta nell’ordine di qualche centinaio), i retweet, le citazioni e le menzioni saranno tanti e tali da costituire da soli un volano per la vostra visibilità. Ecco che avrete messo il turbo: Twitter è vostro. E oltre che divertente e stimolante da usare, costituità un ulteriore, prezioso canale di comunicazione per la vostra struttura.
A patto (l’avevamo già detto?) di essere bravi. E interessanti, e inusuali, e ironici. E di avere, soprattutto, qualcosa da dire. Esiste un detto su Twitter: se intendi pubblicare le foto delle tue serate, restatene su Facebook.
Più chiaro di così…
Per concludere, una guida semi seria, espressa in termini di “dieci comandamenti” su come utilizzare Twitter, da parte di un utente decisamente particolare:
http://hi-tech.leonardo.it/twitter-come-si-usa-i-dieci-comandamenti-di-lddio/