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martedì 2 dicembre 2014

Dire grazie tramite Facebook e Twitter: ora si può

Ringraziare sembra essere la tendenza del momento nel media marketing, e i due social hanno recentemente introdotto nuovi strumenti per farlo.

Il social media marketing, si sa, vive di tendenze e mode, più o meno passeggere. C’è stato il momento dello storytelling, quello del content marketing, ed ora pare la volta del “grazie”: ringraziare qualcuno per qualcosa è la tecnica individuata nelle stanze dei bottoni dei social network per creare engagement.
Ecco allora che Facebook e Twitter hanno lanciato, quasi in contemporanea, i loro strumenti per dire grazie. Il social di Zuckerberg ha sviluppato un tool che consente appunto di ringraziare qualcuno tramite un video, utilizzando un paio di format ed inserendo, ove presenti,
con quel medesimo utente. L’intento è chiaro: fare leva su un passato emozionale e sui ricordi per creare ulteriore engagement.
Twitter, dal canto suo, sfrutta la ricorrenza del Thanksgiving per lanciare un’infografica in cui elenca i possibili modi di dire grazie con un tweet.


A parte il gusto quanto meno dubbio, almeno agli occhi di noi europei, dell’infografica, Twitter poi elenca una serie di tweet da parte di personaggi famosi, come Alicia Keys o LeBron James (le spunte blu a fianco del nome significano che si tratta di account ufficiali e verificati), che ringraziano qualcosa o qualcuno, a testimonianza del fatto che “dire grazie” è la tendenza del momento sui social media.
Può davvero servire tutto questo per il piano di social marketing della nostra struttura? Difficile dirlo. Però occorre essere sempre aggiornati sulle ultime mode. E ringraziare.

lunedì 10 novembre 2014

Storytelling: come farlo in modo che aiuti davvero a vendere

Il segreto è mettere a fuoco l’identità del brand e la propria storia

Se ne fa un gran parlare ormai da un po’, ma la domanda cruciale è: lo storytelling aiuta davvero ad incrementare il proprio business?
Una cosa è certa: raccontare storie è il modo migliore per emozionare i propri clienti: ed emozionarli, del resto, è il modo migliore per far sì che tornino, si fidelizzino e parlino bene di noi. Ma quale storia raccontare? Beh, quella che chiunque gestisca una struttura porta con sé: la storia del proprio brand, di come è nato, è cresciuto ed ha sviluppato la propria identità.
Come abbiamo già sottolineato parlando di Content Marketing, riuscire a trasmettere davvero la propria essenza più intima è il modo più difficile, ma al contempo più efficace, per fare storytelling.
Già, ma come sviluppare i contenuti? Un’idea alternativa potrebbe essere affidarsi al crowdsourcing: collaborare con strutture affini con lo scopo di creare contenuti comuni e condivisibili. Il portale yocrowd, per esempio, offre un tool collaborativo per fare storytelling insieme e condividere contenuti.
Insomma, l’importante è tenere bene a mente il mantra: le storie vendono. Le storie ben congeniate, vendono meglio.

martedì 23 settembre 2014

Hotel.info cerca narratori del territorio


L’iniziativa lanciata dalla celebre OTA permette di far conoscere le piccole realtà locali, note solo a chi è del posto

Le OTA, si sa, sono ormai giganti che allungano i propri tentacoli in ogni parte del pianeta, ed il problema della disintermediazione è sempre caro ai gestori di strutture ricettive. Che però, fino ad ora, hanno potuto far valere un dettaglio fondamentale: le OTA sono multinazionali, sono molto potenti, ma non sono radicate nel territorio. Non sanno nulla di quella vallata o di quel paese sperduti tra le colline della campagna. Per questo, il cliente che cerca un’esperienza autentica, una perla nascosta in un certo territorio, potrebbe decidere di cercare la struttura in maniera diversa, facendo scattare la disintermediazione.
Fino ad ora, appunto.
Perché adesso Hotel.info ha lanciato una nuova iniziativa che rivoluziona questo approccio. Ben consapevoli che il viaggiatore 2.0 è sempre più alla ricerca di esperienze autentiche, nonché del valore dello storytelling legato ad un particolare territorio, gli uomini comunicazione del sito legato alla OTA HRS hanno pensato di trasformare in storytellers gli utenti stessi del portale. Invitandoli con un gioco davvero ben confezionato.
L’invito di Hotel.info parla chiaro: “Ami la tua città? Sei una persona creativa? Ti piace scrivere? hotel.info cerca persone come te e un pubblico di milioni di persone aspetta le tue storie! I segreti della tua città che solo tu conosci valgono un voucher hotel da 500 euro!”.
Insomma: già la prospettiva di rendere visibili i propri racconti ad un ampio pubblico dovrebbe titillare l’ego di chi ama narrare le proprie esperienze on line. Come se non bastasse, Hotel.info aggiunge il carico da novanta dei 500 euro di bonus in regalo da spendere presso una delle strutture del portale. Non male, come incentivo.
Funzionerà? E’ presto, per dirlo. Una cosa, però, è certa: si tratta del primo passo di una OTA per appropriarsi anche dell’ultimo baluardo finora appannaggio delle strutture e di chi è radicato nel territorio: lo storytelling, la possibilità di rivelare i tesori nascosti di un luogo, noti solo a chi ci abita e ci vive.
Appare evidente che chi gestisce una piccola struttura farebbe bene a drizzare le orecchie, e a rispolverare alcune nozioni di content marketing oggi quanto mai attuali. Hai un blog collegato alla tua struttura? Coinvolgi i tuoi clienti nella stesura di recensioni? Hai creato una rete di storyteller e narratori del territorio?
Tutto questo potrebbe un giorno rivelarsi decisivo nell’eterna lotta contro le OTA per la disintermediazione.

lunedì 10 febbraio 2014

Content marketing: cosa fare e come farlo

L’attenzione ai contenuti è il mantra del momento per chi fa social media marketing. Ecco alcune regole

Lo abbiamo già detto e ripetuto qui : la nuova frontiera del social media marketing è essere utili, dire cose interessanti.
Bene: ma come farlo? Qui di seguito, ecco tre spunti di base del content marketing.
Come sempre, può essere utile trarre insegnamento dal mondo della pubblicità: ebbene, da tempo questa cerca di creare, attorno ai prodotti o ai servizi che promuove, delle vere e proprie community di fedeli. Creare una community dei nostri clienti, o potenziali tali, e non dimenticare mai che, quando si dice qualcosa, lo si dice a questa community: è questa, la prima regola del content marketing.
La seconda, del resto, ne consegue in modo automatico: chi sono le persone che compongono questa community? Le conosciamo? Sappiamo cosa vogliono, per cosa si appassionano? Maggiore è la nostra conoscenza di questi aspetti, più saremo bravi a coinvolgerli. Bene quindi ricorrere a sondaggi, chiedere, intervistare i lettore per capire cosa vorrebbe da noi. Maggiore è la conoscenza reciproca, migliore sarà il tasso d’interazione e, di conseguenza, il ROI (Return of Investment) dei nostri sforzi.
Ancora: non sottovalutare l’importanza del lancio della notizia, ottimizzando modi e tempi per ogni social. I risultati, in termini di visualizzazioni , interazioni e, si spera, conversioni, possono variare in maniera notevole.
Il content marketing, ovviamente, non è tutto qui: si tratta di un argomento molto vasto.
Ci torneremo presto.