Visualizzazione post con etichetta struttura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta struttura. Mostra tutti i post

martedì 2 febbraio 2016

Reputazione on line, i segreti di Booking.com

Il portale rivela i fattori vincenti per far felici i clienti in una video intervista


Reputazione on line, croce e delizia. Per chi gestisce una struttura ricettiva e fa social media marketing turistico, avere voti alti su Tripadvisor e Booking è sinonimo di successo. Facile a dirsi, meno a farsi. Ecco allora che proprio Booking dà qualche consiglio: in una video intervista a gestori di strutture che sul portale hanno un bel 10 in pagella, vengono rivelati trucchi e segreti per far felici i propri clienti in modo che siano incentivati a parlare bene della struttura che li ha ospitati.
Il video si intitola “Come deliziare i vostri ospiti”, e gli albergatori intervistati hanno individuato 4 fattori cruciali per migliorare la reputazione on line:
1.    L’atmosfera di casa. Spesso, le strutture che hanno i rating più alti sono piccoli B&B con poche camere, dove gli ospiti si sentono coccolati e respirano l’atmosfera di una casa privata. Non è solo questione di arredo e intimità degli spazi: conta anche il calore dell’accoglienza ed il rapporto che si instaura con l’albergatore.
2.  Le attenzioni personalizzate. Dal momento del ceckin alla colazione, piccoli gesti di cortesia vengono percepiti come altamente qualificanti dal cliente. Un vaso profumato di fiori freschi in camera, una torta appena sfornata a colazione fanno la differenza.
3.    Il rapporto diretto. Il terzo punto si muove di nuovo nella direzione del rapporto umano: i clienti dimostrano di apprezzare il proprietario o gestore che si ferma a fare due chiacchiere con loro, a bere un bicchiere di vino o a raccontare i segreti del territorio. Creare una connessione personale migliora di molto la qualità percepita del soggiorno.
4.   La generosità. Ça va sans dire, i clienti mostrano di gradire l’oste generoso. Dove per generoso si intende che dia l’impressione di non lavorare solo per il guadagno, ma per rendere felici gli ospiti. Un piccolo omaggio è ovviamente sempre gradito, ma si può anche tornare al punto precedente: un albergatore che trascorre tempo con i propri ospiti, che si “spende” per loro, appare ugualmente generoso.
Certo, è tutto molto bello ma realistico solo per B&B con due o tre camere: al crescere delle dimensioni della struttura, avere rapporti diretti e personalizzati con ogni singolo cliente diventa una chimera. Ma se raggiungere la perfezione è pressoche impossibile, raccogliere qualche spunto per migliorarsi può sempre essere utile.



martedì 6 ottobre 2015

Google, ecco i tweet tra le Serp: cosa cambia per la SEO?

I cinguettii compariranno presto tra i risultati del motore di ricerca. Ecco le implicazioni per chi fa social media marketing per la propria struttura.

Il tweet qui sotto è del 21 agosto scorso. Come si può leggere, il botta e risposta tra i due colossi del web è abbastanza eloquente.
 Quell’ ”on desktop” si riferisce al fatto che ora i tweet compaiono tra le Serp anche per le ricerche effettuade da pc, mentre ciò avveniva già per le search da mobile. E in effetti, a dirla tutta, la presenza dei cinguettii di Twitter tra i risultati di ricerca di Google è tutt’altro che una novità. Già ai tempi di Google Realtime Search avveniva qualcosa di simile: la feature, oggi non più disponibile, permetteva di visualizzare risultati provenienti da social, blog e forum; e stiamo parlando addirittura del 2010.
Al di là dell’effetto novità, ciò che più conta è che oggi Google riserva una grande visibilità ai Tweet all’interno dei risultati. I cinguettii compaiono infatti, sia da mobile che da pc, come “carousel”, con tanto di pic del profilo dell’autore del tweet e link per visualizzare altri tweet relativi alla stessa query. In caso di immagine allegata, questa appare di grandi dimensioni. Insomma, un vero e proprio trattamento di favore, quello che Google pare riservare al social di Jack Dorsey e soci.

Tutto molto bello, insomma, ma la domanda che più interessa chi fa social media marketing per una struttura è: quali tweet compaiono nelle Serp? Posto che quando si parla degli algoritmi di Google bisogna sempre anteporre un “probabilmente”, in questo caso si parla di: personaggi o brand famosi e temi caldi. E’ evidente quindi che per un account collegato ad una piccola attività, magari con pochi follower, finire nelle Serp di Google con un tweet è complicato. A meno che non si sfrutti la visibilità di un evento o di un personaggio twittando su quell’argomento e ottenendo un gran numero di retweet: in questo modo, il tweet diventa popolare e può finire anche tra i risultati di Google. Conviene, insomma, twittare tenendo bene d’occhio i Trending Topics, ovvero gli argomenti del momento. Senza dimenticare che questo tipo di posizionamento è per sua natura effimero, e che tenderà quindi a sparire rapidamente dalle pagine di Google. Il segreto, neanche a dirlo, è sostituirlo rapidamente con un altro tweet su un tema “caldo”.

lunedì 30 marzo 2015

Vino, che passione

Uno studio commissionato dalla Sheraton rivela che la bevanda di bacco occupa il primo posto tra gli interessi di molti viaggiatori

Vino e viaggi, un connubio che funziona. E’ quanto emerge dal sondaggio commissionato dalla Sheraton Hotels and Resorts con lo scopo di analizzare l’interesse nei confronti del vino rispetto ad altri servizi da parte dei turisti.
Il campione intervistato comprende viaggiatori dagli USA, dalla Germania, dall’Argentina, dalla Cina e dal Cile: uno spettro piuttosto ampio e variegato, dunque. E tra i risultati non mancano le sorprese. In positivo per il vino, ovviamente. Ben il 57% degli intervistati, infatti, ha infatti dichiarato che il vino è il miglior modo per rilassarsi durante una vacanza: meglio della spa (23% di preferenze) o della palestra (12%). Incredibile poi ciò a cui molti turisti sarebbero disposti a rinunciare per un solo bicchiere di vino di alto livello: il 29% rinuncerebbe allo smartphone per un giorno, mentre il 23% addirittura ai social o al sesso per una settimana.
Il vino pare essere intimamente legato al viaggio. Il 60% ha detto di bere di più mentre è in vacanza, e il 74% si sente più disponibile a provare vini nuovi durante le ferie. Sempre durante il viaggio, il 54% è disposto a spendere di più per una bottiglia; il 67% è addirittura disponibile a spendere la somma più consistente della vacanza proprio per il vino.
Un amore incondizionato, insomma. Come sfruttarlo? Rendendosi conto di un dettaglio emerso proprio durante il sondaggio: la maggior parte dei winelovers ammette di non avere le competenze necessarie a scegliere il vino nei luoghi di vacanza e di preferire affidarsi ad un esperto, con il quale ci sarebbero però frequenti difficoltà di dialogo, anche perché spesso ci si sente “intimiditi” da sommelier.
Vien da sé che una struttura che si sappia cogliere nel modo giusto per venire incontro a queste esigenze, e che soprattutto lo sappia comunicare, può fare bingo. Via dunque a momenti di degustazione e formazione, con una strizzatina d’occhio allo storytelling.


martedì 17 marzo 2015

Guide Locali, la nuova feature di Google per il proximity marketing

Reinventa in chiave geosocial il marketing di prossimità e si presenta molto appetibile con il sistema a livelli che premia gli utenti più fedeli

Di marketing di prossimità ci siamo già occupati qui. Quella messa in campo ora da Google con le nuove Guide Locali, però, è un approccio completamente diverso al tema. Una sorta di rivoluzione in chiave social, verrebbe da dire. O meglio ancora: geosocial.
Già, perché iscrivendosi al nuovo servizio Guide Locali , l’utente entra in un meccanismo che ricorda da vicino l’aspetto più ludico, e competitivo, del più celebre dei Geosocial, ovvero Foursquare . Già, perché come scrive Google stesso, Guide Locali è “una community globale di esploratori che scrivono recensioni locali su Google”. Chi partecipa può diventare guida, ovvero un punto di riferimento per una determinata area, per tutti gli altri utenti. Cosa serve fare per diventare guida? Ovvio: scrivere il più alto numero di recensioni.
Un altro aspetto innovativo di Guide Locali è che non è più necessario possedere un account Google+ per parteciparvi: ci si può infatti anche loggare tramite Facebook e Twitter.
In sostanza, Guide Locali riprende il vecchio progetto “Google City Expert”, rendendone però più semplice l’accesso e molto più immediata la partecipazione e soprattutto l’ottenimento di riconoscimenti (su CityExpert occorrevano 50 recensioni per essere riconosciuto Esperto, oltre alla disponibilità ad assicurare almeno 5 successive recensioni al mese). Con Guide Locali è tutto molto più facile, come si può notare dai livelli di premiazione.

Il nuovo sistema, tra l’altro, permette di portarsi in dote le vecchie recensioni fatte con Google+, il che consente di sbloccare prima i vari livelli.
Ma dal punto di vista di chi gestisce una struttura ricettiva, tutto questo in cosa si traduce? Innanzitutto, può essere una buona pratica diventare Guida Locale e fornire consigli ed informazioni sui posti e i locali da visitare sul territorio. Il che può essere un buon modo, tra l’altro, per entrare in contatto con le altre Guide Locali dello stesso posto. Facendo loro notare che si gestisce una struttura. A quel punto, invitarle a scoprirla diventerà automatico, così come la successiva recensione da parte loro.
Insomma, il proximity marketing diventa (geo)social, e come sempre occorre cogliere la palla al balzo.

lunedì 19 gennaio 2015

Tumblr, a metà tra un social e un blog

La piattaforma di blogging multimediale ha avuto un’esplosione di utenti nel 2013, e può fare al caso di chi fa social media marketing per la propria struttura

Tumblr è nato nel 2007, e il suo scopo è chiaro: essere una via di mezzo tra un social network ed un blog. Nello specifico, un blog semplificato, con testi brevi, abbondanza di contenuti multimediali e grafica accattivante. Acquistato da Yahoo nel 2013, anno dell’esplosione con una crescita di utenti del 46%, oggi Tumblr conta 215 milioni di blog e 99 miliardi di post.
Intuitivo e semplice da usare, è l’ideale per chi, nel fare social media marketing della propria struttura, desidera andare oltre il solito Facebook, ma non se la sente di aprire un vero e proprio blog.
Chi è in cerca di ispirazione per aprire il proprio può trovarne in quantità seguendo profili come quello del Mandarin Oriental New York , del Sofitel  o di The Hyatt.
Tumblr si sta attrezzando per venire incontro alle esigenze di chi fa social media marketing per una struttura e sta lanciando quello che ormai sembra essere un tasto irrinunciabile per ogni piattaforma: l’immancabile “acquista”.
Non resta che aprire il profilo della propria struttura ed iniziare a fare microblogging multimediale: in questo caso, l’unico limite è la fantasia.

lunedì 12 gennaio 2015

Facebook, arrivano i trending topic

La nuova funzione permetterà di visualizzare articoli e contenuti relativi ad uno specifico argomento

Chi usa Twitter li conosce bene: sul social dell’uccellino, i Trending Topic compaiono sulla sinistra della schermata (in versione web) o nell’apposita sezione (nelle app), come un elenco degli argomenti più twittati del momento. Cliccando su uno di essi, si accede a tutti i tweet che contengono quel determinato hashtag o quella precisa parola, in un flusso aggiornato in tempo reale. Si tratta di una funzione molto interessante, soprattutto in corrispondenza di eventi che richiamano l’attenzione, per esempio l’inaugurazione di una fiera. Qui spieghiamo come fare al meglio il live twitting di un evento, che può essere una buona strategia per guadagnare follower.
Bene: tutto questo sta per sbarcare su Facebook. Per la precisione, gli utenti americani della versione Android del social network ne possono già usufruire. Per tutti gli altri, compresi quindi noi italiani, si spera che l’attesa sia breve. Come spiegato da Diana Hsu e Andrew Song, product manager di Facebook, in questo articolo pubblicato sul blog ufficiale,
cliccando su una delle voci presenti all’interno dei Trending Topic di Facebook, sarà possibile visualizzare:
- Articoli pubblicati sull’argomento da giornali online;
- “In the Story”, ovvero post pubblicati da persone coinvolte nella storia;
- Post pubblicati da amici e conoscenti;
- “Near the Scene”, ovvero post pubblicati da persone non coinvolte in prima persona ma comunque parte della storia;
- Live Feed, un flusso in tempo reale di reazioni a un topic da parte di persone in tutto il mondo.
Insomma, un buon modo per riunire in un’unica categoria articoli, post e contenuti che riguardano un determinato argomento. La nuova funzione, tra l’altro, darà finalmente un senso all’uso degli hashtag su Facebook, annunciati a suo tempo come una novità rivoluzionaria ma di fatto mai decollati veramente, al contrario di quanto avvenuto su Twitter. Strumenti molto utili, se usati nel modo giusto, per il social media marketing della nostra struttura.


Novità per le Pagine Fan, Facebook affina le armi

Con l’anno nuovo sono in arrivo nuovi strumenti per chi fa social media marketing sul social di Zuckerberg

Fare social media marketing non è facile come sembra. Se ne accorge chi, dopo aver aperto la Pagina Fan della propria struttura, si è reso conto che i risultati non sono poi così mirabolanti come si poteva credere in un primo momento. In parte, ciò è dovuto a errori che con un’adeguata formazione si possono evitare. In parte, il successo della Pagina dipende dagli strumenti che il social network ci mette a disposizione. E a questo proposito Facebook ha recentemente annunciato  alcune nuove feature dedicate alla pubblicazione di contenuti e alle statistiche, che paiono essere davvero interessanti.
Dei post personalizzati e targhettizzati per aree di interesse abbiamo già parlato , mentre vale la pena soffermarsi sulla possibilità di pubblicare contenuti con la data di scadenza. Spesso, i post che pubblichiamo sono legati ad un evento, ad una promozione limitata nel tempo o ad una data (basti pensare alle previsioni meteo). Se questi contenuti compaiono nella newsfeed dei fan dopo lo scadere, possono risultare inutili e fastidiosi. L’introduzione della data di scadenza evita che questa eventualità si verifichi: i post non vengono eliminati dalla bacheca della Pagina Fan, ma non appaiono più nelle newsfeed dei fan.
Sembra interessante, infine, la nuova feature chiamata Top Link, che riguarda Insight e la possibilità di tenere traccia degli URL in modo da capire, tra l’altro, quante visite arrivano al sito aziendali tramite click di persone che hanno visualizzato un contenuto pubblicato dalla Pagina Facebook ma che non sono (ancora) Fan della Pagina stessa.

Insomma, nel novità non mancano. Non resta che testarle, sperimentare, e come sempre tenersi aggiornati.

martedì 9 dicembre 2014

Live twitting, come farlo al meglio

Qualche dritta su come lanciare un evento mediante cinguettii e hashtag

State organizzando un evento, una serata speciale, un incontro nella vostra struttura? Avete pensato di lanciarlo su Twitter? Chi usa il social dei cinguetii sa che i suoi utenti amano essere sempre sul pezzo, aggiornati su ciò che sta succedendo. Se lo utilizzate per il social media marketing della vostra struttura ricettiva, quindi, fare un live twitting in occasione di un evento speciale può essere un buon modo per promuoversi. Ma come farlo al meglio?
Per prima cosa, sarà opportuno creare un hashtag ad hoc. Il che è meno banale di quanto possa sembrare: generare un hashtag che funzioni, ovvero che diventi virale, richiede alcuni accorgimenti. Dovrebbe infatti contenere sia un riferimento all’evento, che uno alla struttura; non dovrebbe essere troppo lungo, piuttosto facile da ricordare, meglio se accattivante ed ironico. Di solito, un hashtag che contiene pezzi di parole legate tra loro rappresenta la soluzione migliore.
Una volta trovato l’hashtag giusto, è il momento di iniziare a twittare per promuovere l’evento. Sarà bene iniziare a farlo qualche giorno prima, ma senza esagerare, per non intasare le time line dei propri follower, e al momento giusto: gli orari della giornata in cui gli utenti accedono maggiormente a Twitter sono attorno alle 9 del mattino, il primo pomeriggio e l’ora prima di cena.
Una volta che l’evento ha inizio, ha luogo il live twitting vero e proprio. Anche in questo caso, occorre stare attenti a non esagerare; retwittare ciò che dicono gli utenti che partecipano può essere un buon modo per fare engagement e mantenere vivo l’interesse. Twitter non è il social delle immagini, ma in occasione di eventi speciali pubblicare foto durante lo svolgimento può essere utile.
Infine, è importante curare la fase post-evento. Ringraziare chi ha partecipato per creare ancora engagement, svelare un dietro le quinte con qualche dettaglio e qualche foto inedita.
In ogni fase, è importante cercare di coinvolgere gli utenti più attivi e gli influencer. Soprattutto, utilizzare il taglio informale, diretto ed ironico tipico della comunicazione social, specie di Twitter.
Se saremo stati bravi (e avremo avuto un pizzico di fortuna), avremo dato al nostro evento una visibilità ed una copertura difficili da raggiungere in altro modo, il tutto a costo zero e con un minimo dispendio di tempo ed energie.


Cos’è Tripconnect Instant Booking, il nuovo servizio di Tripadvisor

Permette agli utenti di prenotare direttamente dal portale di recensioni, ed è a pagamento per le strutture

Book on Tripadvisor” è il nuovo tasto che compare, per le strutture che aderiscono al servizio, accanto alle altre informazioni. Cliccandoci su, l’utente ha ora la possibilità di prenotare senza lasciare il portale di recensioni.
Tecnicamente, a dirla tutta, non si tratta di un vero e proprio sistema di booking, in quanto a seguito del click da parte dell’utente la struttura riceve una semplice richiesta, alla quale può rispondere affermativamente, confermando la prenotazione, oppure negativamente. Le commissioni variano dal 12 al 15%.
Chi conosce Tripadvisor a questo punto può sollevare un’obiezione: che differenza c’è con Tripconnect cost per click, il servizio che permette di collegare il booking engine della propria struttura con il portale di recensioni? La differenza c’è, e non è nemmeno tanto piccola: con Tripconnect Instant Booking, infatti, a differenza che con l’altro strumento, non si pagano le commissioni per ogni click, ma solo per le prenotazioni andate a buon fine.
Tripconnect Instant Booking si configura quindi come uno strumento di prenotazione diretta, e fa di Tripadvisor un vero e proprio intermediario tra utente e struttura: un altro passo per il portale di recensioni verso la sua evoluzione a vera e propria OTA. Forte di numeri che nessun altro al mondo può vantare: 150 milioni di recensioni, oltre 280 milioni di visitatori unici al mese.
Insomma: Tripadvisor, sempre più difficile farne a meno.

lunedì 3 novembre 2014

Just for You: il servizio personalizzato di Tripadvisor

Il portale di recensioni offre ora un sistema che permette di trovare la struttura che fa per noi. E molto altro.
Offrire servizi personalizzati ad ognuno dei propri clienti o utenti è uno dei mantra del momento. Non poteva sottrarsi alla trend imperante Tripadvisor, che lancia il nuovissimo servizio “Just for You”.
Quelli di Tripadvisor spiegano come funziona in modo molto chiaro:
“L’opzione Solo per te mostra gli hotel più adatti al tuo stile di viaggio e alle tue esigenze. Non si tratta della classica ricerca di hotel, ma di un’opzione personalizzata per te. Descrivici ciò che ti piace e al resto pensiamo noi. Esistono infiniti modi per consentire a TripAdvisor di raccogliere ulteriori informazioni su di te:
- Scrivi una recensione per condividere le migliori (e peggiori) esperienze di viaggio.
- Accedi tramite Facebook per vedere dove sono stati i tuoi amici.
- Racconta semplicemente la tua esperienza di pianificazione dei viaggi: impareremo dalle tue destinazioni e dai tuoi hotel preferiti.
Ogni volta che ci racconti qualcosa di te, capiremo meglio qual è il tuo viaggio perfetto e ti aiuteremo a trovare un hotel che soddisfi al meglio le tue esigenze.”

Come detto, è tutto molto chiaro, al punto che quelli di Tripadvisor non si fanno nessun problema a dichiarare che hanno tutte le intenzioni di raccogliere quanti più dati possibile sugli utenti, al fine di personalizzare le ricerche di questi ultimi. E in effetti non c’è niente di male in questo, anzi: diverse, recenti ricerche hanno dimostrato come sempre più navigatori sono ben consapevoli che i siti tengono traccia del loro passaggio e raccolgono dati al fine di personalizzare (e ottimizzare) la loro esperienza. Non solo: al netto dei limiti invalicabili della privacy, a questi utenti\navigatori va bene così: sanno che per avere (un servizio personalizzato), devono dare (dati personali).
C’è anche da dire che nessun altro portale o OTA, al momento, offre ai propri utenti un servizio di personalizzazione così avanzato. Tripadvisor punta evidentemente a prendere un vantaggio consistente sui diretti concorrenti, e ha deciso di farlo mediante un rapporto molto diretto con i propri utenti: un modo niente male, tra l’altro, per fidelizzarli sempre più.

martedì 21 ottobre 2014

Facebook punta sulla pubblicità di quartiere

Con i local awareness è possibile intercettare i potenziali clienti quando si trovano nei paraggi

Intercettare i clienti, o potenziali tali, quando transitano nei paraggi della struttura: il marketing di prossimità non è certo un’idea nuova, anzi, ha tratto naturale impulso dalla diffusione di dispositivi mobili dotati di gps. Ma ora potrebbe conoscere un’ulteriore evoluzione grazie a Facebook e alla nuova feature per le Ads: i Local Awareness volti, appunto, a mostrare annunci pubblicitari a chi si trova dalle nostre parti.
A dire il vero, il sistema di profilazione per gli annunci pubblicitari del social in blu ha sempre previsto la possibilità di definire il perimetro entro il quale rendere visibili le proprie inserzioni; ma ora sarà possibile profilare davvero il target della campagna per chi transita nelle immediate vicinanze: fino a 1 km dalla struttura.
Come specificano quelli di Facebook, i Local Awarness sono un tool distinto dal resto delle Ads, dotato di peculiarità e obiettivi specifici. Per esempio, al loro interno non è possibile profilare il target dei destinatari per interessi o abitudini, ma solo per sesso ed età: trattandosi di persone che si trovano nei paraggi, si presume infatti che il loro numero sia generalmente troppo piccolo per essere ridotto ulteriormente tramite profilazioni troppo restrittive. Se da un lato dispongono di meno strumenti, dall’altro i Local Awarness risultano però molto semplici da usare e alla portata di chiunque, anche di chi si trova magari in soggezione di fronte alla complessità delle Ads (e del Power Editor).
Tra le call to action proposte dai Local Awarness all’utente, pare che compaia la possibilità di cliccare “mi piace” alla Pagina Fan che si sta promuovendo, oppure di cliccare su “get direction” affinché il dispositivo calcoli in automatico distanza e percorso migliore per raggiungere la struttura: tutto molto semplice, chiaro ed intuitivo, insomma.
La nuova feature è stata introdotta negli USA, e sarà disponibile nel giro di pochi mesi in diversi altri Paesi, dicono Zuckerberg e i suoi.
I Local Awarness sono un nuovo, interessante strumento per chi fa social media (local) marketing: non resta che farsi trovare pronti al loro arrivo per sfruttarli al meglio.






martedì 23 settembre 2014

Hotel.info cerca narratori del territorio


L’iniziativa lanciata dalla celebre OTA permette di far conoscere le piccole realtà locali, note solo a chi è del posto

Le OTA, si sa, sono ormai giganti che allungano i propri tentacoli in ogni parte del pianeta, ed il problema della disintermediazione è sempre caro ai gestori di strutture ricettive. Che però, fino ad ora, hanno potuto far valere un dettaglio fondamentale: le OTA sono multinazionali, sono molto potenti, ma non sono radicate nel territorio. Non sanno nulla di quella vallata o di quel paese sperduti tra le colline della campagna. Per questo, il cliente che cerca un’esperienza autentica, una perla nascosta in un certo territorio, potrebbe decidere di cercare la struttura in maniera diversa, facendo scattare la disintermediazione.
Fino ad ora, appunto.
Perché adesso Hotel.info ha lanciato una nuova iniziativa che rivoluziona questo approccio. Ben consapevoli che il viaggiatore 2.0 è sempre più alla ricerca di esperienze autentiche, nonché del valore dello storytelling legato ad un particolare territorio, gli uomini comunicazione del sito legato alla OTA HRS hanno pensato di trasformare in storytellers gli utenti stessi del portale. Invitandoli con un gioco davvero ben confezionato.
L’invito di Hotel.info parla chiaro: “Ami la tua città? Sei una persona creativa? Ti piace scrivere? hotel.info cerca persone come te e un pubblico di milioni di persone aspetta le tue storie! I segreti della tua città che solo tu conosci valgono un voucher hotel da 500 euro!”.
Insomma: già la prospettiva di rendere visibili i propri racconti ad un ampio pubblico dovrebbe titillare l’ego di chi ama narrare le proprie esperienze on line. Come se non bastasse, Hotel.info aggiunge il carico da novanta dei 500 euro di bonus in regalo da spendere presso una delle strutture del portale. Non male, come incentivo.
Funzionerà? E’ presto, per dirlo. Una cosa, però, è certa: si tratta del primo passo di una OTA per appropriarsi anche dell’ultimo baluardo finora appannaggio delle strutture e di chi è radicato nel territorio: lo storytelling, la possibilità di rivelare i tesori nascosti di un luogo, noti solo a chi ci abita e ci vive.
Appare evidente che chi gestisce una piccola struttura farebbe bene a drizzare le orecchie, e a rispolverare alcune nozioni di content marketing oggi quanto mai attuali. Hai un blog collegato alla tua struttura? Coinvolgi i tuoi clienti nella stesura di recensioni? Hai creato una rete di storyteller e narratori del territorio?
Tutto questo potrebbe un giorno rivelarsi decisivo nell’eterna lotta contro le OTA per la disintermediazione.

lunedì 15 settembre 2014

Pinterest lancia il proprio Analytics


Anche il social dei desideri ora dota i propri profili business di un dashboard per le statistiche
Che Pinterest sia un social network interessante per chi fa media marketing è risaputo. Il social dei desideri guida per distacco la classifica degli acquisti on line da parte dei propri utenti. E da tempo, è possibile creare un account business o convertivi il proprio account personale.
L’ultima novità, riservata proprio ai profili aziendali, è il pannello delle statistiche. Un po’ come l’Insight di Facebook e l’Analytics di Twitter, anche il dashboard di Pinterest permette di avere accesso ad una serie di informazioni molto interessanti. A cominciare dalla popolarità, dal gradimento e dall’engagement ottenuti dai propri pin. Ma i dati più utili, come spesso accade, riguardano il proprio pubblico. Chi sono le persone che visualizzano i nostri pin? Quanti anni anno? Da dove vengono? E soprattutto: quali interessi hanno?
Inutile sottolineare come avere le idee il più possibile chiare circa le risposte a queste domande costituisce il primo passo per trasformare le persone che ci seguono su Pinterest in potenziali clienti della nostra struttura.

lunedì 8 settembre 2014

Google e le ricerche per hotel: addio a Carousel?

Big G starebbe testando soluzioni alternative al sistema annunciato l’anno scorso ma mai arrivato
Ricordate Google Carousel ? Annunciato in pompa magna da Google lo scorso anno come il sistema che avrebbe rivoluzionato la ricerca delle strutture ricettive sul motore di ricerca della grande G, in realtà non è mai arrivato. Almeno, in Italia.
Oggi, forse, scopriamo perché. E capiamo cos’altro hanno in mente quelli di Mountain View. Come infatti viene illustrato qui , pare che le SERP a seguito di una ricerca per strutture ricettive in una data località e per una certa data stiano per assumere un aspetto del genere:

Come si può notare, non c’è più traccia del fascione nero in alto, che costituiva il cuore di Google Carousel. Al suo posto, tre risultati sponsorizzati, quindi il Google Hotel Price Ads, con la mappa, le strutture con disponibilità per una certa data, e tre risultati in evidenza.
Il problema è che una schermata del genere dà grande risalto ai risultati sponsorizzati, e relega ai margini quelli organici (cioè non a pagamento). Se una soluzione del genere venisse confermata, verrebbe da pensare che investire periodicamente in Adwords, per chi gestisce una struttura ricettiva, diventerebbe una scelta quasi obbligata.
Cliccando sulla scritta “More Hotels” che compare in basso, infine, si accede a questa seconda schermata:

Qui Google mostra sulla mappa tutte le strutture disponibili (ovviamente ai primi posti ci sono sempre le soluzioni sponsorizzate). Pare essere una buona soluzione, ma richiede un click in più da parte dell’utente. E sappiamo quanto un solo click, specialmente da mobile, possa fare la differenza tra l’essere trovati o no.
In conclusione, non è ancora certo che questa soluzione verrà adottata da Google. Ma nel caso, è meglio farsi trovare pronti.




lunedì 30 giugno 2014

Google: le campagne Pay per Click fanno bene al marchio

Uno studio pubblicato da big G rivela che le PPC non servono solo a ricevere prenotazioni nell’immediato, ma aumentano la popolarità e fanno bene all’immagine
D’accordo: una ricerca condotta da Google dove si consiglia di fare pubblicità su Google non appare come l’apice dell’imparzialità. Però le cose che ci rivelano quelli di Mountain View nel loro articolo sono piuttosto interessanti.
Il concetto di partenza è semplice: chi fa una campagna Pay per Click su Google vuole ottenere vendite o prenotazioni nell’immediato. Vero. Ma spesso si sottovaluta che la campagna porta un effetto secondario, meno percepibile ma tutt’altro che da disprezzare: aumenta la brand awarness. Dove per brand awarness (letteralmente “conoscenza di marca) si intende la capacità, da parte della domanda, di identificare un particolare brand come la possibile risposta. In parole povere, la popolarità del marchio.
Per giungere a queste conclusioni, quelli di Google hanno condotto un esperimento su 800 utenti tipo in 12 ambiti differenti, tra cui ovviamente quello travel, per determinate parole di ricerca. E il risultato è che la brand awarness per le aziende che avevano fatto campagne PPC era stata dell’80% superiore rispetto a quella delle aziende che non le avevano fatte.
In conclusione: fare campagne pubblicitarie tramite Adwords fa evidentemente bene alla popolarità di una struttura nel lungo periodo, anche se non porta particolari risultati nell’immediato. Ne consegue che può essere utile investirvi periodicamente. Facendo bene attenzione, però, all’analisi della domanda e alla definizione del target di riferimento.

martedì 24 giugno 2014

Facebook, la Pagina Fan cambia ancora

La nuova versione propone aggiornamenti grafici e soprattutto mette in evidenza commenti e recensioniLo avevano anticipato a marzo e l’aggiornamento è arrivato puntuale: Facebook dà una rinfescata alle proprie Pagine Fan.
Il cambiamento principale riguarda l’organizzazione della sezione notizie ed è un ritorno alle origini: sparisce la doppia colonna e ricompare il flusso unico dei post, uno dopo l’altro: in questo modo la bacheca è più pulita, lineare ed assomiglia sempre più ad un blog.
Qualche ritocco anche per l’immagine di copertina: ora i pulsanti “mi piace” e quello per i messaggi si sovrappongono alla stessa nella sua parte inferiore: se era presente un dettaglio importante proprio lì, ora non è più visibile e sarà bene ripensare il tutto.
Ma il cambiamento più sostanziale, nonché quello che dovrebbe interessare di più chi gestisce una Pagina Fan di una struttura, riguarda la barra laterale sulla sinistra. Anch’essa è sempre più simile, infatti, a quanto si trova nella maggior parte dei blog, con una serie di widget a disposizione dell’utente. E tra questi widget ne compaiono due particolarmente interessanti: quello con i commenti degli utenti, e quello con le loro recensioni. Ne deriva che sia i primi che le seconde risultano molto più in vista di prima: sarà necessario replicare con ancora maggior prontezza ed attenzione, per dimostrare di essere sempre presenti e di avere a cuore i propri clienti.
Almeno, a differenza dei portali di recensioni, qui siamo a “casa nostra”: avremo buon gioco a creare un clima disteso e positivo che porti benefici al nostro brand.

Pinterest lancia i promoted pins

Permetteranno di raggiungere un pubblico più ampio, saranno completamente fai-da te, funzioneranno con un costo-per-click e al momento sono in versione beta
Pinterest lancia i promoted pins. In pratica, sarà possible raggiungere una platea più vasta mettendo in evidenza le proprie caratteristiche migliori. La notizia è apparsa sul blog ufficiale : “Adesso, abbiamo aggiunto uno strumento per la realizzazione di Promoted Pins fai-da-te in modo che aziende di ogni tipo e grandezza possano promuovere i propri Pin per raggiungere più persone e ottenere più visite sul loro sito. Questi Promoted Pins saranno disponibili sulla base di un sistema cost-per-click dal sito ads.pinterest.com.”
Se si accede alla piattaforma ci si accorge che la medesima è ancora in versione beta (c’è una lista d’attesa per accedere ai test), ma si intuisce che il meccanismo è interessante: si sceglie un pin tra quelli più belli o interessanti pubblicati sulla pagina business della propria struttura (una vista spettacolare, un’immagine della propria camera più bella), e la si promuove. Come accade su Facebook si può profilare il target di riferimento della propria campagna, ed il meccanismo è quello del pay per click.
Non manca una analytics per monitorare l’andamento della campagna.
Pinterest è uno dei social che sono cresciuti di più negli ultimi anni, conta milioni di utenti (in maggioraza donne) attivi quotidianamente e vanta il più alto rapporto tra visitatori e transazioni on line: che ne dici, vale la pena fare un pensierino ai promoted pins?

lunedì 16 giugno 2014

Facebook: in arrivo le pubblicità personalizzate in base alle ricerche Google

La nuova funzionalità si basa sui cookie e permette di effettuare inserzioni pubblicitarie mirate anche sul comportamento on line degli utenti al di fuori del social network
Se la pubblicità è l’anima del commercio, la profilazione è l’anima della pubblicità on line. Proprio la possibilità di personalizzare gli annunci pubblicitari in base agli interessi e ai gusti di ogni utente, è infatti la chiave del successo delle ads di Facebook.
Per questo motivo, Zuckerberg e i suoi hanno deciso di andare oltre. Perché limitarsi a profilare il comportamento degli utenti su Facebook, quando si ha a disposizione il web intero? Grazie alla tecnologia dei cookie, Facebook ads sarà a breve in grado di profilare gli annunci pubblicitari in base al comportamento on line a 360° degli utenti, ovvero attingendo dati dalla loro cronologia. Hai appena cercato “resort in Grecia” su Google? Su Facebook potrebbe comparirti un’offerta sui voli last minute per Mikonos. Il sistema, inoltre, non funziona solo con Google, bensì con tutti i motori di ricerca: la stessa inserzione potrebbe quindi apparire su Facebook se si è appena digitata la ricerca “set di valige” su Yahoo.
Come riporta Mashable, la tecnologia è al momento in beta, ma il lancio definitivo sarebbe imminente.
Il sistema invia informazioni anonime, quindi la privacy degli utenti è salva (anche se a dirla tutta questo grande trasferimento di dati dagli utenti alle aziende resta un po’ inquietante). Ma quello che qui ci interessa capire è cosa cambia per chi intende effettuare una campagna pubblicitaria per la propria struttura: sarà ovviamente necessario attenderne il lancio definitivo per avere le idee chiare, ma di sicuro l’obiettivo primario è una profilazione sempre più accurata e precisa, volta a rendere le Facebook ads ancora più efficaci.

martedì 3 giugno 2014

Twitter, un paio di idee per avere successo

Due semplici suggerimenti per ottenere risposte e retweet sul social dei cinguettii

Twitter? C’ho provato, ma dopo un po’ ho lasciato perdere”. Capita spesso di ascoltare affermazioni simili, e del resto si tratta di un atteggiamento comprensibile: il social dei cinguettii può risultare, più di altri, ostico ai profani: menzioni, retweet, “stelline” (cioè aggiunte ai preferiti) e, soprattutto, il limite dei 140 caratteri e il fatto che sia difficile ottenere visibilità (cioè incrementare il numero dei follower), sono fattori che concorrono nel rendere il social dell’uccellino blu un luogo da cui molti preferiscono tenersi lontani.
Ed è un vero peccato, perché in realtà, una volta presaci confidenza, Twitter si rivela un social molto più dinamico di altri, dove le occasioni di interagire, fare nuove conoscenze, leggere cose interessanti e dire la propria si presentano con una facilità ed una continuità sorprendenti (a patto di possedere due requisiti: interessi di qualche tipo, e cose da dire sugli stessi).
Ecco allora qui di seguito due semplici idee per guadagnare follower interessati a ciò che abbiamo da dire.
Innanzitutto: il limite dei 140 caratteri non impedisce di inserire nei tweet dei link che rimandano a risorse esterne, come il sito aziendale, la pagina Facebook o un blog. Ora, nell’era del web 2.0 e del social media marketing, qualsiasi cosa abbiamo da dire, il modo in cui lanciamo un contenuto è importante quanto il contenuto stesso. Quante volte ci è capitato di cliccare su un articolo, o di soffermarci a leggere un contenuto su un giornale, perché il titolo ci ha incuriosito? Bene: quando dobbiamo decidere come lanciare un contenuto, diventiamo tutti titolisti. Il che vale soprattutto per Twitter: riuscire a infilare in 140 caratteri il link che vogliamo condividere, più una frase di lancio che funzioni e magari un paio di hashtag e una foto, può non essere semplice, ma riuscire a farlo in maniera convincente è indispensabile se desideriamo che qualcuno ci clicchi su. Ancora meglio: se vogliamo che qualcuno lo retwitti. La domanda da porsi è: se fossi un lettore e mi trovassi di fronte questo contenuto, lo troverei così interessante e ben confezionato da condividerlo con i miei follower?
Infine: twitter è un social network. E sui social network, per definizione, si discute. Ora, si dà il caso che il social dei cinguettii sia il luogo ideale dove seguire le tendenze del momento, gli eventi in atto, le ultime notizie e le novità su qualsiasi argomento. Un buon modo per guadagnare followers e ottenere visibilità diventa allora quello di essere sempre sul pezzo: mostrarsi aggiornati, essere presenti all’inaugurazione di un evento e twittare qualche foto con l’hashtag giusto, che magari in quel preciso momento è in vetta ai trend topics (le classifiche degli hashtag più utilizzati).
Ancora meglio: anticipare le tendenze. Se la settimana prossima si terrà, per esempio, una fiera enogastronomica nella nostra zona, sarà buona pratica iniziare a twittare con qualche giorno di anticipo specificando che saremo presenti con il nostro stand, e che daremo tutte le informazioni sull’evento. A questo punto, chi è interessato inizierà a seguirci per ricevere i nostri aggiornamenti.
Insomma, superato l’imbarazzo iniziale, anche Twitter può regalare qualche soddisfazione. Insieme a nuova visibilità per la nostra attività e la nostra struttura.

Il Selfie è la moda del momento: si può sfruttare per fare marketing?

Un’idea innovativa per invitare i clienti a venirci a trovare e condividere le loro foto

L’idea è di lastminute.com: il portale di prenotazioni ha selezionato 5 hotel situati in location da sogno per invitare i propri utenti ad un gioco nuovo: stanchi di farvi selfie da bagni anonimi, di fronte a semplici specchi o pareti imbiancate? Noi vi diamo l’opportunità di farvi un autoscatto di fronte ad una finestra affacciata su uno scenario mozzafiato, che vi farà da degna cornice.
L’idea è simpatica, e può dare lo spunto a qualcosa di più: invitare i propri utenti-clienti ad un contest, ovvero a condividere i propri scatti, magari sulla pagina Facebook della struttura, in un concorso nel quale le immagini più simpatiche, originali o, perché no, quelle che valorizzano maggiormente il territorio, vengono premiate con omaggi o buoni sconto.
Il vantaggio per la struttura è doppio: innanzitutto viene dato risalto alla vista che si gode dalle nostre finestre; in secondo luogo, si ottengono fotografie che contengono volti sorridenti, ed è noto come in qualsiasi campagna di comunicazione, un sorriso attira l’attenzione come poche altre cose.
E i clienti, dal canto loro, avranno finalmente un bel selfie con cui aggiornare la propria immagine profilo sui social.