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martedì 3 marzo 2015

Booking Now, alberghi last minute a portata di smartphone

Con oltre 600 mila hotel in tutto il mondo, l’applicazione sbarca ora in Italia

E’ arrivata anche in Italia. Parliamo di Booking Now, l’applicazione che permette di prenotare strutture ricettive last minute e che vanta un database di oltre 600 mila hotel in tutto il mondo.
Semplice e veloce (ma per ora disponibile solo per iOs), l’applicazione permette di impostare in pochi rapidi passaggi i filtri di ricerca in base ai quali, utilizzando la geolocalizzazione del dispositivo, trova strutture disponibili nelle vicinanze. Tra le opzioni che è possibile selezionare figurano 5 fasce di prezzo, da low cost a premium, specificare se si viaggia da soli o in coppia, o indicare servizi che si giudica essenziali come il wi fi o la colazione. La app presenta i risultati partendo dal più adatto, ed effettua la scelta in base alle opzioni impostate dall’utente, alla distanza e alle scelte effettuate dagli altri utilizzartori.
La scommessa di Booking Now si basa su un assunto: le prenotazioni last minute rappresentano un trend in continua crescita. E un business in cui credere, visto che la app non è certo l’unica nel suo genere: va infatti a fare concorrenza a HotelTonight, altra celebre applicazione per prenotazioni dell’ultimo minuto.
Il last minute può rappresentare un business anche per piccole strutture ricettive ubicate al di fuori delle città e dei circuiti mainstream? Difficile dirlo. Essere sul pezzo, però, è sempre essenziale.

mercoledì 29 ottobre 2014

Sito mobile, come deve essere e perché

Una serie di consigli per far rendere al meglio la versione mobile del proprio sito, direttamente da Google per Developers

“Gli utenti mobile tendono ad essere molto orientati all’obiettivo. Si aspettano di ottenere quello che vogliono da un sito mobile facilmente, immediatamente e alle loro condizioni. Per aver successo bisogna disegnare un sito avendo in mente il loro contesto e i loro bisogni senza sacrificare la ricchezza dei contenuti.”
E’ quanto scrivono quelli di Google for Developers nel loro studio pubblicato lo scorso aprile. Seguono una serie di consigli per rendere il sito mobile davvero user friendly ed efficace.
Innanzitutto, consigliano i tecnici di Mountain View, l’utente che accede al sito da smartphone dovrebbe essere reindirizzato in automatico alla versione mobile. Una volta atterrato sul sito, poi, l’utente deve trovare un menu principale chiaro, immediato e dalla grafica semplice.
Dal momento che chi accede al sito da telefono ha spesso qualche necessità ben specifica (prenotare, inviare un’e mail, cercare il numero di telefono della struttura per chiamarla), le relative call to action devono essere bene in vista, facili da raggiungere ed immediate da compiere. Google consiglia di posizionare i relativi pulsanti al centro della schermata. Particolare rilievo va dato al numero di telefono (spesso è l’unica informazione che cerca chi accede al sito di una struttura da mobile): dev’essere immediato da trovare, e soprattutto deve essere possibile far partire la telefonata con un solo tocco sul display (la classica icona della cornetta).
A proposito di display e schermate: i tipici gesti che tutti noi facciamo con le dita per “ingrandire” o “rimpicciolire” un contenuto su uno schermo touch rendono la navigazione da mobile un’esperienza unica, questo lo sappiamo. Ma per la relativa versione del sito della propria struttura, è bene che tutti i contenuti siano ben leggibili alla prima occhiata, senza bisogno di “allargare” con il tipico movimento delle dita a pinza. Immediatezza prima di tutto, insomma.
Infine, anche per la versione mobile del sito è fondamentale tenere d’occhio le performance tramite Google Analytics. I parametri da controllare sono gli stessi della versione desktop: basso tasso di rimbalzo, buon tempo di permanenza, buon numero di pagine visitate, e maggior numero di visite alla pagina con i prezzi o a quella con le call to action per chiedere informazioni o prenotare. Basta accedere all’Analytics del proprio sito e controllare la sezione “mobile”.
Un sito che soddisfa i requisiti elencati da Google for Developers, ed ottiene buone performance secondo Analytics, sarà efficace e user friendly anche da smartphone. Altrimenti, sarà il caso di correre ai ripari e chiedere ad un’agenzia di professionisti di creare una buona versione mobile, pena il rischio di restare indietro rispetto alla concorrenza, perdere traffico e, soprattutto, clienti.



lunedì 21 luglio 2014

QR Code, i dati parlano di crescita

Una ricerca affettuata da Scanlife rivela che lo strumento è sempre più utilizzato, anche nel food&beverage. L’Italia però resta in coda.
QR Code, questo sconosciuto. Nonostante la diffusione ormai capillare di smartphone e tablet, in Italia sono ben pochi gli utenti che sappiano cosa fare di fronte a quello strano codice a barre quadrato; e soprattutto che poi lo facciano davvero, inquadrandolo con la fotocamera del proprio dispositivo.

A quanto pare, però, nel resto del mondo le cose vanno un po’ diversamente. Una ricerca effettuata da Scanlife.com, infatti, rivela un trend decisamente positivo: nell’ultimo anno sarebbero state effettuate nel mondo 21,8 milioni di scansioni tramite QR Code, con un incremento di oltre il 20% rispetto all’anno precedente.


Anche i dati riguardanti l’età di chi effettua le scansioni sono interessanti: il QR Code non pare essere una tecnologia per ragazzini: solo l’11% degli utenti ha tra i 18 ed i 24 anni, mentre ben il 25% rientra nella fascia 35-44. E a stupire è il 19% degli over 55.


Ma per cosa viene utilizzato il QR Code? Qui, forse, viene il dato più interessante. Oltre all’evidente predominio del settore Hi Tech, infatti, spunta un inatteso Food&Beverage.


Infine: in quali Paesi viene maggiormente utilizzato? Qui il dato per l’Italia non è incoraggiante: semplicemente non compare.


Le conclusioni sembrerebbero abbastanza evidenti: per chi opera nel settore enogastronomico ed ha clientela straniera, inserire un utilizzo del QR Code nel proprio marketing on line è un’idea che può dare buoni frutti, anche e soprattutto nel 2014.
Del resto lo strumento è gratuito e si presta a mille utilizzi diversi: come sempre, chi ha le idee migliori viene premiato.


lunedì 7 luglio 2014

Italiani e internet, è sorpasso mobile

I dati Audiweb per i primi mesi del 2014 confermano l’avanzata dei dispositivi mobili
35,5 milioni di internauti, pari all’82% della popolazione adulta (18-74 anni). Sono i dati Audiweb sull’audience complessiva della rete per i primi tre mesi in Italia. Con una sorpresa (che a dire il vero non lo è così tanto): la media giornaliera di accesso alla rete vede il sorpasso del mobile sul fisso: 14,5 milioni contro 12,5.
Scendendo nel dettaglio dell’utilizzo dei dispositivi, risulta che 7,4 milioni di italiani utilizzano soltanto smartphone e tablet, 5,3 milioni solo pc e 7,2 milioni usano entrambi. A prediligere i dispositivi mobili sono, com’è prevedibile, i giovani (18-34 anni).
Il tempo medio trascorso in rete ogni giorno è di un’ora e 53 minuti. Secondo i dati, il 59% di questo tempo viene trascorso sui social network, per visitare siti e portali di news e cercare e scaricare nuove app.
Insomma, i nuovi dati Audiweb parlano chiaro: internet fa ormai parte della quotidianità di una larga fetta di italiani; che oltretutto se lo portano sempre in tasca tramite il proprio smartphone. A questo punto chi gestisce una struttura ricettiva non può fare a meno di chiedersi se il proprio sito sia al passo con i tempi e, soprattutto, se sia consultabile con comodità anche da telefono.


lunedì 19 maggio 2014

Mobile e vendite on line: boom in arrivo?

Secondo eMarketer il settore delle vendite travel da smartphone e tablet negli USA registra tassi di crescita annui da doppia cifra. E continuerà a farlo nei prossimi anni

26 miliardi di dollari, con una crescita del 60% rispetto all’anno precedente. Sono le stime di eMarketer (http://www.hospitalitynet.org/news/4065214.html ) relative alle vendite nel settore travel tramite mobile nel mercato USA per il 2014. Il 2013 si è fermato a 16 miliardi, mentre sempre secondo eMarketer le transazioni tramite smartphone e tablet relative ai viaggi raggiungeranno la percentuale del 37% del totale.
Cifre importanti, insomma, che potrebbero verosimilmente replicarsi anche qui da noi. Secondo eMarketer, la chiave sta nei tassi di crescita: sebbene per il momento la percentuale di transazioni da mobile sia piccola rispetto a quella da desktop, i tassi di incremento della prima rispetto alla seconda porteranno in breve a profondi cambiamenti, come si evince dalle tabelle



















Entro il 2018, le vendite nel settore travel da smartphone e tablet costituiranno negli USA il 32,8% dell’intero ecommerce da mobile: un dato che fa riflettere.
Un ultima informazione interessante: se le cifre sono importanti, a trainarle sono i tablet. Gli smartphone vengono utilizzati al limite per acquisti last minute di piccoli importi, mentre per le transazioni importanti si utilizzano iPad e affini.

mercoledì 9 ottobre 2013

Mobile e prenotazioni, una crescita continua

Gli ultimi dati confermano l’importanza crescente dei canali mobile nelle prenotazioni, soprattutto last minute

Non è certo più una novità. Piuttosto, una certezza ed una tendenza che si consolida nel tempo. L’importanza dei canali mobile per le prenotazioni on line è in continua crescita. Lo afferma una ricerca condotta da EyeForTravel, che rivela dati oltremodo interessanti.
Secondo la ricerca, il 20% delle transazioni (prenotazioni on line) pervenute alle strutture ricettive, avviene ormai tramite dispositivi mobile (smartphone e tablet). Ma il dato più eloquente è forse quello relativo alla tendenza rispetto agli anni passati: le strutture ricettive intervistate da EyeForTravel hanno dichiarato di aver fatturato grazie alle prenotazioni da mobile un totale di 40 milioni di dollari per il solo mese di gennaio 2013, contro i soli 2 milioni fatturati tramite gli stessi canali durante tutti i dodici mesi del 2009.
Secondo EyeForTravel, tale tendenza è conseguenza diretta della diffusione dei device mobile, e delle abitudini di chi li acquista. A fronte di numeri sempre più rilevanti, infatti, risulta determinante il fatto che il consumatore utilizza il proprio dispositivo sempre, quindi anche durante una vacanza. Non solo, lo fa in ogni parte della medesima: scelta della destinazione, selezione della struttura e relativa prenotazione, svolgimento della vacanza (condivisione di immagini e contenuti sui social, recensioni on line), e ritorno a casa. Dalla ricerca infatti emerge che, tra chi è possessore di un dispositivo mobile, il 43,8% prenota last minute da smartphone, il 45,3% da tablet.
Statistiche che, a prima vista, parrebbero delineare un quadro incontrovertibile. Eppure c’è qualche ombra. Quasi la metà degli utenti intervistati infatti (41%) ha dichiarato di preferire ancora il tradizionale PC per la navigazione, la scelta e la prenotazione di una struttura. A cosa può essere attribuita questa tendenza? La risposta più convincente (e probabilmente corretta) è alla mancanza di soluzioni che rendano i siti delle strutture ricettive navigabili con una user experience soddisfacente per gli utenti. Sappiamo molto bene, ormai http://bit.ly/1601ETj  come un sito web tradizionale sia spesso frustante da consultare da mobile (soprattutto smartphone), specialmente quando si è fuori casa, ed alla ricerca di una soluzione rapida e semplice: nel caso non si trovino subito le informazioni che ci interessano (immagini, prezzi, modalità di contatto diretto), si tende a consultare la pagina di un’altra struttura, magari dotata di strumenti (sito mobile, app o web app) atti a ottimizzarne la consultazione da mobile. Sappiamo anche, inoltre come Google abbia da tempo ottimizzato le risposte alle query degli utenti in base al tipo di dispositivo utilizzato: nel caso di ricerca, per esempio, di strutture ricettive nei dintorni effettuata da smartphone, ai primi posti nei risultati compariranno le pagine visitabili in maniera ottimale da mobile.
Ma allora perché non tutte le strutture sono dotate di sito mobile, app o web app? La crisi economica, e la conseguente riduzione dei budget, hanno sicuramente influito negativamente sulla diffusione di queste soluzioni. Ma i dati pubblicati da EyeForTravel paiono incontrovertibili: rinviare sta diventando sempre più controproducente. Il mobile è sempre più il futuro.

martedì 21 maggio 2013

Promuoversi su Instagram

Ormai da tempo è una delle app cult, di quelle che non possono mancare sui desktop degli smartphone. Ecco come utilizzare il social delle foto stile Polaroid per promuovere la propria attività

Oltre 100 milioni di utenti attivi al mese, 40 milioni di nuove foto al giorno, mille commenti al secondo. Sono i numeri di Instagram, il social network che permette di applicare una serie di filtri alle foto scattate dal proprio smartphone, per renderle in qualche modo vintage e simili alle vecchie immagini catturate con le Polaroid (infatti il formato è rigorosamente quadrato), e consente quindi di pubblicare e condividerle con i propri contatti (o con gli amici di Facebook, che di Instagram è proprietario dall’anno scorso).
Numeri senza dubbio importanti, ma che soprattutto fanno emergere come Instagram sia uno dei prodotti più felici del matrimonio tra mondo social e mobile: se gli smartphone e la possibilità di essere sempre connessi sono stati un grande incentivo per lo sviluppo dei social network, la possibilità di usarli per scattare foto e condividerle è una delle caratteristiche più apprezzate ed utilizzate dagli utenti. Il plauso al team di sviluppatori di Instagram è quindi d’obbligo. Ma come sfruttare al meglio le risorse e le potenzialità di questo social, per promuovere la propria attività? Se si gestisce una struttura che ha a che fare con il mondo della ristorazione, possiamo dire che i giochi sono in qualche modo facilitati: la gente ama vedere fotografie di piatti. Scattare belle immagini di piatti fumanti che escono dalla cucina, e pubblicarle su Instagram applicando gli appositi filtri che servono a renderle più accattivanti, è un ottimo modo per attirare l’attenzione della community e guadagnare visibilità. Ancora meglio, però, è comunicare ai propri clienti in sala che la struttura è presente su Instagram con un proprio account e che quindi, se fa loro piacere, possono seguirci per “gustare con gli occhi”, dal proprio smartphone, i nostri piatti, anche quando sono lontani. E’ la cosiddetta promozione off line, e va fatta sia mediante appositi cartelli (classica la scritta seguici su Instagram, con il logo del Social Network e magari un QR Code che rimanda direttamente al nostro account), sia a voce!
Oltre ai piatti, la gente ama vedere i volti, le persone che animano una struttura. Fate quindi foto del personale di cucina, dello chef mentre è intento a spadellare, di un volto sorridente alla reception: aiuterà chi vi segue a percepire la struttura come più umana e meno commerciale: nel mondo dei social e della comunicazione 2.0, un bel passo avanti.
Ovviamente, anche invitare, con garbo e simpatia, i clienti a scattare fotografie dei nostri piatti e della nostra struttura e a pubblicarle sul loro profilo Instagram , o a condividere le nostre immagini, è un buon modo per guadagnare visibilità.
Infine, anche Instagram, come Twitter, utilizza gli hastag (#). Può essere utile crearne uno ad hoc, magari del tipo #nomeristorante, per catalogare e raggruppare tutte le fotografie che riguardano la struttura.
Insomma: se vi piace fotografare, vi piacciono i social, vi piace comunicare e promuovervi in modo informale e molto 2.0, Instagram è il luogo ideale dove dare libero sfogo alla propria fantasia.

lunedì 13 maggio 2013

Mobile e ricerche Local: il punto della situazione

Tutte le statistiche indicano il fenomeno come il continua crescita, ma l’Italia è ancora indietro

Il tema è stato al centro del Digital Festival di Torino, lo scorso 8 maggio: la “mobile revolution” e il modo in cui le attività commerciali, anche e soprattutto turistiche, interagiscono con i (potenziali) clienti.
Un po’ di statistiche aggiornate. In Italia, nell’ultimo anno, il numero dei possessori di smartphone è passato da 21 a 26 milioni: quasi un italiano su due. Di questi, soltanto il 9,8% utilizza il proprio smartphone unicamente per le chiamate, mentre la grande maggioranza lo usa anche per gli altri contenuti: accede ai social network come Facebook e Twitter, utilizza servizi di chat come Whatsapp, cerca news, informazioni meteo, gioca e consulta la propria e mail. E per quanto riguarda le ricerche locali? Secondo le ultime statistiche, il 56% dei possessori di smartphone effettua ricerche locali almeno una volta la settimana, il 22% almeno una volta al giorno. Il 55% di queste persone contatta la struttura in seguito alla ricerca, mentre il 61% ne visita il sito web ed oltre il 30% effettua un acquisto in seguito al primo contatto. Ma il dato forse più interessante riguarda quel 45% di ricerche effettuate specificatamente per trovare informazioni rilevanti su un possibile acquisto finale. Qui sta tutta l’importanza (e la rivoluzione) delle ricerche social: mentre chi consulta il sito di una struttura turistica da pc, lo fa spesso senza avere realmente intenzione o bisogno di prenotare immediatamente, chi effettua una ricerca da mobile mentre si trova nei pressi di quella stessa struttura, lo fa perché ha un bisogno concreto di contattarla per chiedere informazioni, prenotare o acquistare.
Negli Stati Uniti, a tale riguardo, sono ormai molto utilizzati i messaggi pubblicitari fortemente geolocalizzati (visibili in un raggio inferiore alle due miglia) è i risultati sono molto positivi. Ovviamente, il sistema si basa sulla disponibilità, da parte dell’utente (e potenziale cliente) ad essere geolocalizzato: in Italia esiste ancora una certa diffidenza rispetto all’idea di fornire informazioni sulla propria posizione. Tuttavia, tornando agli Stati Uniti, le stime indicano che entro i prossimi tre anni gli investimenti pubblicitari geolocalizzati supereranno il 50% del budget complessivo destinato al marketing.
Sono dati che fanno riflettere e che portano chi gestisce una struttura turistica (ma non solo) a farsi una serie di domande: la mia struttura è pronta per raccogliere le opportunità offerte dal mobile? Il mio sito web è visitabile da smartphone? E’ semplice contattarmi, per chi arriva sul mio sito mobile (o sulla mia app)? Qual è la mia reputazione on line? Sono abbastanza social?
Rispondere a queste domande, e attivarsi laddove opportuno, potrebbe essere un modo per aiutare, almeno un po’, il comparto turistico italiano a recuperare parte del terreno perduto.

venerdì 1 febbraio 2013

Zuckerberg: Facebook punta sempre più sul Mobile


Aumentano i numeri degli utenti da dispositivi mobili, e sono in arrivo novità sulle ads e sui post sponsorizzati.

Facebook è un’azienda che punta sui dispositivi mobili. Lo ha detto Mark Zuckerberg alla conferenza stampa di presentazione dei risultati economici relativi al quarto trimestre del 2012, tenutasi lo scorso 30 gennaio. I numeri: gli utenti che accedono a Facebook da smartphone o tablet sono oggi 680 milioni; e di questi, 157 milioni utilizzano il social network esclusivamente da mobile, senza mai connettervisi tramite un pc. Sul fronte dei ricavi, nell’ultimo trimestre dello scorso anno le ads su smartphone e tablet hanno rappresentato il 23% degli introiti totali, contro il 14% dello stesso periodo del 2011. “Voglio sfatare il mito secondo il quale Facebook non sarebbe in grado di guadagnare nel mercato mobile”, ha detto Zuckerberg “Poteva sembrare così un anno fa, ma solo perché ancora non ci avevamo veramente provato”.
Per quanto riguarda le novità per i prossimi mesi (da non dimenticare anche la recente, grande innovazione del Graph Search, di cui abbiamo parlato qui), Zuckerberg ha sottolineato che verranno probabilmente introdotte le ads contenenti video, e che saranno ulteriormente affinate le possibilità offerte delle inserzioni pubblicitarie visibili da mobile.
A fronte di queste notizie, appare quindi evidente come i vertici di Facebook stiano lavorando alacremente per eliminare, o almeno ridurre in maniera sostanziale, il principale problema che presentava Facebook: i limitati profitti generati dal traffico mobile, dovuti alla scarsa presenza delle inserzioni pubblicitarie. Un altro segnale dell’attenzione che gli uomini del social network in blu pongono alla questione mobile, deriva dal lancio, negli scorsi mesi, delle nuove app native per iOs e Android: disponibili gratuitamente per tutti i dispositivi che utilizzano i due sistemi operativi, risultano notevolmente più veloci ed agevoli da utilizzare rispetto alle versioni precedenti (nelle quali, da un punto di vista tecnico, il flusso delle notizie che appariva nella bacheca si poggiava ancora sul linguaggio html5).
Un altro aspetto riguardante Facebook e mobile su cui Zuckerberg è tornato a parlare riguarda i messaggi vocali. Per ora limitata a Stati Uniti e Canada, questa feature permette agli utenti di scambiarsi messaggi privati tramite registrazioni audio. Accanto ad essa, sarà lanciata nei prossimi mesi la possibilità di effettuare vere e proprie chiamate telefoniche mediante la piattaforma del social network. Il tutto pare indicare una forte offensiva da parte di Facebook nei confronti di concorrenti come Skype. Il risultato, qualora i piani di Zuckerberg andassero a buon fine, non potrebbe che essere un ulteriore aumento del tempo che gli utenti trascorrono su Facebook da mobile.
Il ventottenne fondatore del social network ha infine sottolineato le ottime performance ottenute da Instagram: da quando è stato acquisito da Facebook, il social delle fotografie in stile Polaroid ha visto passare il numero dei propri utenti da 27 a 100 milioni. Zuckerberg ha definito l’operazione un successo, lasciando intendere che anche Instagram offrirà nel prossimo futuro interessanti opportunità sul mercato delle inserzioni pubblicitarie per mobile.
Insomma, molta carne al fuoco in casa Facebook. Cosa implica tutto ciò per chi fa social media marketing per la propria struttura turistica? Indubbiamente, che conviene restare aggiornati e non perdersi le novità, perché le opportunità offerte da una buona comunicazione sul web 2.0 sono in costante rinnovamento e, di sicuro, non potranno che continuare a crescere.

giovedì 22 novembre 2012

Mobile e accessi al sito della nostra struttura


Ancora molte strutture non si sono dotate di nessun strumento per rendere accessibile il proprio sito da dispositivi mobile

Secondo i dati Audiweb aggiornati a Settembre 2012, il numero di italiani connessi ad internet è di 41 milioni. Il dato interessante, è che il 34,6% degli uomini, e il 28,1% delle donne, accedono al web anche tramite il proprio smartphone.
Secondo gli studi effettuati, chi possiede uno smartphone, generalmente, tende a sfruttarne le potenzialità e le innumerevoli funzionalità ogni qual volta se ne presenta l’occasione: previsioni meteo, film in sala, mappe e navigazione e, quel che più ci interessa, si usa lo smartphone quando si è in viaggio, per esplorare i luoghi dove mangiare o dove dormire che si trovano nelle vicinanze. Spesso, tuttavia, qui iniziano i problemi.
Chi abbia provato almeno una volta ad aprire un sito tradizionale da smartphone, sa bene come l’operazione possa essere disagevole: un sito tradizionale è infatti pensato per essere visitato da un pc. Chi vi accede da smartphone, per contro, è costretto a lunghe “scrollate” tramite il touch screen per trovare le informazioni che desidera. Anche l’approccio è molto diverso: chi visita, per esempio, il sito di un agriturismo da casa o dall’ufficio, lo fa con calma, scorrendo la gallery delle immagini per il piacere di navigare. Chi invece vi accede da mobile, è molto spesso un potenziale cliente, che magari si trova nelle vicinanze ed ha fretta, e che in quel momento è alla ricerca di informazioni molto basilari, come un numero di telefono per chiamarci. Se non lo trova alla svelta, abbandona il nostro sito per cercare un’altra sistemazione.
Ecco quindi che diventa fondamentale affiancare al sito web tradizionale uno o più strumenti che rendano la presenza on line della nostra struttura facilmente accessibile anche dai dispositivi mobile. Le soluzioni sono molteplici: sito mobile, app o web app. Ognuna di queste opzioni presenta differenze rispetto alle altre, vantaggi e difetti. Nelle prossime newsletter entreremo nel dettaglio di ognuna, analizzandone il funzionamento e le caratteristiche.
Un ultimo aspetto che fa riflettere. Ormai da tempo, Google riconosce se state effettuando l’accesso da un dispositivo mobile, e tramite un apposito algoritmo presenta i risultati della ricerca da voi effettuata, posizionando ai primi posti i siti ottimizzati proprio per smartphone e tablet. Il vantaggio che ne ottengono le strutture collegate appare evidente. Un motivo in più per pensare, anche in tempi di crisi, di effettuare un investimento (le cifre, tutto sommato modeste, partono da poche centinaia di euro) dai ritorni sicuri, sfruttando le grandi potenzialità offerte dal mondo mobile.