Visualizzazione post con etichetta Facebook. Mostra tutti i post
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lunedì 8 febbraio 2016

Facebook, arriva il nuovo algoritmo per il News Feed

Non conta più solo il numero delle interazioni, ma anche la qualità dei contenuti
Come fa Facebook a capire quali sono i contenuti più interessanti da mostrare ad ogni suo utente, in base allo storico delle connessioni (grafo sociale) di questo? Fino a un po’ di tempo fa, l’indicatore giudicato più attendibile era il numero di interazioni (commenti, like, condivisioni). Ma è un indicatore insufficiente. Spesso, infatti, gli utenti possono trovare interessante un contenuto, spenderci del tempo a leggerlo interamente o addirittura salvare il link sul proprio pc, senza interagire su Facebook.
Zuckerberg e i suoi lo sanno, e infatti già da tempo sono andati oltre, e hanno iniziato a misurare il tempo che gli utenti trascorrono su un link come indicatore del fatto che quel contenuto sia interessante per loro, anche se non vi interagiscono. Ora c’è di più: grazie al lungo lavoro del Quality Panel (un gruppo di professionisti della comunicazione pagati per stare su Facebook e capire quali contenuti funzionano di più) oltre che di gruppi di utenti selezionati e monitorati in giro per il mondo, Facebook ha affinato gli strumenti che gli consentono di capire quali post interessano di più le persone, e quindi meritano di ricevere più visibilità. La ricetta esatta del nuovo algoritmo è ovviamente segreta, ma da Menlo Park si sono premurati di far sapere agli amministrazioni delle Pagine che il nuovo algoritmo, anche se nella maggior parte del casi passerà inosservato, potrebbe causare qualche modifica nella visibilità dei post. Ovvero: i post di qualità (leggi: più interessanti per gli utenti) verranno “spinti” nel News Feed e riceveranno maggiore visibilità.

Quanto basta per ribadire ancora una volta la regola aurea: i contenuti di qualità sono quelli che pagano. Meglio se contengono qualcosa di unico, che possiamo raccontare solo noi.

martedì 3 novembre 2015

Facebook lancia le Lead Ads, “acchiappa-dati” degli utenti

Le nuove inserzioni permettono a chi ci clicca di inviare i propri dati all’azienda

“Vi siete mai chiesti perché nessuno ha mai detto “Adoro compilare moduli?” Questo è un peccato, perché i moduli sono cose molto utili. Ecco perché stiamo testando i lead ad, una nuova, più semplice modalità per permettere alla gente di compilare moduli dal proprio device mobile”.
Così quelli di Facebook annunciano al mondo l’arrivo delle nuove Lead Ads, ovvero le inserzioni per acquisizione contatti. Come funzionano? In pratica, l’utente che clicca sull’inserzione  si trova di fronte un modulo precompilato che contiene già nei propri campi tutte le informazione che l’utente stesso ha in precedenza fornito a Facebook (per esempio email, telefono). A questo punto basta cliccare invio et voilà, il gioco è fatto: quei dati saranno anche dell’azienda inserzionista. Semplice, efficace (e diabolico).
Le Lead Ads sono raggiungibili dal Power Editor, come gli altri tipi di inserzione. Dal menu principale, è possibile scegliere una tra queste call to action:
-         -  Iscriviti
-         -  Ricevi gli aggiornamenti
-         -  Scopri di più
-         -  Partecipa ora
-         -  Richiedi un preventivo
-         -  Scarica
Le Lead Ads sono quindi perfette per ottenere l’iscrizione alla newsletter, per esempio. I vari moduli sono personalizzabili in base alle esigenze dell’inserzionista, ma è consigliabile non esagerare con i campi e fare le cose semplici, per non scoraggiare gli utenti nel caso alcuni dei campi non dovessero essere precompilati.
Insomma, non resta che testarle e vedere i risultati.





martedì 29 settembre 2015

Facebook, arriva il live blogging


Presto disponibile la feature che consente di arricchire con aggiornamenti i post pubblicati in precedenza

Per ora si tratta di una versione beta in fase di test nelle versioni iOs e Android, ma la novità ha tutte le carte in regola per rivoluzionare il social marketing su Facebook: sarà presto possibile, infatti, aggiungere contenuti a post pubblicati in precedenza.
Il pratica, i singoli post diventano vere e proprie storie, da aggiornare man mano che succede qualcosa di nuovo. Sarà sufficiente selezionare l’opzione “aggiungi post a questa storia” per arricchirla con testo, immagini, video, check in. Like, commenti e condivisioni saranno disponibili per ogni singolo post, un po’ come già accade per le singole immagini di una gallery.
Insomma, una specie di ibrido tra un live blogging tipico di Twitter, dove si possono riunire gruppi di Tweet inerenti un argomento in una conversazione, e Storify, in cui si raggruppano i contenuti riguardanti un tema o un evento. Lo scopo è preciso: facilitare la possibilità di seguire la storia da parte degli utenti, incentivandone le interazioni e spingendoli a condividere i contenuti o a partecipare al dibattito.
Così si è espresso il portavoce di Facebook Italia: “Stiamo testando una nuova funzionalità che consente di aggiungere nuove storie ad un precedente post su Facebook, creando una storia che continua durante la giornata, viaggio o attività proprio mentre questa si sta svolgendo, avvicinando quindi le persone ai propri amici, condividendo le esperienze in tempo reale”.
Dal punto di vista del social media marketing per la propria struttura o attività, i vantaggi di questa feature appaiono evidenti: sarà ora possibile raccontare in un unico post le attività che si svolgono in azienda, dalla vendemmia, alla “gesta” degli animali che popolano il cortile, alla presentazione di un prodotto o la partecipazione ad una fiera, man mano che queste hanno luogo. Ma anche, perché no, incentivare gli utenti a raccontare la loro, di storia, mentre si godono il soggiorno. Addirittura, nel caso di più strutture riunite in circuiti (ad esempio di cicloturismo), si potrà far raccontare agli utenti il loro viaggio di tappa in tappa.
Insomma, potenzialità davvero elevate per uno strumento che si preannuncia da subito molto prezioso.


martedì 23 giugno 2015

Facebook, i Carousel Ads arrivano su mobile

Le inserzioni multi-immagine che permettono di abbassare il costo per click e migliorare il CTR sono ora visibili anche sulle app

Che avrebbero funzionato, è stato chiaro fin da subito. Parliamo dei Carousel Ads di Facebook, ovvero dei post sponsorizzati multi-immagine (fino a 5) e multi-link, in grado di rimandare a diverse sezioni del sito tramite la stessa inserzione. Utili per mettere in vetrina contemporaneamente più prodotti o promozioni, i Carousel Ads permettono di abbassare notevolmente il costo per click (dal 20 al 30%), ed ancora di più i costi di conversione (dal 30 al 50%). Se si sceglie di lanciare la campagna in modalità CPM, inoltre, le immagini compariranno nelle newsfeed degli utenti in base alle performance registrate: in pratica, quelle che ottengono più interazioni compaiono per prime. Tramite Insight, infine, è possibile monitorare quali link dell’inserzione funzionano meglio, ed eventualmente correggere il tiro o cambiare l’immagine associata ad uno dei link.
Insomma, basati su immagini di grande impatto visivo (lo consigliano direttamente quelli di Facebook), i Carousel Ads possono essere rivolti con uguale efficacia sia ai propri clienti-fan (se già ne abbiamo molti), al fine di fidelizzarli o mostrare loro condizioni particolarmente vantaggiose, sia a nuovi, potenziali clienti sfruttando la raffinatezza dei tool di Facebook nel targettizzare i destinatari, anche attraverso l’analisi della domanda latente.
La novità, è che tutto questo è ora disponibile anche per mobile e per le app. Ancora una volta, sono gli stessi sviluppatori di Menlo Park a spiegarci come tutto questo può funzionare su mobile tramite una serie di case history: appare evidente come su dispositivi mobile l’immagine svolge un ruolo ancora più centrale nel catturare l’attenzione degli utenti, tanto che con il ricorso a più immagini nella stessa inserzione si può arrivare a creare un percorso di storytelling dal grande impatto visivo.
Insomma, gli strumenti che Facebook mette a disposizione degli inserizonisti sono sempre più sofisticati e raffinati. Non resta che utilizzarli per la propria attività o struttura, e stare a vedere i risultati.

martedì 5 maggio 2015

Facebook e visibilità: piccolo è bello

Una ricerca di locowise.com dimostra che le Pagine Fan con pochi like ottengono performance migliori di quelle con milioni di iscritti

E’ finita l’età dell’oro. Su questo, non ci piove. Che, in media, un post pubblicato da una pagina Fan raggiunga una percentuale sempre più risicata del totale degli iscritti (la cosiddetta “reach”), è ormai risaputo. Se si vogliono ottenere performance migliori, occorre ricorrere alle soluzioni a pagamento.
Ora però una ricerca condotta da locowise sfata, almeno in parte, questo mito. E la notizia sembra essere particolarmente buona per le piccole Pagine Fan, quelle da poche migliaia di iscritti. Che paiono ottenere, con i propri contenuti organici (cioè pubblicati senza ricorrere a soluzioni a pagamento), performance migliori rispetto alle Pagine da milioni di like.
Quelli di locowise hanno condotto la loro ricerca su un campione di 5000 Pagine, con un numero di fan variabile da meno di 1000 a oltre un milione, e ne hanno monitorato le performace durante lo scorso mese di marzo. Ebbene, il grafico qui sotto, che riassume i risultati, parla chiaro: le Pagine più grandi, da oltre un milione di fa, si fermano ad un misero 2,27 di “reach”, mentre quelle più piccole, da meno di 1000 “mi piace”, raggiungono un ragguardevole 22.80.


E per quanto riguarda l’engagement? In questo caso, che si sia grandi o piccoli, sembra cambi poco: i post con video o immagini sono quelli che ottengono più interazioni, seguiti da quelli con link.


Per migliorare ulteriormente le performance, tuttavia, è sempre consigliabile mixare più tecniche all’interno dello stesso post: includere cioè sia un link che un’immagine appropriata, ovvero che rimandi al contenuto del link, aiuta le persone a capire al primo sguardo che cosa stiamo comunicando e, se sono interessate, a cliccarci su.
Insomma, l’età dell’oro sarà pure finita, ma qualche pepita si può ancora raccogliere. Non resta che munirsi di setaccio “social” e mettersi al lavoro.

martedì 3 febbraio 2015

Facebook lancia i Place Tips

Sono suggerimenti personalizzati sui luoghi nelle vicinanze, e saranno presto disponibili sulle app mobile.

Che il marketing di prossimità stia diventando sempre più importante, lo abbiamo scritto e ribadito. E a confermarlo arriva ora anche Facebook, che lancia i suoi place tips. In pratica la nuova feature, disponibile sulle app mobile, fornirà agli utenti informazioni sui luoghi interessanti nelle loro vicinanze: locali, ristoranti, negozi. E quel che più conta, ogni suggerimento sarà personalizzato, ovverò si baserà sui gusti e le preferenze del singolo utente, che Facebook ovviamente conosce a menadito grazie alla profilazione. Insomma, pare proprio che quelli di Foursquare debbano iniziare a preoccuparsi.
Per funzionare, la feature ha ovviamente bisogno che il GPS del dispositivo sia attivo. E la funzione stessa sarà comunque disattivabile dall’utente. In caso contrario, i suggerimenti compariranno in cima al news feed.
Altro dato interessante, i “tips” potranno mostrare all’utente anche immagini scattate dai suoi amici che sono già stati in quel posto, nonché news, offerte o eventi in arrivo provenienti direttamente dalla Fan Page ufficiale del locale.
A Menlo Park dicono che Place Tips sarà presto attiva su tutte le app. Chi fa social media marketing per la propria struttura farà bene a tenerne conto: si tratta di una funzionalità tutta da sfruttare.

lunedì 26 gennaio 2015

Facebook, domande e risposte da darsi per avere successo

Proponiamo un focus su alcuni punti strategici al fine di fare un buon social media marketing sulla piattaforma di Menlo Park

La Pagina Fan della struttura fatica ad attirare “mi piace”? I post portano poche interazioni? Il traffico c’è ma non si traduce in risultati concreti (leggi: prenotazioni)?
Qui di seguito, proponiamo alcune domande che è bene farsi, con le relative risposte, al fine di ottimizzare le azioni di social media marketing su Facebook.
- Innanzitutto: in cosa sono unico?
Questo è il quesito fondamentale da cui partire. Sui social possiamo raccontarci, spiegare chi siamo (abbiamo parlato qui ). Ecco che conviene allora puntare su ciò che ci differenzia dai concorrenti, sulle particolarità che ci rendono unici e insostituibili.
- Come posso essere utile ai miei clienti (o potenziali tali)?
Spesso ci si interroga su come stupire i propri fan. Su come emozionarli con un’immagine o un video, coinvolgerli con i contenuti più disparati. Dimenticando che molto spesso la strada migliore è essere semplicemente utili. Le persone hanno bisogno di informazioni e servizi on line. Offrirli loro è un buona strategia di marketing. Domandandosi anche: quali sono i problemi o i desideri che potrei risolvere o soddisfare?
- Quali sono le abitudini on line dei miei fan?
L’insieme delle persone che hanno cliccato mi piace alla Pagina è spesso molto eterogeneo e variegato, quindi questa è una domanda che potrebbe non avere una risposta semplice. Resta il fatto che cercare di capire quali sono le abitudini on line dei fan, come gli orari in cui si collegano o i tipi di post che apprezzano di più, è il modo migliore per soddisfare le loro aspettative.
- Come misuro i risultati ottenuti?
Lo si è detto e ripetuto, ma come si suol dire repetita iuvant: fare social media marketing senza misurare i risultati è perfettamente inutile. Che si utilizzi Insight o un qualche altro tipo di indicatore, l’importante è trovare un modo per capire se quello che stiamo facendo ci porta nella direzione giusta.

lunedì 12 gennaio 2015

Facebook, arrivano i trending topic

La nuova funzione permetterà di visualizzare articoli e contenuti relativi ad uno specifico argomento

Chi usa Twitter li conosce bene: sul social dell’uccellino, i Trending Topic compaiono sulla sinistra della schermata (in versione web) o nell’apposita sezione (nelle app), come un elenco degli argomenti più twittati del momento. Cliccando su uno di essi, si accede a tutti i tweet che contengono quel determinato hashtag o quella precisa parola, in un flusso aggiornato in tempo reale. Si tratta di una funzione molto interessante, soprattutto in corrispondenza di eventi che richiamano l’attenzione, per esempio l’inaugurazione di una fiera. Qui spieghiamo come fare al meglio il live twitting di un evento, che può essere una buona strategia per guadagnare follower.
Bene: tutto questo sta per sbarcare su Facebook. Per la precisione, gli utenti americani della versione Android del social network ne possono già usufruire. Per tutti gli altri, compresi quindi noi italiani, si spera che l’attesa sia breve. Come spiegato da Diana Hsu e Andrew Song, product manager di Facebook, in questo articolo pubblicato sul blog ufficiale,
cliccando su una delle voci presenti all’interno dei Trending Topic di Facebook, sarà possibile visualizzare:
- Articoli pubblicati sull’argomento da giornali online;
- “In the Story”, ovvero post pubblicati da persone coinvolte nella storia;
- Post pubblicati da amici e conoscenti;
- “Near the Scene”, ovvero post pubblicati da persone non coinvolte in prima persona ma comunque parte della storia;
- Live Feed, un flusso in tempo reale di reazioni a un topic da parte di persone in tutto il mondo.
Insomma, un buon modo per riunire in un’unica categoria articoli, post e contenuti che riguardano un determinato argomento. La nuova funzione, tra l’altro, darà finalmente un senso all’uso degli hashtag su Facebook, annunciati a suo tempo come una novità rivoluzionaria ma di fatto mai decollati veramente, al contrario di quanto avvenuto su Twitter. Strumenti molto utili, se usati nel modo giusto, per il social media marketing della nostra struttura.


Novità per le Pagine Fan, Facebook affina le armi

Con l’anno nuovo sono in arrivo nuovi strumenti per chi fa social media marketing sul social di Zuckerberg

Fare social media marketing non è facile come sembra. Se ne accorge chi, dopo aver aperto la Pagina Fan della propria struttura, si è reso conto che i risultati non sono poi così mirabolanti come si poteva credere in un primo momento. In parte, ciò è dovuto a errori che con un’adeguata formazione si possono evitare. In parte, il successo della Pagina dipende dagli strumenti che il social network ci mette a disposizione. E a questo proposito Facebook ha recentemente annunciato  alcune nuove feature dedicate alla pubblicazione di contenuti e alle statistiche, che paiono essere davvero interessanti.
Dei post personalizzati e targhettizzati per aree di interesse abbiamo già parlato , mentre vale la pena soffermarsi sulla possibilità di pubblicare contenuti con la data di scadenza. Spesso, i post che pubblichiamo sono legati ad un evento, ad una promozione limitata nel tempo o ad una data (basti pensare alle previsioni meteo). Se questi contenuti compaiono nella newsfeed dei fan dopo lo scadere, possono risultare inutili e fastidiosi. L’introduzione della data di scadenza evita che questa eventualità si verifichi: i post non vengono eliminati dalla bacheca della Pagina Fan, ma non appaiono più nelle newsfeed dei fan.
Sembra interessante, infine, la nuova feature chiamata Top Link, che riguarda Insight e la possibilità di tenere traccia degli URL in modo da capire, tra l’altro, quante visite arrivano al sito aziendali tramite click di persone che hanno visualizzato un contenuto pubblicato dalla Pagina Facebook ma che non sono (ancora) Fan della Pagina stessa.

Insomma, nel novità non mancano. Non resta che testarle, sperimentare, e come sempre tenersi aggiornati.

martedì 23 dicembre 2014

Facebook: gli errori da evitare

Alcuni tra gli sbagli più clamorosi in cui può incorrere chi fa social media marketing sul social di Zuckerberg
Avere una Pagina Facebook, per chi gestisce una struttura ricettiva, è ormai la norma. Ma quanti sanno davvero usarla? Ecco una lista degli errori più clamorosi da evitare se si vuole avere successo sul social di Menlo Park:
-Pensare solo a vendere. L’abbiamo detto e ripetuto: i social network non sono il luogo adatto a vendere. Soprattutto, gli utenti dei social odiano essere bombardati da messaggi commerciali (lo sono già ovunque, del resto). E’ quindi bene rispettare la regola aurea del 2/10 (non più di due contenuti con finalità promozionali ogni 10 pubblicati)
-Chiedere like. Domandare ai propri fan di cliccare il fatidico “mi piace” sotto a un post è un po’ come rincorrerli per strada con la torta appena preparata in mano supplicandoli di assaggiarla: ridicolo, poco professionale, e soprattutto dà l’idea che abbiamo un bisogno disperato di vendere. Non esattamente il massimo, insomma.
-Non rispondere. Questo dovrebbe essere ormai scontato, ma per sicurezza lo ripetiamo: come si suol dire, repetita juvant. Rispondere a commenti, domande e anche critiche è assolutamente fondamentale, ed è importante farlo nel minor tempo possibile. Se non si ha tempo di fornire subito una risposta dettagliata, si può sempre rispondere in modo stringato chiedendo di pazientare qualche ora.
-Usare un profilo privato invece della Pagina. Siamo davvero all’abc, ma anche in questo caso è bene ripeterlo: per una serie di motivi, il profilo privato non va bene per gestire la presenza su Facebook di una struttura o un’attività. Lo strumento idoneo per farlo è sempre e solo la Pagina Fan.
-Scrivere in maiuscolo. Anche in questo caso dovremmo essere di fronte all’ovvio, ma purtroppo accade spesso di leggere interi post scritti in maiuscolo, ed è terribile. E’ una delle regole base della netiquette: scrivere in caratteri maiuscoli equivale a urlare. Dà l’idea di un tono aggressivo, dell’alzare la voce per farsi sentire sovrastando gli altri. Un atteggiamento davvero pessimo e da evitare.
-Far gestire la Pagina ad un esterno. Il social media marketing è diventato un business, e molti, fiutato l’affare, ci si sono buttati. Spesso, però, con competenze quantomeno dubbie. Il mercato è pieno di sedicenti guru che garantiscono risultati mirabolanti se affideremo a loro la gestione della Pagina fan della nostra struttura. Ovviamente, dietro compenso. Ecco: non fatelo. Anche nel caso in cui chi vi propone il servizio sia davvero bravo, se non vive la vostra struttura tutti i giorni non sarà in grado di comunicarne l’essenza, la quotidianità. Abbiamo spesso ribadito l’importanza di raccontare i dietro le quinte, magari con uno scatto fatto al volo con lo smartphone e pubblicato all’istante. Chi sta in un ufficio a chilometri da voi non sarà mai in grado di catturare questi momenti e di raccontarli con la genuinità e l’immediatezza che la comunicazione social richiede. Piuttosto, meglio essere preparati e partecipare ad un corso di formazione (fatto da professionisti).

Facebook e i post personalizzati per aree di interesse

Una nuova rivoluzionaria funzione permetterà di rendere visibili determinati contenuti soltanto a coloro tra i fan che ne sono davvero interessati
Il news feed di Facebook, si sa, è sempre più saturo. La competizione è sempre maggiore, e ciò ha portato ad una drastica riduzione della visibilità dei post delle pagine, che oggi si aggira tra il 3 ed il 6%. C’è però il rovescio della medaglia: lo scopo di Zuckerberg e i suoi, in fondo, non è altro che ottimizzare la user experience degli utenti. Ovvero, far vedere ad  ognuno i contenuti che gli interessano veramente, e di conseguenza incrementare il numero di interazioni (mi piace, commenti e condivisioni) per ogni singolo contenuto.
Sembra essere – a ragione – una vera ossessione, questa, per il team di Menlo Park, ed è per questo che sta per arrivare una nuova funzione, finora riservata agli annunci a pagamento, che rivoluzionerà il modo di pubblicare contenuti da parte delle Pagine: la pubblicazione di post mirati per aree di interesse.
Facciamo un esempio: supponiamo di gestire una struttura che produce marmellate biologiche e al contempo ha un maneggio. Non tutti i nostri clienti che vengono a cavalcare potrebbero essere interessati anche e alle prime, e viceversa. Con il nuovo strumento, in pratica, dopo aver scritto il post e prima di pubblicarlo, sarà possibile cliccare sull’apposita icona del mirino e selezionare l’opzione “interessi”: a questo punto, un po’ come accade per gli annunci a pagamento, si possono inserire una o più aree (semantiche) d’interesse. Mentre lo si fa, viene mostrato il numero di fan potenzialmente raggiungibili. Vien da sé che l’opzione è interessante a patto che si abbia un buon bacino di fan. Una Pagina con poche centinaia di like vedrebbe ben presto restringersi il pubblico virtuale a poche decine di persone.
L’utilizzo ottimale di questo nuovo strumento può portare vantaggi tangibili, perché non fa che soddisfare il mantra di Zuckerberg e i suoi: fornire ad ogni utente contenuti di qualità e attinenti ai suoi interessi. E le Pagine che lo fanno, si sa, vengono premiate in quanto a visibilità dei post. Questa volta, gratis.

Il blog Pro-Muoviti e la Newsletter torneranno con i nuovi articoli dopo le Feste. Il team E-Guides vi augura un sereno Natale e un felice Anno Nuovo.

lunedì 15 dicembre 2014

Facebook e post delle Pagine: come avere più visibilità

La percentuale di fan che si raggiungono con un post organico è scesa al 3-6%: alcuni trucchi per aumentarla
Il bello di Facebook è che è gratis. Lo si è ripetuto come un mantra per anni, ma oggi, a quanto pare, le cose non stanno più così. Già, perché stando alle statistiche più recenti, la percentuale di fan raggiunta mediamente attraverso un post organico (cioè non a pagamento) pubblicato dalla propria Pagina oscilla tra il 3% ed il 6%. Una miseria. Vien da sé che con percentuali così striminzite, creare engagement diventa una chimera. Facebook, insomma, sta spingendo in modo sempre più deciso i gestori delle pagine a ricorrere alle soluzioni a pagamento (post sponsorizzati). Alla faccia, come dicevamo, del “Facebook gratis”.
C’è tuttavia qualche trucco a cui possiamo ricorrere per aumentare la visibilità dei nostri contenuti, senza metter mano al portafogli. Innanzitutto, limitare al minimo indispensabile i post promozionali, ovvero quelli in cui invitiamo gli utenti ad acquistare un prodotto o servizio o a scaricare un’applicazione; quelli dove li spingiamo a partecipare ad una promozione o concorso non contestuali alla pagina; e quelli infine che sono una replica identica di contenuti utilizzati per una campagna pubblicitaria. Se riguardo a questo tipo di post c’è sempre stata la regola aurea del 2/10 (non più di due post promozionali ogni 10), oggi forse vale la pena considerare l’idea di ridurre ancora questa quota, poiché Facebook ha annunciato che da gennaio ridurrà ulteriormente la visibilità dei post considerati promozionali rispetto a quelli che non lo sono.
Conviene poi prestare attenzione al format che diamo ai nostri contenuti. Si sa, infatti, che Facebook assicura una buona visibilità ai post che contengono link esterni (contrariamente a quanto faceva una volta). Ma si sa anche che un conto è la visibilità, un altro il numero di interazioni prodotte, ed il tipo di contenuto che ne genera di più sono notoriamente le immagini. Conviene quindi confezionare dei post che contengono un link (tipicamente al sito della struttura) ed un’accattivante immagine d’anteprima, che stuzzichi l’utente e lo incuriosisca a cliccarci su.
Sembra poi che gli album contenenti più immagini abbiano performance migliori della singola fotografia. Può quindi essere utile pubblicare di tanto in tanto dei mini-album (non più di 6-7 fotografie) a tema.
Creare engagment è lo scopo principale della pagina, ed uno dei modi migliori per farlo è invitare direttamente i fan ad interagire. Creare post con domande, sondaggi, quiz. Spingerli ad esprimere il proprio parere. Per esempio: chiedere loro con quale vino prodotto dalla struttura abbinerebbero uno dei piatti preparati dalla cucina.
Infine: Zuckerberg e i suoi stanno spingendo sempre più i contenuti video, soprattutto quelli caricati direttamente su Facebook (ovvero non condivisi tramite Youtube o altre piattaforme). Vale la pena provarci: si sa, dopotutto, che i social sono il luogo della comunicazione informale; un video di successo può quindi essere anche girato con lo smartphone e condiviso al volo. I risultati possono essere sorprendenti.
Insomma, le novità, come sempre, non mancano. Non resta che tenersi aggiornati e sperimentare.

martedì 2 dicembre 2014

Dire grazie tramite Facebook e Twitter: ora si può

Ringraziare sembra essere la tendenza del momento nel media marketing, e i due social hanno recentemente introdotto nuovi strumenti per farlo.

Il social media marketing, si sa, vive di tendenze e mode, più o meno passeggere. C’è stato il momento dello storytelling, quello del content marketing, ed ora pare la volta del “grazie”: ringraziare qualcuno per qualcosa è la tecnica individuata nelle stanze dei bottoni dei social network per creare engagement.
Ecco allora che Facebook e Twitter hanno lanciato, quasi in contemporanea, i loro strumenti per dire grazie. Il social di Zuckerberg ha sviluppato un tool che consente appunto di ringraziare qualcuno tramite un video, utilizzando un paio di format ed inserendo, ove presenti,
con quel medesimo utente. L’intento è chiaro: fare leva su un passato emozionale e sui ricordi per creare ulteriore engagement.
Twitter, dal canto suo, sfrutta la ricorrenza del Thanksgiving per lanciare un’infografica in cui elenca i possibili modi di dire grazie con un tweet.


A parte il gusto quanto meno dubbio, almeno agli occhi di noi europei, dell’infografica, Twitter poi elenca una serie di tweet da parte di personaggi famosi, come Alicia Keys o LeBron James (le spunte blu a fianco del nome significano che si tratta di account ufficiali e verificati), che ringraziano qualcosa o qualcuno, a testimonianza del fatto che “dire grazie” è la tendenza del momento sui social media.
Può davvero servire tutto questo per il piano di social marketing della nostra struttura? Difficile dirlo. Però occorre essere sempre aggiornati sulle ultime mode. E ringraziare.

lunedì 24 novembre 2014

Social Network e contenuti: dove pubblicare cosa

Ogni Social ha un pubblico differente ed un tipo di utilizzo diverso: diversificare i tipi di contenuti da pubblicare sulle varie piattaforme può essere una buona strategia

Social che vai, usanze che trovi. Si sa: ogni piattaforma ha utenti differenti dalle altre, che a loro volta la utilizzano in modo diverso. Per questo, può capitare che un post efficace su Facebook non funzioni affatto su Twitter, e viceversa. Insomma: differenziare i tipi di contenuti da pubblicare sui vari Social Network può essere una buona strategia da adottare all’interno del nostro piano di Social Media Marketing.
Per questo, quelli di Social Network Point hanno pubblicato l’infografica che riportiamo in fondo all’articolo, in cui compaiono alcuni suggerimenti su “dove” pubblicare “cosa”. Su Facebook, per esempio, vanno bene le foto “dietro le quinte”, le citazioni, i “fill in the blank”. Condividere articoli di blog o newsletter funziona sia su Facebook che su Twitter, che però è il Social dove è bene essere sempre sul pezzo: via libera dunque a notizie, articoli interessanti, aggiornamenti su eventi in corso e, perché no, i video di sei secondi tramite la celebre applicazione Vine. E per quanto riguarda Pinterest? Immagini, ovvio, ma non solo: anche qui possiamo infatti pubblicare video, le infografiche che vanno tanto di moda o altri tipi di contenuti visuali.
L’elenco completo nella tabella sottostante.


lunedì 13 ottobre 2014

Alla scoperta di Atlas, la pubblicità globale di Facebook

Le cose fondamentali da sapere sul nuovo strumento per le campagne pubblicitarie del social in blu

Questa volta hanno fatto le cose in grande. Come avevamo annunciato , Zuckerberg e i suoi hanno lanciato Atlas, il nuovo strumento per pianificare le campagne pubblicitarie al di fuori di Facebook. Si tratta evidentemente di un’evoluzione importante per il social di Menlo Park, nonché di un guanto di sfida nei confronti di Google per il predominio nel mercato della pubblicità on line.
Ma quali sono le cose fondamentali da sapere su Atlas? Innanzitutto la notizia principale: per la prima volta, con Atlas Facebook farà pubblicità all’esterno della propria piattaforma. Siti, blog, testate giornalistiche: ogni pagina potrà essere luogo di colonizzazione per gli annunci pubblicitari del social in blu, in diretta concorrenza con le Google Ads. L’obiettivo di Facebook sarà il solito: aumentare il numero di visualizzazioni per ogni annuncio, presso un target di utenti profilato in modo sempre più preciso.
A Menlo Park annunciano poi un’altra novità rivoluzionaria: per tracciare le attività on line degli utenti al fine di misurare le performance delle campagne pubblicitarie, Atlas non ricorrerà ai cookies. Ritenuti poco affidabili, e soprattutto non funzionanti sui dispositivi mobile, i “biscottini” vengono abbandonati a favore di nuove tecniche che con tutta probabilità tengono conto della navigazione degli utenti mentre questi tengono aperta la scheda o l’applicazione di Facebook sul loro dispositivo. In questo modo il tracciamento avverrebbe (il condizionale è d’obbligo) in modo molto più preciso, e consentirebbe di misurare in maniera accurata le performance di ogni campagna. Chi non è incentivato a spendere soldi, se sa di poter controllare nel dettaglio il ritorno del proprio investimento?
Ma non finisce qui. Zuckerberg e i suoi fanno un altro annuncio importante: “abbiamo ricostruito Atlas da zero per affrontare le sfide di marketing di oggi, come raggiungere le persone reali, qualunque dispositivo utilizzino, e colmare il divario tra le visualizzazioni online e gli acquisti offline”.
Connettere le campagne on line alle vendite off line sarebbe l’ultimo, fondamentale passaggio per rendere le conversioni davvero tracciabili, o almeno un grande numero di esse. Come hanno intenzione di riuscirci, quelli di Facebook? Per il momento, non è dato saperlo.
Non resta che tenersi aggiornati, con una consapevolezza: conoscere Atlas e saperlo utilizzare potrebbe rivelarsi presto molto importante per chi gestisce una struttura ricettiva e intende fare campagne pubblicitarie on line che funzionino davvero.

lunedì 29 settembre 2014

Le novità estive dai Social Network: ecco cos’è successo negli ultimi mesi

Gli sviluppatori di Facebook, Twitter & Co non vanno mai in vacanza:ecco un riassunto delle novità introdotte nelle diverse piattaforme mentre noi eravamo sotto l’ombrellone

L’estate è finita, e con lei se n’è andato il periodo dei viaggi e delle vacanze sotto l’ombrellone. Se si fa un giro sulle principali piattaforme social, però, ci si accorge che non tutti, negli scorsi pesi, sono andati in ferie; anzi, c’è chi ha lavorato alacremente per farci trovare un pacchetto di succose novità al nostro rientro: si tratta degli sviluppatori dei vari social network. Il Web 2.0 si evolve in continuazione, si sa: non ci si può distrarre un attimo. Ecco qui di seguito un abstract delle principali novità introdotte negli ultimi mesi. Cominciando dal re dei social netork: Facebook.

- Facebook. Se della guerra dichiarata al click-baiting abbiamo già parlato, la novità del momento si chiama Radius-Based ads. In sostanza, si tratta di un nuovo tipo di Ads (inserzione a pagamento) basata sulla geolocalizzazione: l’annuncio corrispondente sarà quindi visibile agli utenti che transitano nei paraggi dell’attività che l’ha lanciato. Insomma, una nuova frontiera del marketing di prossimità, particolarmente interessante per chi gestisce una struttura ricettiva.
Oltre a questo, quelli di Menlo Park hanno da poco introdotto un algoritmo che conferisce maggiore rilevanza ai post che trattano un argomento che in un determinato momento rientra nei Trending Topics (si parla di una media del 6% di engagement in più).
- Twitter. Il social dei cinguettii non sta a guardare e replica al colosso di Zuckerberg. Innanzitutto con le sue Ads, che finalmente sono davvero disponibili a tutti gli utenti in 20 Paesi del mondo. E’ possibile pianificare diversi tipi di Ads: per acquisire nuovi follower, per portare click al proprio sito (e possibilmente conversioni), per favorire le interazioni nei tweet o il download di app, per fare una campagna di lead generation volta a raccogliere nuovi contatti, oppure per farne una personalizzata.
L’Uccellino Blu avrebbe poi lanciato, per ora in fase di testing e solo in Inghilterra, una nuova feature. Si chiama “Everyday moments” e permetterebbe di cliccare su uno tra 80 topics predefiniti ottenendo un grafico interattivo attraverso il quale scoprire in quale area geografica se ne parla di più, e soprattutto in quale giorno della settimana e a quale ora. Abbinato alle nuove Ads, diventerebbe uno strumento interessante, considerata la velocità alla quale scorre la TL di Twitter.
Un po’ come già fatto da Facebook , infine, anche Twitter starebbe pensando di introdurre il tasto “Compra”.

Di Foursquare, che si è sdoppiato ed è diventato tutto nuovo, e dei video in Hyperlapse di Instagram, infine abbiamo già parlato: basta fare un giro sui profili di alcuni famosi brand presenti sul social nelle foto quadrate, per rendersi conto di come le aziende non abbiano perso tempo a sfruttare la nuova feature.

Non resta che cercare di fare lo stesso anche con l’account della propria struttura ricettiva.

Facebook Atlas: è guerra totale con Google

Il Social in blu lancia il proprio strumento per le global Ads e lancia la sfida a Big G per il predominio nella pubblicità on line









La pubblicità on-line, a livello globale, è ormai un affare da svariati miliardi di dollari. E la torta continuerà a crescere a ritmi vertiginosi. Basta dare un’occhiata al grafico qui sotto per rendersene conto.

 E’ evidente al primo sguardo come, ad oggi, il grosso della torta vada a Google, mentre agli altri non restano che le briciole. Bene, a quanto pare dalle parti di Menlo Park Zuckerberg e i suoi hanno tutte le intenzioni di muovere una guerra globale a Big G per conquistare fette sempre maggiori di questa torta multimiliardaria.
La storia in realtà incomincia nel febbraio del 2013, quando Facebook compra Altas, l’ad server di Microsoft. Il tool, in quel momento, incredibilmente funziona solo con un browser, Explorer. Gli sviluppatori di Menlo Park si mettono al lavoro ed oggi, a 18 mesi di distanza, presentano il loro nuovo strumento.
Atlas, oggi, è un tool che permette di far comparire Facebook Ads mirate non solo sul social in blu, ma ovunque nel web. Con la solita, chirurgica precisione nel targhettizzare l’utenza che ha fatto le fortune delle inserzioni pubblicitarie su Facebook. Lo strumento è disponibile su tutti i browser e anche su mobile, dove i cookie, generalmente utilizzati per tracciare il comportamento degli utenti da pc, non funzionano.
Finora, le pubblicità mirate sparse per il web sono state appannaggio di Google Adwords (e Adsense), e sono state lo strumento che ha consentito a Big G di accaparrarsi la fetta più grande della torta. Ora, con Atlas, Facebook lancia la sua sfida globale.
Chi avrà la meglio? E soprattutto, cosa converrà fare – e dove converrà investire – per chi gestisce una piccola struttura ricettiva? Come sempre, non resta che tenersi aggiornati e seguire gli sviluppi della vicenda, che non mancheremo di raccontare.

lunedì 15 settembre 2014

I “maturi digitali” sbarcano su Facebook

Il social in blu sta diventando il regno degli over-40. A tutto vantaggio di chi fa social media marketing

“Perché dovrei fare marketing su Facebook, se ci sono solo ragazzini?”. Che questa affermazione non fosse corretta l’abbiamo sempre detto e ripetuto, ai corsi della EGuides Accademy come su questo blog. Ma ora la tendenza si sta rafforzando, e ne portiamo le prove.
Una ricerca della statunitense Nanigans rivela infatti come gli over 40 (ma anche 50 e 60) siano sempre più attratti dalle opportunità offerte da Facebook, e ci passino sempre più tempo. Se 5 anni fa, per esempio, gli over 55% non arrivavano al 3% degli iscritti, oggi sono passati al 10%: 1,3 milioni di uomini e 850 mila donne. Nei soli Stati Uniti gli over 55 su Facebook sono oltre 28 milioni. Numeri importanti. Ma non solo. Questi utenti maturi utilizzano il social network con un entusiasmo se vogliamo un po’ naif agli occhi dei loro nipoti, i cosiddetti nativi digitali, ma che questi ultimi si sognano: riannodano vecchie amicizie, organizzano gruppi, viaggi, rimpatriate.
Queste cifre, unite a questo coinvolgimento nell’utilizzo del social, fanno sì, prosegue lo studio di Nanigans, che un click da parte di un cinquantenne su un avviso pubblicitario su Facebook genera in media 1 dollaro e 77 centesimi, due volte e mezza lo stesso click effettuato da un ragazzo nella fascia 18-24 anni, quasi il doppio rispetto a uno tra i 25-34.
Inutile aggiungere, a questo punto, che per chi fa social media marketing è manna da cielo. Soprattutto per chi gestisce una struttura ricettiva, e magari opera nell’ambito del turismo enogastronomico. Un motivo in più per restare aggiornati su tutto ciò che accade attorno al social di Zuckerberg e i suoi.


martedì 2 settembre 2014

Facebook premia i contenuti di qualità

A Menlo Park dichiarano guerra ai link “furbi” e puntano a valorizzare i post che piacciono davvero agli utenti
“Incredibile: guarda cosa combina questo gattino”. “Il video che ha commosso il web, clicca qui”. Sono migliaia gli esempi che si possono fare, per indicare quel fenomeno preciso che in inglese chiamano “click-baiting”: la costruzione di contenuti acchiappa click, pensati e creati per diventare virali sui social network, Facebook in primis.
Anche per chi gestisce la pagina fan di una struttura, la tentazione di ricorrere a trucchetti del genere potrebbe farsi strada. Ma non è detto che sia una buona idea. Infatti per Zuckerberg e i suoi, questi post, benché virali, costituiscono un problema: gli utenti, dopo aver cliccato sul titolo spinti dalla curiosità, si trovano spesso di fronte un contenuto scadente, che abbandonano delusi. Il guaio è che nel frattempo quel post ha generato un gran numero di click, quindi sarà stato spinto in alto nell’algoritmo di visibilità di Facebook.
A Menlo Park avevano già ideato una strategia per combattere questi link “furbi” (ne avevamo parlato qui ), ed ora annunciano di averla ulteriormente affinata . Il trucco che sta alla base di questo meccanismo è del resto piuttosto semplice: si tratta di lasciar intuire contenuti mirabolanti, senza però specificare di preciso in cosa consisterebbero. Gli indicatori che gli uomini del social in blu hanno individuato per smascherare il trucco sono i seguenti:
- Tempo trascorso sulla pagina .Se, dopo aver cliccato su un link, gli utenti vi trascorrono in media un po’ di tempo, significa che evidentemente giudicano interessante ciò che hanno trovato. Se al contrario ritornano su Facebook subito dopo, hanno probabilmente giudicato deludente il contenuto.
- Le interazioni con il contenuto, una volta tornati su Facebook. Se dopo aver letto un articolo molti utenti cliccano mi piace o lo condividono su Facebook, si tratta evidentemente di qualcosa di interessante. Meno, se non ci sono interazioni.
Zuckerberg, si sa, non ama che i suoi utenti abbandonino il social network. Ma se proprio devono farlo, sembra voler dire il CEO di Facebook, deve accadere per contenuti di qualità, che noi avremo selezionato per loro.
Insomma, un po’ come gli ultimi algoritmi di Google tendono sempre più a premiare i contenuti di qualità ai fini del SEO, così anche Facebook sembra muoversi nella stessa direzione per quanto riguarda la visibilità dei post pubblicati dalle pagine fan. Creare contenuti di qualità ed evitare facili scorciatoie sembra quindi il mantra del web 2.0. Un dogma da tenere bene a mente, per chi fa social media marketing per la propria struttura.




lunedì 21 luglio 2014

Facebook introduce il tasto “compra”

Per ora solo negli USA, il “buy button” permette di fare shopping senza lasciare il social
Facebook non è il luogo adatto per vendere. Quante volte lo abbiamo sentito dire, e ripetuto. Tanto che Zuckerberg deve aver pensato che era giunto il momento di farci cambiare idea.
Ecco così che negli USA, accanto ai tradizionali “mi piace”, “commenta” e “condividi”, è comparso un tasto nuovo, il “buy button”. Per ora in fase di test e offerto come opzione a piccole e medie imprese per le loro inserzioni pubblicitarie ed i loro post, il tasto “compra” permette, per la prima volta, di procedere ad un acquisto senza uscire dalla piattaforma di Menlo Park. Una mezza rivoluzione nello shopping on line, tanto che si comincia a parlare di “social commerce” (infatti la concorrenza non sta a guardare: Twitter ha appena acquistato CardSpring, piattaforma per lo sviluppo di app per le carte di credito, mentre Google sta sviluppando il proprio tool di shopping on line con Google Shopping Express).
Tornando a Facebook, Zuckerberg e i suoi dichiarano di non voler, per ora, applicare alcuna commissione alle transazioni andate a buon fine. E prestano il consueto ed obbligatorio occhio di riguardo a privacy e sicurezza: non condivideranno con le aziende i dati sulle carte di credito degli utenti, che a loro volta potranno decidere se salvare o meno le impostazioni dei propri pagamenti.
Insomma, social e acquisti on line: la rivoluzione sta arrivando. Come sempre, non resta che farsi trovare pronti.