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lunedì 15 giugno 2015

Cookie, facciamo chiarezza

Un po’ d’ordine nel mare di dichiarazioni allarmistiche che accompagnano la nuova legge

Il panico corre sul web. E’ l’aria che si respira dallo scorso 2 giugno, quando è scaduta la proroga di 12 mesi che l’Autorità Garante per la Privacy aveva concesso per mettersi in regola con la “Cookie Law” del 2012, ovvero la normativa in materia di trattamento dei dati personali a mezzo cookie, resasi necessaria a seguito della direttiva europea del 2009.
Il punto è che la legge riguarda praticamente chiunque abbia un sito collegato ad un’attività commerciale, per quanto piccola, e che spesso brancola nel buio quando si tratta di mettersi in regola. Innanzitutto, la stessa autorità ha pubblicato un documento di chiarimenti utili a chi vuole approfondire la questione. In seguito, e nell’ottica di semplificare il più possibile la comprensione del quadro normativo, lo stesso Garante per la Privacy ha divulgato la seguente infografica.

Come si può evincere, in molti casi la presenza on line di piccole strutture o attività dovrebbe ricadere nel primi due casi (specialmente nel secondo, auspicando che si utilizzi un qualche analytics), in cui è sufficiente segnalare l’utilizzo dei cookie nell’informativa, senza il ricorso ad alcun banner. Il condizionale è però d’obbligo, in quanto al momento non c’è chiarezza su quali cookie siamo “a basso potenziale identificativo”. Su questo punto sarebbe auspicabile una maggiore precisione sia da parte del Garante, che da parte dei provider dei servizi di Anaytics.
Nel frattempo, e nel dubbio, è consigliabile chiedere consiglio al proprio web master.

lunedì 16 giugno 2014

Facebook: in arrivo le pubblicità personalizzate in base alle ricerche Google

La nuova funzionalità si basa sui cookie e permette di effettuare inserzioni pubblicitarie mirate anche sul comportamento on line degli utenti al di fuori del social network
Se la pubblicità è l’anima del commercio, la profilazione è l’anima della pubblicità on line. Proprio la possibilità di personalizzare gli annunci pubblicitari in base agli interessi e ai gusti di ogni utente, è infatti la chiave del successo delle ads di Facebook.
Per questo motivo, Zuckerberg e i suoi hanno deciso di andare oltre. Perché limitarsi a profilare il comportamento degli utenti su Facebook, quando si ha a disposizione il web intero? Grazie alla tecnologia dei cookie, Facebook ads sarà a breve in grado di profilare gli annunci pubblicitari in base al comportamento on line a 360° degli utenti, ovvero attingendo dati dalla loro cronologia. Hai appena cercato “resort in Grecia” su Google? Su Facebook potrebbe comparirti un’offerta sui voli last minute per Mikonos. Il sistema, inoltre, non funziona solo con Google, bensì con tutti i motori di ricerca: la stessa inserzione potrebbe quindi apparire su Facebook se si è appena digitata la ricerca “set di valige” su Yahoo.
Come riporta Mashable, la tecnologia è al momento in beta, ma il lancio definitivo sarebbe imminente.
Il sistema invia informazioni anonime, quindi la privacy degli utenti è salva (anche se a dirla tutta questo grande trasferimento di dati dagli utenti alle aziende resta un po’ inquietante). Ma quello che qui ci interessa capire è cosa cambia per chi intende effettuare una campagna pubblicitaria per la propria struttura: sarà ovviamente necessario attenderne il lancio definitivo per avere le idee chiare, ma di sicuro l’obiettivo primario è una profilazione sempre più accurata e precisa, volta a rendere le Facebook ads ancora più efficaci.