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lunedì 12 gennaio 2015

Novità per le Pagine Fan, Facebook affina le armi

Con l’anno nuovo sono in arrivo nuovi strumenti per chi fa social media marketing sul social di Zuckerberg

Fare social media marketing non è facile come sembra. Se ne accorge chi, dopo aver aperto la Pagina Fan della propria struttura, si è reso conto che i risultati non sono poi così mirabolanti come si poteva credere in un primo momento. In parte, ciò è dovuto a errori che con un’adeguata formazione si possono evitare. In parte, il successo della Pagina dipende dagli strumenti che il social network ci mette a disposizione. E a questo proposito Facebook ha recentemente annunciato  alcune nuove feature dedicate alla pubblicazione di contenuti e alle statistiche, che paiono essere davvero interessanti.
Dei post personalizzati e targhettizzati per aree di interesse abbiamo già parlato , mentre vale la pena soffermarsi sulla possibilità di pubblicare contenuti con la data di scadenza. Spesso, i post che pubblichiamo sono legati ad un evento, ad una promozione limitata nel tempo o ad una data (basti pensare alle previsioni meteo). Se questi contenuti compaiono nella newsfeed dei fan dopo lo scadere, possono risultare inutili e fastidiosi. L’introduzione della data di scadenza evita che questa eventualità si verifichi: i post non vengono eliminati dalla bacheca della Pagina Fan, ma non appaiono più nelle newsfeed dei fan.
Sembra interessante, infine, la nuova feature chiamata Top Link, che riguarda Insight e la possibilità di tenere traccia degli URL in modo da capire, tra l’altro, quante visite arrivano al sito aziendali tramite click di persone che hanno visualizzato un contenuto pubblicato dalla Pagina Facebook ma che non sono (ancora) Fan della Pagina stessa.

Insomma, nel novità non mancano. Non resta che testarle, sperimentare, e come sempre tenersi aggiornati.

lunedì 15 settembre 2014

Pinterest lancia il proprio Analytics


Anche il social dei desideri ora dota i propri profili business di un dashboard per le statistiche
Che Pinterest sia un social network interessante per chi fa media marketing è risaputo. Il social dei desideri guida per distacco la classifica degli acquisti on line da parte dei propri utenti. E da tempo, è possibile creare un account business o convertivi il proprio account personale.
L’ultima novità, riservata proprio ai profili aziendali, è il pannello delle statistiche. Un po’ come l’Insight di Facebook e l’Analytics di Twitter, anche il dashboard di Pinterest permette di avere accesso ad una serie di informazioni molto interessanti. A cominciare dalla popolarità, dal gradimento e dall’engagement ottenuti dai propri pin. Ma i dati più utili, come spesso accade, riguardano il proprio pubblico. Chi sono le persone che visualizzano i nostri pin? Quanti anni anno? Da dove vengono? E soprattutto: quali interessi hanno?
Inutile sottolineare come avere le idee il più possibile chiare circa le risposte a queste domande costituisce il primo passo per trasformare le persone che ci seguono su Pinterest in potenziali clienti della nostra struttura.

martedì 15 luglio 2014

Twitter, ora gli analytics sono per tutti

L’uccellino blu rende accessibili a tutti gli utenti i tools di analisi per comprendere come twittare al meglio
Analytics per tutti, è questa la svolta che dà un nuovo impulso al social media marketing sul social dei cinguetti.
Jack Dorsey e soci hanno infatti deciso di rendere accessibile a tutti gli utenti il tool che permette di eseguire analisi sul successo e la popolarità dei propri tweet, al fine di ottimizzare le proprie strategie. Vien da sé che per chi utilizza questa piattaforma per promuovere on line la propria struttura, si tratta di manna dal cielo.
In pratica, sarà possibile monitorare non solo le performance dei tweet sponsorizzati, ma anche di quelli cosiddetti organici, ovvero non a pagamento. Per farlo, è sufficiente registrarsi al servizio.
Tramite analytics è possibile osservare le performance dei propri tweet (visualizzazioni, interazioni in termini di retweet, aggiunta ai preferiti e menzioni), il numero di visualizzazioni (anche scorporando tra PC e mobile, e tra differenti sistemi operativi), e andamento mese per mese.
Altre statistiche interessanti riguardano l’andamento dei propri follower, con tanto di provenienza geografica, informazioni su sesso ed età e, soprattutto, sui loro interessi.
Insomma, una cassetta degli attrezzi completa per capire come sfruttare al meglio il social del cinguetti per promuovere la propria struttura, oggi a disposizione di tutti.

lunedì 14 ottobre 2013

Rapporto CENSIS su italiani e internet: continua l’avanzata (anche del mobile)

L’11 rapporto dell’Istituto di ricerca sulla comunicazione evidenzia un utilizzo sempre più diffuso della rete

Un’interazione sempre più stretta tra mezzi di comunicazione e vita quotidiana, soprattutto grazie al web, ai social ed al mobile
. E’ questo uno dei dati principali emerso dall’11° rapporto sulla Comunicazione del Censis. Vediamo alcuni dati.
Innanzitutto, la percentuale di italiani che accede ad internet è salito al 63,5% (+ 1,4% rispetto all’anno scorso). Tra gli utenti del web, è sempre più rilevante la dimensione social: il 69,8% è iscritto a Facebook, il 61% utilizza Youtube ed il 15,2% Twitter. In un quadro di sostanziale progresso, tuttavia, permangono importanti differenze tra under 30 ed over 65: la quota di utenti web dei primi supera il 90%, mentre quella dei secondi è ferma al 21%; il 66% degli under 30 utilizza smartphone, mentre lo fa soltanto il 6,8% degli over 65.
Per quanto riguarda l’informazione, i quotidiani cartacei registrano un calo del 2% di lettori, mentre crescono dello 0,5% le edizioni on line dei medesimi, e dell’1,3% i portali di news. Buona notizia: aumentano le vendite di libri, ed un 5,2% degli utenti sceglie un e-book.
Ma cosa fanno gli italiani quando accedono ad Internet? Qui emergono alcuni dati interessanti per chi gestisce un’attività turistica o ricettiva, ed è interessato alla promozione on line ed al social media marketing. Il 43,2% degli utenti infatti cerca informazioni su aziende, prodotti, servizi, oppure su strade e località (42,7%). Il 24,4% effettua acquisti on line, ed il 15,1% prenota viaggi e destinazioni.
Insomma, dati importanti, che testimoniano un’avanzata inarrestabile dei nuovi media ed un ingresso sempre più completo dell’era digitale. Restare al passo coi tempi, per chi ha un’azienda ed intende promuoverla, diventa sempre più irrinunciabile.

mercoledì 9 ottobre 2013

Mobile e prenotazioni, una crescita continua

Gli ultimi dati confermano l’importanza crescente dei canali mobile nelle prenotazioni, soprattutto last minute

Non è certo più una novità. Piuttosto, una certezza ed una tendenza che si consolida nel tempo. L’importanza dei canali mobile per le prenotazioni on line è in continua crescita. Lo afferma una ricerca condotta da EyeForTravel, che rivela dati oltremodo interessanti.
Secondo la ricerca, il 20% delle transazioni (prenotazioni on line) pervenute alle strutture ricettive, avviene ormai tramite dispositivi mobile (smartphone e tablet). Ma il dato più eloquente è forse quello relativo alla tendenza rispetto agli anni passati: le strutture ricettive intervistate da EyeForTravel hanno dichiarato di aver fatturato grazie alle prenotazioni da mobile un totale di 40 milioni di dollari per il solo mese di gennaio 2013, contro i soli 2 milioni fatturati tramite gli stessi canali durante tutti i dodici mesi del 2009.
Secondo EyeForTravel, tale tendenza è conseguenza diretta della diffusione dei device mobile, e delle abitudini di chi li acquista. A fronte di numeri sempre più rilevanti, infatti, risulta determinante il fatto che il consumatore utilizza il proprio dispositivo sempre, quindi anche durante una vacanza. Non solo, lo fa in ogni parte della medesima: scelta della destinazione, selezione della struttura e relativa prenotazione, svolgimento della vacanza (condivisione di immagini e contenuti sui social, recensioni on line), e ritorno a casa. Dalla ricerca infatti emerge che, tra chi è possessore di un dispositivo mobile, il 43,8% prenota last minute da smartphone, il 45,3% da tablet.
Statistiche che, a prima vista, parrebbero delineare un quadro incontrovertibile. Eppure c’è qualche ombra. Quasi la metà degli utenti intervistati infatti (41%) ha dichiarato di preferire ancora il tradizionale PC per la navigazione, la scelta e la prenotazione di una struttura. A cosa può essere attribuita questa tendenza? La risposta più convincente (e probabilmente corretta) è alla mancanza di soluzioni che rendano i siti delle strutture ricettive navigabili con una user experience soddisfacente per gli utenti. Sappiamo molto bene, ormai http://bit.ly/1601ETj  come un sito web tradizionale sia spesso frustante da consultare da mobile (soprattutto smartphone), specialmente quando si è fuori casa, ed alla ricerca di una soluzione rapida e semplice: nel caso non si trovino subito le informazioni che ci interessano (immagini, prezzi, modalità di contatto diretto), si tende a consultare la pagina di un’altra struttura, magari dotata di strumenti (sito mobile, app o web app) atti a ottimizzarne la consultazione da mobile. Sappiamo anche, inoltre come Google abbia da tempo ottimizzato le risposte alle query degli utenti in base al tipo di dispositivo utilizzato: nel caso di ricerca, per esempio, di strutture ricettive nei dintorni effettuata da smartphone, ai primi posti nei risultati compariranno le pagine visitabili in maniera ottimale da mobile.
Ma allora perché non tutte le strutture sono dotate di sito mobile, app o web app? La crisi economica, e la conseguente riduzione dei budget, hanno sicuramente influito negativamente sulla diffusione di queste soluzioni. Ma i dati pubblicati da EyeForTravel paiono incontrovertibili: rinviare sta diventando sempre più controproducente. Il mobile è sempre più il futuro.

giovedì 19 settembre 2013

Social e siti travel: non solo Facebook, Google+ e Pinterest guadagnano posizioni

Uno studio dell’agenzia Gygia rivela che la percentuale di login e condivisioni su siti hospitality e travel effettuate con social diversi da Facebook è in forte crescita.

Non (più) solo Facebook. Gygia, agenzia che fornisce suite di strumenti per la gestione dei social e la loro integrazione con le piattaforme web dei propri clienti (tra cui molti attivi nel settore Hospitality e Travel), ha pubblicato i risultati di uno studio inerente le attività dei visitatori sui siti in questione nel periodo tra aprile e giugno di quest’anno. E le sorprese non mancano.
Per quanto riguarda i login, infatti, Facebook continua ad essere al primo posto con il 52% degli accessi social, ma Google+ guadagna addirittura il 24%, e Yahoo il 17%. Diversi i risultati inerenti la condivisione di contenuti: dopo il dominio di Facebook con il 50%, qui infatti emergono Twitter (24%) e Pinterest (16%). In questo caso Google+ si ferma al 2%, ed in effetti non è più un mistero che il social della grande G sia percepito più come un tool di utility che come una piattaforma di condivisione vera e propria. Pinterest, dal canto suo, si conferma il social network più utilizzato nell’ambito dell’ecommerce sharing (repetita juvant: la forza delle immagini).
Insomma, se Facebook resta il re dei social network, Google+, Pinterest e Twitter guadagnano terreno e sono sempre più utilizzati, ognuno con le proprie specificità. Un motivo in più per dedicarvi attenzione.

lunedì 17 giugno 2013

Twitter: analytics disponibile per tutti

A breve, sarà disponibile il tool per analizzare i dati del proprio account e non solo: con il Twitter Analytics si potranno visualizzare i flussi di tutti gli utenti.

Come al solito, le novità più succose vengono introdotte prima negli USA. Ma a breve arriverà anche da noi. Stiamo parlando del nuovissimo Twitter Analytycs: disponibile gratis per tutti gli utenti, servirà a raccogliere una serie di statistiche sui flussi del social degli uccellini blu. Ma come funziona?
Si potrà accedere ad Analytics dal riquadro per le ads (abbiamo spiegato qui come creare e gestire campagne pubblicitarie su Twitter). Il sistema permetterà di visualizzare in un’unica schermata tutti i tweet pubblicati di recente. Per ognuno, mostrerà il numero di interazioni ottenute: retweet, menzioni, aggiunte ai preferiti. Un grafico temporale consentirà poi di tenere sotto controllo l’andamento dei propri follower, mostrando numero di follow ed unfollow giorno per giorno.
Ma non è tutto qui. Il sistema infatti non si limiterà a mostrare le statistiche relative al traffico del proprio account, bensì sarà possibile utilizzarlo per andare a sbirciare tra i dati di tutti gli altri account Twitter. Al di là degli aspetti di curiosità un po’ pruriginosa che questo sistema può scatenare, risulta subito evidente come si tratti di uno strumento interessante per, ad esempio, cercare i motivi del successo di un account Twitter popolare; oppure, per tentare di carpire pregi, ed eventualmente scovare difetti, dei propri competitors.
Infine, i dati ottenuti tramite Analytics potranno essere utilizzati per la creazione di campagne pubblicitarie con una profilazione molto più precisa, e quindi più efficaci nel raggiungere il target di riferimento.
Insomma, Twitter si conferma apripista, nel mondo dei social network, verso soluzioni innovative e particolari. Il rivoluzionario Analytics avrà il successo che gli uomini del social dei cinguettii si aspettano? Come sempre, non resta che stare a vedere (e sperimentare, non appena sarà possibile farlo).

lunedì 18 marzo 2013

Analisi della domanda: come usare Adwords


Lo strumento per pianificare le campagne pubblicitarie su Google può essere un ottimo alleato di analisi, attraverso il Keyword Tool

Analisi della domanda, questa sconosciuta. E’ indicata come il primo, fondamentale passo da compiere all’interno di un piano di marketing strategico, ma spesso viene ignorata. Anche da chi muove i primi passi nel mondo del Social Media Marketing. Dove, prima ancora di mettersi a parlare, sarebbe cruciale stare ad ascoltare, per un po’ di tempo, cosa dicono e come parlano i clienti, o potenziali tali: conoscere le parole chiave utilizzate da chi è interessato (o potrebbe esserlo) ai nostri prodotti e servizi, dovrebbe essere il primo passo per capire come parlare e cosa dire per cercare di intercettare la domanda.
E pensare che, come spesso accade, il web mette a disposizione di tutti strumenti gratuiti e molto raffinati. Nel caso dell’analisi della domanda, viene in nostro aiuto lo Strumento per le Parole Chiave (Keyword Tool) all’interno di Google Adwords. Già, perché se Adwords è la scatola degli attrezzi per pianificare, creare e gestire le campagne pubblicitarie su Google, diversi strumenti all’interno della scatola possono essere utilizzati (appunto, gratis) anche per fare della “semplice” analisi della domanda. Tra questi, appunto, lo Strumento per le Parole Chiave.
Dall’home page di Google Adwords (è necessario avere un account gmail per accedervi), lo si trova cliccando sulla barra verde in alto, alla voce Strumenti e Analisi. Dal menu a tendina cliccare quindi su Strumento per le Parole Chiave. A questo punto, nel box “parola o frase” è possibile inserire la o le parole per le quali si desidera conoscere le statistiche di ricerca su Google, per esempio Agriturismo Trapani. Nella griglia dei risultati conseguente la ricerca, la prima striscia riguarda proprio le statistiche sulle parole chiave che abbiamo ricercato: ricerche mensili globali si riferisce alle ricerche da tutto il mondo, locali dalla sola Italia. Viene quindi mostrato un CPC approssimativo, stimato per le parole chiave in questione. La serie di parole chiave che segue è un’indicazione delle ricerche che, secondo Google, gli stessi utenti potrebbero digitate in alternativa a quella da noi analizzata. Da notare che l’ultima opzione a destra per ogni riga (Altri risultati simili) rimanda ad ulteriori chiavi di ricerca alternative, ognuna con la sua statistica.
Se si clicca su una chiave di ricerca, infine, si apre un ulteriore menu a tendina da cui è possibile effettuare una ricerca con Google per quelle parole chiave, ed accedere (Google Insight for Search) ad un ulteriore pagina di statistiche. Qui sono mostrati un grafico con l’andamento annuale, mese per mese, delle statistiche di ricerca per quelle parole chiave, e la provenienza geografica delle ricerche stesse.
Da notare come, cliccando su Altri risultati simili, le ricerche alternative suggerite da Google siano spesso più dettagliate (ovvero contengano più parole: per esempio Agriturismo Trapani Piscina Cous Cous). Si tratta delle cosiddette code lunghe, ovvero frasi contenenti un numero maggiore di parole chiave, dovute al fatto che gli utenti tendono ad effettuare ricerche sempre più dettagliate e raffinate.
Dalla voce Opzioni avanzate e filtri, visibile nella parte superiore della schermata, è inoltre possibile accedere ad una serie di ulteriori opportunità per affinare la ricerca: per aree geografiche, per lingua utilizzata, per tipo di dispositivo (per esempio, PC o dispositivi mobili). Dal menu a sinistra, infine, è possibile personalizzare il tipo di ricerca includendo o escludendo alcuni termini, oppure selezionando un tipo di corrispondenza tra query e risultati (esatta, estesa o a frase: passare il puntatore del mouse sul punto interrogativo per una descrizione dettagliata).
In conclusione, è evidente come questo breve articolo non voglia né possa costituire una trattazione esaustiva ed esauriente dell’argomento, che richiederebbe, per la propria complessità, approfondimenti ben superiori. E’ però un invito a testare le funzionalità dello Strumento per le parole chiave e a “giocarci”: i nostri docenti Eguides constatano come i gestori di strutture siano spesso all’oscuro dell’esistenza di uno strumento molto utile e gratuito come il KeyWord Tool, e della sua utilità durante la cruciale fase di analisi della domanda. Ricordando che stare ad ascoltare è sempre il primo, fondamentale passo per sapere cosa dire.

venerdì 8 febbraio 2013

Facebook, Twitter, Google+, Pinterest: quale vale la pena usare?


Il numero dei social network di successo mondiale, e dei loro utenti, è in aumento di anno in anno, ma ognuno richiede tempo ed attenzione.
Come capire dove investire le proprie energie?

Facebook è il re dei social network, su questo non ci piove. Con oltre un miliardo di utenti di tutto il mondo, conferma la propria leadership, ed è ormai impensabile fare social media marketing senza aprire una Pagina Fan. Ma gli altri? Premesso che, avendone la possibilità, è sempre consigliabile sperimentare l’utilizzo del maggior numero di piattaforme possibili, alcuni dati vengono in nostro aiuto per darci una mano a capire dove, come, e se promuovere la nostra struttura.
Recentemente, è apparsa la notizia, a dire il vero un po’ sorprendente, che Google+ sarebbe diventato il secondo social network per numero di iscritti nel mondo. La news stupisce per il fatto che, dalla data del lancio, il social della grande G è rimasto piuttosto immobile, privo della capacità di creare una community veramente attiva. Probabile che il numero di utenti si riferisca quindi a coloro che vi si sono iscritti, senza tener conto degli utenti realmente attivi su base settimanale o almeno mensile. Se avete Google+, vi basta dare un’occhiata alla vostra bacheca, o a quelle degli amici nelle vostre “cerchie”, per rendervene conto. Un altro, recente studio realizzato da Quicksprout sotto forma di infografica ha invece messo a confronto gli altri principali social network in relazione alla tipologia di utente, e alle tendenze e predisposizioni più diffuse su ognuno di essi. Vediamo alcuni dei dati analizzati, sono piuttosto interessanti.
Su Facebook, la fascia d’eta più rappresentata è quella che va dai 35 ai 44 anni, mentre su Twitter e Pinterest la maggior parte degli iscritti è un po’ più giovane, appartenendo alla fascia che va dai 25 ai 34 anni. Facebook si conferma, non molto a sorpresa, il social con il più elevato numero di utenti attivi su base mensile, seguito al secondo posto da Twitter ed al terzo da Pinterest. Altro dato interessante: secondo lo studio, il social in blu è quello che incentiva maggiormente lo shopping on line, seguito da Pinterest, che questa volta scavalca Twitter. Sempre su Pinterest, altri dati che fanno riflettere: è la piattaforma che vanta di gran lunga la più alta percentuale di utenti donna (79%), e dove gli utenti restano mediamente più tempo per ogni visita. Tra gli interessi più diffusi su Pinterest, infine, compaiono Moda, Intrattenimento e Giardinaggio.
Si tratta di dati che possono senza dubbio offrire interessanti spunti di riflessione. Per esempio, appare evidente che se tra i miei clienti conto molte clienti donna, potrà essere utile tentare una strategia di comunicazione su Pinterest. Se ho parecchi giovani, forse mi conviene provare con Twitter. Se invece il mio target di riferimento è più adulto, senza dubbio Facebook resta la mia prima scelta.
Si conferma dunque una delle tendenze della comunicazione social sul web 2.0: è sempre più difficile (e poco remunerativo) sparare nel mucchio. Ogni target di clientela utilizza i propri canali di informazione e condivisione, con un proprio linguaggio (compreso quello, per molti, poco immediato di Twitter), e proprie modalità. Riuscire a personalizzare la comunicazione in base alle caratteristiche della propria struttura, e a quelle dei propri clienti, può quindi alla lunga rivelarsi una strategia vincente.