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lunedì 15 settembre 2014

Pinterest lancia il proprio Analytics


Anche il social dei desideri ora dota i propri profili business di un dashboard per le statistiche
Che Pinterest sia un social network interessante per chi fa media marketing è risaputo. Il social dei desideri guida per distacco la classifica degli acquisti on line da parte dei propri utenti. E da tempo, è possibile creare un account business o convertivi il proprio account personale.
L’ultima novità, riservata proprio ai profili aziendali, è il pannello delle statistiche. Un po’ come l’Insight di Facebook e l’Analytics di Twitter, anche il dashboard di Pinterest permette di avere accesso ad una serie di informazioni molto interessanti. A cominciare dalla popolarità, dal gradimento e dall’engagement ottenuti dai propri pin. Ma i dati più utili, come spesso accade, riguardano il proprio pubblico. Chi sono le persone che visualizzano i nostri pin? Quanti anni anno? Da dove vengono? E soprattutto: quali interessi hanno?
Inutile sottolineare come avere le idee il più possibile chiare circa le risposte a queste domande costituisce il primo passo per trasformare le persone che ci seguono su Pinterest in potenziali clienti della nostra struttura.

martedì 15 luglio 2014

Twitter, ora gli analytics sono per tutti

L’uccellino blu rende accessibili a tutti gli utenti i tools di analisi per comprendere come twittare al meglio
Analytics per tutti, è questa la svolta che dà un nuovo impulso al social media marketing sul social dei cinguetti.
Jack Dorsey e soci hanno infatti deciso di rendere accessibile a tutti gli utenti il tool che permette di eseguire analisi sul successo e la popolarità dei propri tweet, al fine di ottimizzare le proprie strategie. Vien da sé che per chi utilizza questa piattaforma per promuovere on line la propria struttura, si tratta di manna dal cielo.
In pratica, sarà possibile monitorare non solo le performance dei tweet sponsorizzati, ma anche di quelli cosiddetti organici, ovvero non a pagamento. Per farlo, è sufficiente registrarsi al servizio.
Tramite analytics è possibile osservare le performance dei propri tweet (visualizzazioni, interazioni in termini di retweet, aggiunta ai preferiti e menzioni), il numero di visualizzazioni (anche scorporando tra PC e mobile, e tra differenti sistemi operativi), e andamento mese per mese.
Altre statistiche interessanti riguardano l’andamento dei propri follower, con tanto di provenienza geografica, informazioni su sesso ed età e, soprattutto, sui loro interessi.
Insomma, una cassetta degli attrezzi completa per capire come sfruttare al meglio il social del cinguetti per promuovere la propria struttura, oggi a disposizione di tutti.

lunedì 30 giugno 2014

Domande e Risposte, il nuovo tool di Tripadvisor per promuovere il dialogo

Il celebre portale di recensioni lancia Questions&Answers, una feature che permetterà ai clienti di fare domande dirette ai gestori delle strutture
Che piatti avete in menu in questo periodo? Posso acquistare le vostre marmellate? C’è una farmacia nei paraggi? Quali sono gli orari dei bus?
Queste, e infinite altre domande che spesso vengono rivolte dagli ospiti di una struttura, possono ora essere inoltrate direttamente tramite Tripadvisor ed essere visibili a tutti. Il nuovo modulo si chiama Questions&Answers e si trova a pié di pagina. A quale scopo? Si chiederà qualcuno. Semplice: un dialogo diretto tra cliente e gestore alla luce del sole ha un valore inestimabile, sia per il primo (che ottiene informazioni) che per il secondo (che ha l’occasione di fare bella figura, a patto che rispetti alcune regole). Quelli di Tripadvisor, nella pagina di presentazione del servizio , non si limitano a descriverne il funzionamento, ma danno anche alcuni suggerimenti su come comportarsi nelle risposte: solito stile informale tipico dei social, niente link (nemmeno al sito della struttura) né altri recapiti, risposte il più possibile brevi, cercando di enfatizzare gli aspetti positivi rispetto a quelli negativi.
Insomma, Questions&Answers ha buone chance per diventare uno strumento popolare. E chi gestisce una struttura potrà ovviamente sfruttare questa opportunità a proprio favore. A patto, ovviamente, di dedicarvici con attenzione e costanza.

lunedì 14 aprile 2014

Smartphone e vacanze: come si comportano i turisti europei

Uno studio dell’agenzia eDreams rivela usi e costumi sull’utilizzo dei dispositivi mobile durante i viaggi all’estero. Con molte conferme e poche sorprese

Sempre più connessi. Non è più una novità: il dilagare degli smartphone ha legato le nostre abitudini alla disponibilità di una connessione internet 24 ore su 24, ovunque e comunque. Anche all’estero: il 76% degli intervistati dall’agenzia eDreams ha infatti dichiarato che la presenza di una wi-fi rappresenta una discriminante nella scelta del luogo dove soggiornare.
Ben 9 utenti su 10, infatti, hanno dichiarato di continuare ad utilizzare il proprio dispositivo anche mentre si trovano in vacanza all’estero. Gli scopi? Restare in contatto con famiglia e amici, scattare e condividere fotografie, e cercare informazioni. Poche sorprese, dunque, nella lista delle app più utilizzate: domina Google Maps con un 64%, seguita da Facebook con un 57%. Oltre alle app di messaggistica, come l’ormai onnipresente Whatsapp, e a quelle musicali come Spotify, troviamo poi un buon risultato per Instagram, che ormai vanta una buona diffusione, con un 17%, mentre Twitter e Foursquare si fermano al 6%.
Un ultimo dato rilevante: il 49% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato almeno un volta il proprio smartphone per effettuare un acquisto durante la vacanza (nella maggior parte dei casi, biglietti per un mezzo di trasporto).
Nessuna sorpresa, quindi, ma dati comunque interessanti perché forniscono preziose informazioni, a chi gestisce una struttura turistica, su quali canali utilizzare nelle proprie strategie di social media marketing per intercettare i viaggiatori stranieri. Con un occhio di riguardo per il marketing di prossimità, che potrebbe rivelarsi sempre più strategico nei prossimi anni.

lunedì 10 giugno 2013

I contenuti spezzatino: l'importanza della comunicazione veloce

E' in costante aumento la necessità di catturare l'attenzione del lettore entro pochi secondi, pena il rischio di perderlo. Vediamo come fare.
E'una tendenza assodata: la nostra capacità di restare concentrati su un post o un articolo è in continuo calo. Colpa dell'essere sempre connessi, dei social network, del continuo bombardamento di informazioni a cui siamo sottoposti. Fatto sta che, secondo recenti studi, il lettore medio presta la massima attenzione ad un contenuto per non più di otto secondi.
Poi, passa oltre. Nel 2000, tredici anni fa, i secondi erano dodici, 4 in più.
Cosa significa? Diventa evidentemente fondamentale catturare l'attenzione del lettore entro pochi secondi, trasmettere il messaggio che ci sta a cuore in maniera immediata, veloce. Poche parole: un titolo, un post istantaneo, un tweet. Come nei vecchi sms: 140 caratteri. Oppure, un'immagine. L'importante è che il contenuto sia accattivante, magnetico, insolito, esteticamente piacevole. Molti obiettano che questa tendenza ai contenuti spezzatino porti ad un appiattimento dei contenuti, una banalizzazione della comunicazione, che si limiterebbe ad esprimersi per slogan. Non è necessariamente vero, anzi. Riuscire a comunicare gli stessi contenuti in forma più sintetica è una delle grandi sfide della comunicazione moderna, e la capacità di sintesi è probabilmente la dote più apprezzabile nel web 2.0 e nel social media marketing. Non a caso, Twitter deve il proprio successo al limite dei 140 caratteri: paletto che molti giudicano fortemente limitante, ma che chi ama il social dei cinguettii ha compreso essere cruciale: costringe alla sintesi, a sforzarsi per esprimersi meglio con poche parole. E' in questo modo che si è creato un ambiente altamente meritocratico, dove chi è davvero bravi emerge ed ottiene visibilità; gli altri, semplicemente, vengono ignorati.
La sintesi è anche un grande segno di rispetto verso il lettore: sforzarsi affinché chi legge impieghi meno tempo ad assimilare il messaggio che abbiamo da comunicargli sarà sicuramente apprezzato dai destinatari delle nostre comunicazioni. Senza dimenticare che in ogni contenuto breve è sempre possibile inserire un link per un approfondimento.
Così funzionano molti account Twitter di successo: poche parole per stuzzicare l'interesse e la curiosità, ed un link ad un articolo più approfondito. Ma lo stesso trucco può essere utilizzato su Facebook, su un blog o, perché no, con le didascalie alle immagini su Pinterest.
Insomma: comunicazione spezzatino non significa necessariamente comunicazione di bassa qualità. Purché si abbiano capacità di sintesi, voglia di sforzarsi, ed inventiva.
Come sempre nel social media marketing, il successo è rigorosamente meritocratico: chi è bravo emerge.