Big G starebbe testando soluzioni alternative al sistema annunciato l’anno scorso ma mai arrivato
Ricordate Google Carousel ? Annunciato in pompa magna da Google lo scorso anno come il sistema che avrebbe rivoluzionato la ricerca delle strutture ricettive sul motore di ricerca della grande G, in realtà non è mai arrivato. Almeno, in Italia.
Oggi, forse, scopriamo perché. E capiamo cos’altro hanno in mente quelli di Mountain View. Come infatti viene illustrato qui , pare che le SERP a seguito di una ricerca per strutture ricettive in una data località e per una certa data stiano per assumere un aspetto del genere:
Come si può notare, non c’è più traccia del fascione nero in alto, che costituiva il cuore di Google Carousel. Al suo posto, tre risultati sponsorizzati, quindi il Google Hotel Price Ads, con la mappa, le strutture con disponibilità per una certa data, e tre risultati in evidenza.
Il problema è che una schermata del genere dà grande risalto ai risultati sponsorizzati, e relega ai margini quelli organici (cioè non a pagamento). Se una soluzione del genere venisse confermata, verrebbe da pensare che investire periodicamente in Adwords, per chi gestisce una struttura ricettiva, diventerebbe una scelta quasi obbligata.
Cliccando sulla scritta “More Hotels” che compare in basso, infine, si accede a questa seconda schermata:
Qui Google mostra sulla mappa tutte le strutture disponibili (ovviamente ai primi posti ci sono sempre le soluzioni sponsorizzate). Pare essere una buona soluzione, ma richiede un click in più da parte dell’utente. E sappiamo quanto un solo click, specialmente da mobile, possa fare la differenza tra l’essere trovati o no.
In conclusione, non è ancora certo che questa soluzione verrà adottata da Google. Ma nel caso, è meglio farsi trovare pronti.
Idee e suggerimenti di Maurizio Vellano per la promozione del tuo agriturismo, b&b, cantina, prodotti tipici, ecc...
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lunedì 8 settembre 2014
lunedì 9 dicembre 2013
Pinterest lancia i Place Pin
E’ ora possibile geolocalizzare i pin e inserirli in una mappa: altro passo in avanti del marketing territoriale?
Pinterest, il social dei desideri, dove si pubblicano le cose che ci piacciono o che ci piacerebbe fare (o avere). Prodotti, moda, luoghi, viaggi. Con un’importante componente di e-commerce legata ai gifts (in questo periodo dell’anno, in menu sono comparsi degli opportuni “Holiday Gifts”). Ne abbiamo già parlato diffusamente qui . Pinterest si conferma il social più “rosa” del web (quasi il 70% degli utenti sono donne) e, in base ad una recente analisi di Shareaholic (http://on.mash.to/1gjigOP) è il secondo social dopo Facebook per volume di traffico portato ad altri siti, superando quello di Twitter e Linkedin messi insieme.
Insomma, i numeri non mancano. Pinterest, piuttosto, difettava di una feature che consentisse una geolocalizzazione dei contenuti pubblicati. Detto, fatto: ecco i Place Pin.
Di cosa si tratta? In pratica, è da poco possibile creare board (bacheche) correlate di mappa, sulla quale i Pins vengono distribuiti come spilli. In questo modo gli utenti possono creare, ad esempio, board delle loro regioni preferite, ed annotare, suggerire e condividere con gli altri utenti i loro luoghi preferiti nelle medesime: ristoranti, agriturismi, bar, negozi, ecc. In concreto, è sufficiente cliccare su yes all’opzione “add a map” al momento della creazione della board.
Le potenzialità della nuova funzione appaiono evidenti, soprattutto alla luce dei numeri: ogni giorno su Pinterest vengono pubblicati quasi 1,5 milioni di Pins legati ad una località, ed in tutto sono 750 milioni quelli legati a luoghi o destinazioni.
Insomma, l’evoluzione del marketing di prossimità compie un altro passo. Indispensabile restare sul pezzo.
Pinterest, il social dei desideri, dove si pubblicano le cose che ci piacciono o che ci piacerebbe fare (o avere). Prodotti, moda, luoghi, viaggi. Con un’importante componente di e-commerce legata ai gifts (in questo periodo dell’anno, in menu sono comparsi degli opportuni “Holiday Gifts”). Ne abbiamo già parlato diffusamente qui . Pinterest si conferma il social più “rosa” del web (quasi il 70% degli utenti sono donne) e, in base ad una recente analisi di Shareaholic (http://on.mash.to/1gjigOP) è il secondo social dopo Facebook per volume di traffico portato ad altri siti, superando quello di Twitter e Linkedin messi insieme.
Insomma, i numeri non mancano. Pinterest, piuttosto, difettava di una feature che consentisse una geolocalizzazione dei contenuti pubblicati. Detto, fatto: ecco i Place Pin.
Di cosa si tratta? In pratica, è da poco possibile creare board (bacheche) correlate di mappa, sulla quale i Pins vengono distribuiti come spilli. In questo modo gli utenti possono creare, ad esempio, board delle loro regioni preferite, ed annotare, suggerire e condividere con gli altri utenti i loro luoghi preferiti nelle medesime: ristoranti, agriturismi, bar, negozi, ecc. In concreto, è sufficiente cliccare su yes all’opzione “add a map” al momento della creazione della board.
Le potenzialità della nuova funzione appaiono evidenti, soprattutto alla luce dei numeri: ogni giorno su Pinterest vengono pubblicati quasi 1,5 milioni di Pins legati ad una località, ed in tutto sono 750 milioni quelli legati a luoghi o destinazioni.
Insomma, l’evoluzione del marketing di prossimità compie un altro passo. Indispensabile restare sul pezzo.
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