I cinguettii compariranno presto tra i risultati del motore di ricerca. Ecco le implicazioni per chi fa social media marketing per la propria struttura.
Il tweet qui sotto è del 21 agosto scorso.
Come si può leggere, il botta e risposta tra i due colossi del web è abbastanza
eloquente.

Al
di là dell’effetto novità, ciò che più conta è che oggi Google riserva una
grande visibilità ai Tweet
all’interno dei risultati. I cinguettii compaiono infatti, sia da mobile che da
pc, come “carousel”, con tanto di
pic del profilo dell’autore del tweet e link per visualizzare altri tweet
relativi alla stessa query. In caso di immagine allegata, questa appare di
grandi dimensioni. Insomma, un vero e proprio trattamento di favore, quello che
Google pare riservare al social di Jack Dorsey e soci.
Tutto
molto bello, insomma, ma la domanda che più interessa chi fa social media
marketing per una struttura è: quali tweet compaiono nelle Serp? Posto che
quando si parla degli algoritmi di Google bisogna sempre anteporre un
“probabilmente”, in questo caso si parla di: personaggi o brand famosi e temi
caldi. E’ evidente quindi che per un account collegato ad una piccola attività,
magari con pochi follower, finire nelle Serp di Google con un tweet è
complicato. A meno che non si sfrutti la visibilità di un evento o di un personaggio
twittando su quell’argomento e ottenendo un gran numero di retweet: in questo modo,
il tweet diventa popolare e può finire anche tra i risultati di Google.
Conviene, insomma, twittare tenendo bene d’occhio i Trending Topics, ovvero gli argomenti del momento. Senza
dimenticare che questo tipo di posizionamento è per sua natura effimero, e che
tenderà quindi a sparire rapidamente dalle pagine di Google. Il segreto,
neanche a dirlo, è sostituirlo rapidamente con un altro tweet su un tema “caldo”.