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lunedì 12 maggio 2014

E Commerce e Storytelling: nasce Storytalia

E’ il progetto di Confindustria per promuovere le piccole e medie imprese del made in Italy

Il made in Italy apprezzato in tutto il mondo si basa sulle piccole e medie imprese. Che producono eccellenze non replicabili altrove, ma hanno un limite: le ridotte dimensioni rendono spesso impossibile aprire uno store monomarca a Mosca, Londra, Dubai o Sghangai.
Per ovviare a questo problema sta per nascere Storytalia, il progetto di e commerce riservato alle PMI di Confindustria. Il piano sarà dedicato ad aziende che operano nel settore agroalimentare, della moda, del design e dell’oreficeria, ed ha una particolarità: privilegerà chi, oltre ad un prodotto da vendere, ha anche una storia da raccontare.
Lo storytelling è ormai un elemento chiave del marketing digitale, e in Confindustria sono convinti che il cliente, oltre ad un prodotto di qualità, cerchi anche storie che lo accompagnino e da cui essere sedotto.
Il progetto partirà in autunno grazie alla collaborazione tra Confindustria, Poste Italiane, Unicredit, Intesa e Simest. L’obiettivo è ambizioso, perché si tratta di “esportare la dolce vita italiana presso quei 200 milioni di nuovi benestanti che ci saranno da qui al 2019 nel mondo”.
Un unico, piccolo dettaglio fa inarcare le sopracciglia: la società di gestione del portale fornirà un servizio chiavi in mano completo e finito, dalla gestione dei pagamenti on line e alle rese delle merci; il che, indubbiamente, è un bel vantaggio. Ma quanto costerà ad ogni impresa che vorrà avere il proprio spazio sul portale? dai 200 ai 300 mila euro, dicono in Confindustria.
Non proprio noccioline, insomma.

lunedì 16 dicembre 2013

Google punta sul Made in Italy

Far conoscere le eccellenze nascoste mediante i giovani e le competenze digitali, è l’obiettivo annunciato da Mountain View per rilanciare il Bel Paese.

“Noi ci siamo conviti che l’elemento vero di ricchezza del made in Italy non siano il prodotto e il territorio, ma la sintesi straordinaria di questi due fattori”. A dirlo è Diego Ciulli, Senior Policy Analist di Google. Che continua: “Il made in Italy è fatto apposta per la rete”. E a chi gli chiede perché, replica che l’arretratezza digitale del nostro Paese mina le potenzialità di certe perle nascoste, ma che il successo, in termini numerici, delle ricerche effettuare ricorrendo alla cosiddetta coda lunga, testimonia che le potenzialità digitali di risorse semisconosciute che costituiscono un unicum mondiale sono enormi.
Un po’ di numeri: il “Made in Italy” è il terzo brand più digitato al mondo su Google, e lo è soprattutto nei mercati emergenti, come Russia, Medio Oriente ed India. Appurato che la domanda esiste, prosegue Ciulli, il problema risiede piuttosto nell’offerta: siti spesso obsoleti, non ottimizzati a fini SEO, sviluppati senza un occhio di riguardo all’analisi della domanda.
Cosa intende fare Google? Ciulli annuncia di aver già interpellato le istituzioni del Paese, al fine di coinvolgerle in un strategia organica. E sottolinea come la chiave di volta del progetto siano i giovani: sono loro che devono venire adeguatamente formati e dotati del know how digitale necessario per far conoscere, raccontare e vendere le infinite perle nascoste della penisola, che aspettano solo di venire scoperte e valorizzate.
Insomma, una grossa sfida ed una bella scommessa, per Google. Ma anche un’iniezione di fiducia per tutti quanti: se ci credono a Mountian View, nelle nostre possibilità, perché non dovremmo farlo noi? Come semrpe, non resta che restare ben sintonizzati per captare le prossime novità in arrivo da Big G.