Visualizzazione post con etichetta video. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta video. Mostra tutti i post

martedì 7 aprile 2015

Facebook punta su Riff, l’app per i video collaborativi

Il tool permette di girare un video, attribuirgli un tema e lasciare che altri aggiungano il loro contributo

Il product manager di Facebook, Josh Miller, racconta  che gli sviluppatori hanno fatto molte ore di straordinario per creare Riff, e che l’idea è partita dall’Ice Buckett Challenge della scorsa estate. Il concetto alla base della nuova app è semplice: creare video collaborativi. E’ sufficiente pubblicare un video, assegnargli un tema, per esempio #visiteincantina, e lasciare che altri utenti aggiungano il loro contributo.
All’avvio di Riff, la schermata mostra i video già pubblicati e ai quali è possibile contribuire. L’apposito pulsante consente di selezionare un argomento tra quelli già esistenti, oppure crearne uno nuovo. Oltre che sulla app, i video sono visibili su www.321riff.com, mentre su Facebook compare solo il link, senza anteprima, per evitare che qualcuno percepisca il contenuto come spam. Riff non prevede like o commenti: conta solo il numero di visualizzazioni. Già disponibile in italiano, Riff si può scaricare dall’Apple Store e dal Google Play.
Il lato interessante? Evidentemente, ogni volta che un nuovo iscritto a Facebook partecipa al video, il suo contributo, e di consegnenza quelli precedenti, compaiono nelle bacheche di tutti i suoi amici. L’ideale, per rendere virale un contenuto.
Per chi gestisce una struttura ricettiva, la potenziale utilità di Riff appare evidente: invitare i clienti a partecipare ai video creati, in modo da aumentare la visibilità (e la brand reputation) on line della propria attività.

lunedì 9 marzo 2015

Youtube, dritte per un canale di successo

Integrare un canale Youtube nella propria strategia social può essere una mossa vincente. Ecco come farlo al meglio.

Che Youtube sia importante ai fini del SEO (è di Google, non dimentichiamolo) e della visibilità on line della propria struttura, è ormai risaputo. Sono pochi però quelli che pensano seriamente al celebre portale video come ad un vero e proprio canale di social media marketing. Vediamo qualche dritta.
Innanzitutto, è fondamentale pensare il canale Youtube come profondamente integrato con il resto del proprio piano marketing on line. Quindi ricorso al logo e agli stessi colori aziendali che utilizziamo sui social, condivisione del tipo di contenuti e del piano editoriale con gli stessi.
Siccome poi ogni piano di marketing nasce da un’analisi della domanda, è opportuno chiedersi quali tipi di video i nostri clienti sarebbero più propensi a vedere. Quelli che riguardano i prodotti, o quelli sul territorio? La storia della nostra azienda raccontata in prima persona da noi, o gli animali in giardino? Un’analisi per certi aspetti simile, e utile per carpire qualche idea, si può poi effettuare andando cosa combinano sul proprio canale Youtube i nostri competitor. A riguardo, può essere illuminante effettuare una ricerca sul portale per determinate parole chiave, e vedere come si strutturano le relative SERP.
Parlavamo di piano editoriale. Riuscire ad averne uno, e rispettarlo, è già una gran cosa. Per esempio, pubblicare un video al mese, con uno stile riconoscibile che faccia brand e che crei curiosità, attesa ed interesse, magari legato attorno ad un unico filo narrativo.
Già, narrativo, perché Youtube, ed i video in generale, sono il canale perfetto per raccontare storie. Anche qui, come sui social, le persone non vogliono sorbirsi promozioni pubblicitarie su ciò che abbiamo da vender loro, ma ascoltano sempre volentieri un racconto avvincente. E se sapremo catturarle, torneranno volentieri a trovarci.

lunedì 15 dicembre 2014

Facebook e post delle Pagine: come avere più visibilità

La percentuale di fan che si raggiungono con un post organico è scesa al 3-6%: alcuni trucchi per aumentarla
Il bello di Facebook è che è gratis. Lo si è ripetuto come un mantra per anni, ma oggi, a quanto pare, le cose non stanno più così. Già, perché stando alle statistiche più recenti, la percentuale di fan raggiunta mediamente attraverso un post organico (cioè non a pagamento) pubblicato dalla propria Pagina oscilla tra il 3% ed il 6%. Una miseria. Vien da sé che con percentuali così striminzite, creare engagement diventa una chimera. Facebook, insomma, sta spingendo in modo sempre più deciso i gestori delle pagine a ricorrere alle soluzioni a pagamento (post sponsorizzati). Alla faccia, come dicevamo, del “Facebook gratis”.
C’è tuttavia qualche trucco a cui possiamo ricorrere per aumentare la visibilità dei nostri contenuti, senza metter mano al portafogli. Innanzitutto, limitare al minimo indispensabile i post promozionali, ovvero quelli in cui invitiamo gli utenti ad acquistare un prodotto o servizio o a scaricare un’applicazione; quelli dove li spingiamo a partecipare ad una promozione o concorso non contestuali alla pagina; e quelli infine che sono una replica identica di contenuti utilizzati per una campagna pubblicitaria. Se riguardo a questo tipo di post c’è sempre stata la regola aurea del 2/10 (non più di due post promozionali ogni 10), oggi forse vale la pena considerare l’idea di ridurre ancora questa quota, poiché Facebook ha annunciato che da gennaio ridurrà ulteriormente la visibilità dei post considerati promozionali rispetto a quelli che non lo sono.
Conviene poi prestare attenzione al format che diamo ai nostri contenuti. Si sa, infatti, che Facebook assicura una buona visibilità ai post che contengono link esterni (contrariamente a quanto faceva una volta). Ma si sa anche che un conto è la visibilità, un altro il numero di interazioni prodotte, ed il tipo di contenuto che ne genera di più sono notoriamente le immagini. Conviene quindi confezionare dei post che contengono un link (tipicamente al sito della struttura) ed un’accattivante immagine d’anteprima, che stuzzichi l’utente e lo incuriosisca a cliccarci su.
Sembra poi che gli album contenenti più immagini abbiano performance migliori della singola fotografia. Può quindi essere utile pubblicare di tanto in tanto dei mini-album (non più di 6-7 fotografie) a tema.
Creare engagment è lo scopo principale della pagina, ed uno dei modi migliori per farlo è invitare direttamente i fan ad interagire. Creare post con domande, sondaggi, quiz. Spingerli ad esprimere il proprio parere. Per esempio: chiedere loro con quale vino prodotto dalla struttura abbinerebbero uno dei piatti preparati dalla cucina.
Infine: Zuckerberg e i suoi stanno spingendo sempre più i contenuti video, soprattutto quelli caricati direttamente su Facebook (ovvero non condivisi tramite Youtube o altre piattaforme). Vale la pena provarci: si sa, dopotutto, che i social sono il luogo della comunicazione informale; un video di successo può quindi essere anche girato con lo smartphone e condiviso al volo. I risultati possono essere sorprendenti.
Insomma, le novità, come sempre, non mancano. Non resta che tenersi aggiornati e sperimentare.

lunedì 18 novembre 2013

Video: come e perché realizzarli


Più impegnativi da realizzare rispetto ad altre forme di comunicazione, offrono comunque notevoli vantaggi

Non avete mai realizzato e pubblicato un video sulla vostra struttura? Da un lato è comprensibile: non è semplice, per ottenere risultati apprezzabili occorre chi ci sa fare, ci vogliono tempo e denaro. Dall’altro, tuttavia, è innegabile che i video forniscono vantaggi notevoli. Innanzitutto, Youtube è il secondo motore di ricerca più utilizzato del web dopo Google; In secondo luogo, i contenuti video sono molto utili ai fini dei SEO; infine, un buon video è in grado di comunicare, coinvolgere ed “arrivare” all’utente come pochi altri contenuti.
Ok, stabilito che realizzare un video è senza dubbio interessante, la domanda successiva è: un video di cosa? Qui ci si può sbizzarrire: la più classica delle soluzioni è ovviamente un video di presentazione della propria struttura. In questo caso, però, si ottiene un effetto non molto diverso da quello garantito da una semplice galleria fotografica. Meglio cercare di essere più originali e di fornire contenuti interessanti. Un video che funziona sempre è per esempio quello in cui lo chef illustra la preparazione di una ricetta. Ci sono famosi portali che hanno fondato il loro successo sulle video ricette. Oppure una video intervista, per esempio al titolare che narra la storia della struttura. Far sentire la propria voce, mettersi in gioco con la propria faccia, può essere un modo molto efficace per raggiungere il cliente.
Ritenete che realizzare un video sia comunque troppo complicato? Esiste in ogni caso una soluzione che può fare al caso vostro: una slideshare. Una fotogallery animata nella quale le immagini si succedono l’un l’altra. E’ possibile realizzarle in maniera accattivante, con effetti di dissolvimento o altre animazioni (ora, per esempio, va di moda il time lapse: una serie di scatti effettuati a distanza di tempo vengono proposti a ritmo veloce, illustrando così in pochi secondi o minuti ciò che è accaduto nell’arco un lungo lasso di tempo. Caso tipico: Vendemmia, dall’uva al vino in due minuti); e soprattutto le si può corredare di una colonna sonora, proprio come un video. Il risultati possono essere d’effetto. Cosa si può ottenere? Pubblicandola su Youtube, si alimenta comunque la visibilità on line della struttura; e si possono ricevere feedback sorprendenti non dimenticando che anche il portale di video ha un’importante parte social nei propri commenti. Un esempio? Questo qui


lunedì 3 giugno 2013

Contenuti virali: ecco come fare

Trucchi e consigli su come stimolare la condivisione dei post della propria struttura sui social network

Contenuti virali: tanto agognati, quanto spesso irraggiungibili. Creare argomenti in grado di stimolare un elevato numero di interazioni è una delle priorità del social media marketing; riuscirsi, tuttavia, non è affatto semplice. Se da un lato, infatti, è la qualità dei contenuti a fare la differenza, spesso il modo in cui gli stessi sono esposti può dare una mano nel renderli più appetibili e, di conseguenza, condivisi. Ecco alcuni trucchi e consigli.
- Infografica. E’ un po’ la moda del momento: spiegare fenomeni, situazioni, statistiche, tramite l’utilizzo congiunto di immagini e testi che rendano possibile comprendere situazioni anche complesse, con un unico sguardo d’insieme. Le infografiche, se ben realizzate, consentono di trasmettere un elevato numero di informazioni in un breve lasso di tempo: esattamente ciò che cerca il lettore 2.0. Per funzionare, ovviamente, un’infografica dev’essere chiara: se la decifrazione degli schemi e dei flussi richiede più tempo rispetto alla lettura di un testo tradizionale contenente le stesse informazioni, il ricorso all’infografica si trasforma in un boomerang. Ma vale la pena provare, ricordando che questo strumento sta ormai dilagando su Pinterest, e che è uno dei più ritwittati su Twitter.
- Approccio negativo. Paradossalmente, gli utenti sono attratti da questo tipo di approccio. Esempio classico: “i dieci errori da evitare nel social media marketing”, è un titolo che può attirare frotte di lettori e, quindi, di interazioni (soprattutto condivisioni). Si tratta ovviamente di un tipo di approccio che può trovare applicazioni nei campi più disparati: basta avere fantasia, e sperimentare.
- Elenchi puntati. Può sembrare banale, ma strutturare un articolo sotto forma di elenco numerato ne aiuta la diffusione. Un elenco è immediato, semplice da visualizzare e comprendere, ed aiuta ad organizzare il testo in modo schematico: tutti aspetti apprezzati dal lettore sempre di corsa, ovvero dal nostro lettore standard.
- Istruzioni per l’uso. Se l’approccio negativo funziona, anche il suo opposto, se ben utilizzato, può avere effetti positivi. Create un semplice elenco di “come fare per”. Sono le famose “istruzioni per l’uso”, o la “cassetta degli attrezzi”: le comuni definizioni abbondano, ma funzionano sempre, perché hanno il pregio di tranquillizzare il lettore, felice di trovare strumenti a lui utili e pratici in un testo semplice e breve.
- News e contenuti originali. Fornire informazioni interessanti e, per quanto possibile, originali, ai propri lettori, è uno dei modi migliori per essere seguiti. Pubblicate notizie sul territorio, sugli eventi che vi si svolgono, sull’andamento delle stagioni e dei lavori in campagna, su una parte della struttura che viene ammodernata: tutto ciò che può stimolare, incuriosire ed attrarre i vostri clienti-lettori, farà bene al social media marketing della vostra struttura.
- Ricondividere i propri migliori contenuti. Gli utenti dei social sono costantemente alla ricerca di contenuti nuovi. Tuttavia, può essere molto utile andare a ripescare un vecchio post di successo, pubblicato mesi o magari anni prima, e ricondividerlo: spesso l’effetto è sorprendente, e chi l’aveva commentato a suo tempo, probabilmente tornerà e ringrazierà per il ricordo che gli avete fatto emergere.
- Immagini e video. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: il social media marketing ed il web 2.0 sono il regno dei contenuti visuali. Pubblicate immagini d’impatto (abbiamo spiegato qui quali sono) e, perché no, brevi video: i risultati arriveranno.

lunedì 13 maggio 2013

Facebook: arrivano gli spot pubblicitari


In arrivo nei prossimi mesi i primi video commerciali. Obiettivo: massimizzare i profitti
Fare più profitti, si sa, è l’obiettivo di Zuckerberg e soci, specie da quanto Facebook è quotato in borsa. E allora, dopo l’introduzione dei post a pagamento e degli altri contenuti per portare gli avvisi commerciali anche sui dispositivi mobile, ecco che spuntano gli spot pubblicitari. Ad annunciarlo e il Financial Times: i primi video proporzionali dovrebbero comparire quest’estate. Partiranno automaticamente al caricamento della home page, ma senza audio. Sarà facoltà dell’utente, se lo vorrà, alzare il volume.
Le statistiche per il mercato USA dicono che ogni anno le aziende spendono 4 miliardi di dollari in filmati promozionali destinati al web 2.0, e la tendenza è in crescita: secondo le stime, nel 2013 il budget destinato alla web advertising aumenterà del 41% rispetto all’anno precedente. Ecco perché gli uomini del social network in blu hanno deciso di puntare sui video.
I ricavi dalle inserzioni pubblicitarie di Zucherberg e soci sono in continuo aumento: 1,25 miliardi di dollari nell’ultimo bilancio trimestrale, con un incremento del 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma agli uomini di Facebook non basta, ed ecco quindi gli spot ad auto-play incorporato.
La soluzione, tuttavia, potrebbe comportare dei rischi. Secondo alcuni analisti, le inserzoni pubblicitarie invasive su Facebook sono il principale motivo della fuga di utenti registrata recentemente negli Stati Uniti: secondo la società di ricerca Nielsen, 10 milioni di persone nell’ultimo anno, 1 milione nel Regno Unito (ma il numero di iscritti su base mondiale è in continuo aumento grazie all’espansione nei Paesi in via di sviluppo). Come la prenderanno quegli utenti particolarmente sensibili ai temi come la privacy e lo  sfruttamento dei dati personali a scopi commerciali, quando al caricamento della bacheca partirà automaticamente uno spot pubblicitario (rigorosamente targettizzato)? E soprattutto, cosa può comportare questa nuova opportunità per una struttura turistica, e per il suo modo di fare campagne pubblicitarie su Facebook?