lunedì 9 settembre 2013

Google, SEO e ranking: tutto dipende dalla soddisfazione degli utenti

Recenti studi mostrano come funziona l’algoritmo di ricerca che premia i siti che hanno soddisfatto gli internauti

I reali meccanismo di funzionamento di Google, si sa, sono un po’ come la ricetta della Coca Cola: se ne parla, se ne favoleggia, ma nessuno, a parte gli ingegneri che se ne occupano, sa realmente cosa accade quando effettuiamo una ricerca. Un recente volume di Stephen Levy (In the Plex, qui su Amazon) suggerisce alcune interessanti considerazioni. Secondo Levy, gli sviluppatori di Google continuano a migliorare le prestazioni dei loro algoritmi osservando il grado di soddisfazione degli utenti durante le ricerche. Si tratta ovviamente di misurazioni molto complesse, ma alcuni dei parametri fondamentali sono abbastanza intuitivi. Levy parla infatti di “click lungo”: un click effettuato da un utente su uno dei risultati di ricerca (di solito uno dei primi nella SERP), in seguito al quale non è più tornato indietro per continuare la ricerca: evidentemente, ha trovato ciò che cercava. L’internauta che viceversa clicca su un risultato per poi tornare subito indietro, visitare un altro risultato o addirittura modificare le parole chiave della ricerca, evidentemente non è soddisfatto di quella appena effettuata e dei risultati che ne sono scaturiti.
Panda sonda costantemente tutti i siti indicizzati, alla ricerca dei livelli di soddisfazione che generano negli internauti. Più un sito soddisfa le aspettative di chi lo visita, più Panda lo premia migliorandone il ranking. I risultati vengono aggiornati ogni poche settimane.
Appare evidente a questo punto che avere un sito che soddisfa questi parametri è quantomeno desiderabile. Ma come si fa a sapere se il sito della propria attività o struttura sia in linea con quanto richiesto da Google? A Mountain View hanno pensato anche a questo, ed hanno creato un sondaggio di customer satisfaction da inserire nel proprio sito web (per ora è solo in inglese ma è gratuito e lo si trova qui ). Il tool contiene alcune semplici domande a cui visitatori che lo desiderano possono rispondere, per consentire una misurazione del loro grado di soddisfazione o insoddisfazione nella navigazione del nostro sito. Le domande sono standard, ma Google consente di inserirne di personalizzate (ad oggi solo in USA, Canada e Gran Bretagna) al costo di un centesimo di dollaro USA a risposta.
Oltre a questo, ci sono altri parametri che vengono tenuti in considerazione da Google per determinare il ranking di una pagina. Come l’assenza di barriere (l’apertura di un pop up di registrazione, così come tutto ciò che implica click aggiuntivi, risulta deleterio per la user experience del navigatore), o la velocità di caricamento.
Insomma, si può concludere che evidentemente esistono due tipi di SEO: quello rivolto ai robot, e quello rivolto agli internauti in carne ed ossa. E, per quanto simili, non è detto che si sovrappongano perfettamente. Il secondo è inevitabilmente più ricco di dettagli, di sfumature, di informazioni preziose per noi, per il nostro sito e anche per Google.