martedì 16 febbraio 2016

Storytelling, Instagram è il social preferito dalle aziende

Molti brand pubblicano quotidianamente nuove immagini per raccontarsi e stabilire un rapporto empatico con i clienti

Visual storytelling, content marketing, differenziazione. Sono espressioni sulla bocca di tutti coloro che si occupano di social media marketing nell’ambito del turismo e non solo, ed è largamente condivisa l’opinione che si tratti di strategie fondamentali per chi vuole promuovere la propria attività o struttura on line e sui social. Già, ma dove? Quali sono le piattaforme più efficaci? Quali quelle preferite dalle aziende? A queste domande tenta di rispondere una ricerca condotta da emarketer, nella quale a svettare in cima alle classifiche di gradimento è Instagram.


Ben il 78% delle aziende intervistate ha infatti dichiarato di pubblicare quotidianamente contenuti sul social delle immagini in stile vecchie polaroid (ma non bisogna dimenticare i video, compresi quelli Hyperlapse). Segue Twitter con un 74,6% (dove però aumenta la media di post giornalieri, da 2,3 a 3,3, evidentemente per contrastare lo scorrimento molto veloce delle Tweet List degli utenti e rimanere visibili), mentre è più staccato Facebook che si ferma ad un 64,7%.
Instagram guida inoltre la classifica dei social dove le aziende intervistate hanno dichiarato di voler spendere soldi in campagne pubblicitarie, con un 72% (anche se in questa statistica non si capisce bene che fine abbia fatto Facebook).


Insomma, se i social sono il regno della comunicazione per immagini, Instagram è il luogo prediletto dalle aziende per raccontarsi e promuoversi.

lunedì 8 febbraio 2016

Quest'anno alla Bit anche le ebike a noleggio

Un nuovo modo di usare la bicicletta molto gradito ai turisti, un'esperienza che puoi proporre anche nella tua struttura turistica.


Proporre ai tuoi ospiti una ebike in noleggio significa offrire una nuova esperienza da vivere durante il soggiorno nella tua struttura, un nuovo modo di usare la bicicletta.
Con l'aiuto di un motore elettrico ecologico nuovi turisti si avvicinano al ciclismo e gli appassionati possono aumentare la propria autonomia, scoprendo luoghi altrimenti non raggiungibili...
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Facebook, arriva il nuovo algoritmo per il News Feed

Non conta più solo il numero delle interazioni, ma anche la qualità dei contenuti
Come fa Facebook a capire quali sono i contenuti più interessanti da mostrare ad ogni suo utente, in base allo storico delle connessioni (grafo sociale) di questo? Fino a un po’ di tempo fa, l’indicatore giudicato più attendibile era il numero di interazioni (commenti, like, condivisioni). Ma è un indicatore insufficiente. Spesso, infatti, gli utenti possono trovare interessante un contenuto, spenderci del tempo a leggerlo interamente o addirittura salvare il link sul proprio pc, senza interagire su Facebook.
Zuckerberg e i suoi lo sanno, e infatti già da tempo sono andati oltre, e hanno iniziato a misurare il tempo che gli utenti trascorrono su un link come indicatore del fatto che quel contenuto sia interessante per loro, anche se non vi interagiscono. Ora c’è di più: grazie al lungo lavoro del Quality Panel (un gruppo di professionisti della comunicazione pagati per stare su Facebook e capire quali contenuti funzionano di più) oltre che di gruppi di utenti selezionati e monitorati in giro per il mondo, Facebook ha affinato gli strumenti che gli consentono di capire quali post interessano di più le persone, e quindi meritano di ricevere più visibilità. La ricetta esatta del nuovo algoritmo è ovviamente segreta, ma da Menlo Park si sono premurati di far sapere agli amministrazioni delle Pagine che il nuovo algoritmo, anche se nella maggior parte del casi passerà inosservato, potrebbe causare qualche modifica nella visibilità dei post. Ovvero: i post di qualità (leggi: più interessanti per gli utenti) verranno “spinti” nel News Feed e riceveranno maggiore visibilità.

Quanto basta per ribadire ancora una volta la regola aurea: i contenuti di qualità sono quelli che pagano. Meglio se contengono qualcosa di unico, che possiamo raccontare solo noi.

martedì 2 febbraio 2016

Sito web e fiducia, cosa fare per trasmetterla

Quali sono i fattori che migliorano la percezione di affidabilità in chi atterra sul sito, e cosa fare per migliorarla

Cosa spinge un turista che ancora non ci conosce a prenotare un soggiorno presso la nostra struttura? Certo, la reputazione on line e le recensioni giocano un ruolo cruciale, ma altrettanto si può dire del sito. Che, prima di tutto, deve trasmettere fiducia. Ma quali sono i fattori che aumentano la percezione di affidabilità da parte del cliente, o potenziale tale? E’ ciò che cerca di scoprire Cam Secore di Moz nella sua estesa trattazione.
Per prima cosa, anche dal punto di vista temporale, viene l’impatto visivo. Un sito che si presenta bene, esteticamente gradevole e curato, fa una prima impressione migliore. Il visual design è composto da molti fattori, dal layout, ai colori, ai font scelti, fino ovviamente alle immagini: tutto deve tendere ad una certa “coerenza” interna, in modo da dare l’idea di professionalità e di cose fatte non a caso. I layout semplici, lineari e puliti sono in genere quelli preferiti.
Per quanto riguarda le immagini: meglio abbondare. Diversi studi dimostrano che i clienti preferiscono i siti di strutture che mostrano ampie gallerie comprendenti ogni angolo della struttura.
In secondo luogo, bando ai banner. Chi naviga li considera una scocciatura, nonché un modo poco serio per attirare l’attenzione o carpire click: decisamente meglio evitare.
Riguardo alle immagini, meglio evitare quelle stock. Anche se un buon fotografo può essere costoso, meglio investire per avere immagini proprie piuttosto che ricorrere a quelle comprate dal web, che per quanto di buona qualità non fanno una buona impressione sul cliente. Il top è metterci la faccia, letteralmente, ovvero pubblicare una foto del proprietario o gestore della struttura. Meglio ancora, una sezione “chi siamo”, o “il nostro team”, con foto, nome e cognome e mansione di ogni collaboratore.
Sono ovviamente da evitare come la peste i link non (più) funzionanti, mentre un fattore determinante è la velocità di caricamento delle pagine, oltre al fatto che la navigazione sia user friendly. Un sito costantemente aggiornato e con contenuti freschi dà poi un’impressione di cura, al contrario di uno con informazioni vecchie (ad esempio il classico menu di Capodanno ancora on line a San Valentino).

Infine: se c’è un dettaglio per il quale è opportuno investire in un buon grafico, quello è il logo. E’ il logo che esprime l’identità del brand e comunica la cura per i dettagli: meglio che sia ben fatto.

Reputazione on line, i segreti di Booking.com

Il portale rivela i fattori vincenti per far felici i clienti in una video intervista


Reputazione on line, croce e delizia. Per chi gestisce una struttura ricettiva e fa social media marketing turistico, avere voti alti su Tripadvisor e Booking è sinonimo di successo. Facile a dirsi, meno a farsi. Ecco allora che proprio Booking dà qualche consiglio: in una video intervista a gestori di strutture che sul portale hanno un bel 10 in pagella, vengono rivelati trucchi e segreti per far felici i propri clienti in modo che siano incentivati a parlare bene della struttura che li ha ospitati.
Il video si intitola “Come deliziare i vostri ospiti”, e gli albergatori intervistati hanno individuato 4 fattori cruciali per migliorare la reputazione on line:
1.    L’atmosfera di casa. Spesso, le strutture che hanno i rating più alti sono piccoli B&B con poche camere, dove gli ospiti si sentono coccolati e respirano l’atmosfera di una casa privata. Non è solo questione di arredo e intimità degli spazi: conta anche il calore dell’accoglienza ed il rapporto che si instaura con l’albergatore.
2.  Le attenzioni personalizzate. Dal momento del ceckin alla colazione, piccoli gesti di cortesia vengono percepiti come altamente qualificanti dal cliente. Un vaso profumato di fiori freschi in camera, una torta appena sfornata a colazione fanno la differenza.
3.    Il rapporto diretto. Il terzo punto si muove di nuovo nella direzione del rapporto umano: i clienti dimostrano di apprezzare il proprietario o gestore che si ferma a fare due chiacchiere con loro, a bere un bicchiere di vino o a raccontare i segreti del territorio. Creare una connessione personale migliora di molto la qualità percepita del soggiorno.
4.   La generosità. Ça va sans dire, i clienti mostrano di gradire l’oste generoso. Dove per generoso si intende che dia l’impressione di non lavorare solo per il guadagno, ma per rendere felici gli ospiti. Un piccolo omaggio è ovviamente sempre gradito, ma si può anche tornare al punto precedente: un albergatore che trascorre tempo con i propri ospiti, che si “spende” per loro, appare ugualmente generoso.
Certo, è tutto molto bello ma realistico solo per B&B con due o tre camere: al crescere delle dimensioni della struttura, avere rapporti diretti e personalizzati con ogni singolo cliente diventa una chimera. Ma se raggiungere la perfezione è pressoche impossibile, raccogliere qualche spunto per migliorarsi può sempre essere utile.



lunedì 25 gennaio 2016

La Local Search: come consolidarla e renderla vincente

In ambito mobile, la geolocalizzazione riveste un ruolo determinante. Alcune dritte per farsi trovare dagli utenti che effettuano ricerche geolocalizzate

E’ lo stesso Google a dircelo: in futuro, i risultati locali avranno un peso sempre maggiore all’interno dell’algoritmo che regola le SERP. Meglio farsi trovare preparati, quindi. Già, ma come?
Un primo suggerimento, che può apparire banale ma non lo è, consiste nell’accertarsi di avere le stesse coordinate di geolocalizzazione su tutti i profili web: indirizzo completo, numero civico, recapito telefonico e coordinate gps devono essere non solo corretti, ma identici in tutto e per tutto. La local search ne beneficerà.
E’ bene poi specificare, nella descrizione dell’attività, la località in cui si trova (ad es. nome hotel+località). Un piccolo accorgimento che può fare la differenza.
Siccome repetita iuvant, ecco poi la regola aurea: avere un sito aziendale ottimizzato per la navigazione da mobile. Occorre ricordare infatti che l’algoritmo di Google ne tiene conto per l’organizzazione dei risultati di ricerca, se chi l’ha effettuata utilizzava proprio un dispositivo mobile.
Può essere utile, inoltre, investire un piccolo budget nella paid search, ovvero nelle inserzioni a pagamento, puntando tutto sulle visualizzazioni locali. Diversi studi indicano infatti per il 2016 un aumento delle visite da inserzioni a pagamento.

Non dimenticare, infine, di monitorare l’andamento delle visualizzazioni tramite la Google Analytics.

Mobile: nel 2016 ci investiremo di più

Budget in aumento per sito ufficiale responsive, SEM e social media marketing

Viviamo nell’era del mobile, questo si sa da un po’. Ora una ricerca condotta da Travelclick rafforza questa tesi: su un campione di albergatori e gestori di strutture ricettive, oltre la metà ha infatti dichiarato nel ritenere il canale mobile strategico per il prossimo futuro.
Nello specifico, il 46% migliorerà la versione mobile del sito aziendale, il 24% implementerà la ricerca sui motori di ricerca da mobile, e il 22% destinerà più risorse al social media marketing turistico.
Non solo: il 35% degli intervistati ritiene che nel 2016 la crescita più importante nelle prenotazioni dirette arriverà proprio dal canale mobile, e questo giustifica tutta l’attenzione ed i maggiori investimenti da parte dei gestori di strutture ricettive.
John Hach di Travelclick ha così commentato i risultati dell’indagine:
“E’ inaccettabile che gli albergatori trascurino il mobile nelle proprie strategie di marketing e i dati rispecchiano l’accettazione da parte degli albergatori del mobile come strumento importante per migliorare l’andamento delle loro strutture e entrare in contatto con un nuovi potenziali ospiti”.
Insomma, il canale mobile è ormai un’asse portante di una completa strategia digitale. E la sua importanza è destinata a crescere, dal momento che entro il 2018 le prenotazioni da mobile saranno il 35% del totale delle prenotazioni on line, e che già oggi il 60% dei business traveller prenota da mobile. In definitiva, è essenziale farsi trovare pronti.