Uno studio di Adnkronos rivela che le vendite on line non convincono gli enoappassionati,che continuano a preferire altri canali
I winelovers amano parlare di vino on line, come abbiamo scritto qui . Quando si tratta di passare dalle parole ai fatti e di acquistare, però, a quanto pare preferiscono i canali tradizionali all’e-commerce.
E’ quanto rivela uno studio condotto dall’agenzia di stampa Adnkronos, secondo il quale gli acquisti on line nel mondo del vino non convincono 6 appassionati su 10. Sempre secondo la ricerca, infatti, il canale prediletto resta la visita diretta in cantina, preferita dal 48% degli intervistati.
Chi invece fa ricorso agli acquisti on line afferma di apprezzare la grande disponibilità di etichette dei webstore, tanto che un 29% visita regolarmente enoteche e wine store dotati di e-commerce. Un ultimo dato, infine, rivela una tendenza interessante: negli ultimi tempi sembra in aumento l’acquisto virtuale diretto dai siti web delle cantine.
Ad lì là di questo, però, il mondo del vino pare confermare ciò che in fondo già si sapeva: è un prodotto legato alla tradizione, e soprattutto è parte integrante del territorio dal quale proviene. Per questo, gli enoappassionati preferiscono ancora recarsi personalmente in cantina, incontrare i produttori, parlarci, degustare insieme, e insomma fare esperienze emozionali.
Tutte cose che hanno profondamente a che fare con lo storytelling , sempre più chiave di volta in una strategia di marketing che miri a creare legami solidi con il cliente, e quindi a fidelizzarlo.
Idee e suggerimenti di Maurizio Vellano per la promozione del tuo agriturismo, b&b, cantina, prodotti tipici, ecc...
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martedì 29 luglio 2014
martedì 15 luglio 2014
Vino e web, un connubio che funziona
I “winelovers” sono organizzati: formano una community che si ritrova su Twitter, Instagram o sui Blog, e parla di vino. Lo dice uno studio realizzato dall’agenzia Viralbeat su commissione dell’associazione Le Donne del Vino. L’aspetto forse più interessante, stando ai risultati della ricerca, è che il vino è ancora percepito almeno in parte come alimento quotidiano, e non solo come prodotto d’eccellenza legato a brand prestigiosi. Scendendo nel dettaglio: su Twitter, lo zoccolo duro degli influencer è formato da blogger e aziende vitivinicole che possono vantare un ampio numero di follower (e di fan su Facebook). Scomponendo l’insieme degli hashtag utilizzati nei tweet sul vino, emergono tre aree semantiche: territorio, prodotti e aziende, gastronomia. A testimonianza, verrebbe da dire, che il vino viene sempre percepito come parte di un contesto più ampio, che comprende tutte le particolarità di un territorio.
Su Instagram le conversazioni attorno al vino hanno un taglio prevedibilmente più conviviale, mentre il vero luogo dove si riuniscono appassionati, addetti ai lavori ed esperti del vino è costituito dai blog specifici. Qui si possono riscontrare alcune tendenze ben delineate. A cominciare dall’attenzione riservata ai vini bio, green ed ecosostenibili. Con un dettaglio non irrilevante: chi va in cerca di vini bio, preferisce acquistarli direttamente dal produttore.
Qui il video con i dettagli della ricerca:
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